La lateralità biologica e Sun Tsu…

Oggi facevo una riflessione, o meglio, si sono incrociate una frase tratta da ” L’arte della guerra” di Sun Tsu e un’osservazione dedotta dalle 5 leggi biologiche.

Questa la frase:
“… Sull’altopiano invece trova un punto vantaggioso.Posizionati con le cime alla tua destra e il campo di battaglia di fronte: di fronte a te c’è la morte, dietro la vita”.

Abbi le alture alla tua destra e il campo di battaglia di fronte fa riferimento al modo in cui l’esercito era equipaggiato a quell’epoca: infatti, il lato destro di un esercito era il più vulnerabile alle frecce, perché lo scudo si portava sulla sinistra.

I destrimani usano la spada o l’arma di attacco a destra e la difesa, lo scudo, a sinistra ed essendo costoro percentualmente la maggioranza, si spiega la vulnerabilità sul lato della difesa. Per i mancini la lateralità degli strumenti tra attacco e difesa sono invertiti, perciò, se ci fosse stata disponibilità, sarebbe stato utile coprire il lato destro con soldati mancini.
Anche in biologia i mancini sono i sostituti alla debolezza dei destrimani, che vivono il conflitto di territorio risolvendo con l’infarto, per cui sono poco vulnerabili su quel tipo di conflittualità.

Le 5 leggi biologiche sono vere in quanto riflettono le leggi di natura: in questo caso abbiamo un esempio tipico della legge di polarità.

Il giorno della fine ti servirà l’inglese?

“Quando tutto crolla, che cosa resta? Non si tratta di un’idea, ma di un fatto, di un fatto che bisogna vivere. È una realtà che ci viene fatta vivere, fatta vivere al mondo intero, che il mondo lo voglia o no arriva al punto in cui deve sentire, cioè vivere, la realtà del suo essere, quanto è in grado di sopravvivere, capite? E se gli uomini non vogliono arrivarci, beh, ci saranno costretti dalle circostanze e, se rifiutano, saranno spazzati via. No, davvero siamo a una svolta evolutiva, e, quindi, non si tratta certo di discutere, di filosofeggiare, di avere delle idee. Si tratta di trovare quanto in noi può vivere. Questa non è filosofia, non è capitalismo, o marxismo o gandhismo, non è qualcosa di orientale o di occidentale, è un fatto dell’uomo, di un uomo che ancora non conosciamo affatto, perchè ricoperto da una corazza politica, di una corazza familiare. L”attività umana è completamente ricoperta. Ebbene, questa copertura si sta spaccando. Che cosa vuol dire apocalisse? Vuol dire ” mettere a nudo”, “riivelare” è ancora filosofia. Bisogna che l’uomo, in quanto specie, trovi il proprio potere, la propria forza, che trovi quello che egli è, e se non riesce a essere quello che è, la propria realtà profonda, allora non sopravviverà. Scomparirà come sono scomparse altre specie. Il problema è tutto qui. Non si tratta di trovare una migliore filosofia o una migliore religione, ma di essere quanto ha il potere di durare, e così tutto va a pezzi per costringerci ad arrivare a quell’attimo umano in cui diventare ciò che l’uomo è davvero.”


“Questa è la realtà umana. Non ha nome, no, ma è una forza, una forza di grande dolcezza, come se all’improvviso tutto scivolasse via dalle mani, e resta una dolcezza che capisce tutto, non una cosa dolciastra, ma forte, che guarda dall’alto tutta questa commedia, tutta questa tragedia, e che d’un tratto apre uno sguardo come da altrove. È questo l’uomo, e nessuno può scalfire quella cosa. Possono fucilarti, possono torturarti ma quella cosa resta immobile perchè è. È questo l’anello evolutivo mancante, questo il modo in cui potremo passare altrove, in un’altra specie, meno tragica e meno ridicola. È questa la realtà che ha potere di passare alla prossima tappa. Non saranno certo le nostre filosofie.

Niente di quanto conosciamo ci aiuterà a compiere la traversata, no, proprio niente, nè Carl Marx, nè il Papa, nessuno, ma semplicemente quella cosa, ” l’essere puro” di ciò che siamo, quella cosa che è come il battito vero del cuore. Questo sì che può passare, perchè è la sola realtà. Tutto il resto sono solo trucchetti che ci hanno insegnato ad avvicinarci un poco alla realtà di ciò che siamo: trucchi religiosi, trucchi marxisti, trucchi ghandisti; tutti trucchi umani che sono serviti semplicemente a farci avvicinare passo passo alla realtà umana, e adesso il fatto, il fatto mondiale che tutti questi espedienti stanno andando in frantumi. Ci è data l’enorme Grazia di vedere sgretolarsi tutte le nostre idee, tutti i nostri sentimenti, tutte le nostre morali. Davvero, abbiamo la Grazia di essere messi a nudo per trovare la cosa che può sopravvivere, la cosa creatrice. Infatti, quando ci troviamo a quel punto d’essere, troviamo che si tratta della forza creatrice, cioè di quanto può cambiare tutto, ma l’evoluzione non è una faccenda individuale; allora bisogna che l’umanità, nel suo insieme, si trovi davanti a quel punto irrevocabile, a quel punto in cui sei oppure non sei. Non essere vuol dire andarsene, sparire, come sono sparite tante specie, ed essere vuol dire poter attraversare tutto, non soltanto, ma trovare la chiave per la ragion dev’essere di questa catastrofe nella quale ci troviamo.

La bomba è la falsa catastrofe. La vera catastrofe è quando l’uomo non ha più nulla su cui appoggiarsi.

ma insieme, è la meraviglia.

Le circostanze ci stanno costringendo. …
Ecco dove veniamo portati, dove stiamo andando.”

