Ciò che deve accadere accadrà perchè è già accaduto

parte III

Diventa più difficile addentrarsi nei meandri filosofici e mistici provenienti da altre culture, conoscenze e discipline, specialmente se si resta fissati a livello di mente/pensiero, ma l’intenzione è quella di proseguire sul discorso iniziato con la prima parte di TUTTO CIO’ CHE DEVE ACCADERE ACCADRA’ PERCHE’ E’ GIA’ ACCADUTO fino a esaurimento scorte, nel senso di intuizioni, analogie e riflessioni sul tema, prendendo spunto da ciò che è già stato detto nel tempo e da ciò che arriva spontaneamente, restando in vigile attesa (in queste situazioni sì che ci vuole!).

La manifestazione oscilla tra due poli, come il dondolare di un’altalena o di una basculla, ma, nel contempo, c’è differenza tra le due. La basculla necessita di due soggetti in posizione opposta, un negativo e un positivo, che non si incontrano mai tranne che per un attimo, quello in cui il fulcro, il centro della giostra, è allineato in perfetta orizzontalità, permettendo ai due opposti di guardarsi dritto negli occhi, ma nelle altre posizioni ci sarà sempre una dominanza di una parte verso l’altra, una in pieno e una in vuoto, in cui una forza sarà in basso e una in alto. A leggere bene le cose, ciò che difetta da una parte abbonda al suo opposto nell’altra e se pensiamo al movimento della basculla, l’oscillazione è la perfetta rappresentazione di una frequenza d’onda: chi si trova in alto, contemporaneamente a chi sta in basso, al massimo degli estremi, sta determinando l’ampiezza dell’onda oscillatoria

La velocità di dondolamento sul gioco determina la frequenza dell’onda per unità di tempo.

Frequenza d’onda
Basculla: la bimba in alto determina l’ampiezza, come anche il bimbo in basso, rispetto all’asse di oscillazione sul fulcro, il centro della giostra

Quando si dice comunemente che si deve “vibrare alto”, cosa vuol dire di preciso? Arrivare alla massima verticalizzazione possibile della basculla? Si cadrebbe, senza un CENTRO di gravità… permanente che non “fa cambiare idea sulle cose e sulla gente”. E’ necessario rendersi conto se si è pronti o meno per salire in verticale senza rischiare di cadere, e si cade se non siamo in perfetto allineamento con il baricentro. Vi è un baricentro per il corpo come anche uno per lo spirito. Inoltre, per evitare la caduta, la frequenza deve essere tale da vincere la forza di densità, di caduta, come i panni all’interno del cestello di una lavatrice durante la centrifuga.

1 Corinzi 9: 9-12

9 Non mettiamo alla prova il Signore, come fecero alcuni di essi, e caddero vittime dei serpenti. 10 Non mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime dello sterminatore. 11 Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. 12 Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere.

Il serpente rappresenta la perpetua oscillazione nel e del ciclo, la salita e la discesa sulla giostra, e in questo senso si cade vittime del serpente: spostare il centro su una delle due polarizzazioni ci fa cadere nel punto di massima esposizione, ci porta inevitabilmente ad esserne inghiottiti nei cicli e ricicli, in quanto ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria: agire sul mondo porta una reazione conseguente.

I movimenti dell’onda della basculla, oscillando simultaneamente sui due lati, creano una circonferenza lungo la quale si sale e si scende: sembra il ciclo di generazione del Tao, ma anche il simbolo dell’infinito, un 8 più o meno ampio in base all’altezza d’onda.

Essere nell’oscillazione ma non prenderne parte polarizzandoci equivale all’agire senza agire, o principio del Wu-Wei, all’essere “nel mondo ma non del mondo”.

In poche parole, ci si può credere verticali finchè si vuole, ma se siamo polarizzati e fuori dal baricentro, si cade tra le spire del serpente, del karma di causa effetto, azione/reazione.

