Sono veramente per la libera scelta, in un senso e nell’altro. Non lo dico per dire, crediamo di essere liberi e invece quasi tutti abbiamo una terribile paura della libertà perché non sappiamo gestirla. Chi afferma con sicurezza il contrario mente sapendo o non sapendo di farlo. La libertà quella vera è concessa a pochi esseri: sono quelli che se la prendono e basta e non danno fastidio al resto del mondo. La libertà è un diritto naturale. Proprio per questo per ogni scelta ci saranno delle conseguenze che ognuno dovrà assumersi responsabilmente. Spero soltanto resti tempo a sufficienza per la dimostrazione di certi fatti, non come troppo spesso succede per esempio a grandi personaggi di avere riscontri post mortem. Ogni discussione ultimamente si fa a colpi di studi pubblicati, anche se ci scommetto quello che volete che quasi tutti gli interlocutori non sanno nemmeno di cosa stanno parlando. Sapete cosa mi viene in mente? Le conversazioni fatte in ambito religioso a suon di versetti della Bibbia o di altri testi sacri religiosi al fine di dimostrare chi detiene la verità assoluta. La comunità scientifica non è una signora rintracciabile, che parla autorevolmente e che esiste in quanto tale, ma è composta da decine di migliaia gli scienziati sparsi in tutto il mondo, e gli scienziati sono esseri umani con tutti i pregi e i difetti del caso, incluse purtroppo le varie percentuali di corruttibilità. Chi stabilisce lo studio meritevole di pubblicazione oppure no? Chi è il filtro? Lo chiedo in quanto Horton stesso, direttore di The Lancet, prestigiosa rivista di pubblicazioni scientifiche, disse che più della metà delle ricerche scientifiche pubblicate sono da considerarsi inattendibili per una serie di ragioni, la più importante legata alla manipolazione dei dati. Chi chiama complottismo il conflitto di interessi in ambito di ricerca scientifica forse non ha riflettuto a sufficienza, forse non ha capito in che mondo si trova, perché non riesco a capire altre ragioni. Non capisco perché oscurare chi sostiene dei fatti quando la loro comprensione sarebbe a beneficio di tutti. Non capisco nemmeno questa voglia di fare la guerra per il puro gusto di farla mostrando incapacità ad una discussione sana. Ancora meno l’arroganza… non provo rabbia quando mi trovo risposte come quelle di troll e leoni da tastiera, quando si vede il prevenuto atteggiamento di chi crede di saperla lunga e di conoscere l’interlocutore, di chi discute per il gusto di discutere senza quella dimensione di profondità che dovrebbe avere la conoscenza, no, piuttosto la definirei amarezza. Non sono gli studi scientifici che danno le risposte definitive, siamo noi esseri umani a darle attraverso le nostre reazioni, le nostre esperienze e i fatti che accadono. Più e più volte sono state date verità scientifiche formato acciaio inox 18/10 che a distanza di anni sono state completamente ribaltate, e guai chi osava metterle in dubbio. Ricordo che ai tempi era la maggioranza a sostenere che la terra fosse piatta e un’estrema minoranza osteggiata e minacciata di scomunica a sostenerne e la sfericità. È sempre stata la minoranza ad aver cambiato i paradigmi del mondo. Fossimo in un’età dell’oro sarebbe il contrario. Mi rendo conto solo delle dell’estrema difficoltà a far passare concetti quando manca un reale background di tutte quelle conoscenze che vengono aprioristicamente scartate ma che sono fondamentali nella comprensione di come funzioniamo noi e di come funziona il mondo in tutte le sue scienze. Non ho idea di come si possa colmare questo gap, in quanto occorrono necessariamente anni di studio e di esperienza diretta, una mente sintetica ed intuitiva padrona rispetto a quella razionale ed analitica. Mi rendo altresì conto come in certi campi io stessa abbia dei gap da colmare e trovo questo fatto piacevole ed interessante perché vuol dire che ci sono settori di argomenti che devo ancora conoscere e studiare e sui quali posso soltanto esporre una limitata opinione. Credo che il primo passo sia quello di non considerare assoluto tutto ciò che in realtà è relativo. Il sostegno di qualsiasi assolutismo, in ogni ambito che coinvolga gli esseri umani, che sia teorico o pratico, porta in sè sempre il seme della violenza: il germe che si sviluppa è la mancanza di riconoscimento dell’esistenza di tutto ciò che sta alla polarità opposta, che esiste nonostante la persistente ostinazione nel non voler vedere e prendere in considerazione. Resteremo sempre essere incompiuti se non apporteremo dei cambiamenti…
Esistono due tipi di libertà: una è orizzontale, che libera DA. Costrizioni, coercizioni, impedimenti alla libertà di fare, il tutto limitato da regole. È quella che la maggioranza persegue, che confonde con una libertà superiore. Si trattano la compravendita o la cessione ( in ambo le direzioni) delle gabbie per le “mandrie” umane e del loro ampliamento, giusto che, almeno per un po’, non si vedano i confini delle nuove sbarre.
Poi vi è una libertà verticale, che ci rende liberi DI. È la libertà di essere, ma presuppone l’incontro con la natura della nostra autentica essenza, che non è certo quella della personalità, di una natura inferiore dedita alle brame, lontana dalla solarizzazione dell’Opera che siamo tenuti a compiere.
Natura dell’essenza.
Questa sconosciuta.
Ad ogni modo, si esce solo in verticale, puntando verso Nord.