Cura biologica e cura sintetica

Comunicazione

parte 2

Come comunica un “sistema operativo biologico” all’interno di se stesso?

Grazie a un’efficiente rete di comunicazione agente su più piani di un sistema complesso. Sono coinvolti ormoni, neuropeptidi, impulsi elettrici, sistema nervoso e una rete innestata da miliardi di micorganismi con una loro funzione e composizione variabile per ogni tessuto del corpo. In questi ultimi anni ha avuto particolare rilevanza l’insieme di studi e ricerche sul microbiota.

Che cosa si intende per microbiota? Tutti i microrganismi dell’intestino, in parte autoctoni e in parte di origine ambientale, fanno parte del cosiddetto microbiota, ovvero l’insieme di tutti i microbi che abitano dentro e sulla superficie del nostro corpo: il loro numero è pari a 10 volte quello delle nostre cellule, che sono circa 10 mila miliardi.”

Abbiamo in corpo più microbi e geni microbici che cellule e DNA cellulare, ma dobbiamo comunque tenere presente che anche il microbiota è soggetto ad un campo informativo, ed è espressione di un piano causale, non causa prima.

https://microbioma.it/neuroscienze/asse-intestino-cervello-una-review-per-capire-a-che-punto-siamo-arrivati/

https://microbioma.it/gastroenterologia/ricercatori-usa-scoprono-nuova-forma-di-comunicazione-tra-batteri-e-pareti-intestinali/

Facciamo un esempio, il più diretto: la parola. In comunicazione abbiamo un emittente, che formula e comunica il messaggio, un ricevente, il destinatario del messaggio, e l’effetto del messaggio sul campo informativo, che comprende la reazione psichica. Il messaggio in sé può essere considerato ammalante o non ammalante soltanto in base alla reazione del ricevente, al risultato tra il suo terreno fisico, chimico, biologico, psichico e la natura del messaggio. Su un piano fisico, tra il suo campo di equilibrio informativo e la frequenza interferente. Su un terreno/campo neutrale, non accade niente, ma se il soggetto è polarizzato. in disequilibrio, si sviluppa la malattia e le fasi iper/ipo funzionali di simpaticotonia e vagotonia.

https://microbioma.it/gastroenterologia/ricercatori-usa-scoprono-nuova-forma-di-comunicazione-tra-batteri-e-pareti-intestinali/

Altra comunicazione avviene poi a livello di sistema immunitario. Vedete, non si può imbrogliare più di tanto un sistema immunitario. Noi siamo un impasto di spirito, psiche e materia (corpo), che è l’ultima istanza degli altri due, pur avendo medesima significanza. Se entriamo in contatto con un virus, entriamo in contatto con un’informazione codificata, che avrà una Re/azione, una risPOSTA ( solo per te, individuale). È necessario essere pERvasi dall’informazione, al fine di una veRA risposta, Autentica. Si cREa un intERazione tra GENetica e ambiente, per cui epiGENetica ( la metà femminile è etica perchè preserva la memoria, riflette il sole come la luna, l’argento che pREcede l’oro. Fantastiche le parole!). Se si pensa alle IG, immunoglobuline, cosa sono? Anti-corpi. Sì, ma contro quali corpi? Quelli che si materializzano sotto la condensazione di una frequenza informativa a noi risonante, assonante o dissonante, per cui potremmo essere refrattari, indifferenti, o reattivi considerando inclusiva o straniera al sistema un’informazione/antigene. Una IgA blocca fuori dal circolo sanguigno l’antigene: l’informazione non appartiene all’anima, radicata nel sangue, ma viene lasciata fuori da quel sistema chiuso. Nello stesso tempo, si offre una risposta REattiva all’informazione, che sia in entrata (esogena) o in uscita (endogena, come prodotto del nostro scarto cellulare). Le IgA concorrono alla naturale immunità di gregge. I pazienti che non hanno sintomi o ne hanno pochi sono il vero vaccino vivente.