Satprem

L’UOMO DOPO L’UOMO

Vania Nadia Franceschini

Sulla magia II

Ho già descritto la magia come una capacità interiore dell’uomo di focalizzare e fissare delle immagini sul piano mentale, per cui della possibilità di lavorare con la luce interiore. Ho anche aggiunto che il mago sia il “giusto di voce”, in grado di usare il suono, le parole, ovvero imprimere informazioni, vibrazioni e frequenze sul campo sottostante, che diventa campo informativo. Un campo informativo, come dice la stessa parola, è uno spazio che mette in forma ciò che si trova al suo stesso interno, sotto la sua influenza, ordinando l’aggregazione della materia su diverse densità. L’arte dell’immaginazione creativa richiede lavoro interiore, spinto da necessità e da desideri profondi del cuore e da una mente disciplinata, a sua volta particella della mente cosmica, della mente divina. Com’è possibile che, a fronte di un potere immaginativo potente, seppure in senso sottile, la realtà che ci circonda sia una manifestazione caotica, distruttiva e volta al male? Quale maghi stanno immaginando questa realtà? Come possiamo influire, seppure in minima parte, sugli accadimenti intorno a noi? La realtà è complessa ma abbiamo qualche risposta semplice: possiamo definirla tale, caotica e volta alle cose peggiori, in quanto siamo imboccati di immagini terribili ogni giorno, in continuazione, e le riflettiamo il più delle volte inconsapevolmente. Siamo immersi in un campo informativo che è un fluire continuo di brutte notizie. Quante volte abbiamo sentito dire che nelle ultime generazioni la capacita’ di mantenere l’attenzione sia diminuita drasticamente, specialmente con l’avvento del mondo digitale? Già gli schermi come la televisione, l’utilizzo di fotografie su riviste, libri e giornali hanno iniziato a intaccare il potere immaginativo naturale, e, con lo sviluppo delle tecnologie audiovisive attuali, si è abbattuta ancora di più la capacità di immaginare: ci sono persone per le quali è difficile leggere testi e libri privi di figure e la capacità immaginativa è proprio saper creare dentro di sè visivamente tutte quelle immagini che si producono attraverso la lettura, in modo spontaneo.

Chiaro che mi stia riferendo a un uso/consumo fuori misura delle immagini esterne, un abuso sproporzionato, e non posso negare che immagini e illustrazioni posseggano senz’altro di base un valore aggiunto, ma ora siamo ben oltre l’utilizzo necessario. Tutto intorno a noi scorre rapido, il contrario di uno stato favorevole alla focalizzazione centrata.

Sarebbe efficace creare fotografie interiori, che non necessitino di quelle esteriori, lasciandoci ispirare dalla natura vivente, ma dove immagini artificiali e preconfezionate inizino a sostituirsi con maggior frequenza a quelle focalizzate nella mente, allora questo “muscolo interiore”, questa funzione visiva, anche se mi rendo conto che la parola muscolo è limitante e nel contempo utile per la comprensione, si atrofizza. Un conto è preparare da mangiare utilizzando gli ingredienti, un altro è essere serviti con del cibo già pronto: non saremmo mai in grado di preparare dei piatti e non ne faremmo esperienza, non faremmo esperienza del mondo immaginativo. Ci autosabotiamo quotidianamente di un grande potere, quello di influenzare la realtà, fosse anche quella del nostro piccolo ambito, del nostro mondo sul quale possiamo agire. La comunicazione, nel corso degli anni, si è trasformata utilizzando immagini in sequenze sempre più rapide, ripetute e continue, un martellamento inibente le funzioni cognitive, che non dà tregua, non dà spazio all’interiore.

Una musica senza pause, una scittura senza punteggiatura: la vista resta inchiodata dalla rapidità, dai colori, dallo scorrimento veloce, l’udito da suoni analoghi, fastidiosi, rumorosi privi di armonia, che attirano l’attenzione, e la semplice capacità di riflettere viene meno, manca il tempo/pausa per interiorizzare a livello cosciente tutto ciò che viene mostrato. Si mangia senza i tempi per la digestione. L’attività di immaginazione interiore è stata sostituita da un prêt-à-porter esteriore in taglia unica, fatto e finito, servito in ogni momento, spostandoci dalla vista ( e udito) interiore a quello esteriore. A queste condizioni si può solo prendere visione di qualcosa che è già stato formato, o formattato. Da chi? Quali gli scopi? In questa situazione diventa perno fondamentale ogni attività di comunicazione, a cominciare dai mass media, che diffonda immagini e storie di realtà frutto di menti malate, criminali, psicotiche e, soprattutto, volte al male o a interessi di pochi soggetti. Siamo circondati continuamente da notizie e, ancora di più, da relative immagini di disgrazie quotidiane, di guerre, di corruzione di tutte le peggiori attività che possano essere compiute da essere umani privi di ogni minima connessione con la propria anima e con lo spirito vivente. Le notizie raccontate con la voce sono il suono, e torniamo al concetto di “giusto di voce”, ironicamente parlando, e le immagini sono il surrogato sostituto di ciò che dovrebbe essere la nostra attività interiore della vista, del nuovo, del buono, di ciò che è amabile e desiderabile per il bene nostro e comune. Dovrebbe sorgere spontanea una riflessione: questo potere, per esprimersi su un piano realizzativo e concreto in manifestazione, ha bisogno di informare l’energia di tanti esseri umani e renderla risonante: l’energia/pensiero viene magicamente sfruttata per scopi non nostri. C’è chi chiama tutto questo propaganda, chi eggregora, chi pendolo, chi magia nera…

Per il maggior numero di persone possibili tutte le informazioni verbali e non verbali costituite da immagini e suoni creano il campo informativo per la realizzazione di fatti su un piano operativo concreto e, affinché questo avvenga sempre di più su larga scala, è necessario mettere in risonanza, in stato di coerenza, più menti possibili, che possano far cadere, come la funzione d’onda, un progetto già fatto, costruito. Ci troviamo di fronte a qualcuno che agisce attivamente su molti esseri umani che sono in uno stato soltanto di ricezione passiva e diventano inconsapevolmente ripetitori di immagini e parole altrui, trasformandosi in diffusori e concretizzatori di pensieri non propri.

