Sulla magia

Poter agire sugli elementi, le forze, gli eventi, le relazioni tra cose e persone… è ciò che viene in mente alla parola “magia”. Ci sono definizioni e disquisizioni in questo ambito, e cercando informazioni in rete in merito, si trovano quintali di luoghi comuni, che profilano il mago come il vecchio fattucchiere dai bianchi capelli scompigliati perso tra i suoi riti farneticanti, o come l’essere malvagio in combutta con entità in opposizione a certi ideali e dogmi, sia scientifici che religiosi.

Vorrei scrivere qualcosa in termini di “scienza” umanistica, poggiante su fenomeni fisici e metafisici, priva di alcun legame con illusionismo o gioco di prestigio.

La vita è la più grande e meravigliosa delle magie…

Passo subito all’argomento.

La magia può essere intesa come capacità di informare la luce, la luce dentro di noi, che poi si proietta nel mondo esteriore in quello che vediamo, esattamente, come la funzione di un proiettore. La magia non ha fondamento nel mondo di fantasia, nel fantasticare comune a tutti, quanto su una qualità differente: l’immaginazione. L’immaginazione è quella funzione mentale in grado di creare immagini interiori, precise, definite e mantenute per il tempo utile. Uno dei problemi che si incontrano sta nel fatto che scambiamo, come sinonimi di funzione e di operatività, l’immaginazione con la fantasia, seppure, come già anticipato, queste non siano la stessa cosa. Vediamo qualche differenza.

La fantasia è passiva, priva di struttura, di metodo, di controllo e di un io cosciente che osserva.

L’immaginazione è un processo di tipo attivo molto yang, si direbbe in Cina, durante il quale siamo in grado di focalizzare un’immagine dentro di noi e di mantenerla al punto tale che quello che riusciamo a immaginare, a focalizzare, a tenere fisso per un discreto tempo su quel piano mentale e visivo, si può trasferire come immagine attraverso un meccanismo di proiezione nel mondo esterno, nella realtà ordinaria, simultaneamente o a distanza di tempo. Questo può accadere perché l’immagine è già all’interno di noi, altrimenti non potrebbe esserci nessun comando, nessuna signoria sull’esterno. Vedere immagini interiori comporta un presupposto fondamentale: la presenza di luce, di luce sottile, interna, percepibile con i sensi sottili, con la vista interiore. Questa viene utilizzata per creare immagini, e al buio non si potrebbe, esattamente come accade nel mondo esterno. Senza concrezioni immaginative si mostrerebbero sul piano di realtà una serie incoerente di manifestazioni, frutto di un fantasticare più simile a un meccanicismo di un piano mentale fuori controllo, soggette alle leggi della fisica ordinaria per cui, ad ogni azione/manifestazione corrisponderebbe una reazione/contromanifestazione uguale e contraria. Mi ricorda tanto la figura dell’uomo meccanico, operativo soltanto su un asse orizzontale. Se tenessimo conto anche di un piano verticale, si potrebbe spaziare al di là delle dimensioni percepite dai sensi ordinari, che continuano a costituire un velo, una barriera, e si potrebbe accedere alla comprensione dell’atto dell’immaginazione creativa, l’unica che, in un ordine implicito usi la luce interiore. So che si tratta di un ambito spirituale, tuttavia fatti o aspetti spirituali sono anche fatti o aspetti fisici e metafisici: siamo in grado di creare, in senso potenzialmente immaginativo, qualcosa che esiste già su un piano che precede la manifestazione della stessa cosa, e questo è un atto di magia. Cosa serve al mago, esattamente? Sicuramente un grandissimo potere di concentrazione, di focalizzazione e nel contempo la quiete mentale: un insieme coesistente di onde cerebrali theta, tipiche di stati meditativi profondi, unite alle onde gamma, dall’alto potere di concentrazione, necessarie ad alti livelli di focalizzazione, di centratura extra-ordinaria. Più che “servirebbero”, queste onde sarebbero rilevate come conseguenti o meglio, concomitanti allo stato di coscienza dell’essere, del mago.

Il mago entra in un mondo in cui tutto esiste in uno stato di quiete, un serbatoio collettivo che in molti chiamerebbero inconscio: tutto ciò che esiste non è ancora stato portato al pelo dell’acqua, dentro il sè, pertanto un filo di coscienza permane sottile ma potente, in questo stato di quiete. Poi, arriva il momento in cui scocca l’atto, la scintilla immaginativa, tra spirito e materia sottile, attraverso il potere focalizzante, concentrante, supercosciente e attivo. La passività espressa, in modo femminile, con la calma morbida e ricettiva, e l’attività maschile, seme fecondante la luce/materia sottile, nell’atto del creare l’immagine (importanza dell’androgino…). Da questo punto, bisogna essere in grado di mantenerla dentro di sé: un fermo immagine sullo schermo, fissato sui “cristalli di sali d’argento” che memorizzano, quindi fissano, e riflettono all’esterno, delle vecchie pellicole cinematografiche. Un atto del “coagula” di alchemico insegnamento: una volta sulla pellicola: siamo sull’asse saturno/luna.