Occorre una comprensione profonda di questo senso della vita, e il principio espresso nella terza legge della termodinamica rende chiaro come mai “chi colpirà di spada morirà di spada”, in quanto si esce dal principio del non agire, sotto la legge dell’azione/reazione.

Quando ci si trova, nel mondo fisico, alla massima distanza polarizzata perfettamente di fronte, siamo davanti a una possibilità: trattandosi di due complementari, uno non può sussistere senza l’altro, in quanto pilastri opposti su cui è edificato il mondo: occorre l’integrazione nel centro. In un atomo, il neutrone, che è formato dall’unione di un protone e di un elettrone, è un’integrazione, un atto di eros, il centro, che permette l’oscillazione dei due opposti ed evita l’annichilimento della materia, dell’elettrone sul protone, sull’asse orizzontale. Cosa fanno il maschio e la femmina, quando sono uno di fronte all’altro? Se vogliono integrarsi, si uniscono. L’atto sessuale è l’unione, l’avvicinamento, la messa a terra, come nei fili elettrici, dei poli opposti nel centro: nella zona del baricentro, in zona osso sacro, abbiamo i genitali maschili che hanno archetipicamente la forma di ciò che tende al verticale, il fallo del padre e degli Dei evirati della mitologia, ed entra nella forma femminile da fecondare: un ovulo pronto come una piccola luna in attesa della luce in arrivo, che poi rifletterà nel figlio concepito, verso un terreno/nutrice che circonda uno spazio vuoto, uno spazio madre. Il maschile padre è il numero 1, con unica funzione fecondante, il femminile il numero 2: la compagna che accoglie ed esegue le istruzioni per creare, e la madre, che offre un terreno per far crescere, accudire e proteggere la precedente creazione, come le due fasi lunari.

Ogni movimento oscillatorio produce energia, che sfocia nella vita, e si svela sensato il movimento oscillatorio che si imprime ai rimedi omeopatici al fine di potentizzarli, indicato da Hanhemann, da eseguire con forza e con un angolo di 90°, dall’alto del verticale al basso dell’orizzontale ( lui si appoggiava in orizzontale sopra una Bibbia).

Così

Succussioni omeopatiche per dinamizzare il rimedio

La potentizzazione del rimedio si ottiene come nel video, anche se il braccio dovrebbe essere alzato ancora di più in verticale, vicini ai 90° tra il piano e l’asse di partenza della caduta. Questo movimento meccanico, dal verticale all’orizzontale, è un trasferimento di energia dinamica, di movimento, di animazione del rimedio. Anemòs: ciò che muove.

Sul piano orizzontale abbiamo il maschile e il femminile, su quello verticale lo spirito e la materia.

Due facce della stessa medaglia, o meglio, quattro facce dei due assi/medaglia.

Ad ogni picco e contropicco di un’onda, vediamo il massimo di Yang e, contrapposto, di Yin. A questo punto, abbiamo due oscillazioni: una circolare oraria e antioraria, dal basso all’alto e dall’alto al basso passando sul diametro verticale, e un’altra emicircolare, destra e sinistra, sui lati del pilastro centrale, come le due parti di una mela tagliata ai lati del torsolo. Torno di nuovo per un attimo all’immagine dell’uomo Vitruviano, accennato già nella parte II: nel quadrato, nella materialità, l’uomo è nel mondo in quanto sottoposto alla croce della materia, con le braccia orizzontali ai due poli opposti, inchiodato dal fato, ma nel cerchio braccia e gambe seguono il divenire, il circolare dello spirito nella manifestazione, lasciandosi andare al flusso degli eventi, testimoni che fanno esperienza della vita, nell’armonia dell’agire senza agire, nel mondo ma non del mondo.

Uomo sugli assi verticale e orizzontale

Se si osserva l’immagine in questione, partendo dalla mano appoggiata sul cerchio a destra, proseguendo verso il piede sinistro, risalendo alla mano sinistra, per poi tornare sul piede destro e ricominciando di nuovo, cosa posso vedere? Un’onda di frequenza che si ripete continuamente, formando un 8, il simbolo dell’infinito, o anche lo stesso movimento della basculla.

