Le origini della malattia I

La ricerca della causa di malattia negli esseri umani, e non solo, è uno dei temi più discussi in ambito di ricerca medica. Vengono pubblicati migliaia di studi a sostegno di una causa certa, o quasi certa, sull’eziologia di una determinata patologia , e inserendo parametri prescelti e selezionati, si arriverà quasi inevitabilmente a una conclusione. Facciamo un esempio pratico: il fumo di sigaretta causa il cancro ai polmoni. Se questa fosse l’unica e incontrastata causa di malattia, ogni fumatore del mondo contrarrebbe una neoplasia polmonare nel corso della sua vita, tanto prima quanto più sono le sigarette fumate nell’arco di una giornata e nel corso del tempo: molti fumatori incalliti hanno iniziato da bambini. In realtà, troviamo tra i malati di questo tumore sia fumatori che non fumatori, come possiamo altrettanto constatare che ci sono moltissimi fumatori che mai lo hanno sviluppato e non lo svilupperanno. Molte persone arrivano in età avanzata fumando e avendo fumato, si suol dire, “come turchi” .

Si cercano allora altre cause, mostrandone le prove con altre sperimentazioni, al fine di comprendere, seppure a mio modo di vedere al fine di giustificare, che vengono attribuite al fumo passivo. Ci troviamo di fronte alla stessa situazione: molti non fumatori, sottoposti a fumo passivo, ovvero costretti a respirare il fumo di sigaretta in presenza di famigliari o colleghi di lavoro, contraggono la neoplasia, mentre molti sottoposti a fumo passivo no, zero tracce. Si allargano in aggiunta a questo contesto le seguenti cause: inquinamento atmosferico, sostanze presenti nell’aria, particolati da combustione di veicoli e riscaldamento, alimentazione e… stress, il generico stress causa madre di ogni disturbo. Non sarebbe neanche sbagliato, ma di certo non si può chiudere il cerchio con un vago e generico concetto di stress, se non per bloccare definitivamente ciò che rimane inspiegato. Si è provveduto anche a invertire le sedi di insorgenza, spostando, a fronte delle medesime cause legate al fumo, la presenza di tumori in altre parti del corpo, impedendo di fatto la risalita della ricerca alle vere cause di malattia. Faccio un inciso: tutto ciò che appartiene all’ambiente esterno e interagisce con un vivente produce epigenetica, diventata materia della biologia, che studia come i fattori ambientali, lo stile di vita e altri fattori esterni possano influenzare l’attività dei nostri geni senza alterare struttura e sequenza del DNA. Questi cambiamenti dovuti ai fattori citati modificano il modo in cui i geni vengono attivati o disattivati, sovrascrivendo il DNA. ovvero spegnendo o accendendo, gruppi di geni specifici, in seguito a impulsi prodotti dall’interazione tra ambiente e vivente, traduzione dell’azione dell’ambiente sul vivente. In parole povere, è come avere una vera e propria copia, che si sovrappone al DNA non modificabile, come fosse un aggiornamento vero e proprio al programma di base, un aggiornamento di informazioni che opera su quei settori del codice genetico, per scopo o per interferenza informativa.

