“Quando tutto crolla, che cosa resta? Non si tratta di un’idea, ma di un fatto, di un fatto che bisogna vivere. È una realtà che ci viene fatta vivere, fatta vivere al mondo intero, che il mondo lo voglia o no arriva al punto in cui deve sentire, cioè vivere, la realtà del suo essere, quanto è in grado di sopravvivere, capite? E se gli uomini non vogliono arrivarci, beh, ci saranno costretti dalle circostanze e, se rifiutano, saranno spazzati via. No, davvero siamo a una svolta evolutiva, e, quindi, non si tratta certo di discutere, di filosofeggiare, di avere delle idee. Si tratta di trovare quanto in noi può vivere. Questa non è filosofia, non è capitalismo, o marxismo o gandhismo, non è qualcosa di orientale o di occidentale, è un fatto dell’uomo, di un uomo che ancora non conosciamo affatto, perchè ricoperto da una corazza politica, di una corazza familiare. L”attività umana è completamente ricoperta. Ebbene, questa copertura si sta spaccando. Che cosa vuol dire apocalisse? Vuol dire ” mettere a nudo”, “riivelare” è ancora filosofia. Bisogna che l’uomo, in quanto specie, trovi il proprio potere, la propria forza, che trovi quello che egli è, e se non riesce a essere quello che è, la propria realtà profonda, allora non sopravviverà. Scomparirà come sono scomparse altre specie. Il problema è tutto qui. Non si tratta di trovare una migliore filosofia o una migliore religione, ma di essere quanto ha il potere di durare, e così tutto va a pezzi per costringerci ad arrivare a quell’attimo umano in cui diventare ciò che l’uomo è davvero.”
…
“Questa è la realtà umana. Non ha nome, no, ma è una forza, una forza di grande dolcezza, come se all’improvviso tutto scivolasse via dalle mani, e resta una dolcezza che capisce tutto, non una cosa dolciastra, ma forte, che guarda dall’alto tutta questa commedia, tutta questa tragedia, e che d’un tratto apre uno sguardo come da altrove. È questo l’uomo, e nessuno può scalfire quella cosa. Possono fucilarti, possono torturarti ma quella cosa resta immobile perchè è. È questo l’anello evolutivo mancante, questo il modo in cui potremo passare altrove, in un’altra specie, meno tragica e meno ridicola. È questa la realtà che ha potere di passare alla prossima tappa. Non saranno certo le nostre filosofie. … Niente di quanto conosciamo ci aiuterà a compiere la traversata, no, proprio niente, nè Carl Marx, nè il Papa, nessuno, ma semplicemente quella cosa, ” l’essere puro” di ciò che siamo, quella cosa che è come il battito vero del cuore. Questo sì che può passare, perchè è la sola realtà. Tutto il resto sono solo trucchetti che ci hanno insegnato ad avvicinarci un poco alla realtà di ciò che siamo: trucchi religiosi, trucchi marxisti, trucchi ghandisti; tutti trucchi umani che sono serviti semplicemente a farci avvicinare passo passo alla realtà umana, e adesso il fatto, il fatto mondiale che tutti questi espedienti stanno andando in frantumi. Ci è data l’enorme Grazia di vedere sgretolarsi tutte le nostre idee, tutti i nostri sentimenti, tutte le nostre morali. Davvero, abbiamo la Grazia di essere messi a nudo per trovare la cosa che può sopravvivere, la cosa creatrice. Infatti, quando ci troviamo a quel punto d’essere, troviamo che si tratta della forza creatrice, cioè di quanto può cambiare tutto, ma l’evoluzione non è una faccenda individuale; allora bisogna che l’umanità, nel suo insieme, si trovi davanti a quel punto irrevocabile, a quel punto in cui sei oppure non sei. Non essere vuol dire andarsene, sparire, come sono sparite tante specie, ed essere vuol dire poter attraversare tutto, non soltanto, ma trovare la chiave per la ragion dev’essere di questa catastrofe nella quale ci troviamo. … La bomba è la falsa catastrofe. La vera catastrofe è quando l’uomo non ha più nulla su cui appoggiarsi. … ma insieme, è la meraviglia. … Le circostanze ci stanno costringendo. … Ecco dove veniamo portati, dove stiamo andando.”