Si possono fare esercizi per allenare l’immaginazione. Eccone uno semplice: si chiudano gli occhi e si immagini, mettendola a fuoco, la fiamma di una candela, osservando per quanto tempo si riesca a trattenere quell’immagine. A volte, spesso o quasi sempre agli inizi, occorre proprio accendere una candela e osservarla per alcuni secondi, poi chiudere gli occhi e mantenerne l’immagine il più a lungo possibile. L’esercizio va ripetuto finchè serve, ed è utile allo sviluppo della visione interiore, della vista interiore, dato che, purtroppo, siamo talmente tanto concentrati alla visione esteriore da aver perso quella interiore. Il mago è in grado di immaginare creativamente cose che possono andare anche al di là di ciò che sono le conoscenze delle apparenze normali. Il vero mago attinge il suo potere di immaginazione creativa grazie alla conoscenza di sè, della sua natura, della sua origine divina, di quella scintilla sorgente di ogni potere interiore, delle leggi di natura, delle leggi cosmiche che ordinano gli stati dell’essere, dei viventi e del funzionamento armonico nel nostro universo. Si tratta di conoscere e ri-conoscere. Non ci sono velleità di protagonismo, presunzione e nemmeno supponenza. Ci sono tanto lavoro, un ardente fuoco interiore, il costante richiamo al ritorno di sè, verso la sua origine, le sue radici. Il Mago conosce bene le Forze che hanno delle funzioni precise, implicate ed esplicate, e sa come e quando usarle, e come mettersi in risonanza con queste, sistemando dentro di sè, rettifica dopo rettifica, quello che c’è da sistemare. Nel mondo interiore, di tutti, anche del mago, le forze sono implicate ma si esplicano attraverso pensieri, parole e azioni: possono esserci sia condizioni soggettive sia di circostanza in cui funzionano bene, o altre durante le quali non funzionano al meglio, per cui il momento per l’operatività va scelto con cura, secondo conoscenza del proprio tema natale e dell’oroscopo del cielo più adatto. Per fare un esempio concreto, quando scrutiamo e studiamo il cielo di un dato momento, osserviamo le posizioni dei geni planetari, che influenzano le qualità delle energie del mago, come di tutti, del resto, i cui condizionamenti iniziano ben prima della vista fisica dei pianeti, su un piano di funzione. I pianeti che vediamo in cielo riportati su un tema natale, pianeti che sarebbe preferibile chiamare appunto “geni planetari”, sono già manifestazioni, nella molteplicità delle creazioni, di funzioni cadute sul piano materico sotto forma di pianeta, anche manifeste in molti ambiti per principio di analogia e corrispondenza, per cui non è il pianeta in sé che ci condiziona quanto la funzione che esso rappresenta, così nel cielo del nostro sistema solare come nel nostro cielo interiore. Questo suggerisce che quando si deve operare, è necessario osservare sia il cielo, ovvero come sono disposte queste energie in quel dato momento, sia la carta natale dell’operatore, delle forze che sono al suo interno. Potremmo trovare delle funzioni in esilio o in caduta non adatte per una corretta esecuzione dell’atto magico, per costituzione astrologica o dipendente da un momento poco propizio; per esempio potrebbero essere in carenza o mal messe nel cielo del momento o nel cielo interiore del mago ( la sua carta natale) quelle funzioni utili per focalizzare, solidificare cristallizzare un’immagine, come Saturno per esempio, forza addetta al “solve et coagula”, o come la Luna, in grado di far da lente di convergenza per l’attuazione o meno di una procedura come del momento giusto considerando le sue fasi e le tappe, i passaggi dei suoi quarti. Serve un’altra cosa al mago: l’uso della parola, della voce. Mag makeru mak: ” giusto di voce” per gli antichi Egizi e la tradizione ermetica. L’immaginazione agisce nel mago, che è il giusto di voce, quindi, oltre all’uso della luce, vi è l’uso del suono, della parola. Il “giusto di voce” sa quali parole pronunciare, quando e come pronunciarle: volume e lunghezza della pronuncia, modalità della pronuncia, sequenza delle lettere, che hanno un potere specifico, fonazione…

Sappiamo che, cabalisticamente parlando, ogni lettera ha una sua energia, una sua forza specifica, un suo valore, un suo legame con delle funzioni associate ai geni planetari e legate anche a forze celesti, per cui il mago deve sapere esattamente cosa dire, come dirlo e quando dirlo. Potremmo aggiungere che “il mago sia un mago” anche sui campi informativi, le frequenze e le vibrazioni. Avete presente la cimatica?

nell’immagine si possono osservare formazioni armoniche di particolato che si concentrano su frequenze precise trasmesse sul fondo elastico: il suono crea le forme

Chi può fare il mago? Senz’altro un’anima incarnata verso questo percorso, in cui siano manifeste predisposizioni evidenti: deve possedere una struttura energetica idonea: come si potrebbe invocare, richiamare in sè, una forza, affinché possa esserci un compimento, se non si è in armonica risonanza con quella forza? Il rischio potrebbe essere l’incontinenza o l’alterazione di questa forza, e l’insuccesso operativo sarebbe davvero il minore dei mali, visto che potrebbero verificarsi rischi di malattia, consunzione energetica, dispersione di forze e capacità e via dicendo. Per cui il mago ha necessità di studiare attentamente la sua carta natale e provvedere a sistemare quel che va sistemato prima di mettersi nelle condizioni di praticare. Altra considerazione: si può operare per fare del male o per fare del bene. A questo proposito, ricordo quando feci il corso di astrologia con il professor Carlo Paredi, che ormai non è più tra noi, che ci disse, con molta chiarezza, di non divulgare a chicchessia l’ora di nascita per il calcolo dell’ascendente, piuttosto di dare diverse date od orari, in quanto sapere l’ascendente con l’ora precisa costituisce un vero e proprio tallone dall’Achille, una vulnerabilità usata per colpire ed attaccare. Chi sta ad alti vertici di potere lo sa bene, e di certi personaggi i dati sono introvabili oppure un po’ falsati. Ci sarebbe da chiedersi, visto che non tutti lo sanno, se qualche morte illustre improvvisa sia altro rispetto alle ipotesi più attribuite.

