“Quando tutto crolla, che cosa resta? Non si tratta di un’idea, ma di un fatto, di un fatto che bisogna vivere. È una realtà che ci viene fatta vivere, fatta vivere al mondo intero, che il mondo lo voglia o no arriva al punto in cui deve sentire, cioè vivere, la realtà del suo essere, quanto è in grado di sopravvivere, capite? E se gli uomini non vogliono arrivarci, beh, ci saranno costretti dalle circostanze e, se rifiutano, saranno spazzati via. No, davvero siamo a una svolta evolutiva, e, quindi, non si tratta certo di discutere, di filosofeggiare, di avere delle idee. Si tratta di trovare quanto in noi può vivere. Questa non è filosofia, non è capitalismo, o marxismo o gandhismo, non è qualcosa di orientale o di occidentale, è un fatto dell’uomo, di un uomo che ancora non conosciamo affatto, perchè ricoperto da una corazza politica, di una corazza familiare. L”attività umana è completamente ricoperta. Ebbene, questa copertura si sta spaccando. Che cosa vuol dire apocalisse? Vuol dire ” mettere a nudo”, “riivelare” è ancora filosofia. Bisogna che l’uomo, in quanto specie, trovi il proprio potere, la propria forza, che trovi quello che egli è, e se non riesce a essere quello che è, la propria realtà profonda, allora non sopravviverà. Scomparirà come sono scomparse altre specie. Il problema è tutto qui. Non si tratta di trovare una migliore filosofia o una migliore religione, ma di essere quanto ha il potere di durare, e così tutto va a pezzi per costringerci ad arrivare a quell’attimo umano in cui diventare ciò che l’uomo è davvero.”
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“Questa è la realtà umana. Non ha nome, no, ma è una forza, una forza di grande dolcezza, come se all’improvviso tutto scivolasse via dalle mani, e resta una dolcezza che capisce tutto, non una cosa dolciastra, ma forte, che guarda dall’alto tutta questa commedia, tutta questa tragedia, e che d’un tratto apre uno sguardo come da altrove. È questo l’uomo, e nessuno può scalfire quella cosa. Possono fucilarti, possono torturarti ma quella cosa resta immobile perchè è. È questo l’anello evolutivo mancante, questo il modo in cui potremo passare altrove, in un’altra specie, meno tragica e meno ridicola. È questa la realtà che ha potere di passare alla prossima tappa. Non saranno certo le nostre filosofie.
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Niente di quanto conosciamo ci aiuterà a compiere la traversata, no, proprio niente, nè Carl Marx, nè il Papa, nessuno, ma semplicemente quella cosa, ” l’essere puro” di ciò che siamo, quella cosa che è come il battito vero del cuore. Questo sì che può passare, perchè è la sola realtà. Tutto il resto sono solo trucchetti che ci hanno insegnato ad avvicinarci un poco alla realtà di ciò che siamo: trucchi religiosi, trucchi marxisti, trucchi ghandisti; tutti trucchi umani che sono serviti semplicemente a farci avvicinare passo passo alla realtà umana, e adesso il fatto, il fatto mondiale che tutti questi espedienti stanno andando in frantumi. Ci è data l’enorme Grazia di vedere sgretolarsi tutte le nostre idee, tutti i nostri sentimenti, tutte le nostre morali. Davvero, abbiamo la Grazia di essere messi a nudo per trovare la cosa che può sopravvivere, la cosa creatrice. Infatti, quando ci troviamo a quel punto d’essere, troviamo che si tratta della forza creatrice, cioè di quanto può cambiare tutto, ma l’evoluzione non è una faccenda individuale; allora bisogna che l’umanità, nel suo insieme, si trovi davanti a quel punto irrevocabile, a quel punto in cui sei oppure non sei. Non essere vuol dire andarsene, sparire, come sono sparite tante specie, ed essere vuol dire poter attraversare tutto, non soltanto, ma trovare la chiave per la ragion dev’essere di questa catastrofe nella quale ci troviamo.
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La bomba è la falsa catastrofe. La vera catastrofe è quando l’uomo non ha più nulla su cui appoggiarsi.
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ma insieme, è la meraviglia.
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Le circostanze ci stanno costringendo. …
Ecco dove veniamo portati, dove stiamo andando.”
Satprem
L’UOMO DOPO L’UOMO
Vania Nadia Franceschini