Un assunto in biologia e medicina dice che un virus muta in varianti sempre meno pericolose ma più contagiose perchè non vuole morire, pertanto non è consono, per continuare la sua stessa sopravvivenza, far morire il suo ospite.
Vivere e voler vivere.
Pensateci.
La sopravvivenza è un vero e proprio programma biologico dotato di senso, di scopo.
È necessaria un’infinitesima coscienza di specie, di senzienza di essere un vivente per lottare per la propria sopravvivenza.
Pensate: cos’è un virus?
Un vivente?
No!
Non respira, per cui non è dotato di spirito vivente, non si nutre, non elimina prodotti metabolici perchè non ha metabolismo, non si riproduce.
È un insieme di amminoacidi avvolti da una membrana.
Come alcune pagine di un libro chiuse in una scatola.
Come potrebbe dunque avere coscienza di sè e della propria sopravvivenza?
Chi ha bisogno di chi?
Un essere VIVENTE o un NON vivente? Come può chi non è vivo aver bisogno di fare le cose di un vivo?
Siamo NOI viventi che abbiamo bisogno di un’informazione sensata per proseguire un cammino, risolvere un problema, migliorare una funzione, superare una malattia, non il contrario.
Atomi di silicio non hanno lo scopo di diventare vetro, è chi ha bisogno del vetro che li usa perchè si trovano nella sabbia.
Quindi, perchè i virus si attenuano fino a sparire, in caso di pandemie?
Vi ricordate la spagnola?
Perchè l’umanità è riuscita a fare il vetro, ha superato una fase di evoluzione a fronte di un programma biologico sensato.
Nelle epidemie vale la stessa cosa per le popolazioni più circoscritte.
In natura, ovvio.
Poi, ci sono i conflitti scatenati artificialmente grazie a metodi di ingegneria sociale.
Per creare una pandemia, è necessario un conflitto di massa.
Interessante, vero?