Sto dedicando la mia attenzione a quanto scritto in ” Filosofia della libertà” di Rudolf Steiner, e mi rendo conto quanto sia necessario essere sia preparati che pronti per certi concetti, per comprenderne ogni incesellatura in relazione a precedenti insegnamenti, specialmente di altri maestri. Fondamentale l’attività del saper pensare, mi verrebbe da dire dell’igiene del saper pensare ( trovo molte somiglianze con le saggezze dell’insegnamento di Bruno Grõning).
Crediamo di pensare, in realtà facciamo infruttuoso uso della memoria, che è l’archivio del già pensato, ed già stato pensato tutto il pensabile, nulla di nuovo sotto il sole.
Ricordare è riportare al cuore: il dimenticato è diventato organico, stradigerito, seppure vitale. Ecco che, nonostante ci si trovi di fronte a un procedimento complesso, che segue le leggi del “vivente”, si tratta di riportare alla coscienza ciò che è stato depositato.
Nessuno è libero se non agisce secondo volere, se non sa davvero ciò che vuole. Mi è venuto in mente il dialogo, il primo, che in Matrix Neo, Morfeo e Trinity scambiano con il Merovingio:
“Tu sai perché siamo qui?”
“Sono un trafficante di informazioni: so tutto quello che serve conoscere. Il punto, semmai, è… voi lo sapete perché vi trovate qui?”
“Stiamo cercando il fabbricante di chiavi.”
“Ah già, è vero, sì… il fabbricante di chiavi, certo… ma… questa non è la ragione, non è il perchè. Il fabbricante di chiavi, per sua stessa natura, è un mezzo, non è certamente un fine, per cui cercare lui equivale cercare un mezzo per fare… cosa?”
“Tu hai la risposta a questa domanda.”
“Ma voi l’avete? Credete di averla ma non è così. Voi siete qui perchè siete stati mandati qui, vi è stato detto di venire qui e avete ubbidito.” Come sostiene Bruno Gröning, “Saggezza di Vita di Bruno Groening:
” Molte persone credono di poter pensare chiaramente con la loro testa, di sentire chiaramente. Sono solo tutti in un delirio.”
Ci sono deliri personali e deliri di gruppo, che sono il prodotto della distanza tra il reale e il percepito come tale, tra il vero e il fantastico, tra l’essenza e la sua interpretazione frutto del filtro che si frappone nel processo di lettura del fenomeno, che non è quasi mai pura lettura. Tutto viene filtrato da occhiali che alterano il reale, adeguati e tarati sulle nostre cognizioni limitate e limitanti, sui nostri bias cognitivi.
Andando oltre, per Bruno Gröning noi crediamo di pensare, ma non lo facciamo, piuttosto ci limitiamo a selezionare e accettare i pensieri che già esistono, come agglomerati energetici esistenti, che siano buoni o cattivi, utili o dannosi. In chiave analogica, visto che si attribuisce la funzione del pensare all’attività cerebrale, sappiamo che il cervello ha segnatura lunare ( Luna crescente), pertanto argentina funzione di specchio riflettente, ovvero la mente cerebrale riflette ciò che passa davanti. Che il libero arbitrio consista nella scelta dei pensieri che accogliamo? Viene in mente il celebre passaggio del Cristo:”Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.” Quindi, i pensieri alla sorgente richiedono necessario “taglio”, di netto, se portano alla natura inferiore, e nel contempo occorre pulire percezione (l’occhio che fa inciampare) e l’azione che ne consegue ( la mano). La Luna governa cabalisticamente Yesod, la sfera dell’astrale, che tutto riflette. Quale la soluzione? Occorre irradiare, funzione solare, cardiaca, del Logos Cristico, della sfera Tiphareth, sorgente del vero pensiero. Lì si dovrebbe giungere e, se ancora vi è incertezza e mancanza di solarizzazione del corpo mercuriale, di ignificazione, occorre ispirarsi a chi è solarizzato, fintanto che un lume, come un bacio, accenda un altro lume.