La pubblicità è la promozione delle cose, la propaganda è la promozione delle idee. La prima modella il consumatore sui bisogni, veri o falsi che siano, la seconda modella la forma mentis delle genti. Prima di consumare beni e prodotti, è necessario che le menti considerino indispensabili le proposte dei mercanti, e ogni fine giustifica i mezzi. Di questi tempi, dati i mezzi messi in campo, i fini devono essere piuttosto imponenti, su scala globale. Perdere di vista l’autenticità dei nostri bisogni equivale a far saltare per aria ogni ponte che ci conduca verso la nostra vera natura, verso la nostra origine e verso la sorgente, rendendoci dei ” piccoli ruscelli senza fonte”.
Una condanna a solitaria morte prima di nascere.
Creare realtà su realtà manipolando la percezione toglie e allontana la verità, la sfigura, rendendola irriconoscibile ai più. Come? La percezione alterata dalla paura e dall’inganno crea sensazioni interiori, e il sentito è attività del mondo dell’anima, quindi è proprio questa il soggetto sotto attacco. L’autoinganno alimentato quotidianamente è come una droga, rendendo di fatto difficilissimo, salvo massicce cure di disintossicazione, pulizia, purificazione o calcinazione, a ognuno il termine che preferisce, lo svelamento della verità dalle realtà ritenute vere. “Il velo di maya” è ormai chiaro nei suoi signigicati.
La pubblicità è la promozione delle cose, la propaganda è la promozione delle idee. La prima modella il consumatore sui bisogni, veri o falsi che siano, la seconda modella la forma mentis delle genti. Prima di consumare beni e prodotti, è necessario che le menti considerino indispensabili le proposte dei mercanti, e ogni fine giustifica i mezzi. Di questi tempi, dati i mezzi messi in campo, i fini devono essere piuttosto imponenti, su scala globale. Perdere di vista l’autenticità dei nostri bisogni equivale a far saltare per aria ogni ponte che ci conduca verso la nostra vera natura, verso la nostra origine e verso la sorgente, rendendoci dei ” piccoli ruscelli senza fonte”.
Una condanna a solitaria morte prima di nascere.
Creare realtà su realtà manipolando la percezione toglie e allontana la verità, la sfigura, rendendola irriconoscibile ai più. Come? La percezione alterata dalla paura e dall’inganno crea sensazioni interiori, e il sentito è attività del mondo dell’anima, quindi è proprio questa il soggetto sotto attacco. L’autoinganno alimentato quotidianamente è come una droga, rendendo di fatto difficilissimo, salvo massicce cure di disintossicazione, pulizia, purificazione o calcinazione, a ognuno il termine che preferisce, lo svelamento della verità dalle realtà ritenute vere. “Il velo di maya” è ormai chiaro nei suoi signigicati.