Insomma, io non sottovaluterei la questione.

Alla prossima

Vania

Quel che deve accadere accadrà perchè è già accaduto

Parte II

L’asse verticale è un diametro che determina uno spazio che va dall’alto al basso in direzione discendente, e dal basso all’alto in direzione ascendente, da nord a sud, da sud a nord. Se da nord siamo caduti, andando a sud, è lì che dobbiamo tornare.

In astrologia l’asse nord/sud è quello di Capricorno/Cancro: nel primo segno abbiamo il dominio di Saturno, ma è un Saturno di terra, che qui coagula la materia densa. E’ il signore del karma, del ciclo causa/effetto di questo gioco/mondo. L’asse Capricorno/Cancro è quello della colonna vertebrale, che negli esseri umani è verticale rispetto al piano di appoggio, non parallela o semiparallela come negli altri animali, per i quali resta orizzontale, precludendo una risalita che evidentemente è condizionata ad alcuni presupposti. In questa compressione in caduta, viene inglobato il fuoco nella materia, come vediamo espresso nel glifo del segno.

Si tratta di un fuoco raffreddato, quasi congelato all’interno della struttura materica, rappresentato dal cerchiolino sul glifo, come anche nella colonna vertebrale, e se ci spostiamo al discorso dei chackra, appare evidente trattarsi del fuoco sacro di kundalini, alla base della stessa colonna vertebrale, che risale accendendo via via le stazioni poste sul percorso, dalla base della montagna al suo vertice. In Medicina Tradizionale Cinese abbiamo l’analogo Jing posto nel Ming Men, nella zona dei reni, un fuoco che costituisce l’energia ancestrale. Dove prende Saturno questo fuoco? Non è certo un suo elemento, visto che si esprime in terra e aria e non certo in fuoco, come nemmeno in acqua. Lo prende dove il sole cade, tramontando alle sue stagioni di dominio, primavera ed estate, all’equinozio di autunno, nel segno della Bilancia. Opposta alla Bilancia, dove questo asse ha il suo altro estremo, troviamo l’Ariete, segno in cui ritorna il Sole, esaltandosi all’equinozio di primavera, e il buio Saturno cade. Quindi, in un ciclo circolare, visto che Saturno/Kronos rappresenta il tempo, questo fuoco passerà dall’equinozio di Bilancia al solstizio di Capricorno, luogo del massimo freddo cristallizzatore/coagulatore, mentre in un passaggio verticale, esploderà in Ariete, liberato nel mondo di materia a inizio ciclo o inizio gioco. L’asse Ariete/Bilancia è l’asse est/ovest: il Sole sorge dove Saturno cade, Saturno sorge dove il Sole cade, e ci ritroviamo così anche un asse orizzontale, in quanto il Sole sorge e tramonta… all’ORIZZONTE. Destra/sinistra, luce/buio, bello/brutto, caldo/freddo e così via.

Assi Cancro/Capricorno e Ariete/Bilancia

Interessante che in Bilancia troviamo collocati reni, vescica, tubuli collettori, ureteri, uretra e surrenali, esattamente la zona del Jing nel Ming Men.

Quindi, si risale da sud verso nord e si è polarizzati da est verso ovest. A est abbiamo il segno cardinale dell’Ariete, che è il maschio della pecora, che sfonda le porte, usando anche dire “testa d’ariete”, che rappresenta l’inizio di una nuova stagione, o nuovo livello, mentre a nord abbiamo le capre, simbolo di Capricorno, animali che arrivano tranquillamente alle cime delle montagne, sfidando quasi le leggi fisiche, solide e cocciute quanto il fuoco compresso nella materia.

I due assi si incrociano e formano la croce.

Per risalire, occorre trovare un baricentro che metta in equilibrio le oscillazioni della polarizzazione, degli estremi oscillanti. I segni cardinali danno il via al movimento oscillante, e sono i segni che aprono le stagioni, che partono al via dello starter (Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno), i segni mutevoli sono quelli che conducono al cambiamento inteso come il passaggio successivo, antioscillamento speculare, come i frazionisti di una staffetta (Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci), mentre i segni fissi sono quelli del baricentro (Toro, Leone, Scorpione e Acquario), che tagliano il traguardo fissando l’arrivo. Questi ultimi sono al centro della croce, e in ordine abbiamo una croce di terra con il Toro, che governa la gola, lingua, laringe e corde vocali, quindi la parola; una croce di fuoco, che governa cuore e arterie, la “vista” sottile o intuizione; una croce di acqua, che governa organi femminili, ano e colon, quindi le passioni, le emozioni e la pulizia interiore, e una croce di aria, che governa il pancreas, il sistema linfatico e le vene, che integra ciò che è già stato precedentemente pulito e si occupa di deSIDERi e pensieri.

Un aspetto interessante è che dove signoreggiano Sole e Luna non si manifesta Saturno e viceversa. Dall’ Ariete alla Vergine, per cui con equinozio di primavera e solstizio di estate, abbiamo esilio e caduta di Saturno, e domicili ed esaltazioni dei due luminari. Questi sei segni rappresentano il giorno nella dualità. Da Bilancia fino ai Pesci, abbiamo esilio e caduta del Sole e della Luna, con domicilio ed esaltazione di Saturno, nei sei segni della notte zodiacale. Il massimo è esilio del Sole in Acquario, nel periodo più freddo dell’anno, in cui il luminario è più contratto e coagulato. Saturno è sia un anti-sole che un anti-luna. In questo settore dello zodiaco, Giove fa le veci del Sole, prendendo domicilio nel terzo fuoco del Sagittario, e della Luna, nell’acqua dei Pesci. Al posto di Saturno, nella zona/giorno dello zodiaco, in aria e terra compare Mercurio.