Faccio un esempio: qualcuno passa in una stanza e può accendere volontariamente la luce per necessità, ovvero deve entrarvi per vedere o trovare qualcosa (scopo), ma può esserci anche chi, passando di lì, accenda l’interruttore per un tocco, senza interessarsi di tutto il resto (interferenza). Avete presente i monelli che suonano i campanelli e i citofoni e poi scappano? Un conto è sentire un campanello suonare perché vi è un messaggio in arrivo, che suscita delle azioni da parte nostra, un altro è reagire allo stesso impulso senza uno scopo, attivando sovrascritture. L’epigenetica è il suono del campanello: ci si mette in allerta, si cambia qualcosa nella gestione comune del nostro tempo e del nostro spazio, affinché ci sia la reazione corretta ; se il campanello è stato suonato con scopo, avremo un effetto, se invece è stato suonato senza uno scopo, dal monello che scappa una volta schiacciato il pulsante, avremo una reazione priva di scopo. Quindi l’epigenetica funziona sia su un impulso interno nostro, come reazione a una percezione in una risposta a ciò che sentiamo in seguito, sia su una percezione che ci arriva ma non necessariamente coinvolga il nostro sentito. Altro inciso: la percezione è il puro rilevamento sensoriale, il “sentito” ne è la lettura psichica. Allora cosa coinvolge l’impulso, se non interagisce col nostro sentito? Tralasciando il fatto che possa essere coinvolto un sentito a livello inconscio, e in questo caso noi rilegheremmo il tutto a qualcosa che non ci riguarda, distaccato da noi stessi, erroneamente, potremmo considerare l’input come interferenza nel campo informativo. La risposta del corpo, ovvero della parte materica del nostro essere, risponde sempre a un’informazione più sottile che la preordina e che la ordina, e può essere perturbata da ogni tipo di interferenza. Il corpo eterico è la sede dell’azione in-FORMAtiva. Tutto ciò che entra in relazione con noi può essere, anzi è, causa di interferenza. Ci sono interferenze positive e interferenze negative, nel senso di interferenze che ci fanno bene e interferenze che ci fanno male. Possono essere accesi geni che portano a una situazione migliorativa e altri a una situazione peggiorativa. Andiamo ancora più a monte: da dove proviene un’informazione di salute? Cos’è davvero causa di malattia, in senso profondo, visto che siamo arrivati a parlare di informazioni che sovrascrivono i geni? C’è da dire che, purtroppo, la medicina convenzionale, pur avendo raggiunto livelli d’intervento davvero ragguardevoli e indispensabili in molti ambiti per i quali è insostituibile, abbia perso di vista la causa di malattia, la sorgente e ancora di più come mantenere e proteggere la salute. È importante stabilire un concetto alla base: noi siamo esseri ammalabili. Ci si ammala in quanto siamo ammalabili, questo fa parte della nostra natura. Cambiando la materia in funzione di un’interferenza diventa assodato il fatto di essere tanto ammalabili quanto sanabili. Diventa necessario arrivare al vertice, al fulcro: cos’è l’informazione?

E ciò che mette in forma, che dà una forma o struttura a un corpo fisico. Deve esserci chiaramente un campo informativo in cui risuonano frequenze informative, e nel caso dei viventi si tratta del corpo eterico. Questo corpo fa da raccordo tra il corpo materiale e quello astrale, che comunemente definiamo anima o psiche. Abbiamo dunque una scala gerarchica in cui un’informazione scende nel campo sottostante e lo informa. Cosa informa un campo? L’anima o la psiche, per dirla più semplicemente pensieri ed emozioni, che sono attività dell’anima. Piano mentale e piano emotivo emettono le frequenze, in quanto i pensieri sono energia informata, mentre le emozioni sono energia in movimento, ciò che muove. Frequenze e vibrazioni incidono, lasciano un segno, un messaggio nel corpo eterico. Interferenze protratte nel tempo, frutto di un’azione, esteriore/esterna (letterale nel senso di fisica, chimica, meccanica o sociale e relazionale) o interiore/interna (in questo caso mi riferisco alla percezione-sensazione soggettiva e all’elaborato del percepito, ovvero il sentito), informano il campo. Vi è un elemento indissolubile: noi stessi. Ogni informazione passa attraverso un fulcro, che siamo noi, e tanto meno siamo solidi, centrati, tanto più il fulcro sarà oscillante, e, in proporzione diretta, l’interferenza nel nell’equilibrio del nostro campo. Mantenere un “centro di gravità permanente”, un baricentro fisso nel suo punto ma elastico alle oscillazioni, ci permette di attutire i colpi e dare le giuste risposte con il minor dispendio di energia e variazione sul campo, inteso come evitamento di oscillazioni al di fuori della propria gestione. Quando troviamo una qualsiasi neoplasia, cos’è successo nel campo informativo da variare la formazione e la crescita di tessuti di quell’organo? Perchè i polmoni smettono di replicare le loro cellule secondo quanto predisposto a livello genetico ma si alterano a livello epigenetico? Cosa ha acceso o spento determinati geni per dare una risposta manifestata a livello di cellule, tessuti e organi? Risposta: la nostra psiche. Che sia un’informazione esterna, più o meno intensa, è sempre la nostra reazione interiore a fare la differenza: tutti noi abbiamo le nostre distorsioni percettive che possono farci vedere un problema dove non c’è, oppure possono renderlo più grande di quello che è realmente, tanto da apparirci irrisolvibile, e questo è l’ambito di ciò che sentiamo.

