Ci viene insegnato, in ambito religioso, che Gesù abbia inchiodato la morte nel senso che l’abbia vinta per la prima volta, aprendo una strada, sconfiggendo qualcosa che nessuno mai aveva sconfitto prima.
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Giovanni 11:25-26
Entenglement? Campo informativo? Coscienze risonanti?
“Poichè, se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà la resurrezione dai morti. E come tutti muoiono in Adamo, tutti riceveranno la resurrezione in Cristo.” 1 Corinzi 11: 21, 22
Il primo Adamo si è precipitato nella materia, l’ultimo Adamo si è risollevato nello spirito.
Gesù è il Figlio dell’Uomo, la faccia materiale della medaglia; il Cristo la scintilla del Padre, il suo seme che, morendo nella terra, origina il germoglio di una nuova vita. Esistono due realtà: una materiale, densa, di precipitazione in uno stato più condensato, quello dei corpi, in cui vige la dimenticanza del Sè, che possiamo identificare con “peccato”, proprio nel senso di caduta, di coagulazione in un sottomondo demiurgico saturnino, e uno più sottile, spirituale, rarefatto, in cui riemerge il ricordo, la natura dei Principi di cui siamo composti, l’origine solare/siderale dell’Uomo.
Di-MENTicare è funzione della mente, che viene resettata, cancellata, come la Luna nuova, ed è fondamentale assettarci su un asse verticale solare, per evitare di assorbire e riflettere ciò che luce non è, che proviene da ladri della mente; ri-cORdare è azione del cuore, che ci permette il recupero della memoria cancellata, ma su un piano superiore, quello dell’oro solare. emittente di essenza anzichè riflettente.
“Il Figlio dell’Uomo è Signore del sabato” troviamo scritto in Luca, al rimprovero rivoltogli di aver lavorato di sabato, che era vietato dalla legge.
Questo in quanto Gesù l’uomo poteva infrangere le regole di Saturno, il demiurgico limite del libero arbitrio, e infatti il sabato è il giorno dedicato alla forza saturnina, mentre il Cristo le avrebbe annullate sempre attraverso la stessa forza carceriera, sciogliendo o solvendo il corpo di materia, tornando in un corpo più sottile, rarefatto, spiritualizzato e luminoso.
Gesù ha avuto paura di essere stato scordato dal Padre, il Cristo in lui invece ha lasciato le faccende al suo corso, ponendosi sul circolo degli eventi, restando fermo nel mondo, sale fisso sulla croce della materia, risorgendo sale volatile, dimostrando che la morte non esiste, non è mai esistita se non all’interno del mondo limite del demiurgo dello scorrere del tempo e dentro la nostra mente, che separa la materia dallo spirito.
Il Figlio dell’Uomo, figlio solare in funzione antisaturnina, è caduto, precipitato nella materia, sottoposto a nascita e morte, nell’apparente separazione degli opposti, che creano effetti dalle azioni/reazioni fuori gestione e controllo, che sono nutrimento continuo nel ciclo del karma, con una differenza: lui ha vissuto la realtà, la vita e gli opposti in scopo integrativo, positivo, agendo senza agire, ma di azioni frutto di una volontà allineata al divino in divenire.
Ha fatto morire il suo corpo per dimostrare che lo spirito continua a vivere, che non è mai morto, in quanto, al di là della materia, la morte non esiste.
Interessante questo passaggio di Paolo:
Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d’altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne. Filippesi 1:23-24
Sciogliere è padroneggiare la legge di Saturno, aver varcato la soglia della materia per lo spirito vivente, trasformando il sale grezzo in sale volatile.
“Voi siete il sale della terra”.
Stare tre giorni negli inferi è stato il passaggio, l’iniziazione del seme alla buia terra. Curioso che 3 giorni corrispondano a 72 ore, come i battiti perfetti del cuore, come i 72 nomi di Dio.
Il corpo di Gesù uomo è morto, il Cristo no, non è mai morto, ma ha fatto esperienza della morte nella materia, aprendo la strada alla vittoria SULLA PAURA DELLA MORTE, per mostrare l’ascesa allo spirito, all’asse verticale, evitando di girare a vuoto nelle spire del cerchio del tempo/serpente.
Quindi, c’è qualcosa di noi che può tornare alle sue origini.
La gravità è stata la forza di caduta che ha fatto precipitare i corpi nella materializzazione densa e pesante, e che per questo soffre: più peso, più sofferenza; l’antigravità ci fa salire, rarefa i corpi che sfuggono alla forza gravità, e possono permettersi di formare un corpo più sottile, invisibile alla materia. Altra dimensione, di cui Cristo è stato ed è l’unico autentico Pontefice dell’era dei Pesci, con buona pace di ponti che conducono alle tenebre.
Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. Apocalisse 20: 6
Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli. 2 Corinzi 5:1
Ci sono altre testimonianze sullo stesso tema, di altri soggetti famosi, appartenenti ad altre culture e vie spirituali o religiose, che verranno trattate sul blog di volta in volta, però inserisco volentieri un particolare di una famosissima serie di film, GUERRE STELLARI, STAR WARS. Gon Jinn è stato un jedi famoso nei racconti della serie, il maestro di Obi Wan Kenobi per intenderci, anche se lascio la sua storia al link che inserisco a fine periodo, da cui però estrapolo qualcosa di molto interessante, sullo stesso filone:
Post-mortem
“Dopo la sua morte fisica per mano di Darth Maul su Naboo, Qui-Gon continuò ad avere un certo impatto sul futuro degli Jedi. Avendo imparato una tecnica della Forza (probabilmente sconosciuta agli Jedi, almeno in quel periodo) da uno sciamano Whill, che gli aveva permesso di mantenere la propria identità dopo essere diventato tutt’uno con la Forza, Qui-Gon tentò senza successo di impedire il massacro dei Sabbipodi di Tatooine, che avvenne per mano di Anakin Skywalker. Jinn aveva anche comunicato in qualche modo con Yoda.