Ogni tanto mi aggiorno sulla commissione parlamentare in ambito pandemia Covid con tutti i suoi spin off (che poi tanto off non sono) ma, vedete, non resto più meravigliata da quello che emerge: si può dire e fare di tutto, anche il peggio o ciò che è sempre stato ritenuto inaccettabile dall’opinione pubblica che, tanto, le coscienze e i relativi atti che dovrebbero seguirne, se fossero sveglie in chi deputato al suo ruolo istituzionale, sono paragonabili ad un elettroencefalogramma piatto: inesistenti, non pervenuti, frutto di un’evidente morte etica, morale e interiore. Chi detiene l’autorità ha la verità per avvallo ideologico/politico, non certo per evidenze dei fatti, e si sa che se i fatti non confermano la teoria, tanto peggio per i fatti. L’ultima discussione in parlamento che ho seguito era relativa alla corruzione emersa sulla compravendita delle mascherine, un vero e proprio giro di speculazione monetaria su prodotti garantiti come buoni ma scoperti non conformi. Qualche procura si è mossa? Vado oltre. Sentendo argomentare da più parti, pro o contro, sulla gestione infausta delle mascherine, mi viene da sorridere: gli studi sull’inutilità delle mascherine alla trasmissione di virus e dei danni che possono causare nell’utilizzo su bambini, lavoratori e per più ore di fila dove sono? Eppur ci sono… Discutere di creste milionarie, e forse anche di miliardi, è corretto, seppure sarebbe da valutare l’uso obbligatorio di uno strumento non indispensabile alla trasmissione virale: da dove nasce, e per mezzo di chi, l’imposizione? Per me il discorso mascherine è il meno importante, ci sarebbe da approfondire altro, primo su tutto questo fatto: EMA, AIFA e l’istituto superiore di sanità sanno e hanno menzionato sui siti ufficiali che il vaccino ( vediamo se fb mi blocca come ai vecchi tempi) NON serve a prevenire il contagio. Janine Small, convocata in sede parlamentare europea in vece di Bourla, pertanto ha fatto da portavoce al CDA di Pfizer, ha chiaramente dichiarato che il vaccino non è stato preparato per prevenire il contagio e l’infezione ma i sintomi di malattia ( e anche qua ci sarebbe da dire, ma prendiamolo per buono, che le verità sono sempre mezze verità), quindi:
su quali basi scientifiche sono stati imposti gli obblighi a sanitari, insegnanti, forze dell’ordine e over 50, visto che il presupposto fondante di tali decreti e atti amministrativi era, di fatto, l’impedimento del contagio? Ricordo che in tanti hanno perso stipendio, contributi e anche il lavoro… Se già la premessa dei produttori era che i sieri non fossero stati preparati per impedire la diffusione virale, mi chiedo: i decisori hanno letto le schede tecniche dei prodotti, che erano lì a disposizione da subito? Chi ha forzato le leggi, pur essendo questi fatti noti? Chi ha permesso che sui media, dai giornali alle deliranti trasmissioni tevisive, si sbandierassero percentuali di immunità vicine al 100%, se il vaccino NON era stato testato e prodotto per questo scopo? Ricordate i titoloni dei giornali ” immunizza al 98%”? Poi 97, 95, 90, 88… fino ad arrivare all”immunizzazione negativa nel giro di un anno? E gli “esperti” presenti in ogni dove lo sapevano, visto che definirsi esperti dovrebbe essere garanzia di avere tutte le conoscenze utili in un dato ambito? Non so voi, ma io rammento altro uscito dalle bocche di questi esperti… Chiaro che le farmaceutiche non possono pensare di lavarsene le mani incolpando solo i politici: avrebbero potuto intervenire pubblicamente ad ogni abuso di potere perpetrato su falsi presupposti scienfifici, e non l’hanno fatto, anzi, in fase di sperimentazione hanno giocato su dati legati al contagio dei gruppi di sperimentatori tra vaccino e placebo facendoli passare da relativi ad assoluti, ma questo è un altro spin off. Poi, si sa che se ci sono azioni quotate in borsa…
Sto dedicando la mia attenzione a quanto scritto in ” Filosofia della libertà” di Rudolf Steiner, e mi rendo conto quanto sia necessario essere sia preparati che pronti per certi concetti, per comprenderne ogni incesellatura in relazione a precedenti insegnamenti, specialmente di altri maestri. Fondamentale l’attività del saper pensare, mi verrebbe da dire dell’igiene del saper pensare ( trovo molte somiglianze con le saggezze dell’insegnamento di Bruno Grõning). Crediamo di pensare, in realtà facciamo infruttuoso uso della memoria, che è l’archivio del già pensato, ed già stato pensato tutto il pensabile, nulla di nuovo sotto il sole. Ricordare è riportare al cuore: il dimenticato è diventato organico, stradigerito, seppure vitale. Ecco che, nonostante ci si trovi di fronte a un procedimento complesso, che segue le leggi del “vivente”, si tratta di riportare alla coscienza ciò che è stato depositato.
