Se il tuo occhio ti fa inciampare

“Se il tuo occhio ti fa inciampare, cavalo”.

È proprio vero che le comprensioni sono fatte a livelli, ed è normale che siano snodati nel tempo. Quale occhio va cavato? Quello dell’ osservatore “passivo”, dell’uomo meccanico incosciente. Possiamo essere semplici osservatori della realtà, ma se osservarla fa male, se ci allontana dallo scopo, se ci fa disperdere energia e ci fa entrare in una strada a fondo chiuso come un ramo secco, impedendoci di salire il piolo o tono successivo, allora l’occhio va cavato. Non occorre nemmeno essere particolarmente svegli e capaci per osservare questo mondo e riconoscere le sue paludose caratteristiche. Non si è dei risvegliati o degli illuminati semplicemente perché si vede il male o se ne vedono le storture: la gradualità è sempre tra i migliori e i peggiori dei meno svegli, in una spirale al ribasso. Il vero Osservatore è colui che fa cadere la funzione d’onda, dotato di osservazione attiva, per cui cosciente, creativa della visione, creativa dei mondi. L’Osservatore passivo guarda semplicemente quello che è stato creato da altri, per questo non ha via d’uscita; L’Osservatore cosciente trova le vie d’uscita dietro ad ogni angolo, perché le può creare.

” Soltanto gli occhi creano la frontiera perché non vedono il Dentro che sta nel fuori. Solo l’Occhio crea l’unione .È attraverso l’occhio che vi porrete in Lui. L’Occhio crea il Mondo, che fa i mondi. L’Orecchio che intende crea l’Occhio e lo fa crescere. Così, la realtà che si apre all’Occhio ed all’Orecchio apre la strada ad un’altra realtà.”

dal Vangelo di Tommaso

L’occhio che crea è un occhio interiore, capace di immaginazione creativa, in quanto succede all’Orecchio che intende. L’Orecchio che intende è in grado di percepire il Logos dentro di Sè, la Parola Divina Creatrice, il canto dei canti, il suono che struttura con le sue frequenze. Occorre stare sintonizzati, nel tono, in risonanza.

“… e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un’immagine al posto di un’ immagine, allora entrerete. “

Vangelo di Tommaso.

Ricordate Gesù che disse che non si può mettere vino nuovo in otri vecchi e rattoppare un vecchio mantello con stoffa nuova?

Il nuovo non può posare su vecchie fondamenta: cadrebbe. Occorre un processo necessario di morte e rinascita, un’araba fenice che risorga dalle ceneri mortali.

L’occhio passivo, che fa inciampare e che va cavato, è l’occhio che canta quello che vede. L’occhio attivo, quello del vero osservatore, è l’occhio che vede quel che canta.

Scientismo e religione

Lo dice la scienza. Sei uno scienziato? Sei un medico? Sei un virologo? Sei un biologo molecolare? Sei un chimico o un fisico? In cosa sei laureato, tuttologia? Hai frequentato l’università della vita? Hai studiato su Google?

Leit motiv incessanti, che ti vengono ripetuti quando non condividi l’opinione comune, il pensiero unico che determina, forse, anzi, probabile, la maggioranza. Fossimo nell’età dell’oro, chi oserebbe mettere in discussione le riflessioni di una comunità risplendente raggi luminosi di coscienza liquida? Ci sarebbe da bere e respirare dalle parole proferite da ogni labbro, connesso al cuore e all’intelletto, ma non siamo in codesto periodo storico. No, semmai siamo in epoca buia, detta età del ferro, e già dagli anni novanta si è rilevato il declino dell’abbassamento del quoziente intellettivo delle genti, rispetto agli anni precedenti. Facile confondere l’intelletto con la ragione, ma il primo sta alla qualità come la seconda alla quantità, per cui non è dono delle maggioranze, nemmeno quelle vip, e studiare o aver studiato tanto non fa la differenza se non si ha il dono dell’intelletto.

“Se un uomo è uno stupido, non lo emancipi dalla sua stupidità col mandarlo all’università. Semplicemente lo trasformi in uno stupido addestrato, dieci volte più pericoloso.”

Desmond Bagley

“La conoscenza universale può essere rivelata solo ai nostri fratelli che hanno affrontato le nostre stesse prove. La verità va dosata a misura dell’intelletto, dissimulata ai deboli, che renderebbe pazzi, nascosta ai malvagi, che solo potrebbero afferrarne qualche frammento di cui farebbero arma letale. Racchiudila nel tuo cuore, e che essa parli attraverso le tue opere. La scienza sarà la tua forza; la fede la tua spada; e il silenzio la tua corazza impenetrabile.” Ermete Trismegisto

Arrivo allora al dunque, senza allungamenti introduttivi: dicono sia scienza, ma in realtà è religione.

Credevo fosse amore, invece era un calesse.

Proprio così. Non la scienza in sé, badate bene: quella ben fatta, sia benvenuta, e meno male che esiste, pur avendo necessità di corretta collocazione gerarchica che tenga conto della complessità del reale in relazione al vero, ma la sua fanatizzazione, e il riduzionismo a verità infallibile che la trasmutano in scientismo. Per chiarire, la scienza non equivale alla conoscenza, che è un box esponenzialmente più grande che la contiene, ma uno strumento che ci permette di ampliare ciò che si sa e non si sa ancora su un modello lineare di ipotesi/tesi e verifiche, che saranno lette ed interpretate per codificare dei solidi pilastri di appoggio nel proseguimento dei lavori e delle indagini per settori, via via aggiornati con le acquisizioni e le integrazioni di nuovi dati e ulteriori scoperte. A sua volta, la conoscenza è una scatola contenuta nel campo della coscienza, contenitore assai più vasto, ma ci si deve spostare da un asse orizzontale ad uno verticale per potervi accedere, e non c’è RAM umana di memoria che possa contenerla su un cammino fatto solo di processi lineari. Al crocevia, al centro, la sapienza, che attinge dalla coscienza e ama la conoscenza. Facendo esperienza nella materia, nel corpo come tempio del divino, la coscienza diviene consapevolezza, diventa il corpo che sa, la materia che ha un sentiero.

Dunque, in questa scala gerarchica, la scienza sta all’ultimo posto, ed è più uno strumento, un mezzo, che un fine o uno scopo.