Quindi, i nostri corpi fisici sono sottoposti a frequenze precise in questa densità di manifestazione, ma quanti altri cerchi di possibili mondi ci sono, in cui oscillare, con altri corpi, forse simili e forse no, ma con le medesime essenze e altri livelli di coscienza? Quanti i (e quanto i) regni di natura?

L’ampiezza d’onda determina il cerchio; i due poli opposti orizzontali rappresentano la lunghezza di un diametro, sono l’est e l’ovest, la destra e la sinistra, il maschile e il femminile; l’altezza d’onda, dal punto più basso a quello più alto, un altro diametro: il sud e il nord, la testa e i piedi uniti lungo l’asse della colonna vertebrale. In ordine, l’asse Ariete e Bilancia, il sorgere e il tramontare del sole: tutto ciò che sta dall’alba al tramonto, dall’ascendente al discendente in astrologia, passando per il medio cielo, è lo Yang e tutto ciò che sta dal discendente all’ascendente, passando per il fondo cielo, è lo Yin; poi l’asse Cancro e Capricorno, la massima espressione dello Yang e dello Yin, del caldo e del freddo, la Porta degli Uomini e la Porta degli Dei, inconscio e conscio, impresso ed espresso, giorno e notte, luce e buio. La basculla, per poter funzionare, ha bisogno di due persone che salgano ai lati opposti, e il fulcro di oscillazione è esterno a loro stessi. Possiamo dire trattarsi espressione di una funzione lunare, in cui la centralità della coscienza è fuori da lei, e può solo essere assorbita nella prima metà fase, riflessa nel pieno, e ceduta nella seconda metà fase.

Nelle immagini sotto ci sono le fasi lunari ma anche le oscillazioni sui due lati della basculla; il punto del fulcro è al centro. L’unico momento di chiusura del cerchio è la luna piena, attimo in cui le fasi si toccano sull’asse verticale, trasformandola in un circolo, ma la completa chiusura si verifica in asse verticale, momento importante quando accade anche dentro di noi.

Cosa cambia andando in altalena? Intanto c’è una sola persona, il fulcro è in alto e gravita, nel senso che precipita, nel nostro baricentro mentre dondoliamo. Non occorrono due persone diverse nel movimento di dondolamento, ma una sola vive entrambi i movimenti sull’asse alto/basso. Ci parla un po’ della caduta sulla terra questa altalena…

Il fulcro, il centro, è un punto fisso, che ruota su se stesso, in senso orario oppure antiorario. In generale, ciò che ruota in senso orario va verso la materia, ciò che ruota in senso antiorario va verso lo spirito, ma si può anche parlare di freccia del tempo: “avanti nel passato e indietro nel futuro”. Quando avvitiamo, giriamo con il cacciavite in senso orario e la vite entra sempre più in profondità, quando svitiamo, la vite esce dal pezzo di legno. Lo spirito si radica nella materia, si avvita in essa, diventa le sue radici, il suo nutrimento. Quel corpo che viaggia sull’asse dell’intangibile, VITalizza il legno quando scende, avVITandosi, e sVITandosi si riconduce alla sorgente. Noi portiamo, nel corpo come un tempio, quel fulcro che si è fatto peso cadendo in basso il sottile è gravitato nello spesso, si è condensato in fuoco coagulato, cristallizzato da Saturno. In altalena, la dualità è spostata all’interno di noi, non abbiamo altri occhi di fronte, ma l’osservazione di noi stessi e l’apparente opposizione è all’interno, nella nostra mente, che sia di superficie versus quella profonda, o che sia la mente razionale sul cuore. In effetti, la nostra struttura anatomica è fatta di due emiparti: sull’asse orizzontale: abbiamo due emisferi, riuniti dal centrale corpo calloso, due mani e due braccia, due piedi e due gambe, due occhi e due orecchie, e dove vi è dualità, non vi è supremazia o una parte migliore di un’altra, quanto la necessità della loro integrazione, visto che, per funzionare bene, vi è un’alternanza armonica e armonizzabile, e non una simultaneità. Facciamo un passo alla volta, giusto? Certo, se vogliamo un cammino, l’alternanza è necessaria, così come ogni occhio vedrà l’emiparte dello spazio di sua spettanza, ogni emisfero si occuperà di ciò per cui è funzionale e così via. In altalena, gli opposti vanno riuniti dentro di noi, e diventa necessario mantenere l’equilibrio nell’oscillazione del verticale. L’equilibrio è nel naso, che unisce due narici, nella bocca, che riunisce il labbro superiore con quello inferiore, ovvero affetto e istinto, negli organi copulativi, che sono complementari, e in quelli singoli. Poi, mi viene da pensare alla lingua associata alla parola e alla verità che dovrebbe pronunciare, e alle lingue biforcute…