Nessuno è libero se non agisce secondo volere, se non sa davvero ciò che vuole. Mi è venuto in mente il dialogo, il primo, che in Matrix Neo, Morfeo e Trinity scambiano con il Merovingio: “Tu sai perché siamo qui?” “Sono un trafficante di informazioni: so tutto quello che serve conoscere. Il punto, semmai, è… voi lo sapete perché vi trovate qui?” “Stiamo cercando il fabbricante di chiavi.” “Ah già, è vero, sì… il fabbricante di chiavi, certo… ma… questa non è la ragione, non è il perchè. Il fabbricante di chiavi, per sua stessa natura, è un mezzo, non è certamente un fine, per cui cercare lui equivale cercare un mezzo per fare… cosa?” “Tu hai la risposta a questa domanda.” “Ma voi l’avete? Credete di averla ma non è così. Voi siete qui perchè siete stati mandati qui, vi è stato detto di venire qui e avete ubbidito.”
C’è differenza tra “fake it” e “make it”, tra imitazione e azione, tra ripetizione vuota e iniziazione cosciente.
Quale volontà precede il “fake it” e quale altra il “make it”? Scrivo solo questo: autenticità. Essere autentici come autenticità dell’essere. Conoscere se stessi implica il riconoscere se stessi e la propria origine.
Per il resto, che ne dite se restiamo con la domanda?
“Se conosciamo l’anatomia dell’uomo interiore, possiamo vedere la natura delle sue malattie al pari dei rimedi. Ciò che vediamo con gli occhi esterni è materia. La natura causa e cura le malattie, ed è quindi necessario che il medico conosca i processi della Natura, l’uomo invisibile al pari dell’uomo visibile. Il ciarlatano studia le malattie negli organi colpiti, dove non trova altro che effetti già avvenuti, e [resta] sempre un ignorante per quello che riguarda le cause. Il vero medico studia le cause delle malattie studiando l’uomo universale. Ogni medico dovrebbe essere ricco di conoscenze, e non soltanto di quelle che sono contenute nei libri; i suoi pazienti dovrebbero essere i suoi libri. L’alchimia serve a separare il vero dal falso. Coloro che si limitano a studiare e a trattare gli effetti della malattia sono come persone che si immaginano di poter mandar via l’inverno spazzando la neve sulla soglia della loro porta. Non è la neve che causa l’inverno, ma l’inverno che causa la neve.”
Paracelso
La Natura è lo specchio del Cielo, il basso è come l’alto, il sottile comanda lo spesso. Vi sono semi, terreni, condizioni atmosferiche e germogli.
Il seme contiene un’informazione protetta da un guscio, come un’applicazione scaricabile su un PC all’interno della sua programmazione. Il seme nel suo involucro è come un’app zippata, compressa, che sarà installato l’uno nella terra così come l’altra nel sistema operativo: un terreno biologico e un altro sintetico tecnologico. La tecnologia informatica imita la biologia che si esprime nelle leggi di natura, con una sostanziale differenza: si tratta di un’imitazione priva di principio spirituale. Gli esseri viventi hanno vita in se stessi, come i semi, gli animali, gli uomini e le piante, mentre ogni dispositivo necessita di attaccarsi a un cavo elettrico, per prendere energia che gli permetta di restare acceso.
Il sistema operativo di un PC è il codice genetico di un organismo vivente, che non può essere modificato: si può solo sviluppare un sistema operativo più evoluto, rendendo via via obsoleto quello precedente, con l’innegabile intervento di un programmatore al lavoro. Applicazioni scaricabili e aggiornamenti sono il “sistema epigenetico” del dispositivo, esattamente come l’epigenetica dei viventi: si tratta di sovrascrittura alla programmazione, che può rendere le prestazioni molto più funzionali, senza modificazioni dello scheletro, cosa che non si può fare. Gli aggiornamenti sono byte di informazioni che si vanno ad installare nelle applicazioni, esattamente come l’RNA di quelli che chiamiamo virus si inserisce nel DNA attraverso la sovrascrittura epigenetica.
“Un sistema operativo … , in informatica, è un software di base, detto anche piattaforma operativa, composto normalmente da più sottosistemi o componenti software: kernel, scheduler, file system, gestore della memoria, gestore delle periferiche, interfaccia utente e spooler di stampa, che gestisce le risorse hardware e software della macchina, fornendo servizi di base ai software applicativi…”(Definizione base presa dalla rete).