Esattamente come la religione, che dovrebbe essere uno strumento di re-ligio, con lo scopo di ri-legare ciò che è stato precedentemente slegato: il cielo con la terra, lo spirito con la materia, il dio con l’uomo. Ce ne sarebbe stato bisogno, visto che gli uomini non camminano certo con gli dei di questi tempi.

La scienza dunque avrebbe il compito di legare l’ignoranza alla conoscenza attraverso processi di induzione, analisi e deduzione, nell’incessante lavoro di spuntare tesi e antitesi a sfavore o sostegno di più ipotesi. Mi pare sia corretto.

La religione ufficiale, e penso al cattolicesimo in quanto siamo in Italia, ma potrebbe valere anche per le altre, ha i suoi rappresentanti: il Papa, i cardinali, gli arcivescovi, i vescovi, i preti, i parroci, il nunzio, il vicario e il primate. Forse ci saranno anche altre figure, tipo i monaci, i frati, le suore e i missionari. Costoro hanno vestigia definite in base al loro ruolo.

Anche in ambito scientifico ci sono dei ruoli importanti: i premi Nobel, gli scienziati considerati più importanti sulla base delle indicizzazioni delle loro pubblicazioni e dei loro lavori, i ricercatori, i cattedratici, i docenti, i giornalisti scientifici e gli opinionisti televisivi.

Esperimenti di psicologia e sociologia, tipo Milgram e Stanford, hanno ben dimostrato quanto sia condizionante l’abito che fa il monaco, l’autorità di un camice che indirizza, in veste di questo potere, i comportamenti dei soggetti che fanno da sperimentatori a loro insaputa. L’obbiettivo era lo studio del comportamento umano di volontari, che non sapevano nulla della natura dell’esperimento, ai quali un’autorità, con tanto di paramenti da scienziato, ordinava loro di eseguire azioni palesemente in conflitto a valori di tipo etico e morale. Il quesito che spinse a queste sperimentazioni derivava dai processi di Norimberga, in cui emerse il conflitto tra mente e azione, cioè se fosse possibile che intere gendarmerie naziste fossero scagionate dalle accuse delle loro azioni terribili perchè semplici esecutori di ordini.

Certo, come chiedere se la coscienza sia un optional, e nel caso, come venga soppressa.

Dunque, abbiamo una gerarchia delle fonti scientifiche così come una gerarchia ecclesiastica e anche le divise o paramenti.

Una religione riconosciuta ha almeno un testo sacro di riferimento, come anche la scienza ha le sue sue pubblicazioni, i suoi testi, gli studi e le riviste. I vari teologi scrivono, i testi diventano materiale di studio e il loro pensiero integrato, e nella scienza abbiamo vari studi comparati e verificati a formare le metanalisi.

L’autorità ecclesiastica non si discute: il Papa è infallibile, e dall’altra parte, “lo dice la scienza”, anche se si sta parlando del nulla. Un peto del Papa è sacro ed è profumato, sempre. Se lo dice la scienza scientista, è comunque vero, anche se la sperimentazione pubblicata non è riproducibile più da nessuno.

Se metti in dubbio la sacra parola degli uomini di Chiesa, pur con prove e ragionamenti, sei un eretico, un apostata e puoi essere scomunicato; se fai lo stesso da scienziato, proponendo conclusioni diverse che hai sperimentato, oppure osservato dal vivo, o che vorresti proporre come studio, se non hai l’approvazione del circolo sacro delle multinazionali di quel settore che finanziano quasi tutti i progetti, vieni deriso, ostracizzato dalla comunità scientifica o radiato da qualche albo.

Prima c’erano i roghi di fuoco per chi fosse accusato di stregoneria, oggi si viene messi al rogo mediaticamente e negli ambienti che contano. Chi non si adegua, viene ignorato.

Se la strega portava delle prove a sostegno della sua innocenza, così come un eretico, doveva fare pubblica abiura; similmente vediamo scienziati, rappresentanti di vari settori scientifici, medicina soprattutto, sostenere una cosa e poi, a poco tempo di distanza, esattamente il contrario, a seguito dell’avversione di sistema che si è palesata alle sue affermazioni.

Il vero religioso si affida al dogma: non si discute ciò che è stato stabilito dall’autorità, anche se fossero evidenti alla percezione e alla verifica l’infondatezza e l’errore.

Non succede forse lo stesso? Quante volte si ripetono, come mantra, dogmi passati per scienza, sotterrando e ignorando osservazioni dal vivo o di clinica medica che confermano altro, di molto diverso? Quante volte si continuano a proporre le stesse idee, nonostante ci sia stato un progresso che dimostra decise differenze rispetto alle posizioni di partenza o considerate solide con insufficienza di prove?

“Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità.”

Alexis Carrel

“Ciò che sappiamo è il principale ostacolo all’acquisizione di ciò che non sappiamo ancora”.

Claude Bernard

Sempre per Claude Bernard, esisteva una scienza attiva, fatta di sperimentazione, ed una passiva, fatta di osservazione. Un emisfero sinistro maschile teorico e uno destro femminile pratico, pensiero e riscontro concreto.

Che dire della disonestà e della corruttibilità degli uomini, che siano religiosi o scienziati? Sono forse santi a prescindere? Sono supereroi inattaccabili nella mente e nel cuore? E dell’omertà interna tra gli ordini e le gerarchie, di fronte alla colpevolezza o alle violazioni etiche e morali?

E dei grossi giri di soldi? Ai premi? Ai favori e favoritismi? Al nepotismo?

Si giurava sulla Bibbia, che nessuno metteva in discussione, e si giura sulla verità scientifica, The Lancet & CO, pena l’accusa di ciarlataneria, senza entrare nei contenuti specifici. Se sei un religioso hai le fonti delle acque della vita, se parli di scienza, ti chiedono: “Le fonti?”

Se affronti il discorso dal punto di vista umanistico, per cui inserendo anche le tue riflessioni, non sei scientifico: le scienze umanistiche non sono scienza, come dire che l’emisfero destro, irrazionale, che è lì e sta di fianco al sinistro occupando spazio analogo e avendo lo stesso peso, non esistesse, come se tutto fosse ridotto ad una mera conta razionale dei dati. Eppure, non tuto può essere misurato…

Diceva Karl Popper : “ Se lo scientismo è qualcosa, esso è la fede cieca e dogmatica nella scienza, ma questa fede cieca nella scienza è estranea allo scienziato autentico.”“La scienza è la ricerca della verità, ma la verità non è verità certa”.

