Parte II
L’asse verticale è un diametro che determina uno spazio che va dall’alto al basso in direzione discendente, e dal basso all’alto in direzione ascendente, da nord a sud, da sud a nord. Se da nord siamo caduti, andando a sud, è lì che dobbiamo tornare.
In astrologia l’asse nord/sud è quello di Capricorno/Cancro: nel primo segno abbiamo il dominio di Saturno, ma è un Saturno di terra, che qui coagula la materia densa. E’ il signore del karma, del ciclo causa/effetto di questo gioco/mondo. L’asse Capricorno/Cancro è quello della colonna vertebrale, che negli esseri umani è verticale rispetto al piano di appoggio, non parallela o semiparallela come negli altri animali, per i quali resta orizzontale, precludendo una risalita che evidentemente è condizionata ad alcuni presupposti. In questa compressione in caduta, viene inglobato il fuoco nella materia, come vediamo espresso nel glifo del segno.


Si tratta di un fuoco raffreddato, quasi congelato all’interno della struttura materica, rappresentato dal cerchiolino sul glifo, come anche nella colonna vertebrale, e se ci spostiamo al discorso dei chackra, appare evidente trattarsi del fuoco sacro di kundalini, alla base della stessa colonna vertebrale, che risale accendendo via via le stazioni poste sul percorso, dalla base della montagna al suo vertice. In Medicina Tradizionale Cinese abbiamo l’analogo Jing posto nel Ming Men, nella zona dei reni, un fuoco che costituisce l’energia ancestrale. Dove prende Saturno questo fuoco? Non è certo un suo elemento, visto che si esprime in terra e aria e non certo in fuoco, come nemmeno in acqua. Lo prende dove il sole cade, tramontando alle sue stagioni di dominio, primavera ed estate, all’equinozio di autunno, nel segno della Bilancia. Opposta alla Bilancia, dove questo asse ha il suo altro estremo, troviamo l’Ariete, segno in cui ritorna il Sole, esaltandosi all’equinozio di primavera, e il buio Saturno cade. Quindi, in un ciclo circolare, visto che Saturno/Kronos rappresenta il tempo, questo fuoco passerà dall’equinozio di Bilancia al solstizio di Capricorno, luogo del massimo freddo cristallizzatore/coagulatore, mentre in un passaggio verticale, esploderà in Ariete, liberato nel mondo di materia a inizio ciclo o inizio gioco. L’asse Ariete/Bilancia è l’asse est/ovest: il Sole sorge dove Saturno cade, Saturno sorge dove il Sole cade, e ci ritroviamo così anche un asse orizzontale, in quanto il Sole sorge e tramonta… all’ORIZZONTE. Destra/sinistra, luce/buio, bello/brutto, caldo/freddo e così via.
Interessante che in Bilancia troviamo collocati reni, vescica, tubuli collettori, ureteri, uretra e surrenali, esattamente la zona del Jing nel Ming Men.
Quindi, si risale da sud verso nord e si è polarizzati da est verso ovest. A est abbiamo il segno cardinale dell’Ariete, che è il maschio della pecora, che sfonda le porte, usando anche dire “testa d’ariete”, che rappresenta l’inizio di una nuova stagione, o nuovo livello, mentre a nord abbiamo le capre, simbolo di Capricorno, animali che arrivano tranquillamente alle cime delle montagne, sfidando quasi le leggi fisiche, solide e cocciute quanto il fuoco compresso nella materia.