L’hardware è il corpo fisico, il software il terreno, inteso come un sistema complesso interattivo e intereagente in più direzioni, intrasistema ed extrasistema, visto che un organismo dialoga al suo interno a livello fisico, chimico, meccanico, biologico, psichico ed elettromagnetico, pur nel contempo mantenendo bi-direzionalità delle comunicazioni, ma volgendosi anche verso l’esterno, in entrata e in uscita. A livello psichico, si determinano e si influenzano pensieri ed emozioni e le strutture percettive sono gli strumenti di rilevamento operativi su diverse frequenze d’onda: la percezione comunemente intesa è il frutto dell’interazione tra il percepito e il sentito, quest’ultimo dipendente dal nostro terreno psichico, dai quali si oriGINa (gin/gen/geni/genetica) l’elaborato, in poche parole la costruzione della nostra realtà soggettiva, ma è anche il prodotto commisto di genetica ed epigenetica, di capacità reattiva e attiva del nostro sistema a ciò che entra/esce/nasce. L’informazione entra in noi, ci penetra in modo maschile, la percezione riceve in modo femminile, l’elaborazione tra i due è il figlio che si produce, la nostra individuale sensazione irripetibile, che passa indissolubilmente nella nostra costituzione psichica unica. Le applicazioni sono strumenti, aggregati digitali funzionali, per dirla in maniera grezza ma comprensibile, che ci permettono di fare le cose che ci interessano, come un lavoro o un’attività. Alcune ci servono proprio, altre meno, o per niente. La corrente elettrica, accumulata nella batteria come energia, tiene in vita il sistema. L’hardware può rompersi per qualsiasi motivo: facile immaginare, come rompersi un piede o slogarsi una spalla, ma anche il software può dare problemi. A volte, per scaricare delle applicazioni, abbiamo bisogno di liberare spazio in memoria, per far girare bene il sistema; altre volte alcune di queste possono impallare il programma, se non addirittura il funzionamento di tutto il sistema, in quanto programmate male, o entrano in qualche forma di conflitto digitale o trovano un sistema troppo modificato: avete mai fatto un lavoro che non vi piace o non vi entra in testa, o letto decine di volte gli stessi passaggi che non riuscite a memorizzare o imparare?
Poi ci sono virus e antivirus. Un virus porta un’informazione che costringe il PC a fare altro, fuori programmazione base: è un inserto di programmazione aggiunto, un pezzetto di RNA che si inserisce su una sequenza informativa, modificandola, fino al malfunzionamento per e con interferenze di gestione. L’antivirus è la cura, un’ applicazione che pulisce meglio delle casalinghe e delle colf, una vera e propria profilassi preventiva contro gli attacchi esterni al sistema. Concettualmente e praticamente, gli aggiornamenti sono pezzetti di RNA che si inseriscono sul sistema, migliorando prestazioni e applicazioni. Che differenza c’è, quindi, tra virus e aggiornamento? L’esito, gli effetti che si producono: quando portano a malfunzionamento o a scopi al di fuori di quanto previsto, sono detti virus con accezione negativa, se apportatori di miglioramenti, sono detti aggiornamenti, pur essendo la stessa cosa nella sostanza: informazioni digitali, “sequenze” di byte. I bit (“in informatica il bit è una unità di misura dell’informazione La parola deriva dall’inglese “binary unit” e può contenere i due simboli del sistema binario: zero (0) e uno (1). Il bit è quindi una cifra binaria ed è considerata la più piccola unità di informazione. Ideale per i computer ma poco pratica per l’uomo”) stanno alle basi azotate (“le basi azotate sono le molecole organiche, contenenti azoto, che prendono parte alla costituzione dei nucleotidi”, unità di informazione per la sintesi proteica) .come i byte (“in informatica, stringa di bit di lunghezza data; in particolare, gruppo di 8 bit consecutivi, indirizzabile individualmente, con cui codificare un carattere alfanumerico e a partire dal quale si forma una parola”) stanno ai codoni (“in biologia molecolare, unità d’informazione del codice genetico, costituita da una sequenza di tre nucleotidi con le relative basi azotate, presenti nel DNA e nel corrispondente RNA messaggero complementare”).
