Ogni volta che osserviamo un’onda infrangersi contro uno scoglio, vediamo l’apparente aspetto immodificabile della dura roccia, come se niente potesse scalfirla. Eppure, secolo dopo secolo sarà lo scoglio ad essere plasmato dall’azione levigante delle onde, a volte leggere e sussurranti, a volte spumeggianti e vivaci, altre ancora tremendamente spaventose e fragorose. In ogni caso, le onde sono mosse dai venti, di diverse entità, direzioni e forza. Da cosa sono causati i venti? Cosa produce questi variabili respiri d’ aria? E’ il Sole, la nostra stella generatrice di vita, con la sua attività ed i suoi continui cicli. Abbiamo già quattro elementi: la roccia,che rappresenta la terra, il nostro corpo biologico, fisico, il sale alchemico; l’onda che si infrange ciclo dopo ciclo, che rappresenta l’acqua, la parte legata alle nostre emozioni, che tutto muovono (emozioni da anemòs, “ciò che muove”), la parte femminile del nostro Mercurio alchemico; i venti, che rappresentano l’elemento aria, assimilabile ai nostri pensieri, la parte maschile del Mercurio alchemico, Mercurio o Spirito, ed infine il Sole, il fuoco, stendardo della nostra coscienza, di quell’anima che custodisce la nostra scintilla divina, il Solfo alchemico. Sorge subito spontanea una riflessione, o almeno dovrebbe: la roccia (il corpo) si plasma per l’azione dell’acqua (le emozioni, che possono essere da lievi a potenti), che è mossa dai venti (i nostri pensieri) a loro volta creati dal Sole (il nostro livello di coscienza). Come mai il corpo si ammala? In realtà, la materia è inerte, è semplicemente modificata al variare delle frequenze che la ordinano, esattamente come le onde del mare la roccia. Curioso che anche un’ onda abbia la forma esatta di una frequenza, in questa immensa realtà olografica e frattalica. I pensieri possono alimentare gigantesche onde emotive, che si nutrono di continuo al rimuginìo incessante che vortica nella testa senza sosta, e sono determinati dal nostro livello di coscienza, che sa darvi una direzione utile e illuminata. Pensiamoci ogni volta che stiamo male: il nostro corpo è soltanto l’ultima parte di noi, esseri esistenti su molti livelli, ad esprimere quello che sta accadendo ai piani più alti.
Vania Nadia Franceschini

