Un cosiddetto novax non nasce spontaneamente all’improvviso. Non cresce come i funghi sotto gli alberi. Viviamo in un mondo in cui il modello di istruzione principale è che i vaccini facciano bene sempre e vadano fatti. Siamo stati cresciuti tutti con questa convinzione, anche i novax. C’è chi non se ne fa un problema, c’è chi diventa un talebano fondamentalista, impedendo a sé stesso di valutare se la sua posizione sia poi esatta. Perché dico questo? Perché in realtà coloro che vengono etichettati come novax sono stati provax per tutta la vita, finché non è accaduto qualcosa come quello che potete leggere nel post che ho condiviso. Si tratta di persone convinte della bontà della profilassi vaccinale ma che hanno toccato sulla propria pelle, quella dei propri figli o di amici o conoscenti, cosa possano fare i vaccini esattamente come dei farmaci. Sono coloro che si sono trovati un muro di gomma di fronte alla negazione della correlazione tra vaccino ed effetto avverso, come se un livido nero intorno a un occhio In seguito a un pugno non dipendesse dal pugno. Assumendo qualsiasi farmaco che possa portare a reazioni di questo tipo, quasi tutti i medici ne sospenderebbero l’assunzione, ma se la reazione avviene dopo una vaccinazione, allora cala il dogma: non può essere vero perché il vaccino non causa effetti avversi, oppure uno su un milione. Io mi chiedo se parte della classe medica vada a leggersi il database americano che registra gli effetti avversi, i VAERS, oppure se sia a conoscenza che in Puglia è stato seguito di recente un progetto di segnalazione attiva, e non passiva, legato agli effetti che si presentano dopo una vaccinazione, che ha evidenziato ben 4 effetti avversi su 100 gravi. Mi chiedo se sappia che il modernissimo Giappone ha tolto ogni obbligo vaccinale, consigliando un’età più avanzata per chi volesse fare i vaccini ai bambini, abbattendo la percentuale di morti per SIDS, cosa che nel nostro paese viene liquidata all’autopsia come morte in culla a eziologia sconosciuta per arresto cardiocircolatorio ( in alcuni bugiardini delle vaccinazioni è descritto tra gli effetti avversi gravi l’ arresto cardiocircolatorio, come in alcuni è pure presente nell’elenco l’ autismo ma non ve lo dicono o meglio, non volete saperlo). Dunque tutti i giapponesi sono dei trogloditi che ci vogliono riportare al medioevo? Non è che in realtà siano più liberi dalla nostra incessante e violenta propaganda monodirezionale? Magari non subiscono tante interferenze da parte delle multinazionali del farmaco come noi, oppure sono più in grado di farvi fronte? Che abbiano fatto buon uso dell’osservazione, della rilevazione clinica come metodo scientifico passivo, visto che in scienza non esiste solo la sperimentazione indotta ma anche lo studio degli effetti? Come può essere fatta un’accurata statistica se alla base manca una altrettanto accurata rilevazione dei dati, impedita direttamente da chi dovrebbe realizzarla? Perché non deve valere per i vaccini attraverso un’attenta segnalazione e raccoglimento dati delle reazioni post vaccinazioni? Perché se, in seguito ad un vaccino, il bambino sviluppa un’encefalite e in seguito danni di tipo neurologico, non è possibile che sia stata la vaccinazione? Perché si deduce erroneamente che un’assenza di prove equivalga alla prova di un’assenza? Io non ho visto il pugno che ti hanno dato in un occhio per cui non può essere stato un pugno di cui tu mi parli, ma potrebbe essere altro, e anche se ci fosse stato il pugno, potrebbe essere altro comunque. Questo non è metodo scientifico: questo è metodo fazioso. Molte delle sindromi autistiche diagnosticate nei bambini iniziano così, è la stessa storia ripetuta da migliaia di famiglie: il bambino fa la vaccinazione, insorge in un tempo che va dall’immediato a pochi giorni febbre da cavallo, stato catatonico, insonnia, pianto inconsolabile e continuo, che genitori mai avevano notato prima nel bambino. C’è una grossa difficoltà a riprendersi da questo stato, ma quando passa la febbre, il bambino non parla più, non guarda più negli occhi, non ha più la stessa abilità motoria precedente, compaiono disturbi intestinali e poi c’è una variabilità di sintomi aggiuntivi. Il bambino era sano e stava bene, l’unica cosa che si è frapposta è stata la vaccinazione. Non