Lo scienziato non è l’uomo che fornisce le vere risposte,è quello che pone le vere domande”

Claude Levi Strauss

Segue con altre parti

Mala tempora currunt, sed peiora parantur

Un contenuto importante, di un maestro buddista molto più “pontefice” di chi non lo è di fatto, pur attribuendosene il titolo. Siamo in un periodo buio, anche se così deve essere, pur essendo necessario aprirsi ai viventi e a tutto ciò che è vita. In Israele è iniziato qualcosa che, verosimilmente, saremo costretti ad affrontare anche noi, se non prendiamo consapevolezza di quanto sta accadendo. Ci sono pesantissime coercizioni a cui sono sottoposti tutti: l’esercito entra nelle case per minacciare le persone affinchè ricevano il vaccino, che sta facendo vittime e sta causando reazioni avverse. In un altro qui, (https://youtu.be/834hO49PCmo) viene testimoniato come siano stati cambiati i dati iniziali dei decessi dal sito ufficiale che tiene le statistiche, peggiori dei morti per malattia, come le persone che rifiutano la vaccinazione vengano licenziate e non possano recarsi ai centri commerciali per fare la spesa. Sul posto di lavoro, chi non ha ancora perso il lavoro per non aver fatto il vaccino, deve indossare un marchio distintivo, abiti di colore diverso che li stigmatizzano, che li marchiano come la famosa stella. Non vi ricorda qualcosa? E’ il momento di uscire dal proprio singolo ed insignificante ego e comprendere che nulla è separato da nulla, che tutti gli esseri viventi cercano la felicità. Arriveranno anche qua. Non è più possibile tacere e fare finta di niente, e TACERE SAPENDO, E’ UN CRIMINE. Questo monaco fa appello a tutte le autorità religiose affinchè parlino. Tutto quello che sta accadendo, è possibile per il sostegno criminale che viene dato alle autorità. Se non ci fosse questo appoggio da parte di certe categorie , l’abominio in corso non potrebbe succedere. Se c’è una mente malvagia, ci sono gli esecutori che non possono più nascondersi dietro all’ubbidienza agli ordini. Chi esegue ordini malvagi, è anch’egli un criminale. E’ impellente arrivare alla consapevolezza, che è coscienza fatta carne, esperita dall’uomo vivente. Dire la verità è un dovere morale.https://youtu.be/ds_9Dgj-weU

Riflessioni spagiriche sulle piante

In natura possiamo classificare le piante anche secondo dinamiche di empatia, considerando il modo in cui viene gestita l’interazione con l’uomo e non soltanto secondo canoni scientifici. In questo senso esistono quattro tipologie di piante:- quelle che vogliono la solitudine e sottolineano il loro desiderio attraverso la velenosità. Un esempio può essere la Digitale che è altamente tossica e con effetti collaterali pericolosi. Sono sicura che avrete pensato anche a piante di una certa fama, come la Belladonna, il Colchico, lo Stramonio…- quelle che si trovano in mezzo agli altri ma non esprimono voglia di comunicare, come la Gramigna che non ha intenzione di dialogare ma di infestare. Ho inevitabilmente pensato alla Robinia e all’Ailanto…- piante che non hanno l’intuizione del dialogo ma si donano e si lasciano lavorare in modo affabile, come tutta la categoria dei vegetali commestibili;- piante che non vivono a contatto con l’uomo ma che hanno sviluppato un innata capacità di dialogo interazione, modulando il loro intervento senza mostrare alcun tipo di resistenza come per esempio l’Aloe. Qualche anno fa è esploso il boom riguardo all’Aloe, considerato la panacea di tutti i mali: mi ha sorpreso scoprire come fosse inclusa in un elenco di piante medicamentose, inciso su una tavola sumera di argilla datata intorno al 2000 avanti Cristo, trovato in Mesopotamia nella città di Nippur. Nefertiti e Cleopatra utilizzavano l’aloe nella loro routine di bellezza e Alessandro Magno la usò per curare le ferite dei suoi soldati reduci dalle battaglie sulla conquistata isola di Socotra, dove vi erano numerose piantagioni. Come sempre non c’è niente di nuovo sotto il sole .Attribuita a Cristoforo Colombo è la frase seguente: ” Quattro vegetali sono indispensabili per il benessere dell’uomo: il frumento, la vite, l’olivo e l’aloe. Il primo lo nutre, il secondo gli rinfranca lo spirito, il terzo gli reca armonia, il quarto guarisce. È sorprendente come ogni Regno sia popolato da individui di natura con caratteristiche uniche e peculiari…

Intelligenza e segni zodiacali

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L’intelligenza nei segni zodiacali puntata 4