Oscillazione dell’altalena, come le fasi della luna

In questa epoca siamo al massimo dello Yin, dell’inconsapevolezza, del buio, ma il punto di Yang all’interno ci dice che, una volta raggiunta la cresta massima dell’onda, ci sarà una caduta verso il polo opposto, il punto indicante il massimo potenziale slatentizzabile del suo opposto, e viceversa. Mentre il buio è in alto, la luce è in basso, ma il punto di luce è “l’alba all’imbrunire”. Stessa cosa per un oggetto che sta per cadere ma non è ancora caduto: ha in sè il massimo potenziale di energia cinetica, che ancora non si è liberata.

Matteo 5:

13Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, 15né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.

Il divenire si attua attraverso l’unità degli opposti, il loro conflitto genera energia e l’attrito dello scontro abbatte l’armonia del fluire, il che dovrebbe farci capire molte situazioni di questi tempi. Occorre un atto di Eros per riunire gli opposti.

Se siamo in una realtà illusoria, governata dalla percezione parziale, ha senso agire disarmonicamente all’interno di una sfera temporale? Se è già tutto scritto, ha senso l’azione frutto di un’oscillazione polarizzata, o la sua reazione, che inevitabilmente produrranno una serie di squilibri non compensabili se non con altri tentativi di aggiustamento? Ha senso farlo, se la struttura di questo Cosmo è fatta così, secondo queste leggi? Cosa potrebbe comportare su di noi ogni alterazione degli equilibri, uscendo fuori dal nostro ruolo?

Diventa fondamentale sapere quale sia il nostro ruolo, e assettarci sul piano verticale, lasciandoci andare al fluire del divenire, come se fosse una danza.

I Dervisci ruotano in senso antiorario sul proprio asse verticale, mantenendo stabile il baricentro

“Trenta raggi convergono sul mozzo, ma è il foro centrale che rende utile la ruota. Plasmiamo la creta per formare un recipiente, ma è il vuoto centrale che rende utile un recipiente. Ritagliamo porte e finestre nella pareti di una stanza: sono queste aperture che rendono utile una stanza. Perciò il pieno ha una sua funzione, ma l’utilità essenziale appartiene al vuoto.”

“Se le acque sono calme, riflettono la luna. Allo stesso modo, se noi ci plachiamo, riflettiamo il divino.”

“Chiunque voglia portare la luce, deve conoscere le tenebre che sta per rischiarare.”

“La vita è una serie di cambiamenti spontanei e naturali. Non opporre loro resistenza: questo crea solo dispiacere. Lascia che la realtà sia realtà. Lascia che le cose fluiscano naturalmente in avanti in qualsiasi modo loro piaccia.”

“Se si vuole restringere, bisogna innazitutto estendere.

Se si vuole indebolire, bisogna innanzitutto rafforzare.

Se si vuole far perire, bisogna innanzi tutto far fiorire.

Se si vuole prender possesso, bisogna innanzi tutto offrire.

questo è ciò che si chiama una visione del sottile: il molle e il debole vincono il duro e il forte.

Non trar fuori il pesce dalle sue profondità; gli strumenti utili dello Stato non devono essere mostrati al popolo”

Lao Tsu e Tao te ching

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