I segni fissi, i punti centrali, possono essere il “centro di gravità permanente che non ci fa cambiare idea sulle cose e sulla gente”. Ruotando sul nostro asse, siamo al centro, non polarizzati, quindi non sbilanciati, agendo senza agire, danzando secondo ritmo e ciclo in risonanza con l’asse verticale. Certo, si tratta di un continuo lavoro di osservazione di sé e di costruzione della volontà.

C’è però una croce importante, ed è quella del Leone, in quanto riguarda la centratura del cuore.

Ora osserviamo l’immagine dell’uomo vitruviano di Leonardo.

Abbiamo lo stesso uomo in due posizioni diverse: una inserita nel quadrato, l’altra nel cerchio. Nel quadrato la posizione assunta è quella di una croce in cui l’allineamento e la postura, ritta in piedi sulla colonna, è posta sull’asse verticale, mentre le braccia allargate a 90° sulla colonna, sono posizionate in senso orizzontale. I piedi aderenti a terra, i chakra sull’asse verticale. Quattro elementi, quattro punti cardinali, quattro stagioni, mondo di materia. Il quadrato simboleggia la terra, la materializzazione dell’uomo in terra, il discendente. Il disceso porta la “sua croce su di sè”, la croce della legge dello spazio/tempo legato alla gravità, al peso della materia, o meglio, alla massa che ha acquistato peso cadendo di densità.

Anche il piano della scacchiera è un quadrato, a sua volta formato da una base di otto quadratini per un’altezza di altrettanti otto, bianchi e neri, yang e yin, e sappiamo che il numero 8 somiglia tanto al simbolo dell’infinito, al ripetersi del ciclo.

Quante possibilità di gioco e variabili ci stanno su una scacchiera, considerando le mosse di tutti i pezzi? Tante quante le combinazioni genetiche delle basi azotate nel nostro DNA? Chissà…

Il cerchio simboleggia il cielo, in opposizione alla terra, lo spirito alla materia. Il quadrato è il simbolo dell’universo creato, fatto di terra e cielo; il cerchio del non creato, del creatore, del trascendente, e, infatti, non tutto l’uomo riempie il cerchio, ma si posiziona allargando gambe e braccia, trasalendo la materia, ampliando la base di appoggio per rendere stabile il baricentro. Molto semplicisticamente, la posizione dell’uomo nel cerchio mi ha fatto pensare al classico cavatappi a omino: la base a spirale, girando in senso orario, si radica nel tappo di sughero, allargando le braccette di metallo che, una volta spinte in basso, neanche fosse uno sbattere di ali, permettono la salita del tappo. Si spinge verso il basso per salire, verticalmente.

La posizione sull’asse centrale è quello della scala a pioli per la risalita. Su questo asse si annullano gli opposti, vengono assorbiti, riuniti, nella figura dell’androgino, a cui è permesso salire. E’ la posizione che libera dal peso, e infatti il mercurio/androgino ha le ali, la densità è più leggera, quella dell’aria. Mentre il peso va a fondo, l’aria si alza sul pelo delle acque e oltre le vette delle montagne. Unisce in sè sole e luna, maschile e femminile.

“Quando farete dei due uno, e quando farete l’interno come l’esterno e l’esterno come l’interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l’uomo non sia uomo e la donna non sia donna, quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno.” (Il Quinto Vangelo di Tommaso Apostolo)

Quindi, se accadrà di uscire in quanto già accaduto, ci troveremo leggeri come l’aria, con corpi più sottili, lungo un asse verticale, in condizione di neutralità interiore. In questa opzione, si può proprio cambiare il dischetto di gioco, non abbiamo debiti.

I giocatori che restano dentro hanno due possibilità: superare il livello di gioco, e incarnarsi per il successivo, sebbene sempre sullo stesso disco, oppure non completare il livello e il suo superamento, per le mosse sbagliate o in quanto fatti fuori dagli avversari se non, peggio ancora, dal fuoco amico.

Aumentare in numero dei giocatori non vuol dire necessariamente produrre qualità di gioco, specie se la qualità tende al ribasso.

Le opzioni per ripetere questo stesso livello sono esaurite da un cambiamento astrologico che riguarda Saturno.

Continua

Intelligenza e segni zodiacali

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L’intelligenza nei segni zodiacali puntata 4