Questo dovrebbe farci comprendere quanto profondamente possiamo essere coinvolti nello svolgimento di eventi, anche se pensiamo e crediamo di non farne parte, di non averci messo mano, di non essere e di non considerare noi stessi in alcun modo responsabili. Come lo diventiamo? Semplicemente come scritto poco sopra: diventando dei ripetitori inconsapevoli di immagini e parole altrui, spesso pure gratis. Avete presente il detto “non importa che se ne parli bene o se ne parli male, l’importante è che se ne parli”?

E così che funziona: continuare a parlare e riparlare.

È così che non si crea alcuna realtà, che non si manifesta il nuovo.

Alla prossima.

Vania

Essere il sale della Terra

Ci viene insegnato, in ambito religioso, che Gesù abbia inchiodato la morte nel senso che l’abbia vinta per la prima volta, aprendo una strada, sconfiggendo qualcosa che nessuno mai era riuscito a fare.

  • Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Giovanni 11:25-26

Entenglement? Campo informativo? Coscienze risonanti?

  • Credere è azione fondamentale: non si tratta di credulità, affabulazione o fatalismo, quanto di fede, di certezza provata e sentita
  • Un campo risonante crea un’unità coesa, armonia, unica voce formativa e formante. Se il Suo canto è Vita, chi si unisce al canto è vivo.
  • Chi appartiene alla stessa frequenza vibratoria è connesso simultaneamente al di là di tempo e spazio.

“E la gloria che tu hai dato a me io l’ho data a loro, perché siano uno come noi siamo uno” (Giovanni 17:22)

Gesù è il Figlio dell’Uomo, la faccia materiale della medaglia; il Cristo la scintilla del Padre, sostanza del Padre, il Suo seme che, morendo nella terra, origina il germoglio di una nuova vita. Esistono due realtà: una materiale, densa, di precipitazione in uno stato più condensato, quello dei corpi, in cui vige la dimenticanza del Sè, che possiamo identificare con “peccato”, proprio nel senso di caduta, di precipitazione in un sottomondo demiurgico saturnino, e uno più sottile, spirituale, rarefatto, in cui riemerge il ricordo, la natura dei Principi di cui siamo composti, l’origine solare/siderale dell’Uomo.

Di-MENTicare è funzione della mente, che viene resettata, cancellata, come in Luna nuova, ed è fondamentale assettarci su un asse verticale solare, per evitare di assorbire e riflettere ciò che luce non è, che proviene dai ladri della mente; ri-cORdare è azione del cuore, che ci permette il recupero della memoria cancellata, ma su un piano superiore, quello dell’oro solare.

“Il Figlio dell’Uomo è Signore del sabato” troviamo scritto in Luca, al rimprovero rivoltogli di aver lavorato di sabato, che era vietato dalla legge.

Questo in quanto Gesù l’uomo poteva infrangere le regole di Saturno, il demiurgico limite del libero arbitrio, e infatti il sabato è il giorno dedicato alla forza saturnina, mentre il Cristo le avrebbe annullate sempre attraverso la stessa forza del carceriere, sciogliendo o solvendo il corpo di materia, tornando in un corpo più sottile, rarefatto, spiritualizzato e luminoso.

Gesù ha avuto paura di essere stato scordato dal Padre, il Cristo in lui invece ha lasciato le faccende al suo corso, sapendo chi era, ponendosi sul circolo degli eventi, restando fermo nel mondo, sale fisso sulla croce della materia nel corpo, trasmutato nello spirito sale volatile, dimostrando che la morte non esiste, non è mai esistita se non all’interno del mondo limite del demiurgo e dello scorrere del tempo.

Il Figlio dell’Uomo, figlio solare in funzione antisaturnina, è caduto, precipitato nella materia, sottoposto a nascita e morte, nell’apparente separazione degli opposti, formatori di effetti, detti azioni/reazioni fuori gestione e controllo, che sono nutrimento continuo nel ciclo del karma, ma con una differenza: lui ha vissuto la realtà, la vita e gli opposti ponendosi un fine integrativo, positivo, agendo senza agire, ma di azioni frutto di una volontà allineata al divino, in divenire nell’umano.

Ha fatto morire il suo corpo per dimostrare che lo spirito continua a vivere, che mai èmorto, in quanto, al di là della materia, la morte non esiste.

Interessante questo passaggio di Paolo:

  • Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d’altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne. Filippesi 1:23-24

Sciogliere è padroneggiare la legge di Saturno, aver varcato la soglia della materia per lo spirito vivente, trasformando il sale grezzo in sale volatile, facendo uso sapiente dei livelli di densità.

Voi siete il sale della terra”.

Stare tre giorni negli inferi è stato il passaggio, l’iniziazione del seme alla buia terra. Curioso che 3 giorni corrispondano a 72 ore, come i battiti perfetti del cuore, come i 72 nomi di Dio.

Il Cristo apre la strada alla vittoria SULLA PAURA DELLA MORTE, mostra l’ascesa dello spirito sull’asse verticale, evitando di girare a vuoto nelle spire del cerchio del tempo/serpente.

Quindi, c’è qualcosa di noi che può tornare alle sue origini.

Giovanni 14:12: “In verità, in verità vi dico: chi crede in me compirà anche le opere che io compio e ne compirà di maggiori, perché io vado al Padre”.

La gravità è stata la forza di caduta che ha fatto cadere i corpi nella materializzazione densa e pesante, e per questo soffre: più peso, più sofferenza; l’antigravità ci fa salire, rarefa i corpi che sfuggono alla forza gravità, e possono permettersi di formarsi su un piano più sottile, invisibile alla materia più densa. Altra dimensione, di cui Cristo è stato autentico Pontefice dell’era dei Pesci.

Ci sono altre testimonianze storiche e documentate di esseri speciali, che hanno ritrovato la via, divenendo ponti, appartenenti ad altre culture e vie spirituali o religiose, che verranno trattate sul blog in altri momenti.

Pensando a come uscire di qua, restando centrati, mi è venuto in mente il cestello lavatrice, giusto per usare il pensiero analogico.