Ciò che non serve, finisce nel cestino del computer proprio come gli elementi di scarto del nucleo cellulare nelle vescicole chiamate esosomi, che sono complessi multiproteici presenti nelle cellule, che al termine del processo di trascrizione, hanno il compito di eliminare tutti i frammenti di DNA inutilizzati, ottenendone nucleotidi da riciclare per formare nuovo RNA e DNA, nuove sequenze. Si tratta quindi di informazioni; tali informazioni come “proteine, RNA messaggeri, frammenti a doppia elica di RNA, chiamati MICRO RNA, molecole HLA di classe 1 e 2 che legano antigeni come fanno le cellule deputate a presentare antigeni”. Piccola perla per chiunque volesse comprendere in modo semplice la Quarta Legge Biologica su sistema ontogenetico di virus e batteri, in modo particolare su ciò che definiamo virus, in un’economia di informazione di sistema genetico ed epigenetico che non butta via niente ma che ricicla tutto e alla luce che nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma ALL’INTERNO di noi sotto l’impulso di frequenze elettromagnetiche di campo, con buona pace delle teorie del contagio.
Stesso principio ma due nomi diversi: aggiornamenti o virus. Pensate: spesso ci tocca pulire digitalmente i sistemi dei nostri device perché funzionano male, esattamente come accade agli organismi intossicati, impregnati, e di conseguenza infiammati, che hanno bisogno di un intervento di drenaggio tissutale, un drenaggio nel “cestino”. Chissà quanti esosomi in senso quantitativo potremmo trovare in condizioni di difficoltà esonerativa!
Nelle foto sottostanti, troviamo immagini reali al microscopio elettronico non elaborate artisticamente di SarsCov2 e di alcuni esosomi, praticamente indistinguibili. I virus nelle prime due foto in alto, diffuse dai cinesi: gli esosomi nelle tre piccole più in basso. Si trovano in rete digitando “virus foto reali” ed “esosomi”
Allora, veniamo al dunque: che terreno abbiamo? Che sistema operativo abbiamo? Uno che necessita di cure continue e antivirus, o qualcos’altro, un altro che non ne ha bisogno, molto più sano e resistente? In caso di problema, disponiamo di cure realmente efficaci? Cosa rende un sistema, un terreno, ricettivo a virus e danneggiamenti, e cosa lo rende resistente e refrattario? Cosa gli permette di mantenersi pulito di drenare le tossine, di riconoscere sequenze utili al sistema rispetto a quelle inutili o dannose? Vuol dire che alcuni progettisti hanno fatto buona e autentica prevenzione primaria? Vuol dire che mantenere un campo informativo sano, in equilibrio, che includa mente oltre che corpo, sia fattore indispensabile? Inserire aggiornamenti su un sistema al suo limite operativo può fare danni, può imballare il sistema: non si può operare al di fuori delle proprie possibilità.
1 Corinzi 10:13 dice: “Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana, or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sostenere.”
Interessante, vero? Un progettista saggio non pretenderà le mele da un albero di pesche.
Ogni pc è diverso da qualsiasi altro, ogni pc diventa soggettivo in mano a chi lo usa e lo modifica “epigeneticamente”.
È proprio vero che le comprensioni sono fatte a livelli, ed è normale che siano snodati nel tempo. Quale occhio va cavato? Quello dell’ osservatore “passivo”, dell’uomo meccanico incosciente. Possiamo essere semplici osservatori della realtà, ma se osservarla fa male, se ci allontana dallo scopo, se ci fa disperdere energia e ci fa entrare in una strada a fondo chiuso come un ramo secco, impedendoci di salire il piolo o tono successivo, allora l’occhio va cavato. Non occorre nemmeno essere particolarmente svegli e capaci per osservare questo mondo e riconoscere le sue paludose caratteristiche. Non si è dei risvegliati o degli illuminati semplicemente perché si vede il male o se ne vedono le storture: la gradualità è sempre tra i migliori e i peggiori dei meno svegli, in una spirale al ribasso. Il vero Osservatore è colui che fa cadere la funzione d’onda, dotato di osservazione attiva, per cui cosciente, creativa della visione, creativa dei mondi. L’Osservatore passivo guarda semplicemente quello che è stato creato da altri, per questo non ha via d’uscita; L’Osservatore cosciente trova le vie d’uscita dietro ad ogni angolo, perché le può creare.
