Visione materialistica: la coscienza si evolve con l’evolvere della specie: la materia e il suo cambiare producono coscienza.
Visione olistica: la coscienza si evolve nella specie.
Cambia una lettera di una preposizione articolata. Coscienza D-ella specie, coscienza N-ella specie. In un caso la materia produce coscienza e la domina, relegandola come prodotto ed effetto, eliminando una progettazione, invertendo causa ed effetto; nell’altro la coscienza è ed esiste e si evolve nella materia, nelle specie dei regni di natura, che diventano il suo carrier, il mezzo, lo strumento per questa finalità, esso stesso progetto, contenitore potenziale di tutto ciò che c’è e che, nel cammino di pochi secondi o di eoni, si slatentizza attraverso processi di apprendimento intelligente ed evoluzione. Se la coscienza è la luna piena che riflette al massimo della magnitudo possibile, il dito è l’essere incarnato in un regno di natura che porta all’attenzione (“a-te”n z io ne = A te, in: dentro, io= individuale, ne= di, specificazione) il singolo processo slatentizzato all’interno di quella manifestazione materica specificata. La specie ha quindi la sua coscienza generica di gruppo, la coscienza individuale del singolo che fa esperienza unica e la coscienza del Sè che tornerà da dove è provenuta, ma con un’ottava diversa, informata, esattamente come la pianta ritorna al seme da cui è nata senza sapere chi e cosa sarebbe stata nella sua espressione e, soprattutto, nella sua esperienza. La coscienza porta il progetto intelligente, la materia porta alla coscienza la sua esperienza. Come la linea è un punto che inizia a camminare e va a farsi un viaggio, arricchendo lungo il tragitto le sue forme, così un essere vivente, che sia una pianta, animale o uomo, è la linea che si sviluppa dal suo seme. Li vedete i frattali? Vedete l’ alto come il basso? Come progetto e progettista, osservato e osservatore siano la medesima cosa?