Assimilazione o fuga?

Si scappa dentro, più dentro, e non si scappa fuori, o più fuori. Se si vuole abbattere la dualità, non c’è separazione tra ambiente esterno ed ambiente interno. Il corpo è la materializzazione sincronica di una frequenza di coscienza in un tempo e in un luogo, in un Chronotopo. Quando la coscienza si libera di un corpo, avviene quella che chiamiamo morte, ma può materializzarsi in un qualsiasi altro corpo che si manifesterà in un altro Chronotopo, a seconda del livello della sua frequenza. Quando la funzione cessa, la forma decade. Coscienze che vibrano a bassa frequenza materializzeranno corpi di Regni inferiori; livelli di coscienza che vibrano ad alta frequenza potranno materializzarsi oltre l’uomo fisico. Frequenze nitide, armoniche e stabili si materializzeranno in un corpo di salute, perché il campo coscienziale è in salute. È buffo pensare che anche l’utero è un dentro e che il liquido seminale entri in un dentro richiamando la cellula uovo: la somma della loro nuova frequenza attirerà uno stato di coscienza in risonanza per avere materia prima alla costruzione del suo corpo fisico. Tutto questo poteva avvenire solo in un dentro, un seme gettato in un utero di materia, un frattale analogico di come è fatto il Cosmo. Se la rugiada è il seme, la terra è un’endosfera. Esterno e interno, una volta riuniti, ricompongono la chiave spezzata.

Alice, nel suo paese delle meraviglie, entra dentro se stessa, rimpicciolendosi. Apre la porticina, con la chiave.

Perché sciacquate l’esterno della coppa? Non capite che quello che ha creato l’interno è anche quello che ha creato l’esterno?”

Quando farete in modo che due siano uno, e farete si che l’interno sia come l’esterno e l’esterno come l’interno, e l’alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina, e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un immagine al posto di un immagine, allora entrerete. leggiamo nel Vangelo di Tommaso.

Tatanka, lo spirito del bufalo. Lo evocano e lo invocano, affinchè il dentro e il fuori siano Uno. La sua comparsa è nelle praterie e nell’immaginazione del capo, dell’uomo sciamano, dello stregone, dell’uomo medicina, della tribù. Evocano lo spirito di Tatanka, per vederlo con la vista, e lo invocano, per esserne pervasi dall’archetipo, per sentire il suo potere animale, con rispetto di quello stato di coscienza, per immaginarlo. Il crocevia tra i due ambienti, il fuori e il dentro, per come appaiono alla percezione, si incontrano nell’attimo del brivido, quando si sovrappongono, si uniscono in risonanza danzando su onde invisibili che creano il mondo. Un attimo di possessione che mescola le identità, che le fonde, elevando quella animale ad un rango nuovo, mentre dona la propria forza vitale. E’ Il senso del sacrificio, ma è reciproco: l’uomo userà l’involucro del corpo come sostentamento per il suo corpo, avrà la forza dello spirito animale, ma si fonderà con tutto ciò che avrà assimilato, elevandolo. La bestia sarà uomo. Tutto è uno. Così ha fatto il vegetale alla pietra, l’animale al vegetale, l’uomo all’animale, il divino all’umano, o il dio all’uomo. Si evolve solo elevando le frequenze, diventando altro da noi, o da chi crediamo di essere. Per essere altro, per essere nuovo, muore ciò che stava prima, il vecchio. E’ come la liberazione da un involucro. Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Cos’è, dunque, la morte? La tras-FORMAZIONE, il passaggio delle forme? Cos’è l’assimilazione di un cibo, se non l’elevazione ad altra frequenza? Anche la coscienza dunque si trasforma, elevandosi di ottave in salita? Certo, in certi contesti è stata uccisa la poesia; è subentrata la violenza sugli involucri e, specialmente, sugli spiriti. Si è perso il sacrificio, nel significato di compimento di un’azione sacra, di una celebrazione del sacro, di un valore che dà un senso a noi stessi e alla vita anche nei piccoli gesti quotidiani, e al suo posto c’è lo spreco, inutile e fuori misura. Si consuma il mondo, anziché passarvi sopra appena, inosservati e discreti, senza abuso e senza rovina. Lo spirito di ogni Regno di natura viene violentato, inciso a fuoco nel profondo del suo essere, sfregiato e reso inconoscibile. Si precipita, non si eleva. Ora è la bestia che mangia noi, la bestia interiore che regredisce mentre il tempo avanza, che cresce a dismisura nella sua materia oscura, che non sa smettere, non riesce, è fuori controllo. Nel tempo lineare, falso come la pirite, il corpo progredisce a quattro zampe, su un asse orizzontale, convinto dell’infinita crescita, scordando di avere una schiena dritta, che punta al Cielo, che evolve al pari del progresso. Chi assimila chi? Il principio la sua fine? La fine il suo principio? Dal minerale al dio? Dall’atomo alla stella? Energia di fusione, il tempo circolare, come una bolla… .

Avete forse scoperto il principio, che mi interrogate intorno alla fine? Infatti, dove è il principio, lì sarà la fine. Beato colui che raggiungerà il principio: egli conoscerà la fine e non gusterà la morte.sempre nel Vangelo di Tommaso.

Dal microcosmo al Macrocosmo? E se fossimo parti di un unico Essere vivente cosmico, che funziona così, esattamente come vediamo riprodotto nelle forme e nelle funzioni, nelle informazioni e con le energie, nei corpi come nelle forze? Che stoltezza e presunzione ci sarebbero allora, in vista del fatto che non abbiamo compreso poi molto…

Vania

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