” Soltanto gli occhi creano la frontiera perché non vedono il Dentro che sta nel fuori. Solo l’Occhio crea l’unione .È attraverso l’occhio che vi porrete in Lui. L’Occhio crea il Mondo, che fa i mondi. L’Orecchio che intende crea l’Occhio e lo fa crescere. Così, la realtà che si apre all’Occhio ed all’Orecchio apre la strada ad un’altra realtà.”
dal Vangelo di Tommaso
L’occhio che crea è un occhio interiore, capace di immaginazione creativa, in quanto succede all’Orecchio che intende. L’Orecchio che intende è in grado di percepire il Logos dentro di Sè, la Parola Divina Creatrice, il canto dei canti, il suono che struttura con le sue frequenze. Occorre stare sintonizzati, nel tono, in risonanza.
“… e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un’immagine al posto di un’ immagine, allora entrerete. “
Vangelo di Tommaso.
Ricordate Gesù che disse che non si può mettere vino nuovo in otri vecchi e rattoppare un vecchio mantello con stoffa nuova?
Il nuovo non può posare su vecchie fondamenta: cadrebbe. Occorre un processo necessario di morte e rinascita, un’araba fenice che risorga dalle ceneri mortali.
L’occhio passivo, che fa inciampare e che va cavato, è l’occhio che canta quello che vede. L’occhio attivo, quello del vero osservatore, è l’occhio che vede quel che canta.
ResPYRare… azione in cui è implicato pyr, il fuoco, lo sPYRito. Si respira aria, è indispensabile l’ossigeno, che analogo al Sole, al cuore, alla coscienza. Questo sole/coscienza è rappresentato con il glifo della circonferenza quando è generica ed è collocato nel segno zodiacale dell’Ariete, con la circonferenza con al centro un punto quando è individuata e si trova nel segno zodiacale del Leone, che è anche una delle quattro creature viventi, una qualità fissa. L’ossigeno è implicato in tutti i processi di ossidoriduzione, che sono una combustione, un lento fuoco che brucia in tutti i processi del nostro corpo, relativi al sale. L’ossigeno è il comburente che permette al fuoco di restare acceso, pertanto vivo. Il fuoco dello Spirito può bruciare solo in presenza della coscienza: l’olio prezioso, per tradizione, si ricava dall’ ulivo, pianta solare per eccellenza, pianta della coscienza che cura cuore e arterie poste nel segno zodiacale del Leone. Il Figlio di Dio fu accolto con ramoscelli d’ulivo, che accompagnano la Pasqua e la resurrezione a corpo spirituale. Spirito o Ruah, parola femminile. Nel nostro corpo, nelle nostre cellule la combustione avviene a livello dei mitocondri, che sono legati al e trasmessi solo dal cromosoma X , dalla madre. I mitocondri sono la sede della coscienza cellulare. La medicina e la biologia della nutrizione hanno mostrato come moltissime persone, per una serie di cause diverse, siano passate da processi di ossidoriduzione a processi di fermentazione a livello mitocondriale, abbassando drasticamente il livello di energia. L’acidità è legata agli ioni idrogeno, l’alcalinità agli ossidrilioni, per cui all’ossigeno. A livello sottile essere in uno stato alcalino vuol dire avere presenza di ossigeno, di comburente, di olio di coscienza. Infatti l’idrogeno è l’elemento legato alla Luna, in modo particolare al segno zodiacale del Cancro, dove troviamo la porta degli uomini. Luna che rappresenta l’inconscio, il buio, che può riflettere la parte cosciente soltanto se illuminata dalla luce solare. Per similitudine, l’alcalinità è analoga alla presa di coscienza, chiaramente su piani di realtà differenti. Se chi ha oro può produrre oro, chi ha oro ha in sè la luce più sottile ed elevata, colui che vien chiamato Dio… l’oro è la vibrazione più densa della luce (che non è luce) solare nel metallo. Essendo il femminile, anche biologicamente, che cattura le frequenze su diverse ottave della medesima cosa (ossigeno, cuore/amore/intuizione, coscienza, oro, luce…), ogni alchimista ha necessità di attivare il suo femminino interiore, attrattivo per la luce. Se si pone in quella condizione è girata dalla parte giusta per prendere i quanti di energia, verso l’alto, verticalmente. La “Grazia” che inter-cede. Appare chiaro che il lavoro a due vasi è sottile…