Ecco i quattro segni mutevoli dello Zodiaco. Dopo quelli fissi, in cui la stagione ha condensato e coagulato la sua essenza, stabilendone il suo sapore caratteristico, ci troviamo in una fase in cui tutto muta per diventare un’altra cosa: la fine sta per diventare un nuovo inizio. Tutto è mobile, come lo spirito, e nei segni mutevoli ben si esprimono mutamento e cambiamento. Mi ricorda in qualche modo la quinta stagione della medicina tradizionale cinese, al termine dell’estate e prima dell’autunno, perfettamente coincidente con la Vergine. Il primo dei segni mutevoli è quello di aria dei Gemelli. L’intelligenza che esprime è vivace, curiosa, in perenne sete di conoscenza. Il domicilio di Mercurio la rende capace di attingere qualsiasi informazione dovunque si trovi, per cui ogni campo è accessibile, ed una capacità di collegamento e connessione dello scibile. Buone le capacità analitiche e logiche proprio per questo domicilio, ma difettano quelle di sintesi per l’esilio di Giove del segno. Salvo una buona posizione di questo pianeta del soggetto, sarà difficile avere una “visione” complessiva e nel tempo. Intelligenza rapida, capisce e impara al volo, in grado di vedere da più punti di vista una situazione o un problema, mantenendo una certa neutralità, dotata di capacità comunicativa. È l’aria che cambia. Il secondo segno mutevole è quello di terra della Vergine: abbiamo ancora il domicilio di Mercurio, ma nella terra diventa concreto, capace di ordine, metodo e precisione. È il segno del rigore analitico, del senso della misura, di un’intelligenza sobria ma strutturata e organizzata, oltre che funzionale e proiettata sullo scopo. È affidabile anche se un po’ carente di originalità e di visione d’insieme, sempre per l’esilio di Giove. È una intelligenza che sa contare, che si appoggia bene sulla razionalità e il ragionamento. Chiaro che vadano valutate le posizioni individuali. È la terra che cambia. Il segno zodiacale del Sagittario è il segno mutevole di fuoco. Abbiamo la posizione esattamente inversa dei Gemelli: Giove è in domicilio e Mercurio in esilio. Ci sarà quindi una intelligenza di tipo visionario, che non passerà per logica e ragionamento, che lo stancano facilmente. Il Sagittario ambisce a conoscenze di tipo superiore, laddove nel segno zodiacale Giove sia ben posizionato, in ambito spirituale ed esoterico, o di conoscenze poco battute. Apprezza imparare ciò che è nuovo, anche di molto diverso dalla sua forma mentis, che sarà sempre aperta. Intelligenza ed intuizione semplici ma basate su un certo pragmatismo e una buona dose di praticità ed esperienza. L’intelligenza deve fungere da elevazione dell’uomo. È il fuoco che cambia. Ultimo dei segni mutevoli è quello di acqua dei Pesci. Come per il Sagittario, abbiamo il domicilio di Giove e l’esilio di Mercurio. Il segno dei Pesci è abbastanza complesso, anche nell’espressione della sua intelligenza: può andare dai colpi di genio al caos totale. Sicuramente è dotato di intelligenza sociale e interpersonale, con grande capacità di empatia, che può anche sconfinare in acque pericolose, specialmente quando non riesce a mantenere i confini psichici tra se stesso e gli altri, per cui quando nuota in acque che non sono le sue. Vi è la capacità di attingere ad un serbatoio collettivo di intelligenza, andando a chiedere direttamente al motore di ricerca e tuffandosi nella rete, ma vi è difficoltà di ragionamento raziocinante, di analisi ben fatta, con profondità e precisione. È un tipo di intelligenza sensibile, prevalentemente percettiva, con il rischio di interpretazione. Senz’altro in grado di avere una visione completa e complessiva, non sempre spiegabile a parole. Può perdere il filo del ragionamento, uscendo dal tema, ma può anche arricchire di tanti significati un aspetto preso in esame. Il segno che chiude lo zodiaco: è l’acqua del mondo che cambia per un nuovo inizio, per un nuovo ciclo. Nelle quattro parti scritte ci sono indicazioni di massima molto riassuntive, ma si potrebbe aggiungere veramente molto altro. Sono legate alle caratteristiche dei segni, cioè l’espressione della coscienza di quella stagione, di quel mese, ma non è detto che corrispondano pienamente ad un soggetto di quel segno. Essere di un segno preciso vuol dire che il sole si trovava lì al momento della nascita, ma vanno individuate le posizioni di tutti i geni planetari per avere un quadro completo, per cui la somma delle parti può differire anche parecchio rispetto al segno di partenza, in positivo ma anche in negativo. Prossima puntata sui geni planetari e posizioni che favoriscono oppure ostacolano i tipi di intelligenza visti fino a qua