I due assi si incrociano e formano la croce.
Per risalire, occorre trovare un baricentro che metta in equilibrio le oscillazioni della polarizzazione, degli estremi oscillanti. I segni cardinali danno il via al movimento oscillante, e sono i segni che aprono le stagioni, che partono al via dello starter (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), i segni mutevoli sono quelli che conducono al cambiamento inteso come il passaggio successivo, antioscillamento speculare, come i frazionisti di una staffetta (Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci), mentre i segni fissi sono quelli del baricentro (Toro, Leone, Scorpione e Acquario), che tagliano il traguardo fissando l’arrivo. Questi ultimi sono al centro della croce, e in ordine abbiamo una croce di terra con il Toro, che governa la gola, lingua, laringe e corde vocali, quindi la parola; una croce di fuoco, che governa cuore e arterie, la “vista” sottile o intuizione; una croce di acqua, che governa organi femminili, ano e colon, quindi le passioni, le emozioni e la pulizia interiore, e una croce di aria, che governa il pancreas, il sistema linfatico e le vene, che integra ciò che è già stato precedentemente pulito e si occupa di deSIDERi e pensieri.
Un aspetto interessante è che dove signoreggiano Sole e Luna non si manifesta Saturno e viceversa. Dall’ Ariete alla Vergine, per cui con equinozio di primavera e solstizio di estate, abbiamo esilio e caduta di Saturno, e domicili ed esaltazioni dei due luminari. Questi sei segni rappresentano il giorno nella dualità. Da Bilancia fino ai Pesci, abbiamo esilio e caduta del Sole e della Luna, con domicilio ed esaltazione di Saturno, nei sei segni della notte zodiacale. Il massimo è esilio del Sole in Acquario, nel periodo più freddo dell’anno, in cui il luminario è più contratto e coagulato. Saturno è sia un anti-sole che un anti-luna. In questo settore dello zodiaco, Giove fa le veci del Sole, prendendo domicilio nel terzo fuoco del Sagittario, e della Luna, nell’acqua dei Pesci. Al posto di Saturno, nella zona/giorno dello zodiaco, in aria e terra compare Mercurio.
I segni fissi, i punti centrali, possono essere il “centro di gravità permanente che non ci fa cambiare idea sulle cose e sulla gente”. Ruotando sul nostro asse, siamo al centro, non polarizzati, quindi non sbilanciati, agendo senza agire, danzando secondo ritmo e ciclo in risonanza con l’asse verticale. Certo, si tratta di un continuo lavoro di osservazione di sé e di costruzione della volontà.
C’è però una croce importante, ed è quella del Leone, in quanto riguarda la centratura del cuore.
Ora osserviamo l’immagine dell’uomo vitruviano di Leonardo.

Abbiamo lo stesso uomo in due posizioni diverse: una inserita nel quadrato, l’altra nel cerchio. Nel quadrato la posizione assunta è quella di una croce in cui l’allineamento e la postura, ritta in piedi sulla colonna, è posta sull’asse verticale, mentre le braccia allargate a 90° sulla colonna, sono posizionate in senso orizzontale. I piedi aderenti a terra, i chakra sull’asse verticale. Quattro elementi, quattro punti cardinali, quattro stagioni, mondo di materia. Il quadrato simboleggia la terra, la materializzazione dell’uomo in terra, il discendente. Il disceso porta la “sua croce su di sè”, la croce della legge dello spazio/tempo legato alla gravità, al peso della materia, o meglio, alla massa che ha acquistato peso cadendo di densità.
Anche il piano della scacchiera è un quadrato, a sua volta formato da una base di otto quadratini per un’altezza di altrettanti otto, bianchi e neri, yang e yin, e sappiamo che il numero 8 somiglia tanto al simbolo dell’infinito, al ripetersi del ciclo.
Quante possibilità di gioco e variabili ci stanno su una scacchiera, considerando le mosse di tutti i pezzi? Tante quante le combinazioni genetiche delle basi azotate nel nostro DNA? Chissà…
Il cerchio simboleggia il cielo, in opposizione alla terra, lo spirito alla materia. Il quadrato è il simbolo dell’universo creato, fatto di terra e cielo; il cerchio del non creato, del creatore, del trascendente, e, infatti, non tutto l’uomo riempie il cerchio, ma si posiziona allargando gambe e braccia, trasalendo la materia, ampliando la base di appoggio per rendere stabile il baricentro. Molto semplicisticamente, la posizione dell’uomo nel cerchio mi ha fatto pensare al classico cavatappi a omino: la base a spirale, girando in senso orario, si radica nel tappo di sughero, allargando le braccette di metallo che, una volta spinte in basso, neanche fosse uno sbattere di ali, permettono la salita del tappo. Si spinge verso il basso per salire, verticalmente.

La posizione sull’asse centrale è quello della scala a pioli per la risalita. Su questo asse si annullano gli opposti, vengono assorbiti, riuniti, nella figura dell’androgino, a cui è permesso salire. E’ la posizione che libera dal peso, e infatti il mercurio/androgino ha le ali, la densità è più leggera, quella dell’aria. Mentre il peso va a fondo, l’aria si alza sul pelo delle acque e oltre le vette delle montagne. Unisce in sè sole e luna, maschile e femminile.

Quindi, se accadrà di uscire in quanto già accaduto, ci troveremo leggeri come l’aria, con corpi più sottili, lungo un asse verticale, in condizione di neutralità interiore. In questa opzione, si può proprio cambiare il dischetto di gioco, non abbiamo debiti.
I giocatori che restano dentro hanno due possibilità: superare il livello di gioco, e incarnarsi per il successivo, sebbene sempre sullo stesso disco, oppure non completare il livello e il suo superamento, per le mosse sbagliate o in quanto fatti fuori dagli avversari se non, peggio ancora, dal fuoco amico.
Aumentare in numero dei giocatori non vuol dire necessariamente produrre qualità di gioco, specie se la qualità tende al ribasso.
Le opzioni per ripetere questo stesso livello sono esaurite da un cambiamento astrologico che riguarda Saturno.
Continua