Nell’antichità il concetto di spirito era spesso associato alla capacità di dare forma e vita alla materia: si pensava a qualcosa di invisibile in grado di dare vita alla materia. Oggi la scienza per vie diverse è arrivata alle medesime conclusioni: alla base di ogni forma di vita organica c’è un’informazione che ordina ogni singola molecola. Fino a poco tempo fa gli scienziati pensavano che tutte le informazioni fossero contenute nel DNA, ma sì è poi scoperto che il DNA è paragonabile ad un hardware che risponde ad un software che sta oltre: veri e propri suoni, o frequenze, che coordinano ogni singolo atomo. Le vibrazioni sono veicoli di informazioni e si propagano nello spazio attraverso un campo: l”informazione ordina le cellule e dà origine alla vita, quindi la biologia degli esseri è meravigliosamente organizzata attraverso il campo informativo da suoni o frequenze. Il dottor Biava ha scoperto che sottoponendo embrioni a cancerogeni prima dell’ organogenesi, non vi è alcuna formazione di tumore nella prole, mentre facendo la stessa pratica dopo la formazione degli organi, si riescono a indurre neoplasie. Perché prima no e dopo sì? Prima dell’ organogenesi ci sono vari stadi di differenziazione cellulare, che danno origine ai foglietti embrionali. Le prime cellule staminali precedenti a qualsiasi differenziazione sono totipotenti, possono cioè diventare qualsiasi cellula. In una fase successiva diventano pluripotenti e poi multipotenti, per passare ad assumere le differenziazioni dei tessuti dei vari organi: 252 cellule di base si moltiplicheranno miliardi di volte. Queste differenziazioni avvengono attraverso processi epigenetici: geneticamente una cellula del fegato o cardiaca o neurologica sono uguali e la loro diversità dipende da ciò che viene spento o acceso epigeneticamente. Si può dire che il DNA sia l’orchestra che esegue e l’epigenetica il direttore d’orchestra che dirige. Biava ha studiato i fattori di differenziazione delle cellule staminali per scoprire che queste, utilizzate sui tumori, lo fanno regredire a cellule normali o ne stimolano l’apoptosi. I tumori sono cellule staminali alterate; in poche parole il dottor Biava sostiene che vada ripristinata la corretta informazione a livello cellulare. Una cellula si altera dal momento in cui riceve un’informazione epigenetica che accende (esprime) o spegne (non esprime) alcuni geni, Una riflessione: chi o che cosa costituisce e induce l’informazione frequenziale che epigeneticamente accende o spegne i geni? Attraverso quali mediatori di tipo chimico, biochimico, bioelettrico, biomagnetico, frequenziale avvengono questi passaggi? Cosa può interferire in questi meccanismi nei normali processi biologici? Può uno stato di coscienza di un essere, visionando questi come un frattale in cui il piccolo riproduce il grande, interferire sullo stato di coscienza cellulare? Può questo stato di coscienza cellulare alterato esprimere un tentativo di tornare all’origine di totipotenza (cancro) ma non riuscirvi totalmente perché privo di soluzione (non c’è via d’uscita, pertanto è preferibile tornare alle origini dove tutto può essere ma nello stesso tempo si presenta un’alterazione in questo stesso stato in. quanto… il resto è analogamente deducibile)? Le considerazioni di questo video sono veramente interessanti.

https://youtu.be/HuDNVLsZhT8

Noi siano una macchina assorbente di informazioni genomiche da sempre, dalla nostra origine su questa terra. Nell’aria c’è un quantitativo di virus pari a 10 elevato alla trentesima potenza, e così nell’acqua e nella terra. Assorbiamo e scambiamo virus continuamente anche attraverso la pelle, non solo con la respirazione o con gli altri orifizi. Dobbiamo stare attenti a dire che si tratti di un nuovo virus, è molto più probabile che si tratti di qualcosa che è sempre esistito e che abbiamo scoperto soltanto ora. Qualcuno ha mai mappato questo infinito numero di virus presenti sulla terra? Certo che no! Facciamo parte da sempre dallo stesso sostrato virale, che non è nient’altro che la componente materiale proteica grazie alla quale può avvenire lo scambio epigenomico tra noi e l’ambiente, fattore fondamentale di adattamento alle continue modifiche della vita sul nostro pianeta. I virus sono fondamentali per l’adattamento della vita: senza di loro, questo non potrebbe accadere. “Abbiamo osservato 8000 persone in salute, senza cioè sintomi di malattia infettiva, asintomatici, e abbiamo fatto analisi genomica sui circa 200 virus che sono maggiormente noti. Cosa abbiamo scoperto? Nel flusso sanguigno di queste persone, totalmente in salute, quindi asintomatiche, con uno storico con assenza di malattia,… e quindi con assenza di anticorpi rispetto ai virus esaminati, abbiamo trovato 42 virus, anche in quantità straordinariamente grandi, incluso l’ HIV, l’epatite B, C e diversi virus influenzali, IN POPOLAZIONE ASINTOMATICA”. Fate una riflessione, perché questa è scienza, non è fazioso consenso con scopo di interesse. Tutti questi virus, come anche altri microrganismi, esistono all’interno di noi da sempre, eppure non ne siamo malati, anche se a volte può svilupparsi una deficienza autoimmune, che in realtà è il prodotto di un equilibrio omeostatico saltato, dipendente dal “terreno”, dalla situazione di base della persona, comprendente più livelli di interazione biologica, psicologica, biochimica e fisica. L’interno del corpo umano è pieno di virus e batteri, di funghi e parassiti. Esistono decine di migliaia di differenti tipi di microorganismi, così come li chiamiamo in generale, e non si può dire di aver fatto un buon lavoro di conoscenza su cosa siano il microbiota e il microbioma e di come questi possano mantenerci in salute. Continuiamo considerarli come un nemico e a combatterli, incapaci di pensare che se la natura si è stabilita in questo modo da sempre, un motivo ci sarà, e a noi sta capirne i meccanismi di funzionamento e le chiavi per il mantenimento di questo equilibrio fondamentale alla vita. Secondo alcune ricerche recenti, è stato scoperto che il cittadino medio americano ha nel proprio intestino soltanto il 10% di microrganismi necessari allo stato di buona salute. Quindi, siamo davvero sani? Come si può vivere con un 90% di immunodeficienza all’interno di un organismo, dato da leggere nella media? Come gli interventi fatti con la forza sull’ambiente microbiomico hanno causato squilibri ancora più difficili da mantenere?