La rotazione su se stessi, sul proprio centro, permette “l’entrata in” e “l’uscita da” la manifestazione, nel tempo, secondo lo spin rotatorio: in senso orario si entra, in senso antiorario si esce. Si può rallentare o accelerare, “prendendo la morte dal dietro o dal davanti”, ma questo mantiene l’equilibrio delle forze in gioco. La rotazione è legata all’asse verticale, mentre la rivoluzione all’asse orizzontale, al girare, lo scorrere degli eventi lungo il circolo. La rivoluzione della Terra intorno al Sole determina l’anno, le stagioni, i passaggi, i cambiamenti nel tempo, mentre la rotazione mette in risalto la dualità. Nuovi cieli e nuova terra ruoteranno con spin opposto rispetto ad ora.

L’essere ruota sul proprio asse, il divenire percorre il circolo/ciclo.

In lavatrice, tanto più la centrifuga va veloce, tanto più i panni restano attaccati sul “circolo”. Da tenere a mente questa parola, usata anche nelle tavole di Toth con un significato analogo.

Se la lavatrice si ferma, cadono sul fondo, non c’è movimento, non c’è tempo, non c’è anemos che muova. L’energia muove, si sa.

Se siamo nel centro, ruotiamo come la ruota di Lao Tsu:

Trenta raggi convergono sul mozzo,

ma è il foro centrale che rende utile la ruota.

Plasmiamo la creta per formare un recipiente

ma è il vuoto centrale che rende utile il recipiente.

Ritagliamo porte e finestre nelle pareti di una stanza:

sono queste aperture che rendono utile la stanza.

Perciò il pieno ha una sua funzione,

ma l’utilità essenziale appartiene al vuoto.

Sul circolo accadono gli eventi, orizzonte dopo orizzonte, e chi vive solo su questi, vive l’orizzontalità, è del mondo; vivere stando al centro della rotazione, secondo vibrazione che ci verticalizza, fa vivere nel mondo, ma non ne siamo proprietà. Siamo padroni del sabato, non apparteniamo al demiurgo, siamo altro. L’occhio del ciclone, lo stato di neutralità perfettamente centrato: la polarizzazione potrebbe essere fatale.

L’essenza è il centro, il divenire gli gira intorno.

Mi viene in mente anche la centrifuga biologica

La centrifuga da laboratorio è uno strumento utilizzato per accelerare la separazione tra corpi di diversa densità attraverso l’uso della forza, o meglio, dell’accelerazione centrifuga.

Questo processo è definito centrifugazione e si basa sul fenomeno della sedimentazione di un corpo solido ad alta densità mescolato ad un fluido a densità più bassa.

Si tratta dell’applicazione del principio di Archimede e della Legge di Stokes. La centrifugazione, sostanzialmente, mira ad aumentare l’accelerazione gravitazionale applicata alla sospensione presa in esame sostituendola con la forza centrifuga, una specifica forza che agisce su un corpo che si muove con moto circolare.

La centrifugazione permette alle molecole di separarsi in base alla loro densità e, quindi, al loro comportamento in relazione al campo gravitazionale.

Particelle con massa diversa sedimentano a velocità diversa.

Essere sottili per passare il filtro…

Un setaccio.

E’ chiaro cosa stia succedendo di questi tempi: siamo in centrifuga, e ci sono filtri che separeranno l’oro dal piombo, il sole da saturno, il giorno dalla notte, il grano dalla zizzania. Abbiamo bisogno di adattarci alla frequenza giusta per “sedimentare” un corpo nuovo, sottile, con una massa diversa.

C’è da lavorarci.

Passare da materia a massa è come passare da terra ad acqua, e se vogliamo che viva, dotato di energia, ad aria.

Per chi ha capito, questa è l’unica azione sensata da intraprendere ORA.

Alla prossima

Vania

PPP: Pubblicità, Promozione, Propaganda

Dai ricordi del 2022

P P P

Promozione
Pubblicità
Propaganga

La pubblicità è la promozione delle cose, la propaganda è la promozione delle idee. La prima modella il consumatore sui bisogni, veri o falsi che siano, la seconda modella la forma mentis delle genti. Prima di consumare beni e prodotti, è necessario che le menti considerino indispensabili le proposte dei mercanti, e ogni fine giustifica i mezzi. Di questi tempi, dati i mezzi messi in campo, i fini devono essere piuttosto imponenti, su scala globale. Perdere di vista l’autenticità dei nostri bisogni equivale a far saltare per aria ogni ponte che ci conduca verso la nostra vera natura, verso la nostra origine e verso la sorgente, rendendoci dei ” piccoli ruscelli senza fonte”.

Una condanna a solitaria morte prima di nascere.

Creare realtà su realtà manipolando la percezione toglie e allontana la verità, la sfigura, rendendola irriconoscibile ai più. Come? La percezione alterata dalla paura e dall’inganno crea sensazioni interiori, e il sentito è attività del mondo dell’anima, quindi è proprio questa il soggetto sotto attacco. L’autoinganno alimentato quotidianamente è come una droga, rendendo di fatto difficilissimo, salvo massicce cure di disintossicazione, pulizia, purificazione o calcinazione, a ognuno il termine che preferisce, lo svelamento della verità dalle realtà ritenute vere. “Il velo di maya” è ormai chiaro nei suoi signigicati.

La verità andrebbe svelata, non rivelata.

Ricordo dal 2022

P P P

Promozione
Pubblicità
Propaganga

La pubblicità è la promozione delle cose, la propaganda è la promozione delle idee. La prima modella il consumatore sui bisogni, veri o falsi che siano, la seconda modella la forma mentis delle genti. Prima di consumare beni e prodotti, è necessario che le menti considerino indispensabili le proposte dei mercanti, e ogni fine giustifica i mezzi. Di questi tempi, dati i mezzi messi in campo, i fini devono essere piuttosto imponenti, su scala globale. Perdere di vista l’autenticità dei nostri bisogni equivale a far saltare per aria ogni ponte che ci conduca verso la nostra vera natura, verso la nostra origine e verso la sorgente, rendendoci dei ” piccoli ruscelli senza fonte”.