Ecco i quattro segni mutevoli dello Zodiaco. Dopo quelli fissi, in cui la stagione ha condensato e coagulato la sua essenza, stabilendone il suo sapore caratteristico, ci troviamo in una fase in cui tutto muta per diventare un’altra cosa: la fine sta per diventare un nuovo inizio. Tutto è mobile, come lo spirito, e nei segni mutevoli ben si esprimono mutamento e cambiamento. Mi ricorda in qualche modo la quinta stagione della medicina tradizionale cinese, al termine dell’estate e prima dell’autunno, perfettamente coincidente con la Vergine. Il primo dei segni mutevoli è quello di aria dei Gemelli. L’intelligenza che esprime è vivace, curiosa, in perenne sete di conoscenza. Il domicilio di Mercurio la rende capace di attingere qualsiasi informazione dovunque si trovi, per cui ogni campo è accessibile, ed una capacità di collegamento e connessione dello scibile. Buone le capacità analitiche e logiche proprio per questo domicilio, ma difettano quelle di sintesi per l’esilio di Giove del segno. Salvo una buona posizione di questo pianeta del soggetto, sarà difficile avere una “visione” complessiva e nel tempo. Intelligenza rapida, capisce e impara al volo, in grado di vedere da più punti di vista una situazione o un problema, mantenendo una certa neutralità, dotata di capacità comunicativa. È l’aria che cambia. Il secondo segno mutevole è quello di terra della Vergine: abbiamo ancora il domicilio di Mercurio, ma nella terra diventa concreto, capace di ordine, metodo e precisione. È il segno del rigore analitico, del senso della misura, di un’intelligenza sobria ma strutturata e organizzata, oltre che funzionale e proiettata sullo scopo. È affidabile anche se un po’ carente di originalità e di visione d’insieme, sempre per l’esilio di Giove. È una intelligenza che sa contare, che si appoggia bene sulla razionalità e il ragionamento. Chiaro che vadano valutate le posizioni individuali. È la terra che cambia. Il segno zodiacale del Sagittario è il segno mutevole di fuoco. Abbiamo la posizione esattamente inversa dei Gemelli: Giove è in domicilio e Mercurio in esilio. Ci sarà quindi una intelligenza di tipo visionario, che non passerà per logica e ragionamento, che lo stancano facilmente. Il Sagittario ambisce a conoscenze di tipo superiore, laddove nel segno zodiacale Giove sia ben posizionato, in ambito spirituale ed esoterico, o di conoscenze poco battute. Apprezza imparare ciò che è nuovo, anche di molto diverso dalla sua forma mentis, che sarà sempre aperta. Intelligenza ed intuizione semplici ma basate su un certo pragmatismo e una buona dose di praticità ed esperienza. L’intelligenza deve fungere da elevazione dell’uomo. È il fuoco che cambia. Ultimo dei segni mutevoli è quello di acqua dei Pesci. Come per il Sagittario, abbiamo il domicilio di Giove e l’esilio di Mercurio. Il segno dei Pesci è abbastanza complesso, anche nell’espressione della sua intelligenza: può andare dai colpi di genio al caos totale. Sicuramente è dotato di intelligenza sociale e interpersonale, con grande capacità di empatia, che può anche sconfinare in acque pericolose, specialmente quando non riesce a mantenere i confini psichici tra se stesso e gli altri, per cui quando nuota in acque che non sono le sue. Vi è la capacità di attingere ad un serbatoio collettivo di intelligenza, andando a chiedere direttamente al motore di ricerca e tuffandosi nella rete, ma vi è difficoltà di ragionamento raziocinante, di analisi ben fatta, con profondità e precisione. È un tipo di intelligenza sensibile, prevalentemente percettiva, con il rischio di interpretazione. Senz’altro in grado di avere una visione completa e complessiva, non sempre spiegabile a parole. Può perdere il filo del ragionamento, uscendo dal tema, ma può anche arricchire di tanti significati un aspetto preso in esame. Il segno che chiude lo zodiaco: è l’acqua del mondo che cambia per un nuovo inizio, per un nuovo ciclo. Nelle quattro parti scritte ci sono indicazioni di massima molto riassuntive, ma si potrebbe aggiungere veramente molto altro. Sono legate alle caratteristiche dei segni, cioè l’espressione della coscienza di quella stagione, di quel mese, ma non è detto che corrispondano pienamente ad un soggetto di quel segno. Essere di un segno preciso vuol dire che il sole si trovava lì al momento della nascita, ma vanno individuate le posizioni di tutti i geni planetari per avere un quadro completo, per cui la somma delle parti può differire anche parecchio rispetto al segno di partenza, in positivo ma anche in negativo. Prossima puntata sui geni planetari e posizioni che favoriscono oppure ostacolano i tipi di intelligenza visti fino a qua

Intelligenza e Segni Zodiacali

Puntata numero 3

L’ultima volta ho pubblicato un post sulle caratteristiche dei segni cardinali, coloro che iniziano il movimento, gli animatori posti sulle porte delle quattro stagioni. Una volta che si è manifestata l’anima della stagione, occorre che prenda radici e si fissi nei quattro elementi, pertanto che si solidifichi e acquisisca la sua qualità. Il primo dei segni fissi è il Toro, il cui elemento è la terra. Abbiamo un’espressione di intelligenza molto pratica, a volte anche grezza, nel senso che va raffinata, che sa cosa fare, che conosce le leggi di natura, come se fossero scritte dentro di sè. Tra i segni di terra è il più creativo, grazie al domicilio di Venere e l’esaltazione della Luna. Protettivo e conservatore, manifesta un’ intelligenza anche di tipo utilitaristico, nel senso che non scarta nulla di ciò che può essere utile. Tiene abilmente in considerazione la tradizione e la rimodella per ciò che serve. È un’intelligenza dotata di fiuto: sente di pancia, è paziente e lungimirante, portata all’ottenimento del risultato con perseveranza. Conosce i cicli e pertanto farà i passi giusti nel momento giusto. Intelligenza naturale e spontanea, semplice e dotata di buon senso, priva di mentalismi e artifici sovrastrutturali di un pensiero che può deviare. Il Toro è dotato di intuizione e sensazione di tipo estroverso, secondo il concetto junghiano. Nel Toro si esprime il sale della Primavera. Il secondo segno fisso è il Leone, il sale dell’estate. Rappresentazione della massima capacità intuitiva individuale. Il tipo di intelligenza si basa soprattutto sulla qualità intuitiva introversa tipica del Sole, che irradia. Ama essere un punto di riferimento. L’intelligenza si manifesta attraverso l’indipendenza di pensiero e di espressione dei concetti che trova, e la parola chiave è la spontaneità. Non è particolarmente portato ai collegamenti, data la caduta di Mercurio nel segno, ma si esprime attraverso il bacino di coscienza individuale a cui può accedere naturalmente. È portato all’ideazione come del resto in generale i segni di fuoco e di aria, pur se su percorsi diversi, pur se alcuni più spiccatamente rispetto ad altri. In Leone non abbiamo geni planetari in esaltazione, perché nulla può essere superiore al Sole. L’intelligenza del Leone segue il ritmo, il cuore. Il Leone acquisirebbe molta più capacità intellettiva se nel Tema Natale si ritrovasse Mercurio in Vergine: avremmo senz’altro una combinazione notevole, e può capitare in un terzo dei nati in questo segno. Vi sarebbe l’unione dell’intuizione con un intelligenza di tipo analitico e razionale. In fondo stiamo parlando del re della foresta. Terzo segno fisso è lo Scorpione, che rappresenta il sale dell’autunno. Siamo passati nell’ Amduat dalla Bilancia, siamo entrati nel crepuscolo prima della lunga notte buia. È il segno fisso dell’acqua. Assai complesso è lo Scorpione: le sue acque non sono quelle chiare e calde del Cancro, ma sono torbide e profonde. Sono le acque in cui le emozioni toccano il lato oscuro e, grazie all’azione di Marte in domicilio notturno, vanno purificate. L’intelligenza è sfaccettata, complessa e articolata. È vissuta su di sé, seppur in modo autocentrato. Come il Leone, anche lo Scorpione è dotato di una forte individualità. Ha un’intelligenza penetrante e indagatrice, scopre l’altro lato della medaglia, il risvolto nascosto, quello che sfugge all’attenzione generale degli altri. Spesso e volentieri è un intelligenza tormentata, proprio perché hai il compito di bruciare le emozioni che potrebbero offuscarla. Domicilio di Marte, per cui il fuoco nell’acqua, e caduta della Luna, per cui può difettare la capacità immaginativa. Intelligenza che si manifesta in modo emotivo. Il segno è stato rappresentato in passato anche dal simbolo del serpente e dell’aquila .Quando si entra nel buio della notte, nell’oscurità più profonda, entriamo nel quarto segno fisso dell’inverno, espresso nell’aria: l’Acquario. Nonostante il nome, rappresenta l’uomo. Rispetto al segno che lo precede, il Capricorno, abbiamo una più favorevole posizione di Saturno che si esprime al meglio nell’aria (l’altro segno in cui c’è in esaltazione d’aria è la Bilancia, che unita a Venere dello stesso segno, dà la posizione ideale per l’espressione della forza vitale. Infatti in Bilancia abbiamo anche i reni e per la medicina tradizionale cinese sono la sede del Ming Men). L’Acquario è il segno che esprime la capacità di pensiero astratto per eccellenza nello zodiaco, grazie alla presenza di Saturno in domicilio e all’esaltazione di Mercurio. L’intelligenza si esprime attraverso una struttura solida del pensiero, che è capace di esplorare territori al di fuori dell’ empirismo e dell’esperienza diretta. Può essere un visionario, precursore dei suoi tempi, avveniristico e futuristico. Un anticipatore di idee nuove. Intelligenza eclettica, indipendente, che non si fa influenzare. L’intelligenza si esprime attraverso il pensiero introverso e la sensazione introversa. Per potersi esprimere secondo gli aspetti tipici del segno, gli amici dell’Acquario dovrebbero avere Saturno e Mercurio in buone posizioni, il che si può ricavare soltanto dal proprio tema natale individuale. La massima solidità e fissità dell’inverno è la stagione in cui poter raccogliere pietre e minerali nella terra profonda, dove le quattro forze delle stagioni li hanno cullati e fatti nascere. I quattro segni fissi rappresentano dunque la coagulazione, la cristallizzazione e l’addensamento massimo della qualità. Il nuovo, l’anima, è entrato dalle porte di equinozi e solstizi, i segni cardinali, e prende forma fissa e si coagula .Interessante notare come i 4 segni zodiacali fissi abbiano le stesse sembianze delle quattro creature viventi menzionate nell’Apocalisse: testa di bue o Toro, di Leone, di Aquila e d’Uomo. “Voi siete il sale della terra”. Alla prossima, con i 4 segni mutevoli, inafferrabili come lo spirito.

