Vaccini come informazioni

Sapete cosa mi viene da pensare? Si sta evidenziando come la vaccinazione non garantisca l’immunità permanente nei soggetti a cui è stata fatta, bambini in grande maggioranza. Secondo la quarta legge biologica sappiamo che virus e batteri entrano in gioco nei processi di attivazione/disattivazione della malattia attraverso caseificazione e ricostituzione tissutale. Si stanno sperimentando cure anticancro in cui è stato dimostrato che trattare le masse tumorali con batteri e virus delle malattie comuni ne fa regredire lo sviluppo, appunto verifica sperimentale della quarta legge. Abbiamo ben presente che l’intervento nelle fasi della malattia secondo la quarta legge biologica utilizza virus e batteri specifici per il tipo di patologia, che si attivano dal momento in cui è vissuta quella peculiare DHS o shock conflittuale. Teniamo anche presente, come un pezzo di un puzzle importantissimo, che tutto è una frequenza informativa, per cui virus e batteri rispondono in concomitanza e risonanza a questa frequenza, spiegazione per cui troviamo un determinato microrganismo anziché un altro. Facciamo un piccolo sforzo: cosa può succedere in un corpo in cui viene iniettato un antigene patogeno attenuato e comunque portatore dell’informazione di quella patologia? Può essere plausibile che si scateni il processo in senso inverso? Come considerare questo processo? Completo, supponendo che l’informazione dell’antigene possa sollecitare in qualche modo una DHS a livello psichico e attivare uno speciale programma biologico fuori tempo, o peggio, fuori luogo, o incompleto, visto che il bambino non ha vissuto lo shock conflittuale relativo alla patologia per cui è vaccinato? Cosa accade in un sistema quando si stimola l’informazione a livello biochimico e biologico mantenendo separata la psiche, luogo principale in cui la malattia ha origine? Può tutto questo dare inizio ad una separazione tra la patologia sul sistema più denso, quello materiale, e la psiche, in un certo senso dicotomizzando la nostra doppia natura? Può trattarsi del concetto espresso in omeopatia di soppressione dal piano fisico a quelli più profondi, costituiti dalla sfera emotiva e quella mentale, che coincidono con quanto definiamo “psiche” nella Nuova Medicina? Io sono sempre convinta che gli insegnamenti ermetici abbiano espresso molto bene un concetto universale: è sempre il sottile che comanda lo spesso, è l’energia che muove e direziona la struttura della materia. Un intervento che si fa su un sistema vivente sul piano materiale è un atto di forza e soppressione sul naturale dinamismo dell’energia, e non possiamo far altro che aspettarci una reazione uguale e contraria. In perfetta concomitanza e risonanza, con totale rispetto delle leggi di causa effetto, vibrazione o frequenza, ritmo, aspetto psichico, mentale ed emotivo, della realtà, corrispondenza o analogia, polarità e genere, possiamo stabilire una certa equazione:

PATOLOGIA : CORPO FISICO = CONFLITTO : PSICHE

Ogni intervento fatto in questa relazione su uno qualsiasi di questi fattori provocherà inevitabilmente uno sbilanciamento che richiederà il ripristino dell’omeostasi o dell’equilibrio.
Buone riflessioni a tutti.

V.F.

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