Una condanna a solitaria morte prima di nascere.

Creare realtà su realtà manipolando la percezione toglie e allontana la verità, la sfigura, rendendola irriconoscibile ai più. Come? La percezione alterata dalla paura e dall’inganno crea sensazioni interiori, e il sentito è attività del mondo dell’anima, quindi è proprio questa il soggetto sotto attacco. L’autoinganno alimentato quotidianamente è come una droga, rendendo di fatto difficilissimo, salvo massicce cure di disintossicazione, pulizia, purificazione o calcinazione, a ognuno il termine che preferisce, lo svelamento della verità dalle realtà ritenute vere. “Il velo di maya” è ormai chiaro nei suoi signigicati.

La verità andrebbe svelata, non rivelata.

Libertà

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Lo dice la Costituzione. Per alcuni potrà sembrare confortante, per me no. Analizzando un po’ più da vicino questo concetto, mi appare chiaro l’appoggio della Costituzione alla società liberista in avvenire, in una sorta di squarcio visivo sulla realtà che si andava definendo di opposte ideologie comuniste e capitaliste. Alternativa?
“L’Italia è una Repubblica fondata sui diritti degli esseri umani alla vita, al benessere, alla preservazione e all’evoluzione migliorativa delle condizioni della nostra esistenza comune, sul piano individuale e su quello sociale, allo scopo di realizzare un’esistenza collettiva volta alle massime aspirazioni realizzabili, nel rispetto reciproco, nei confronti degli altri esseri viventi e dell’ambiente”.
L’unico lavoro che nobilita l’uomo e che rende liberi è quello scelto sulle proprie passioni e talenti personali, scevro da ogni sfruttamento.

La scritta all’entrata del campo di concentramento di Auschwitz è ben nota.
” Il lavoro rende liberi”

Cura biologica e cura sintetica

Struttura

“Se conosciamo l’anatomia dell’uomo interiore, possiamo vedere la natura delle sue malattie al pari dei rimedi. Ciò che vediamo con gli occhi esterni è materia. La natura causa e cura le malattie, ed è quindi necessario che il medico conosca i processi della Natura, l’uomo invisibile al pari dell’uomo visibile. Il ciarlatano studia le malattie negli organi colpiti, dove non trova altro che effetti già avvenuti, e [resta] sempre un ignorante per quello che riguarda le cause. Il vero medico studia le cause delle malattie studiando l’uomo universale. Ogni medico dovrebbe essere ricco di conoscenze, e non soltanto di quelle che sono contenute nei libri; i suoi pazienti dovrebbero essere i suoi libri. L’alchimia serve a separare il vero dal falso. Coloro che si limitano a studiare e a trattare gli effetti della malattia sono come persone che si immaginano di poter mandar via l’inverno spazzando la neve sulla soglia della loro porta. Non è la neve che causa l’inverno, ma l’inverno che causa la neve.”

Paracelso

La Natura è lo specchio del Cielo, il basso è come l’alto, il sottile comanda lo spesso. Vi sono semi, terreni, condizioni atmosferiche e germogli.

Il seme contiene un’informazione protetta da un guscio, come un’applicazione scaricabile su un PC all’interno della sua programmazione. Il seme nel suo involucro è come un’app zippata, compressa, che sarà installato l’uno nella terra così come l’altra nel sistema operativo: un terreno biologico e un altro sintetico tecnologico. La tecnologia informatica imita la biologia che si esprime nelle leggi di natura, con una sostanziale differenza: si tratta di un’imitazione priva di principio spirituale. Gli esseri viventi hanno vita in se stessi, come i semi, gli animali, gli uomini e le piante, mentre ogni dispositivo necessita di attaccarsi a un cavo elettrico, per prendere energia che gli permetta di restare acceso.

Il sistema operativo di un PC è il codice genetico di un organismo vivente, che non può essere modificato: si può solo sviluppare un sistema operativo più evoluto, rendendo via via obsoleto quello precedente, con l’innegabile intervento di un programmatore al lavoro. Applicazioni scaricabili e aggiornamenti sono il “sistema epigenetico” del dispositivo, esattamente come l’epigenetica dei viventi: si tratta di sovrascrittura alla programmazione, che può rendere le prestazioni molto più funzionali, senza modificazioni dello scheletro, cosa che non si può fare. Gli aggiornamenti sono byte di informazioni che si vanno ad installare nelle applicazioni, esattamente come l’RNA di quelli che chiamiamo virus si inserisce nel DNA attraverso la sovrascrittura epigenetica.

“Un sistema operativo … , in informatica, è un software di base, detto anche piattaforma operativa, composto normalmente da più sottosistemi o componenti software: kernel, scheduler, file system, gestore della memoria, gestore delle periferiche, interfaccia utente e spooler di stampa, che gestisce le risorse hardware e software della macchina, fornendo servizi di base ai software applicativi…”(Definizione base presa dalla rete).

L’hardware è il corpo fisico, il software il terreno, inteso come un sistema complesso interattivo e intereagente in più direzioni, intrasistema ed extrasistema, visto che un organismo dialoga al suo interno a livello fisico, chimico, meccanico, biologico, psichico ed elettromagnetico, pur nel contempo mantenendo bi-direzionalità delle comunicazioni, ma volgendosi anche verso l’esterno, in entrata e in uscita. A livello psichico, si determinano e si influenzano pensieri ed emozioni e le strutture percettive sono gli strumenti di rilevamento operativi su diverse frequenze d’onda: la percezione comunemente intesa è il frutto dell’interazione tra il percepito e il sentito, quest’ultimo dipendente dal nostro terreno psichico, dai quali si oriGINa (gin/gen/geni/genetica) l’elaborato, in poche parole la costruzione della nostra realtà soggettiva, ma è anche il prodotto commisto di genetica ed epigenetica, di capacità reattiva e attiva del nostro sistema a ciò che entra/esce/nasce. L’informazione entra in noi, ci penetra in modo maschile, la percezione riceve in modo femminile, l’elaborazione tra i due è il figlio che si produce, la nostra individuale sensazione irripetibile, che passa indissolubilmente nella nostra costituzione psichica unica. Le applicazioni sono strumenti, aggregati digitali funzionali, per dirla in maniera grezza ma comprensibile, che ci permettono di fare le cose che ci interessano, come un lavoro o un’attività. Alcune ci servono proprio, altre meno, o per niente. La corrente elettrica, accumulata nella batteria come energia, tiene in vita il sistema. L’hardware può rompersi per qualsiasi motivo: facile immaginare, come rompersi un piede o slogarsi una spalla, ma anche il software può dare problemi. A volte, per scaricare delle applicazioni, abbiamo bisogno di liberare spazio in memoria, per far girare bene il sistema; altre volte alcune di queste possono impallare il programma, se non addirittura il funzionamento di tutto il sistema, in quanto programmate male, o entrano in qualche forma di conflitto digitale o trovano un sistema troppo modificato: avete mai fatto un lavoro che non vi piace o non vi entra in testa, o letto decine di volte gli stessi passaggi che non riuscite a memorizzare o imparare?