Intelligenza e segni Zodiacali

Puntata 2

Altri aspetti da osservare in linea generale sono la divisione su una tripartizione: i segni possono essere cardinali, fissi e mutevoli, e la presenza dei geni planetari in tutti e dodici i segni, in posizioni più o meno favorevoli o sfavorevoli. Avremo quindi tre gruppi di quattro segni con queste caratteristiche, ciascuno per ognuno dei quattro elementi. I segni cardinali sono Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno. Sono i segni corrispondenti agli equinozi e solstizi, danno proprio inizio alle quattro stagioni e il significato di cardinale sta proprio qua: il cardine inteso come iniziatore. Si apre una porta, sorretta in questo movimento dal cardine; è un inizio di qualcosa che comincia di nuovo. L’Ariete è legato alla primavera ed essendo di fuoco, ad un’intelligenza iniziatica intuitiva. Sarà colui che aprirà delle porte nuove, che immetterà qualcosa di mai fatto prima nel campo delle conoscenze. Sarà un vero e proprio apripista, una testa di ariete. L’intuizione non è continua, ma alternante, dovuta alla posizione del sole che però è in esaltazione, e darà punti di intuizione non in senso di continuità fluida, ma a picchi discontinui. Nello stesso tempo il domicilio di Marte darà volontà combattiva nel perseguimento dello scopo, e il saper andare verso la direzione senza disperdere in energie e in distrazioni. La genialata, come si suol dire. L’Ariete funziona per intuizione diretta, esattamente come espresso nel concetto junghiano di intuizione introversa, proveniente dal proprio sole interiore. Segno cardine dell’intuizione. Il secondo segno cardinale è il Cancro, che abbiamo già visto essere campo di intelligenza emotiva, di capacità e di empatia. Il suo campo d’azione sarà legato alla comprensione di sentimenti ed emozioni e delle loro azioni su di sé e in generale. Il Cancro funziona per intuizione indiretta, o meglio per intuizione estroversa, legata alla Luna qui in domicilio, che non irradia direttamente luce propria, ma riflette quella del Sole. Quando le doti di questo segno sono ben sviluppate, vi è capacità di empatia proprio perché si è in grado di percepire il riflesso che viene emesso da chi è intorno. Non si irradia, ma si riflette. Si è in grado di sommare più riflessioni e, grazie all’esaltazione di Giove in Cancro, di avere di tanto in tanto intuizioni “di sintesi” di quanto si è appreso. Al Cancro manca una struttura mentale ordinata: quello che intuisce arriva da qualche parte, apparentemente fuori di sé. È difficile l’azione di una coscientizzazione individuale. Si tratterà di una forma di intelligenza al galoppo e poco guidata. Segno cardine dell’emozione. La Bilancia è l’inizio dell’autunno. Per gli antichi egizi in questa stagione vi era il passaggio nell’Amduat, nel regno dell’oscurità e della notte. Questa porta particolare era rappresentata con il Sole che tramontava in mezzo a due montagne. È il cardine posto tra due mondi, tra la dualità. È un segno di aria, per cui è spiccata la qualità mentale del pensiero. In effetti Saturno è in esaltazione e un Saturno d’aria è sempre legato alla capacità di massima astrazione del pensiero, che è ordinato, disciplinato e coerente. Questa caratteristica si attuerà a picchi e non in modo continuo ed uniforme. Venere in domicilio di aria aggiunge armonia, accoglienza ai pensieri altrui e alla loro considerazione, e bellezza alla manifestazione dell’intelligenza. Il bel pensiero. Molto in questo segno è legato all’espressione della bellezza, dell’armonia e dell’unione dei poli opposti. Il segno difetta di intuizione autonoma e di penetrazione intuitiva classica del suo opposto Ariete, che a sua volta sarà mancante dell’accoglienza, dei modi gentili, dell’armonia e del buon dispiegamento del bel pensiero della Bilancia. Il pensiero sarà di tipo introverso, proviene da dentro di sé. Segno cardine del pensiero. Ultimo dei 4 quattro segni cardinali è il Capricorno. Intelligenza applicata per ottenere il miglior risultato possibile sul piano della materia. Continuità per l’ottenimento dei risultati. Questo tipo di intelligenza ha bisogno sempre di un risvolto pratico, ma portato ai massimi livelli. Non sarà un architetto, ma il migliore degli architetti. Vi a una certa ambizione, una presa di posizione stabile tipo acciaio inox, che però può sconfinare nella rigidità, dato che il domicilio di Saturno in terra è positivo ma fino a un certo punto: può dare anche rigidità, irremovibilità, costanza che può diventare incapacità di rivalutare delle posizioni non proprio idonee. Sono dei grandissimi realizzatori che portano a termine in modo concreto ciò che si sono prefissati, anche con doti di guerriero, quando necessarie. Possiedono ciò che manca al Cancro, e difettano di intelligenza empatica. La loro intelligenza si esprime attraverso la concentrazione e la capacità di srotolare tutto ciò che può esserci di legato ad un aspetto. Valutazioni precise ed accurate. Massimizzazione degli sforzi e nelle realizzazioni. Dritti allo scopo. Insomma, dei caterpillar. Mente strutturata e organizzata, Portata alla stazione ma che può difettare sul piano empirico. Pensiero di tipo introverso. Segno cardine dell’intelligenza realizzatrice. Queste sono caratteristiche generali dei quattro segni cardinali, ma se voi appartenete ad uno di questi segni non vuol dire che siete necessariamente e totalmente così, perché dipende da dove sono messi i vostri geni planetari. Chi nasce in Ariete vuol dire che ha sicuramente il sole in Ariete, perché l’astrologia è solare ed è legata alle posizioni del Sole nei 12 mesi dell’anno, ma non è per niente detto che abbia anche Marte in Ariete. Potrebbe avere la sfortuna di averlo in esilio in Toro, per esempio, e allora le caratteristiche dell’Ariete subiranno delle modifiche: mancherà la capacità di penetrazione, di acutezza, di combattività, di sacrificio per l’ottenimento di uno scopo, e via dicendo. Quindi anche l’espressione dell’intelligenza di ciascuno di noi sarà differente a seconda delle posizioni di tutti i geni planetari. Ho trattato fin qua i segni cardinali uniti ai domicili, esaltazioni, esili e cadute dei sette nei vari segni, per cui si tratta di un discorso generale. Le variazioni sui singoli sono da valutare con il tema natale individuale. Segue con segni fissi prossima puntata