Intelligenza e Segni Zodiacali

Puntata numero 3

L’ultima volta ho pubblicato un post sulle caratteristiche dei segni cardinali, coloro che iniziano il movimento, gli animatori posti sulle porte delle quattro stagioni. Una volta che si è manifestata l’anima della stagione, occorre che prenda radici e si fissi nei quattro elementi, pertanto che si solidifichi e acquisisca la sua qualità. Il primo dei segni fissi è il Toro, il cui elemento è la terra. Abbiamo un’espressione di intelligenza molto pratica, a volte anche grezza, nel senso che va raffinata, che sa cosa fare, che conosce le leggi di natura, come se fossero scritte dentro di sè. Tra i segni di terra è il più creativo, grazie al domicilio di Venere e l’esaltazione della Luna. Protettivo e conservatore, manifesta un’ intelligenza anche di tipo utilitaristico, nel senso che non scarta nulla di ciò che può essere utile. Tiene abilmente in considerazione la tradizione e la rimodella per ciò che serve. È un’intelligenza dotata di fiuto: sente di pancia, è paziente e lungimirante, portata all’ottenimento del risultato con perseveranza. Conosce i cicli e pertanto farà i passi giusti nel momento giusto. Intelligenza naturale e spontanea, semplice e dotata di buon senso, priva di mentalismi e artifici sovrastrutturali di un pensiero che può deviare. Il Toro è dotato di intuizione e sensazione di tipo estroverso, secondo il concetto junghiano. Nel Toro si esprime il sale della Primavera. Il secondo segno fisso è il Leone, il sale dell’estate. Rappresentazione della massima capacità intuitiva individuale. Il tipo di intelligenza si basa soprattutto sulla qualità intuitiva introversa tipica del Sole, che irradia. Ama essere un punto di riferimento. L’intelligenza si manifesta attraverso l’indipendenza di pensiero e di espressione dei concetti che trova, e la parola chiave è la spontaneità. Non è particolarmente portato ai collegamenti, data la caduta di Mercurio nel segno, ma si esprime attraverso il bacino di coscienza individuale a cui può accedere naturalmente. È portato all’ideazione come del resto in generale i segni di fuoco e di aria, pur se su percorsi diversi, pur se alcuni più spiccatamente rispetto ad altri. In Leone non abbiamo geni planetari in esaltazione, perché nulla può essere superiore al Sole. L’intelligenza del Leone segue il ritmo, il cuore. Il Leone acquisirebbe molta più capacità intellettiva se nel Tema Natale si ritrovasse Mercurio in Vergine: avremmo senz’altro una combinazione notevole, e può capitare in un terzo dei nati in questo segno. Vi sarebbe l’unione dell’intuizione con un intelligenza di tipo analitico e razionale. In fondo stiamo parlando del re della foresta. Terzo segno fisso è lo Scorpione, che rappresenta il sale dell’autunno. Siamo passati nell’ Amduat dalla Bilancia, siamo entrati nel crepuscolo prima della lunga notte buia. È il segno fisso dell’acqua. Assai complesso è lo Scorpione: le sue acque non sono quelle chiare e calde del Cancro, ma sono torbide e profonde. Sono le acque in cui le emozioni toccano il lato oscuro e, grazie all’azione di Marte in domicilio notturno, vanno purificate. L’intelligenza è sfaccettata, complessa e articolata. È vissuta su di sé, seppur in modo autocentrato. Come il Leone, anche lo Scorpione è dotato di una forte individualità. Ha un’intelligenza penetrante e indagatrice, scopre l’altro lato della medaglia, il risvolto nascosto, quello che sfugge all’attenzione generale degli altri. Spesso e volentieri è un intelligenza tormentata, proprio perché hai il compito di bruciare le emozioni che potrebbero offuscarla. Domicilio di Marte, per cui il fuoco nell’acqua, e caduta della Luna, per cui può difettare la capacità immaginativa. Intelligenza che si manifesta in modo emotivo. Il segno è stato rappresentato in passato anche dal simbolo del serpente e dell’aquila .Quando si entra nel buio della notte, nell’oscurità più profonda, entriamo nel quarto segno fisso dell’inverno, espresso nell’aria: l’Acquario. Nonostante il nome, rappresenta l’uomo. Rispetto al segno che lo precede, il Capricorno, abbiamo una più favorevole posizione di Saturno che si esprime al meglio nell’aria (l’altro segno in cui c’è in esaltazione d’aria è la Bilancia, che unita a Venere dello stesso segno, dà la posizione ideale per l’espressione della forza vitale. Infatti in Bilancia abbiamo anche i reni e per la medicina tradizionale cinese sono la sede del Ming Men). L’Acquario è il segno che esprime la capacità di pensiero astratto per eccellenza nello zodiaco, grazie alla presenza di Saturno in domicilio e all’esaltazione di Mercurio. L’intelligenza si esprime attraverso una struttura solida del pensiero, che è capace di esplorare territori al di fuori dell’ empirismo e dell’esperienza diretta. Può essere un visionario, precursore dei suoi tempi, avveniristico e futuristico. Un anticipatore di idee nuove. Intelligenza eclettica, indipendente, che non si fa influenzare. L’intelligenza si esprime attraverso il pensiero introverso e la sensazione introversa. Per potersi esprimere secondo gli aspetti tipici del segno, gli amici dell’Acquario dovrebbero avere Saturno e Mercurio in buone posizioni, il che si può ricavare soltanto dal proprio tema natale individuale. La massima solidità e fissità dell’inverno è la stagione in cui poter raccogliere pietre e minerali nella terra profonda, dove le quattro forze delle stagioni li hanno cullati e fatti nascere. I quattro segni fissi rappresentano dunque la coagulazione, la cristallizzazione e l’addensamento massimo della qualità. Il nuovo, l’anima, è entrato dalle porte di equinozi e solstizi, i segni cardinali, e prende forma fissa e si coagula .Interessante notare come i 4 segni zodiacali fissi abbiano le stesse sembianze delle quattro creature viventi menzionate nell’Apocalisse: testa di bue o Toro, di Leone, di Aquila e d’Uomo. “Voi siete il sale della terra”. Alla prossima, con i 4 segni mutevoli, inafferrabili come lo spirito.