Poi ci sono virus e antivirus. Un virus porta un’informazione che costringe il PC a fare altro, fuori programmazione base: è un inserto di programmazione aggiunto, un pezzetto di RNA che si inserisce su una sequenza informativa, modificandola, fino al malfunzionamento per e con interferenze di gestione. L’antivirus è la cura, un’ applicazione che pulisce meglio delle casalinghe e delle colf, una vera e propria profilassi preventiva contro gli attacchi esterni al sistema. Concettualmente e praticamente, gli aggiornamenti sono pezzetti di RNA che si inseriscono sul sistema, migliorando prestazioni e applicazioni. Che differenza c’è, quindi, tra virus e aggiornamento? L’esito, gli effetti che si producono: quando portano a malfunzionamento o a scopi al di fuori di quanto previsto, sono detti virus con accezione negativa, se apportatori di miglioramenti, sono detti aggiornamenti, pur essendo la stessa cosa nella sostanza: informazioni digitali, “sequenze” di byte. I bit (“in informatica il bit è una unità di misura dell’informazione La parola deriva dall’inglese “binary unit” e può contenere i due simboli del sistema binario: zero (0) e uno (1). Il bit è quindi una cifra binaria ed è considerata la più piccola unità di informazione. Ideale per i computer ma poco pratica per l’uomo”) stanno alle basi azotate (“le basi azotate sono le molecole organiche, contenenti azoto, che prendono parte alla costituzione dei nucleotidi”, unità di informazione per la sintesi proteica) .come i byte (“in informatica, stringa di bit di lunghezza data; in particolare, gruppo di 8 bit consecutivi, indirizzabile individualmente, con cui codificare un carattere alfanumerico e a partire dal quale si forma una parola”) stanno ai codoni (“in biologia molecolare, unità d’informazione del codice genetico, costituita da una sequenza di tre nucleotidi con le relative basi azotate, presenti nel DNA e nel corrispondente RNA messaggero complementare”).

Ciò che non serve, finisce nel cestino del computer proprio come gli elementi di scarto del nucleo cellulare nelle vescicole chiamate esosomi, che sono complessi multiproteici presenti nelle cellule, che al termine del processo di trascrizione, hanno il compito di eliminare tutti i frammenti di DNA inutilizzati, ottenendone nucleotidi da riciclare per formare nuovo RNA e DNA, nuove sequenze. Si tratta quindi di informazioni; tali informazioni come “proteine, RNA messaggeri, frammenti a doppia elica di RNA, chiamati MICRO RNA, molecole HLA di classe 1 e 2 che legano antigeni come fanno le cellule deputate a presentare antigeni”. Piccola perla per chiunque volesse comprendere in modo semplice la Quarta Legge Biologica su sistema ontogenetico di virus e batteri, in modo particolare su ciò che definiamo virus, in un’economia di informazione di sistema genetico ed epigenetico che non butta via niente ma che ricicla tutto e alla luce che nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma ALL’INTERNO di noi sotto l’impulso di frequenze elettromagnetiche di campo, con buona pace delle teorie del contagio.

Stesso principio ma due nomi diversi: aggiornamenti o virus. Pensate: spesso ci tocca pulire digitalmente i sistemi dei nostri device perché funzionano male, esattamente come accade agli organismi intossicati, impregnati, e di conseguenza infiammati, che hanno bisogno di un intervento di drenaggio tissutale, un drenaggio nel “cestino”. Chissà quanti esosomi in senso quantitativo potremmo trovare in condizioni di difficoltà esonerativa!

Nelle foto sottostanti, troviamo immagini reali al microscopio elettronico non elaborate artisticamente di SarsCov2 e di alcuni esosomi, praticamente indistinguibili. I virus nelle prime due foto in alto, diffuse dai cinesi: gli esosomi nelle tre piccole più in basso. Si trovano in rete digitando “virus foto reali” ed “esosomi”

Allora, veniamo al dunque: che terreno abbiamo? Che sistema operativo abbiamo? Uno che necessita di cure continue e antivirus, o qualcos’altro, un altro che non ne ha bisogno, molto più sano e resistente? In caso di problema, disponiamo di cure realmente efficaci? Cosa rende un sistema, un terreno, ricettivo a virus e danneggiamenti, e cosa lo rende resistente e refrattario? Cosa gli permette di mantenersi pulito di drenare le tossine, di riconoscere sequenze utili al sistema rispetto a quelle inutili o dannose? Vuol dire che alcuni progettisti hanno fatto buona e autentica prevenzione primaria? Vuol dire che mantenere un campo informativo sano, in equilibrio, che includa mente oltre che corpo, sia fattore indispensabile? Inserire aggiornamenti su un sistema al suo limite operativo può fare danni, può imballare il sistema: non si può operare al di fuori delle proprie possibilità.

1 Corinzi 10:13 dice: “Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana, or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sostenere.”

Interessante, vero? Un progettista saggio non pretenderà le mele da un albero di pesche.