si può nemmeno parlare di conflitto o dhs, per chi conosce le cinque leggi biologiche, sia perchè per molti di questi bambini e genitori la vaccinazione non costituiva alcun motivo di tensione conflittuale, per cui mancano i presupposti dell’ essere colti di sorpresa, in modo inaspettato e spropositato, senza poter condividere il proprio stato emotivo di shock e con un periodo di simpaticotonia intenso e più o meno lungo, sia perché molti di questi bambini hanno avuto delle reazioni entro una norma allo shock: non tutti i bambini iniziano a urlare e piangere disperatamente. I sintomi come quelli che ne derivano non possono dipendere da una inesistente simpaticotonia in termini di tempo, o ad altissima intensità ma di pochi minuti. La natura biologicamente non potrebbe mai apportare una sintomatologia così grave per l’attacco di una siringa così breve nel tempo, e la situazione accadrebbe anche per qualsiasi tipo di terapia intramuscolare, endovenosa, sottocutanea o intradermica, dovunque si usi un ago: la mia generazione sarebbe piena di autistici, che non è scampata a cure di mesi di penicilline con punture che ti facevano piangere ancora prima di iniziare, che piangevi tutte le volte mentre tentavi di scappare e ti tenevano per farla. Non oso immaginare una caduta dalla bicicletta cosa potrebbe comportare. Sarebbe semmai da valutare in modo intelligente quali effetti epigenetici possa scatenare una vaccinazione sull’ epigenoma ricevente, diverso in ogni individuo, sia nei termini di un antigene che richieda una risposta anticorpale ad un organismo piccolo, che ancora non ha sviluppato in modo maturo il sistema immunitario a risposta anticorpale ma usa prevalentemente quella cellulo-mediata, sia nei termini di tutte le sostanze contenute in un vaccino, che si tratti di metalli, di sostanze chimiche o di DNA ricombinante. Sarebbe necessario indagare gli effetti di una vaccinazione sul campo informativo biologico, nelle alterazioni che può provocare a livello di sistemi complessi, coesistenti in ciascun essere vivente. Altro aspetto fondamentale da valutare, è l’effetto del vaccino sul microbiota in formazione nei vari tessuti del piccolo, essendo direttamente implicato nella risposta immunitaria, nella formazione di un buon terreno costituzionale per il mantenimento di un’omeostasi, nelle interconnessioni con il sistema neuronale e nervoso ( sì, scrivo proprio neuronale perché nell’intestino tenue ci sono pacchettini di neuroni in quantità superiore rispetto a quelli del midollo spinale stesso), endocrino, biochimico e metabolico. In una stessa specie a noi cara, se prendo due larve, quella nutrita a miele diventerà un’ape operaia, l’altra nutrita a pappa reale diventerà Ape regina. Sono entrambe api, ma con funzioni e morfologie differenti. Un semplice alimento ha avuto un effetto epigenetico così potente. Visto che tutto quello che accade è l’interazione tra interno ed esterno e tra esterno ed interno, che tutto può avere azione epigenetica, un’impressione che viviamo, pensieri ed emozioni, l’aria che respiriamo in qualità e come respiriamo, Il cibo e tutto ciò che introduciamo nel nostro corpo come se fosse cibo, che sia per via naturalmente biologica come quella orale o innaturale e non contemplata in ambito di evoluzione spontanea, come quella per via parenterale, come si può, ingenuamente o in malafede, pensare che una vaccinazione non abbia un’azione di switch on/off a livello epigenetico? Come si può supporre con certezza che il DNA ricombinante presente in alcuni vaccini non vada ad interferire sull’ epigenoma del ricevente? Visto che si sta scoprendo sempre di più come virus e batteri apportino modifiche negli interventi, nelle azioni e negli effetti in un organismo in senso epigenetico, per cui in un CAMPO INFORMATIVO, cosa può comportare un’informazione fuori un tempo biologicamente sensato o nella fase sbagliata di una patologia o nella sua assenza? Cosa succede quando ci arriva un’informazione che non è il momento di avere, o nel momento sbagliato? Produrrà delle reazioni opportune? Prima di farvi le vaccinazioni, fatevi delle domande, e se arrivano risposte univoche e semplici e prive di dubbi, andate oltre e informatevi anche del lato B. Poi sarete liberi di fare la vostra scelta in-coscienza, qualsiasi essa sia.