Stuart Hameroff, un anestesiologo dell’università dell’Arizona, stava considerando come i gas anestetici spengano la consapevolezza. Ad affascinarlo era il fatto che dei gas con caratteristiche talmente diverse come: il protossido d’azoto, ( N2O), l’etere (CH3CH2OCH2CH3), l’halothane (CF3CHClBr), il cloroformio (CHCl3) e l’isoflurane (CHF2OCHClCF3), potessero tutti provocare una perdita di consapevolezza. Ciò deve avere a che fare con altre proprietà, oltre a quelle chimiche. Hameroff supponeva che le sostanze usate per l’anestesia totale dovessero interferire in qualche modo con l’attività elettrica interna ai microtubuli; questa attività in seguito addormenta la consapevolezza. Se ciò fosse vero, allora sarebbe vero anche il contrario: l’attività elettrica dei microtubuli, che compongono la parte interna dei dendriti e dei neuroni nel cervello, deve essere in qualche modo il cuore della consapevolezza. I microtubuli sono l’impalcatura della cellula, visto che mantengono la sua struttura e la sua forma. Questi microscopici reticoli esagonali costituiti da sottili filamenti…
La conoscenza serve all’inizio perchè ci mette nella condizione di farci delle domande, se ne siamo predisposti e le permettiamo. Le domande sono legittime, e sono analoghe ai passi su un sentiero, che ci fanno avanzare. Non il nozionismo arido, la conoscenza enciclopedica, tipica dei ripetitori, parlo di quella conoscenza che è dentro di noi e va solo attivata, relativa a leggi cosmiche ed universali (per esempio il Kybalion), che comprende ogni piano di esistenza e che arriva attraverso l’intuizione, non dal cerebralismo pensante della falsa mente. La conoscenza secolare, quella che si studia dalla scuola elementare all’università, è parziale, settoriale e settaria; è legata all’anima sensibile e terrena, che considera indagabile e reale solo fenomeni percepiti ed interpretati prima dagli organi di senso, che li trasformano in impulsi elettrici, in seguito dal cervello, che interpreta soggettivamente tali impulsi in quello che per noi, secondo nostra interpretazione personale, è il mondo. Questa conoscenza riguarda solo il 5% della realtà, percentuale che i nostri organi di senso possono raggiungere. Il restante 95% non lo conosciamo, non abbiamo strumenti per vederlo, ad eccezione della sensibilità interiore, sottile, i 5 sensi interiori descritti dai Veda. Questa conoscenza ci racconta il cosmo, il creato, tutto quello che merita di essere conosciuto e lo fa usando il canale intuitivo, non quello sensibile. Potremmo dire che l’intuizione sta all’anima sottile come la sensazione sta a quella terrena. Questo tipo di conoscenza è contemplativa di tutto ciò che è. Già solo parlare per spiegarla è un atto di sfregio, ma è necessario, all’inizio, per suscitare curiosità, per lanciare un amo risonante che risvegli all’interno di noi ciò che aspetta di essere attivato. Poi va lasciata andare. Con lei, se ne andrà la falsa mente del voladores di cui parlava Don Juan a Castaneda, il proprietario della nostra mente inferiore limitante, giudicante e ben addestrata all’illusione, lasciando un immenso spazio bianco e vuoto, aderente più che mai alla nostra essenza. Ti rendi conto che è inutile studiare soltanto dopo aver studiato.