Intelligenza e segni Zodiacali

Puntata 2

Altri aspetti da osservare in linea generale sono la divisione su una tripartizione: i segni possono essere cardinali, fissi e mutevoli, e la presenza dei geni planetari in tutti e dodici i segni, in posizioni più o meno favorevoli o sfavorevoli. Avremo quindi tre gruppi di quattro segni con queste caratteristiche, ciascuno per ognuno dei quattro elementi. I segni cardinali sono Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno. Sono i segni corrispondenti agli equinozi e solstizi, danno proprio inizio alle quattro stagioni e il significato di cardinale sta proprio qua: il cardine inteso come iniziatore. Si apre una porta, sorretta in questo movimento dal cardine; è un inizio di qualcosa che comincia di nuovo. L’Ariete è legato alla primavera ed essendo di fuoco, ad un’intelligenza iniziatica intuitiva. Sarà colui che aprirà delle porte nuove, che immetterà qualcosa di mai fatto prima nel campo delle conoscenze. Sarà un vero e proprio apripista, una testa di ariete. L’intuizione non è continua, ma alternante, dovuta alla posizione del sole che però è in esaltazione, e darà punti di intuizione non in senso di continuità fluida, ma a picchi discontinui. Nello stesso tempo il domicilio di Marte darà volontà combattiva nel perseguimento dello scopo, e il saper andare verso la direzione senza disperdere in energie e in distrazioni. La genialata, come si suol dire. L’Ariete funziona per intuizione diretta, esattamente come espresso nel concetto junghiano di intuizione introversa, proveniente dal proprio sole interiore. Segno cardine dell’intuizione. Il secondo segno cardinale è il Cancro, che abbiamo già visto essere campo di intelligenza emotiva, di capacità e di empatia. Il suo campo d’azione sarà legato alla comprensione di sentimenti ed emozioni e delle loro azioni su di sé e in generale. Il Cancro funziona per intuizione indiretta, o meglio per intuizione estroversa, legata alla Luna qui in domicilio, che non irradia direttamente luce propria, ma riflette quella del Sole. Quando le doti di questo segno sono ben sviluppate, vi è capacità di empatia proprio perché si è in grado di percepire il riflesso che viene emesso da chi è intorno. Non si irradia, ma si riflette. Si è in grado di sommare più riflessioni e, grazie all’esaltazione di Giove in Cancro, di avere di tanto in tanto intuizioni “di sintesi” di quanto si è appreso. Al Cancro manca una struttura mentale ordinata: quello che intuisce arriva da qualche parte, apparentemente fuori di sé. È difficile l’azione di una coscientizzazione individuale. Si tratterà di una forma di intelligenza al galoppo e poco guidata. Segno cardine dell’emozione. La Bilancia è l’inizio dell’autunno. Per gli antichi egizi in questa stagione vi era il passaggio nell’Amduat, nel regno dell’oscurità e della notte. Questa porta particolare era rappresentata con il Sole che tramontava in mezzo a due montagne. È il cardine posto tra due mondi, tra la dualità. È un segno di aria, per cui è spiccata la qualità mentale del pensiero. In effetti Saturno è in esaltazione e un Saturno d’aria è sempre legato alla capacità di massima astrazione del pensiero, che è ordinato, disciplinato e coerente. Questa caratteristica si attuerà a picchi e non in modo continuo ed uniforme. Venere in domicilio di aria aggiunge armonia, accoglienza ai pensieri altrui e alla loro considerazione, e bellezza alla manifestazione dell’intelligenza. Il bel pensiero. Molto in questo segno è legato all’espressione della bellezza, dell’armonia e dell’unione dei poli opposti. Il segno difetta di intuizione autonoma e di penetrazione intuitiva classica del suo opposto Ariete, che a sua volta sarà mancante dell’accoglienza, dei modi gentili, dell’armonia e del buon dispiegamento del bel pensiero della Bilancia. Il pensiero sarà di tipo introverso, proviene da dentro di sé. Segno cardine del pensiero. Ultimo dei 4 quattro segni cardinali è il Capricorno. Intelligenza applicata per ottenere il miglior risultato possibile sul piano della materia. Continuità per l’ottenimento dei risultati. Questo tipo di intelligenza ha bisogno sempre di un risvolto pratico, ma portato ai massimi livelli. Non sarà un architetto, ma il migliore degli architetti. Vi a una certa ambizione, una presa di posizione stabile tipo acciaio inox, che però può sconfinare nella rigidità, dato che il domicilio di Saturno in terra è positivo ma fino a un certo punto: può dare anche rigidità, irremovibilità, costanza che può diventare incapacità di rivalutare delle posizioni non proprio idonee. Sono dei grandissimi realizzatori che portano a termine in modo concreto ciò che si sono prefissati, anche con doti di guerriero, quando necessarie. Possiedono ciò che manca al Cancro, e difettano di intelligenza empatica. La loro intelligenza si esprime attraverso la concentrazione e la capacità di srotolare tutto ciò che può esserci di legato ad un aspetto. Valutazioni precise ed accurate. Massimizzazione degli sforzi e nelle realizzazioni. Dritti allo scopo. Insomma, dei caterpillar. Mente strutturata e organizzata, Portata alla stazione ma che può difettare sul piano empirico. Pensiero di tipo introverso. Segno cardine dell’intelligenza realizzatrice. Queste sono caratteristiche generali dei quattro segni cardinali, ma se voi appartenete ad uno di questi segni non vuol dire che siete necessariamente e totalmente così, perché dipende da dove sono messi i vostri geni planetari. Chi nasce in Ariete vuol dire che ha sicuramente il sole in Ariete, perché l’astrologia è solare ed è legata alle posizioni del Sole nei 12 mesi dell’anno, ma non è per niente detto che abbia anche Marte in Ariete. Potrebbe avere la sfortuna di averlo in esilio in Toro, per esempio, e allora le caratteristiche dell’Ariete subiranno delle modifiche: mancherà la capacità di penetrazione, di acutezza, di combattività, di sacrificio per l’ottenimento di uno scopo, e via dicendo. Quindi anche l’espressione dell’intelligenza di ciascuno di noi sarà differente a seconda delle posizioni di tutti i geni planetari. Ho trattato fin qua i segni cardinali uniti ai domicili, esaltazioni, esili e cadute dei sette nei vari segni, per cui si tratta di un discorso generale. Le variazioni sui singoli sono da valutare con il tema natale individuale. Segue con segni fissi prossima puntata