Quando c’è uno sbilanciamento in campo agricolo, l’erba cresce velocemente: possiamo notarlo anche in giardino, dopo che abbiamo ripetutamente tagliato l’erba e osserviamo cosa ricresce e come ricresce. Questo è anche un principio della fisica classica: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, e gli organismi viventi, che erroneamente vengono considerati solo in ambito biologico, sottostanno come sistemi complessi anche al campo fisico. Ciò che compare in un terreno come un campo agricolo o un giardino, che prima non cresceva, era già presente in modo latente nel terreno, e si è manifestato soltanto dopo interventi che ne hanno favorito o reso necessaria la sua comparsa. Lo sbilanciamento che si crea ne rende possibile la comparsa. La proliferazione di erbacce è la manifestazione di uno squilibrio della biodiversità, come analogamente la proliferazione delle infezioni su un organismo, che è il terreno. Come potrà definirsi in equilibrio un terreno ripetutamente inquinato da pesticidi? Come potrà definirsi in equilibrio un organismo continuamente inondato da farmaci, da veleni e agenti inquinanti? Ciò che compare, non sarà forse il tentativo di ripristinare l’equilibrio del sistema perturbato? Ci sono semi presenti nel terreno che potrebbero attivarsi e germogliare in qualsiasi momento, presenti da mesi, anni, decenni, secoli e migliaia di anni, lasciati lì da tutti i fiori e frutti di tutte le piante del mondo, che ne producono il numero incommensurabile da sempre. Lo stesso accadde con i micro organismi. Pensate un po’ alla capacità che hanno i batteri di sporalizzare: si strutturano in modo da raggiungere la massima resistenza a tutti gli agenti esogeni che potrebbero ucciderli, per poi riattivarsi in condizioni più favorevoli, e restare in quello stato di sospensione per tempi lunghissimi. C’è davvero qualcosa di nuovo sotto il sole? Nello stesso modo possono ricomparire erbe che non si vedevano da centinaia di anni. Facciamo fatica a comprendere questa visione perché la nostra mente è allineata in modo sequenziale, lineare, e non globale, sintetico e olistico: se tutto fa parte di una realtà una, unica, allora già in essa esiste tutto, per cui nulla si crea e nulla si distrugge ma è sempre una trasformazione di quello che già c’è oppure un suo riapparire agli occhi di chi, come noi, è racchiuso in un suo cronotopo, in uno spazio-tempo parcellizzato, che non gli permette di comprendere tutta la realtà in modo simultaneo, a meno che non si ponga all’atto di osservazione come denominatore parte del numeratore, accettando e sperimentando la sua peculiarità, la sua differenziazione come parte del numeratore. Il numeratore può essere sempre e soltanto il numero 1. Oggi le malattie vengono trattate con lo stesso approccio dell’agricoltura intensiva: tutti i terreni vengono trattati allo stesso modo, trascurando le singole storie ambientali, utilizzando prodotti che continuano a violarne le caratteristiche naturali, frutto i secoli di storia ( anche i terreni possiedono un loro microbioma e microbiota ), continuamente perfusi da veleni e sementi geneticamente modificate in modo artificiale, snaturando quel prezioso equilibrio, che cercherà in ogni modo di tornare in uno stato ideale di omeostasi con tutti i mezzi, che ha accumulato nel corso della storia, a sua disposizione. La proliferazione delle infezioni negli esseri viventi è dovuta ad un collasso della biodiversità utile del microbioma e del microbiota, che partecipano da sempre e incessantemente al mantenimento dell’equilibrio in quel terreno che noi chiamiamo organismo, che non è fatto solo di corpo materico, ma anche di psiche. Quando c’è biodiversità in un ambiente, che sia una foresta, un terreno agricolo o il corpo di un essere vivente, c’è anche equilibrio, e di conseguenza, si possono manifestare i prodotti di uno squilibrio indotto con azioni che lo hanno minato: si evince in modo palese la continua confusione che si fa in medicina tra causa ed effetto, scambiando infezioni batteriche e virali, che sono un effetto di uno squilibrio, come causa agente di malattia. Più attuiamo azioni di soppressione sul microbiota e sul microbioma, su un aspetto singolo di manifestazione che noi consideriamo malattia staccata dall’intero complesso, più in realtà produciamo malattia, perché spingiamo in profondità qualcosa che avrebbe bisogno di manifestarsi per riposizionarsi in uno stato di equilibrio a causa di precedenti azioni. Non riusciamo a vedere nè” il capo, ne” la coda.

La medicina di oggi non è in grado di comunicare all’interno di sè, tra le varie discipline, ormai in pieno riduzionismo specialistico, e al di fuori di sè, inglobando altre discipline e conoscenze fondamentali e indispensabili.

Lascia un commento