Mi viene in mente una frase di Giorgio Gaber dallo spettacolo” mi fa male il mondo”…: “mi fa male l’ignoranza di andata e quella di ritorno” recitava… Quante applicazioni ho cercato in questa frase arguta e sottile, alcune delle quali terrò esclusivamente per me, visto che posso solo fare, come tutti, un percorso individuale di conoscenza e, purtroppo, la conoscenza non è contagiosa, anche se mi piacerebbe che lo fosse, se non altro per alcune persone che nella mia vita ho incontrato: mi sarei ammalata volentieri. Certe cose non sono condivisibili. A ben pensare l’ignoranza di andata è scusabile, non siamo certo tuttologi, non nasciamo con la scienza infusa e certi tipi di percorsi richiedono soprattutto tempo ed una qualità assai rara: l’assenza di giudizio unita all’apertura mentale. A ben osservare viene difficile accettare idee e concetti che esulino dai nostri sistemi di credenze e convinzioni, frutto di anni di educazione familiare, religiosa, politica, scolastica, sociale e mediatica. In psicologia questo meccanismo si chiama nevrosi: non si accetta qualcosa semplicemente perché non piace, avendo comunque la capacità di fare i dovuti distinguo. Fino qua tutto bene, quasi normale. Sull’ ignoranza di ritorno si potrebbe avere qualcosina di più da dire, forse perché si tratta di un mancato tentativo di colmare un gap di cui ci rendiamo conto. Il signor Garattini è un chimico e ragiona soltanto a colpi di molecole. In questo senso fa il suo lavoro, il suo limitato lavoro. Non considerare gli studi di scienziati esperti in altri campi in grado di spiegare quello che lui non è capace, è pura ignoranza di ritorno. Gettare nel dimenticatoio 200 anni di sperimentazione e di clinica di decine, anzi, centinaia (o migliaia?) di omeopati che hanno esercitato la pratica medica omeopatica sui loro pazienti, è disonestà intellettuale. Non considerare che i morti dell’influenza spagnola curati con l’omeopatia siano attestati intorno al 1%( non ho dimenticato la seconda cifra, siamo proprio fermi ad una cifra di unità) o che i soldati di Napoleone curati da Korsakoff guarissero dal colera con le cure omeopatiche vuol dire tagliare fuori le conseguenti considerazioni sensate, o quanto meno le domande. Meno male che ci sono stati anche gli Hering K., qua e là. L’ignoranza di ritorno si dovrebbe fermare, sedersi, respirare e chiedersi: ” sono forse io che ho bisogno di elevarmi?”… Essendo l’ignoranza assenza di conoscenza, in fondo, possiede il più alto potenziale ancora da esprimere. Tutto questo per dire che finché lo spirito sarà il grande escluso dalla medicina, non si andrà da nessuna parte. E se accettare questo non piace, auguro una buona nevrosi a tutti.
V.F.
http://www.lastampa.it/2015/10/26/blogs/appuntamento-con-l-omeopatia/e-cominciata-la-crociata-contro-lomeopatia-7bSy4vfZE0FEnWJifzChUJ/pagina.html