Intelligenza e Segni Zodiacali

Parte 1

Ho postato di recente quei soliti quadrettini che girano su fb, che non so da chi siano fatti, sui segni zodiacali e l’intelligenza nei segni zodiacali, ai quali è stato attribuito un punteggio da 1 a 10. Ovvio che era per ridere, perché posso dirvi che quasi la totalità di questo tipo di post sono ironici, si scherza, e non riflettono la realtà dei fatti, ma visto che non scrivo mai di astrologia, che è uno dei miei interessi principali da 25 anni ( per intenderci ho iniziato scrivendo i temi natali a mano, a cominciare dall’uso del compasso, e dei calcoli fatti a mente e a mano, seguendo le istruzioni senza app, per determinare case e posizioni, idem per calcolare dodecatemori e antisci), lo farò questa volta. Intanto premetto che l’astrologia non è quella stupidaggine fantasiosa su cui le menti razionali fanno narrazioni di ciarlataneria, ma si tratta di affondare le radici in una conoscenza originaria e omnicomprensiva legata alla struttura del Cosmo e della manifestazione. È una madre delle conoscenze. Seguendo le leggi delle corrispondenze, o analogie, le manifestazioni in terra sono lo specchio riflesso di quelle in cielo. Le realtà sottili si slatentizzano nelle manifestazioni più materiali. Le energie hanno una modalità di espressione definibile. L’astrologia quindi non studia solo il Cosmo, ma anche l’Antropocosmo, essendo l’uomo un microcosmo che riflette il macrocosmo. Questo ci riporta al concetto di ologramma, di realtà frattalica e di “immagine e somiglianza”. Mentre l’astronomia si occupa di studiare le stelle nel senso della quantità, con conteggi e numeri usati per calcoli letterali, l’astrologia si occupa della qualità delle stelle, e i numeri hanno altro significato, ma è fondamentale rimanere ancorati a delle leggi che sottostanno, per non fuorviare con interpretazioni personali del tutto arbitrarie, frutto delle proprie proiezioni e fantasie. Non posso aggiungere altro perché soltanto approfondire questi temi porterebbe via altro che una serie di post, e voglio ritornare al tema principale. Tornando a parlare di intelligenza legata ai segni zodiacali, dovremmo dare anche una corretta definizione di che cosa sia l’intelligenza. Sappiamo che questa qualità si manifesta in diverse modalità e si esprime in settori e ambiti diversi. Possono esserci intelligenze di tipo fisico matematico, per cui molto astratte ( fantastico chi le possiede, non sono proprio comuni), o di tipo umanistico empatico, con grandi capacità di comprensione delle emozioni, dei sentimenti e in ambito sociale; o di tipo umanistico filosofico, dotate dello stesso pensiero astratto che ritroviamo nei matematici; altre di tipo artistico e creativo in tutti i settori immaginabili; ci sono intelligenze di tipo istintivo e pratico, basate su una capacità di utilizzare al meglio ciò che l’ambiente offre, di estrema adattabilità e risposta efficace alle emergenze (vi ricordate MacGyver?); ci sono intelligenze che si esprimono con grandi capacità di pensiero sintetico, oppure analitico, o analogico, o anagogico o, meglio ancora nei geni, tutte queste virtù sono espresse e connesse insieme. Devo però dire che la maggior parte delle persone con cui ho degli scambi si crede intelligente. Ci crede davvero, pur manifestando notevoli limiti a questa qualità. Chissà perché finisce sempre così…Sono dell’idea che l’intelligenza possa essere riconosciuta soltanto dall’intelligenza, per cui più uno è intelligente, e meno gli sarà riconosciuta, per una semplice e mera questione di numeri. A parte questa riflessione personale, posso dire che esistono 12 tipi di manifestazione di coscienza intelligente generali, per cui è di questo che si può parlare a grandi linee. Ogni soggetto avrà poi le sue peculiarità legate alle posizioni dei geni planetari. Per questo non tutti gli appartenenti ad un segno saranno intelligenti, oppure stupidi, nel senso che avranno sfumature differenti. In quel post in cui venivano attribuiti dei voti da 0 a 10, troviamo diversi errori di sostanza. Intanto se siete arrivati a leggere fino a qua, complimenti! Ogni segno zodiacale esprime uno stato di coscienza solare, per cui uno stato di manifestazione di coscienza intelligente. Capite che sarebbe sciocco ritenere un mese più intelligente dell’altro, sarebbe semmai utile capire quali siano le differenze e le peculiarità di queste espressioni. In linea generale, abbiamo quattro elementi di densità diversa: terra acqua aria e fuoco, che dividono per quadruplicità, a gruppi di tre, i segni zodiacali. Toro Vergine e Capricorno si esprimeranno con la qualità della terra; Cancro Scorpione e Pesci si esprimeranno con la qualità dell’acqua; Gemelli Bilancia e Acquario con le qualità dell’aria e Ariete Leone Sagittario con quelle del fuoco. Perché di solito si associa ai segni di aria in linea generale la qualità dell’ intelligenza? Perché l’aria è l’elemento analogo al pensiero, alla capacità di pensare, per cui a una mente intelligente. È legata all’energia. Certo, questo non vuol dire che gli altri non pensino, e che non siano intelligenti, ma i pensatori in generale appartengono ai segni di aria, pur con qualità diverse tra di loro. Questo ha portato a ritenere alcuni segni d’aria più intelligenti degli altri ma in realtà è soltanto una modalità di espressione caratteristica umana di intelligenza, più valutata rispetto alle altre, che a mio avviso non sono per niente da meno. La terra e i segni da questa rappresentati sono legati ad una intelligenza di tipo pratico e materiale, per cui è legata a quella parte istintiva che sa già dove deve andare e cosa fare, senza le speculazioni mentali e astratte tipiche dell’aria. La materia che sa e che è intelligente. L’acqua è legata alle emozioni, ai sentimenti, per cui a quelle qualità empatiche e percettive della comprensione dell’altro, del magnetismo della massa, mentre il fuoco è legato alla coscienza del campo informativo, per cui potrebbe essere forte l’elemento dell’intuizione, della coscienza che scende direttamente senza stazioni intermedie, specialmente quelle mediate dal pensiero. La terra sa fare, l’acqua sta sentire, l’aria sa pensare e il fuoco sa intuire. Queste sono le linee generali delle caratteristiche degli elementi ma non sono le uniche a determinare l’intelligenza. Segue parte 2.