Intelligenza e Segni Zodiacali

Parte 1

Ho postato di recente quei soliti quadrettini che girano su fb, che non so da chi siano fatti, sui segni zodiacali e l’intelligenza nei segni zodiacali, ai quali è stato attribuito un punteggio da 1 a 10. Ovvio che era per ridere, perché posso dirvi che quasi la totalità di questo tipo di post sono ironici, si scherza, e non riflettono la realtà dei fatti, ma visto che non scrivo mai di astrologia, che è uno dei miei interessi principali da 25 anni ( per intenderci ho iniziato scrivendo i temi natali a mano, a cominciare dall’uso del compasso, e dei calcoli fatti a mente e a mano, seguendo le istruzioni senza app, per determinare case e posizioni, idem per calcolare dodecatemori e antisci), lo farò questa volta. Intanto premetto che l’astrologia non è quella stupidaggine fantasiosa su cui le menti razionali fanno narrazioni di ciarlataneria, ma si tratta di affondare le radici in una conoscenza originaria e omnicomprensiva legata alla struttura del Cosmo e della manifestazione. È una madre delle conoscenze. Seguendo le leggi delle corrispondenze, o analogie, le manifestazioni in terra sono lo specchio riflesso di quelle in cielo. Le realtà sottili si slatentizzano nelle manifestazioni più materiali. Le energie hanno una modalità di espressione definibile. L’astrologia quindi non studia solo il Cosmo, ma anche l’Antropocosmo, essendo l’uomo un microcosmo che riflette il macrocosmo. Questo ci riporta al concetto di ologramma, di realtà frattalica e di “immagine e somiglianza”. Mentre l’astronomia si occupa di studiare le stelle nel senso della quantità, con conteggi e numeri usati per calcoli letterali, l’astrologia si occupa della qualità delle stelle, e i numeri hanno altro significato, ma è fondamentale rimanere ancorati a delle leggi che sottostanno, per non fuorviare con interpretazioni personali del tutto arbitrarie, frutto delle proprie proiezioni e fantasie. Non posso aggiungere altro perché soltanto approfondire questi temi porterebbe via altro che una serie di post, e voglio ritornare al tema principale. Tornando a parlare di intelligenza legata ai segni zodiacali, dovremmo dare anche una corretta definizione di che cosa sia l’intelligenza. Sappiamo che questa qualità si manifesta in diverse modalità e si esprime in settori e ambiti diversi. Possono esserci intelligenze di tipo fisico matematico, per cui molto astratte ( fantastico chi le possiede, non sono proprio comuni), o di tipo umanistico empatico, con grandi capacità di comprensione delle emozioni, dei sentimenti e in ambito sociale; o di tipo umanistico filosofico, dotate dello stesso pensiero astratto che ritroviamo nei matematici; altre di tipo artistico e creativo in tutti i settori immaginabili; ci sono intelligenze di tipo istintivo e pratico, basate su una capacità di utilizzare al meglio ciò che l’ambiente offre, di estrema adattabilità e risposta efficace alle emergenze (vi ricordate MacGyver?); ci sono intelligenze che si esprimono con grandi capacità di pensiero sintetico, oppure analitico, o analogico, o anagogico o, meglio ancora nei geni, tutte queste virtù sono espresse e connesse insieme. Devo però dire che la maggior parte delle persone con cui ho degli scambi si crede intelligente. Ci crede davvero, pur manifestando notevoli limiti a questa qualità. Chissà perché finisce sempre così…Sono dell’idea che l’intelligenza possa essere riconosciuta soltanto dall’intelligenza, per cui più uno è intelligente, e meno gli sarà riconosciuta, per una semplice e mera questione di numeri. A parte questa riflessione personale, posso dire che esistono 12 tipi di manifestazione di coscienza intelligente generali, per cui è di questo che si può parlare a grandi linee. Ogni soggetto avrà poi le sue peculiarità legate alle posizioni dei geni planetari. Per questo non tutti gli appartenenti ad un segno saranno intelligenti, oppure stupidi, nel senso che avranno sfumature differenti. In quel post in cui venivano attribuiti dei voti da 0 a 10, troviamo diversi errori di sostanza. Intanto se siete arrivati a leggere fino a qua, complimenti! Ogni segno zodiacale esprime uno stato di coscienza solare, per cui uno stato di manifestazione di coscienza intelligente. Capite che sarebbe sciocco ritenere un mese più intelligente dell’altro, sarebbe semmai utile capire quali siano le differenze e le peculiarità di queste espressioni. In linea generale, abbiamo quattro elementi di densità diversa: terra acqua aria e fuoco, che dividono per quadruplicità, a gruppi di tre, i segni zodiacali. Toro Vergine e Capricorno si esprimeranno con la qualità della terra; Cancro Scorpione e Pesci si esprimeranno con la qualità dell’acqua; Gemelli Bilancia e Acquario con le qualità dell’aria e Ariete Leone Sagittario con quelle del fuoco. Perché di solito si associa ai segni di aria in linea generale la qualità dell’ intelligenza? Perché l’aria è l’elemento analogo al pensiero, alla capacità di pensare, per cui a una mente intelligente. È legata all’energia. Certo, questo non vuol dire che gli altri non pensino, e che non siano intelligenti, ma i pensatori in generale appartengono ai segni di aria, pur con qualità diverse tra di loro. Questo ha portato a ritenere alcuni segni d’aria più intelligenti degli altri ma in realtà è soltanto una modalità di espressione caratteristica umana di intelligenza, più valutata rispetto alle altre, che a mio avviso non sono per niente da meno. La terra e i segni da questa rappresentati sono legati ad una intelligenza di tipo pratico e materiale, per cui è legata a quella parte istintiva che sa già dove deve andare e cosa fare, senza le speculazioni mentali e astratte tipiche dell’aria. La materia che sa e che è intelligente. L’acqua è legata alle emozioni, ai sentimenti, per cui a quelle qualità empatiche e percettive della comprensione dell’altro, del magnetismo della massa, mentre il fuoco è legato alla coscienza del campo informativo, per cui potrebbe essere forte l’elemento dell’intuizione, della coscienza che scende direttamente senza stazioni intermedie, specialmente quelle mediate dal pensiero. La terra sa fare, l’acqua sta sentire, l’aria sa pensare e il fuoco sa intuire. Queste sono le linee generali delle caratteristiche degli elementi ma non sono le uniche a determinare l’intelligenza. Segue parte 2.