Ogni pc è diverso da qualsiasi altro, ogni pc diventa soggettivo in mano a chi lo usa e lo modifica “epigeneticamente”.

Continua seconda parte

Ciò che deve accadere accadrà perchè è già accaduto

parte III

Diventa più difficile addentrarsi nei meandri filosofici e mistici provenienti da altre culture, conoscenze e discipline, specialmente se si resta fissati a livello di mente/pensiero, ma l’intenzione è quella di proseguire sul discorso iniziato con la prima parte di TUTTO CIO’ CHE DEVE ACCADERE ACCADRA’ PERCHE’ E’ GIA’ ACCADUTO fino a esaurimento scorte, nel senso di intuizioni, analogie e riflessioni sul tema, prendendo spunto da ciò che è già stato detto nel tempo e da ciò che arriva spontaneamente, restando in vigile attesa (in queste situazioni sì che ci vuole!).

La manifestazione oscilla tra due poli, come il dondolare di un’altalena o di una basculla, ma, nel contempo, c’è differenza tra le due. La basculla necessita di due soggetti in posizione opposta, un negativo e un positivo, che non si incontrano mai tranne che per un attimo, quello in cui il fulcro, il centro della giostra, è allineato in perfetta orizzontalità, permettendo ai due opposti di guardarsi dritto negli occhi, ma nelle altre posizioni ci sarà sempre una dominanza di una parte verso l’altra, una in pieno e una in vuoto, in cui una forza sarà in basso e una in alto. A leggere bene le cose, ciò che difetta da una parte abbonda al suo opposto nell’altra e se pensiamo al movimento della basculla, l’oscillazione è la perfetta rappresentazione di una frequenza d’onda: chi si trova in alto, contemporaneamente a chi sta in basso, al massimo degli estremi, sta determinando l’ampiezza dell’onda oscillatoria

La velocità di dondolamento sul gioco determina la frequenza dell’onda per unità di tempo.

Frequenza d’onda
Basculla: la bimba in alto determina l’ampiezza, come anche il bimbo in basso, rispetto all’asse di oscillazione sul fulcro, il centro della giostra

Quando si dice comunemente che si deve “vibrare alto”, cosa vuol dire di preciso? Arrivare alla massima verticalizzazione possibile della basculla? Si cadrebbe, senza un CENTRO di gravità… permanente che non “fa cambiare idea sulle cose e sulla gente”. E’ necessario rendersi conto se si è pronti o meno per salire in verticale senza rischiare di cadere, e si cade se non siamo in perfetto allineamento con il baricentro. Vi è un baricentro per il corpo come anche uno per lo spirito. Inoltre, per evitare la caduta, la frequenza deve essere tale da vincere la forza di densità, di caduta, come i panni all’interno del cestello di una lavatrice durante la centrifuga.

1 Corinzi 9: 9-12

9 Non mettiamo alla prova il Signore, come fecero alcuni di essi, e caddero vittime dei serpenti. 10 Non mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime dello sterminatore. 11 Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. 12 Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere.

Il serpente rappresenta la perpetua oscillazione nel e del ciclo, la salita e la discesa sulla giostra, e in questo senso si cade vittime del serpente: spostare il centro su una delle due polarizzazioni ci fa cadere nel punto di massima esposizione, ci porta inevitabilmente ad esserne inghiottiti nei cicli e ricicli, in quanto ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria: agire sul mondo porta una reazione conseguente.

I movimenti dell’onda della basculla, oscillando simultaneamente sui due lati, creano una circonferenza lungo la quale si sale e si scende: sembra il ciclo di generazione del Tao, ma anche il simbolo dell’infinito, un 8 più o meno ampio in base all’altezza d’onda.

Essere nell’oscillazione ma non prenderne parte polarizzandoci equivale all’agire senza agire, o principio del Wu-Wei, all’essere “nel mondo ma non del mondo”.

In poche parole, ci si può credere verticali finchè si vuole, ma se siamo polarizzati e fuori dal baricentro, si cade tra le spire del serpente, del karma di causa effetto, azione/reazione.

Occorre una comprensione profonda di questo senso della vita, e il principio espresso nella terza legge della termodinamica rende chiaro come mai “chi colpirà di spada morirà di spada”, in quanto si esce dal principio del non agire, sotto la legge dell’azione/reazione.

Quando ci si trova, nel mondo fisico, alla massima distanza polarizzata perfettamente di fronte, siamo davanti a una possibilità: trattandosi di due complementari, uno non può sussistere senza l’altro, in quanto pilastri opposti su cui è edificato il mondo: occorre l’integrazione nel centro. In un atomo, il neutrone, che è formato dall’unione di un protone e di un elettrone, è un’integrazione, un atto di eros, il centro, che permette l’oscillazione dei due opposti ed evita l’annichilimento della materia, dell’elettrone sul protone, sull’asse orizzontale. Cosa fanno il maschio e la femmina, quando sono uno di fronte all’altro? Se vogliono integrarsi, si uniscono. L’atto sessuale è l’unione, l’avvicinamento, la messa a terra, come nei fili elettrici, dei poli opposti nel centro: nella zona del baricentro, in zona osso sacro, abbiamo i genitali maschili che hanno archetipicamente la forma di ciò che tende al verticale, il fallo del padre e degli Dei evirati della mitologia, ed entra nella forma femminile da fecondare: un ovulo pronto come una piccola luna in attesa della luce in arrivo, che poi rifletterà nel figlio concepito, verso un terreno/nutrice che circonda uno spazio vuoto, uno spazio madre. Il maschile padre è il numero 1, con unica funzione fecondante, il femminile il numero 2: la compagna che accoglie ed esegue le istruzioni per creare, e la madre, che offre un terreno per far crescere, accudire e proteggere la precedente creazione, come le due fasi lunari.

Ogni movimento oscillatorio produce energia, che sfocia nella vita, e si svela sensato il movimento oscillatorio che si imprime ai rimedi omeopatici al fine di potentizzarli, indicato da Hanhemann, da eseguire con forza e con un angolo di 90°, dall’alto del verticale al basso dell’orizzontale ( lui si appoggiava in orizzontale sopra una Bibbia).