Faccio un esempio pratico, conosciuto in quanto ripreso da più insegnamenti: quello della carrozza, dei cavalli e del cocchiere. Il corpo fisico, materiale, è la carrozza; l’energia che muove, che carica, che raccoglie una forza di lavoro e può muovere la carrozza, sono i cavalli; l’informazione, ovvero la direzione che questa energia libera deve prendere, viene data dal cocchiere. I cavalli rappresentano quella parte di anima che associamo all’Acqua: la potenza dell’acqua che muove, che cambia le cose attraverso la sua azione, acqua che può essere informata a livello molecolare da un messaggio o frequenza, ovvero la sua direzione coerente. L’acqua è potente, talmente tanto che si costruiscono centrali idroelettriche per produrre energia che utilizziamo tutti i giorni a livello civile. I cavalli sono la massa che si muove, che porta in giro il corpo, ovvero la carrozza. Sono acqua informata dal cocchiere. Il cocchiere è quella parte di anima legata al mentale, per cui al pensare e al saper pensare, che dà direzione, che attraverso le briglie dirige i cavalli, per cui modula l’energia motrice e il suo utilizzo. Da chi prende gli ordini il cocchiere? Dal passeggero che porta in carrozza. Quando si sale su un taxi, il taxista ci chiede dove vogliamo andare, non decide lui dove portare il passeggero. Nella carrozza abbiamo un passeggero, ma chi è costui?

E’ la nostra coscienza, intesa come scintilla di origine divina, come voce sottile di quel Padre da cui siamo stati generati, da cui proveniamo. E’ il divino in noi, fuoco sacro. La maggior parte delle persone si identifica nel cocchiere, la propria personalità, con i suoi pensieri e le sue emozioni, completamente sconnesso dalle richieste del passeggero, che in realtà è il protagonista principale di tutto l’insieme, il viaggiatore che usa i mezzi utili. Questo corpo, esattamente come la carrozza, porta in giro in questo mondo materializzato il suo passeggero, ovvero quella scintilla di spirito incarnata, quella voce sottile, divina disconnessa ai più. “Non c’è connessione”, non siamo in linea, ponti interrotti, per cui non si sente e non si ascolta ciò che dentro di noi chiama. Il vero sentito che sana è il fuoco di questa coscienza, fuoco in grado di operare le alchemiche nigredo, albedo e rubedo, di fatto bruciando tutte le false percezioni mentali, le emozioni ingestite e ingestibili e i relativi disagi fisici che si manifestano a seguire, frutto e prodotto di una vita psichica, ovvero la vita del solo cocchiere. Tutti i conflitti, gli shock che sono vissuti da noi si trovano a livello del cocchiere, sconnesso e scollegato da questa scintilla, dotata di un potente potere di guarigione, e di conseguenza viviamo incompleti, con sprazzi di coscienza non sufficienti a renderci consapevoli del percorso che stiamo facendo e di quello che ci sta succedendo. Il cocchiere, da solo, non ce la può fare, in quanto il suo ruolo è quello di eseguire gli ordini del suo passeggero. Sconnessi dal proprio ospite in carrozza, ogni cocchiere andrà a zonzo casualmente, seguendo i propri impulsi mentali ed emotivi, dando ordini, direzioni e intensità nei comandi ai cavalli, spesso come e dove non necessario, restando bloccato per strada o, al contrario, passando per tutte le sfumature, esaurendo le energie in un galoppo sfrenato da continue reazioni seguenti ad ogni impulso. Quel cocchiere che non ascolta la voce del passeggero, la scintilla, o chiamiamolo anche Sè superiore, se risuona più consono, è destinato a non raggiungere la propria destinazione in quanto è solo il passeggero che gliela può dare. Cosa c’entra tutto questo con la medicina? C’entra, in quanto la medicina è tutt’oggi slegata dalla fisica, intesa come studio di campi informativi e di frequenze che gestiscono e condizionano la materia, dalle nozioni profonde di psichismo, anima e spirito. Si è divisa completamente la natura umana spirituale da quella materiale, e cercando le cause di malattie soltanto in ambito materiale, si scambiano in continuazione cause ed effetti, cause attribuite solo ad agenti esterni. Non si tiene mai in riferimento il soggetto come espressione di uno spirito che si è individualizzato nella materia, e questo è l’errore più grave che si possa commettere, che equivale, in un linguaggio di medicina naturale, alla totale mancanza di considerazione del terreno del malato, terreno che, in senso olistico, comprende non solo il corpo fisico, ma tutto quello menzionato finora.

Fine prima parte

Vania

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