Terreno e microrganismi

Si incrina sempre di più il paradigma che lega la patologia a virus e batteri. Il loro equilibrio costituisce un terreno idoneo al mantenimento della Salute. Intervenire con forza sulla modifica di quello che per centinaia di migliaia di anni è sempre stato il microbiota alla base di certi meccanismi del tipo omeostatico, vuol dire provocare scompensi di cui si vedranno gli effetti, nel breve, nel medio e nel lungo termine. Va rivisto il ruolo del sistema immunitario come modulatore di un equilibrio, e non come un esercito sterminatore. In uno stato di salute manifesto, vuol dire che il terreno biologico di quell’ essere vivente sta mantenendo un equilibrio adattativo efficiente e il più idoneo alla vita in quel momento, e ogni intervento dall’esterno diventa di rottura, dal momento che non serve e non è richiesto. Ogni introduzione di microrganismi, oppure ogni sua esclusione, porta al disallineamento dell’omeostasi del terreno. Ogni intervento coatto sul sistema immunitario al fine di produrre anticorpi non necessari in quel momento, provoca alterazione, e sarebbe bene che la scienza se ne occupasse. Il primo sistema organo che viene alterato nella vita di un essere umano, ma ormai anche degli animali che ha vicino, è il microbiota dell’intestino, quella zona di connessione col sistema nervoso tanto da essere considerato il secondo cervello, e la PRIMA BARRIERA IMMUNITARIA di un organismo. Questi studi rilevano Inoltre quanto la quarta legge biologica scoperta dal Dottor Hamer sia corretta e vada riconosciuta, oltre che indagata sui meccanismi che il microbiota e il suo dialogo con gli altri apparati apporta sull’ epigenoma. Ogni terreno, da quello microscopico a quello macroscopico, risponde direttamente al campo informazionale a cui è sottoposto, che ne dirigerà struttura, formazione e funzione. Chi non riconosce questi fatti non tratta di scienza.

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2019/03/01/probiotici-come-disinfettanti-riducono-infezioni-ospedaliere_92b1b0dc-eff6-4c88-8bdb-e6fff90988c9.html?fbclid=IwAR0PQIpK9iEjh21d1mXhJp9TXVYUF9-dmKh7ENml1WwTu-xxKxhQ1yAPuYk

