Porgi l’altra guancia?

Ho un leggero senso di nausea, dato dell’ipocrisia. Che bella scoperta che la guerra sia sbagliata, che ci rimettano i soliti. Si dice che “i soliti”non c’entrino nulla, ma ho le mie riserve. Le situazioni esistono perchè sono complementari, almeno in un mondo fatto come questo. Ci sono i tiranni? Sì, ci sono, ma di fronte a loro, come complemento, c’è un gran numero, a volte immenso, di persone che hanno dato loro consenso, ubbidienza e appoggio. Se non si vuole il carnefice, non si deve essere vittime, ma è evidente che occorra un gran lavoro sull’individuo e il suo stato di coscienza per cambiare le cose e vederle espandersi in uno spazio collettivo, più ampio, che sia spontaneo e non l’esito di un atto di forza, traballante e fasullo. È da tanto che siamo in mano ai tiranni, quasi sempre legittimati dal consenso, e lo ottengono grazie all’inganno, ma… se c’è l’ingannatore è perchè c’è l’ingannato, che sia per imbecillità o per incoscienza, in ogni caso per una scelta disabile. È chiaro ed evidente che non avremo mai dei saggi al potere: il saggio, per questioni intrinseche e per conoscenza di questo mondo, lo evita come la peste, quindi ci troviamo a capo del mondo chi ci troviamo. Se uno ti fa un’offesa, “porgi l’altra guancia” vuol dire dare una possibilità diversa, alternativa, originale, inusuale, spiazzante: se ti si porge un attacco, anzichè rispondere reattivamente, agisci con qualcosa di nuovo, di diverso, su un altro piano, un gradino più in su. Poi, il resto sta a chi è rivolto l’invito, che può essere accettato o respinto, facendo entrare in gioco la sua natura. Porgere l’altra guancia è un atto di magia, di svolta, di trasformazione.

Per quanto? Per sempre?

No, se no si passa dall’essere saggi all’essere stupidi.
Se il terreno è buono, la trasformazione avviene, se no si passa oltre.

Dire che la guerra è sbagliata, al punto a cui siamo arrivati, non ha senso, perchè tradisce la completa incapacità di leggere i fatti, gli accadimenti e la storia. La guerra c’è, alimentata direttamente e indirettamente, e ci sarà sempre finché ci saranno vittime consenzienti. Ci sono, da ambo i lati, esseri indifferenti all’altra guancia, irrispettosi di tutto. Quindi, è ovvio che si vada avanti a guerre.

O si aggiunge alla presa il filo della messa a terra, o nulla cambia.

Vedere gli effetti e scambiarli per causa è il leit motiv mentale nelle teste globalizzate, nei ripetitori inseriti al posto della mente che sa pensare. Cercare di capire sarebbe già un primo passo, ma si vuole solo aver ragione.

Si usano bilance e misure opportunisticamente e ipocritamente diverse, e anche la guerra è occasione di palcoscenico. Che vuoto, che vuoti a perdere…

P.s
I bravi hanno esportato così tanta democrazia per gli altri che per loro non ve n’è più, l’hanno finita tutta.

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