Yoda comunicò con Qui-Gon tramite la Forza e imparò il segreto della “immortalità”, dichiarandosi grato di diventare suo apprendista (Episodio III). L’abilità venne imparata tramite estrema compassione, il rigetto del sé stesso e dell’attaccamento personale, fino al punto in cui l’io fisico scompare, ma la coscienza rimane unita alla Forza.
Yoda imparò la tecnica, e la tramandò ad Obi-Wan Kenobi, che si sarebbe poi addestrato di nuovo sotto la guida dello spirito di Qui-Gon Jinn, che gli diede la possibilità di aiutare Luke Skywalker quando sarebbe stato impossibile altrimenti.”
Fu il primo, da quanto si capisce dal racconto della storia, ad aver abbattuto la porta della morte stabilendo un ponte tra il Sè di spirito e il mondo materiale dei protagonisti.
da JAWAPEDIA, https://starwars.fandom.com/it/wiki/Qui-Gon_Jinn
Pensando a come uscire di qua, restando centrati, mi è venuto in mente il cestello lavatrice, da perfetta fisica della casalinga 4.0.
La rotazione su se stessi, sul proprio centro, permette l’entrata e l’uscita dalla manifestazione, nel tempo, secondo lo spin rotatorio: in senso orario si entra, in senso antiorario si esce. Si può rallentare o accelerare, “prendendo la morte dal dietro o dal davanti”, ma questo mantiene l’equilibrio delle forze in gioco. La rotazione è legata all’asse verticale, al ruotare, mentre la rivoluzione all’asse orizzontale, al girare lungo, lo scorrere degli eventi lungo il circolo. La rivoluzione della Terra intorno al Sole determina l’anno, le stagioni, i passaggi, i cambiamenti nel tempo, mentre la rotazione mette in risalto la dualità. Nuovi cieli e nuova terra ruoteranno con spin opposto rispetto ad ora.
In lavatrice, tanto più la centrifuga va veloce, tanto più i panni restano attaccati sul “circolo”. Da tenere a mente questa parola, usata anche nelle tavole di Toth con un significato analogo.
Se la lavatrice si ferma, cadono sul fondo, non c’è movimento, non c’è tempo, non c’è anemos che muova. L’energia muove, si sa.
Se siamo nel centro, ruotiamo come la ruota di Lao Tsu
Trenta raggi convergono sul mozzo,
ma è il foro centrale che rende utile la ruota.
Plasmiamo la creta per formare un recipiente
ma è il vuoto centrale che rende utile il recipiente.
Ritagliamo porte e finestre nelle pareti di una stanza:
sono queste aperture che rendono utile la stanza.
Perciò il pieno ha una sua funzione,
ma l’utilità essenziale appartiene al vuoto.
Sul circolo accadono gli eventi, e chi vive solo su questi, vive l’orizzontalità, si fa coinvolgere in movimenti fuori controllo, in balìa degli eventi, è del mondo; vivere stando al centro della rotazione, secondo vibrazione che ci verticalizza, ma che è una vibrazione in assenza di vibrazione, fa vivere nel mondo, ma non ne siamo proprietà. Siamo padroni del sabato, non apparteniamo al demiurgo, siamo altro.
Mi viene in mente un’altra centrifuga, Copio e incollo, e lascio il link, ringraziando il blogger da cui potrete leggere.
“La centrifuga da laboratorio è uno strumento utilizzato per accelerare la separazione tra corpi di diversa densità attraverso l’uso della forza, o meglio, dell’accelerazione centrifuga.
Questo processo è definito centrifugazione e si basa sul fenomeno della sedimentazione di un corpo solido ad alta densità mescolato ad un fluido a densità più bassa.
Si tratta dell’applicazione del principio di Archimede e della Legge di Stokes. La centrifugazione, sostanzialmente, mira ad aumentare l’accelerazione gravitazionale applicata alla sospensione presa in esame sostituendola con la forza centrifuga, una specifica forza che agisce su un corpo che si muove con moto circolare.
La centrifugazione permette alle molecole di separarsi in base alla loro densità e, quindi, al loro comportamento in relazione al campo gravitazionale.
Particelle con massa diversa sedimentano a velocità diversa.“
Essere sottili per passare il filtro…
Un setaccio.
E’ chiaro cosa stia succedendo di questi tempi: siamo in centrifuga, e ci sono filtri che separeranno l’oro dal piombo, il sole da saturno, il giorno dalla notte, il grano dalla zizzania. Abbiamo bisogno di adattarci alla frequenza giusta per “sedimentare” un corpo nuovo, sottile, con una massa diversa.
Passare da materia a massa è come passare da terra ad acqua, e se vogliamo che viva, dotato di energia, ad aria.
Per chi ha capito, questa è l’unica azione sensata da intraprendere ORA.