Considerazioni di eziopatologia

Noi siano una macchina assorbente di informazioni genomiche da sempre, dalla nostra origine su questa terra. Nell’aria c’è un quantitativo di virus pari a 10 elevato alla trentesima potenza, e così nell’acqua e nella terra. Assorbiamo e scambiamo virus continuamente anche attraverso la pelle, non solo con la respirazione o con gli altri orifizi. Dobbiamo stare attenti a dire che si tratti di un nuovo virus, è molto più probabile che si tratti di qualcosa che è sempre esistito e che abbiamo scoperto soltanto ora. Qualcuno ha mai mappato questo infinito numero di virus presenti sulla terra? Certo che no! Facciamo parte da sempre dallo stesso sostrato virale, che non è nient’altro che la componente materiale proteica grazie alla quale può avvenire lo scambio epigenomico tra noi e l’ambiente, fattore fondamentale di adattamento alle continue modifiche della vita sul nostro pianeta. I virus sono fondamentali per l’adattamento della vita: senza di loro, questo non potrebbe accadere.” Abbiamo osservato 8000 persone in salute, senza cioè sintomi di malattia infettiva, asintomatici, e abbiamo fatto analisi genomica sui circa 200 virus che sono maggiormente noti. Cosa abbiamo scoperto? Nel flusso sanguigno di queste persone, totalmente in salute, quindi asintomatiche, con uno storico con assenza di malattia,… e quindi con assenza di anticorpi rispetto ai virus esaminati, abbiamo trovato 42 virus, anche in quantità straordinariamente grandi, incluso l’ HIV, l’epatite B, C e diversi virus influenzali, IN POPOLAZIONE ASINTOMATICA” .Fate una riflessione, perché questa è scienza, non è fazioso consenso con scopo di interesse.Tutti questi virus, come anche altri microrganismi, esistono all’interno di noi da sempre, eppure non ne siamo malati, anche se a volte può svilupparsi una deficienza autoimmune, che in realtà è il prodotto di un equilibrio omeostatico saltato, dipendente dal “terreno”, dalla situazione di base della persona, comprendente più livelli di interazione biologica, psicologica, biochimica e fisica. L’interno del corpo umano è pieno di virus e batteri, di funghi e parassiti. Esistono decine di migliaia di differenti tipi di microorganismi, così come li chiamiamo in generale, e non si può dire di aver fatto un buon lavoro di conoscenza su cosa siano il microbiota e il microbioma e di come questi possano mantenerci in salute. Continuiamo considerarli come un nemico e a combatterli, incapaci di pensare che se la natura si è stabilita in questo modo da sempre, un motivo ci sarà, e a noi sta capirne i meccanismi di funzionamento e le chiavi per il mantenimento di questo equilibrio fondamentale alla vita. Secondo alcune ricerche recenti, è stato scoperto che il cittadino medio americano ha nel proprio intestino soltanto il 10% di microrganismi necessari allo stato di buona salute. Quindi, siamo davvero sani? Come si può vivere con un 90% di immunodeficienza all’interno di un organismo, dato da leggere nella media? Come gli interventi fatti con la forza sull’ambiente microbiomico hanno causato squilibri ancora più difficili da mantenere?

Quando c’è uno sbilanciamento in campo agricolo, l’erba cresce velocemente: possiamo notarlo anche in giardino, dopo che abbiamo ripetutamente tagliato l’erba e osserviamo cosa ricresce e come ricresce. Questo è anche un principio della fisica classica: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, e gli organismi viventi, che erroneamente vengono considerati solo in ambito biologico, sottostanno come sistemi complessi anche al campo fisico. Ciò che compare in un terreno come un campo agricolo o un giardino, che prima non cresceva, era già presente in modo latente nel terreno, e si è manifestato soltanto dopo interventi che ne hanno favorito o reso necessaria la sua comparsa. Lo sbilanciamento che si crea ne rende possibile la comparsa. La proliferazione di erbacce è la manifestazione di uno squilibrio della biodiversità, come analogamente la proliferazione delle infezioni su un organismo, che è il terreno. Come potrà definirsi in equilibrio un terreno ripetutamente inquinato da pesticidi? Come potrà definirsi in equilibrio un organismo continuamente inondato da farmaci, da veleni e agenti inquinanti? Ciò che compare, non sarà forse il tentativo di ripristinare l’equilibrio del sistema perturbato? Ci sono semi presenti nel terreno che potrebbero attivarsi e germogliare in qualsiasi momento, presenti da mesi, anni, decenni, secoli e migliaia di anni, lasciati lì da tutti i fiori e frutti di tutte le piante del mondo, che ne producono il numero incommensurabile da sempre. Lo stesso accadde con i micro organismi. Pensate un po’ alla capacità che hanno i batteri di sporalizzare: si strutturano in modo da raggiungere la massima resistenza a tutti gli agenti esogeni che potrebbero ucciderli, per poi riattivarsi in condizioni più favorevoli, e restare in quello stato di sospensione per tempi lunghissimi. C’è davvero qualcosa di nuovo sotto il sole? Nello stesso modo possono ricomparire erbe che non si vedevano da centinaia di anni. Facciamo fatica a comprendere questa visione perché la nostra mente è allineata in modo sequenziale, lineare, e non globale, sintetico e olistico: se tutto fa parte di una realtà una, unica, allora già in essa esiste tutto, per cui nulla si crea e nulla si distrugge ma è sempre una trasformazione di quello che già c’è oppure un suo riapparire agli occhi di chi, come noi, è racchiuso in un suo cronotopo, in uno spazio-tempo parcellizzato, che non gli permette di comprendere tutta la realtà in modo simultaneo, a meno che non si ponga all’atto di osservazione come denominatore parte del numeratore, accettando e sperimentando la sua peculiarità, la sua differenziazione come parte del numeratore. Il numeratore può essere sempre e soltanto il numero 1.Oggi le malattie vengono trattate con lo stesso approccio dell’agricoltura intensiva: tutti i terreni vengono trattati allo stesso modo, trascurando le singole storie ambientali, utilizzando prodotti che continuano a violarne le caratteristiche naturali, frutto i secoli di storia ( anche i terreni possiedono un loro microbioma e microbiota ), continuamente perfusi da veleni e sementi geneticamente modificate in modo artificiale, snaturando quel prezioso equilibrio, che cercherà in ogni modo di tornare in uno stato ideale di omeostasi con tutti i mezzi, che ha accumulato nel corso della storia, a sua disposizione. La proliferazione delle infezioni negli esseri viventi è dovuta ad un collasso della biodiversità utile del microbioma e del microbiota, che partecipano da sempre e incessantemente al mantenimento dell’equilibrio in quel terreno che noi chiamiamo organismo, che non è fatto solo di corpo materico, ma anche di psiche. Quando c’è biodiversità in un ambiente, che sia una foresta, un terreno agricolo o il corpo di un essere vivente, c’è anche equilibrio, e di conseguenza, si possono manifestare i prodotti di uno squilibrio indotto con azioni che lo hanno minato: si evince in modo palese la continua confusione che si fa in medicina tra causa ed effetto, scambiando infezioni batteriche e virali, che sono un effetto di uno squilibrio, come causa agente di malattia. Più attuiamo azioni di soppressione sul microbiota e sul microbioma, su un aspetto singolo di manifestazione che noi consideriamo malattia staccata dall’intero complesso, più in realtà produciamo malattia, perché spingiamo in profondità qualcosa che avrebbe bisogno di manifestarsi per riposizionarsi in uno stato di equilibrio a causa di precedenti azioni. Non riusciamo a vedere nè” il capo, ne” la coda.