È da un po’ che sento dire dalla bocca di qualche protagonista televisivo che non è vero che i sieri benedetti siano in sperimentazione, e che, in ogni caso, sono stati testati su sei, ben ( 6 ! ) miliardi di persone ( mi paiono tanti, ma strombazzano numeri così), per cui un tale esteso campione di testati che dovrebbero stare tutti zitti.
Fa inorridire la superficialità di tali affermazioni.
Intanto, i sei miliardi SONO stati la fase 3 di
sperimentazione, nel mentre dello studio. Sì, in quanto in scheda informativa o tecnica di Pfizer veniva menzionato quanto segue:
“Per confermare e verificare la sicurezza di Cominarty, il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio deve fornire la relazione finale sullo studio clinico relativa allo studio C4591001 randomizzato, controllato verso placebo, in cieco per l’osservatore.” Dicembre2023
Quindi, si evince che sia in corso una raccolta di dati di una sperimentazione vera e propria, con una data di termine.
Infatti, è recente una notizia ANSA, del 24 Settembre 2021, da cui estrapolo la conferma, ma non solo:
“Rezza: i vaccinati con Reithera hanno l’esenzione dal green pass, ma chi ha avuto il placebo deve essere rivaccinato. È allo studio un provvedimento anche per gli altri vaccini sperimentali per sanare la posizione delle persone a cui sono stati somministrati”
Il “non solo” è racchiuso in un tacito quesito: se rivaccinano coloro che hanno preso il placebo, dove va a finire il gruppo di controllo per confrontare i dati? Si manda al macero ogni verifica, ogni dimostrazione scientifica in merito a effetti avversi, danni sia quantitativi che qualitativi, decessi e, quindi, rapporto autentico tra rischi e benefici dedotti dal riscontro reale dei fatti, su osservazione clinica.
Ma…
C’è un aspetto peggiore. Mi spiego.
Dire che testare su un campione di miliardi di persone equivalga ad aver raccolto sufficienti informazioni, non vuol proprio dire un bel niente.
Semplifico:
- eventuali reazioni avverse e danni a breve termine sono compresi entro un certo limite di tempo, da subito, pochi minuti, a qualche giorno, settimana, fino un mese. Si sta sistematicamente boicottando la già insufficiente e limitata segnalazione passiva, che invece in fase sperimentale dovrebbe essere attiva
- gli stessi a medio termine variano dal mese a diversi mesi, entro l’anno, e andrebbero seguiti sempre in segnalazione attiva
- a lungo termine può essere necessario un periodo di anni, per cui si dovrebbero mantenere attivi controlli periodici tra le coorti
Capite bene che, togliendo gruppi di controllo, si azzera tutto, ogni possibile comparazione, e che le effettive reazioni, da quelle lievi/moderate a quelle gravi/croniche e con decessi, potranno in futuro essere attribuite a qualsivoglia causa, completamente scollegata al siero sperimentale.
È un modo che elimina automaticamente ogni prova versus.
Ma…
Ancora peggio è aver scambiato un controllo “orizzontale” per un controllo “verticale”, o di profondità. Non si può comprimere il tempo, in quanto è un valore longitudinale di sviluppo di fatti nelle e sulle quantità, non una quantità estensibile su un piano orizzontale fisso. Aumentare numericamente il gruppo a dismisura, con periodi di inizio delle dosi sfalsate nel tempo, non può dare risultati in periodi brevi e simultanei, se non fosse per l’enorme mole di dati da collocare e ordinare, ma, soprattutto, NON VUOL DIRE CHE SIA UNA VERIFICA POSITIVA SUL MEDIO E LUNGO PERIODO. Non si può eliminare, in un piano cartesiano, che ci permette di fare valutazioni, l’asse delle ascisse che rappresenta il tempo che scorre, o ridurne il parametro valutativo come fa comodo per ottenere l’esclusione di una mole di dati. In ogni caso, sul medio e lungo periodo è imperativo osservare le coorti NEI MESI E NEGLI ANNI A VENIRE, NON VUOL DIRE TUTTI INSIEME SUBITO, annullando i gruppi di controllo, in quanto se sul lungo termine dovessero verificarsi effetti gravi o danni irreversibili, tipo carcinogenesi o modifiche al genoma o qualsiasi cosa non immaginabile, vuol dire che saranno compromessi simultaneamente miliardi di esseri umani tutti in una volta.
Vale la pena rischiare tanto?
Non è finita, seguono altre domande:
- a quante persone è stato somministrato il placebo?
- quante persone girano con la falsa sicurezza di essere state vaccinate?
- se viene rilasciato il lasciapassare anche a chi ha fatto il placebo, che differenza sostanziale c’è con chi non ha fatto il placebo?
- perchè discriminare cittadini che non hanno fatto siero genico per scelta da chi è convinto di averlo fatto ma in realtà è nella medesima condizione dell’altro gruppo?
- possiamo dire che il lasciapassare sia una reale misura di prevenzione sanitaria, visto che girano persone “placebizzate”, o una selezione tra chi ha fatto una scelta, a cui sono “concesse” libertà, e chi non l’ha fatta, togliendo diritti intoccabili?
- su quali criteri stabiliscono le percentuali dei sierizzati, visto che si tratta di “uno studio randomizzato… in CIECO per l’osservatore?” Hanno forse la vista dell’uomo bionico o stanno fornendo i dati degli affluiti nelle HUB?
- se c’è un gruppo con placebo, come fanno a sostenere che i dati confermano l’efficacia del prodotto? Come possono, se vengono raccolti male e stanno già studiando di eliminare il gruppo di controllo?
- se i dati verranno raccolti per dicembre 2023, come fanno a stabilire l’efficacia adesso?
- dicono che gli anticorpi svaniscono presto, che sono inefficaci, per cui insistono sulla terza dose. Su quali dati, che non hanno quelli del gruppo di controllo, che sono in cieco per l’osservatore?
- la segnalazione passiva riporta tantissime reazioni avverse, fortemente sottostimate. Visto che chi ha fatto placebo non ne avrà avute, quale sarebbe la reale stima dei danni, se tutti ricevessero il prodotto?
- visto che vogliono intervenire su chi ha assunto il placebo, ovvero sul gruppo di controllo, mi chiedo: avere una coorte esentata dal prodotto, seppure per pochi mesi, serve realmente per un controllo tra i gruppi, e in questo caso non dovrebbero interferire fino a dicembre 2023, o è utile per ridurre effetti avversi e danni e, con la complicità di una segnalazione passiva pessima e di medici e main stream omertosi, creare la percezione di minimo danno, se non innocuità, nelle persone sul prodotto?
- su quali criteri viene deciso a chi destinare il placebo? Randomizzazione in senso assoluto o preceduto da selezioni non notificate al sistema sanitario, magari discriminanti per alcune categorie?
Non forzate risposte, se non ne avete. Piuttosto che rispondere con mantra imparati a memoria, restate fermi alle domande.