Così

Succussioni omeopatiche per dinamizzare il rimedio

La potentizzazione del rimedio si ottiene come nel video, anche se il braccio dovrebbe essere alzato ancora di più in verticale, vicini ai 90° tra il piano e l’asse di partenza della caduta. Questo movimento meccanico, dal verticale all’orizzontale, è un trasferimento di energia dinamica, di movimento, di animazione del rimedio. Anemòs: ciò che muove.

Sul piano orizzontale abbiamo il maschile e il femminile, su quello verticale lo spirito e la materia.

Due facce della stessa medaglia, o meglio, quattro facce dei due assi/medaglia.

Ad ogni picco e contropicco di un’onda, vediamo il massimo di Yang e, contrapposto, di Yin. A questo punto, abbiamo due oscillazioni: una circolare oraria e antioraria, dal basso all’alto e dall’alto al basso passando sul diametro verticale, e un’altra emicircolare, destra e sinistra, sui lati del pilastro centrale, come le due parti di una mela tagliata ai lati del torsolo. Torno di nuovo per un attimo all’immagine dell’uomo Vitruviano, accennato già nella parte II: nel quadrato, nella materialità, l’uomo è nel mondo in quanto sottoposto alla croce della materia, con le braccia orizzontali ai due poli opposti, inchiodato dal fato, ma nel cerchio braccia e gambe seguono il divenire, il circolare dello spirito nella manifestazione, lasciandosi andare al flusso degli eventi, testimoni che fanno esperienza della vita, nell’armonia dell’agire senza agire, nel mondo ma non del mondo.

Uomo sugli assi verticale e orizzontale

Se si osserva l’immagine in questione, partendo dalla mano appoggiata sul cerchio a destra, proseguendo verso il piede sinistro, risalendo alla mano sinistra, per poi tornare sul piede destro e ricominciando di nuovo, cosa posso vedere? Un’onda di frequenza che si ripete continuamente, formando un 8, il simbolo dell’infinito, o anche lo stesso movimento della basculla.

Quindi, i nostri corpi fisici sono sottoposti a frequenze precise in questa densità di manifestazione, ma quanti altri cerchi di possibili mondi ci sono, in cui oscillare, con altri corpi, forse simili e forse no, ma con le medesime essenze e altri livelli di coscienza? Quanti i (e quanto i) regni di natura?

L’ampiezza d’onda determina il cerchio; i due poli opposti orizzontali rappresentano la lunghezza di un diametro, sono l’est e l’ovest, la destra e la sinistra, il maschile e il femminile; l’altezza d’onda, dal punto più basso a quello più alto, un altro diametro: il sud e il nord, la testa e i piedi uniti lungo l’asse della colonna vertebrale. In ordine, l’asse Ariete e Bilancia, il sorgere e il tramontare del sole: tutto ciò che sta dall’alba al tramonto, dall’ascendente al discendente in astrologia, passando per il medio cielo, è lo Yang e tutto ciò che sta dal discendente all’ascendente, passando per il fondo cielo, è lo Yin; poi l’asse Cancro e Capricorno, la massima espressione dello Yang e dello Yin, del caldo e del freddo, la Porta degli Uomini e la Porta degli Dei, inconscio e conscio, impresso ed espresso, giorno e notte, luce e buio. La basculla, per poter funzionare, ha bisogno di due persone che salgano ai lati opposti, e il fulcro di oscillazione è esterno a loro stessi. Possiamo dire trattarsi espressione di una funzione lunare, in cui la centralità della coscienza è fuori da lei, e può solo essere assorbita nella prima metà fase, riflessa nel pieno, e ceduta nella seconda metà fase.

Nelle immagini sotto ci sono le fasi lunari ma anche le oscillazioni sui due lati della basculla; il punto del fulcro è al centro. L’unico momento di chiusura del cerchio è la luna piena, attimo in cui le fasi si toccano sull’asse verticale, trasformandola in un circolo, ma la completa chiusura si verifica in asse verticale, momento importante quando accade anche dentro di noi.

Cosa cambia andando in altalena? Intanto c’è una sola persona, il fulcro è in alto e gravita, nel senso che precipita, nel nostro baricentro mentre dondoliamo. Non occorrono due persone diverse nel movimento di dondolamento, ma una sola vive entrambi i movimenti sull’asse alto/basso. Ci parla un po’ della caduta sulla terra questa altalena…

Il fulcro, il centro, è un punto fisso, che ruota su se stesso, in senso orario oppure antiorario. In generale, ciò che ruota in senso orario va verso la materia, ciò che ruota in senso antiorario va verso lo spirito, ma si può anche parlare di freccia del tempo: “avanti nel passato e indietro nel futuro”. Quando avvitiamo, giriamo con il cacciavite in senso orario e la vite entra sempre più in profondità, quando svitiamo, la vite esce dal pezzo di legno. Lo spirito si radica nella materia, si avvita in essa, diventa le sue radici, il suo nutrimento. Quel corpo che viaggia sull’asse dell’intangibile, VITalizza il legno quando scende, avVITandosi, e sVITandosi si riconduce alla sorgente. Noi portiamo, nel corpo come un tempio, quel fulcro che si è fatto peso cadendo in basso il sottile è gravitato nello spesso, si è condensato in fuoco coagulato, cristallizzato da Saturno. In altalena, la dualità è spostata all’interno di noi, non abbiamo altri occhi di fronte, ma l’osservazione di noi stessi e l’apparente opposizione è all’interno, nella nostra mente, che sia di superficie versus quella profonda, o che sia la mente razionale sul cuore. In effetti, la nostra struttura anatomica è fatta di due emiparti: sull’asse orizzontale: abbiamo due emisferi, riuniti dal centrale corpo calloso, due mani e due braccia, due piedi e due gambe, due occhi e due orecchie, e dove vi è dualità, non vi è supremazia o una parte migliore di un’altra, quanto la necessità della loro integrazione, visto che, per funzionare bene, vi è un’alternanza armonica e armonizzabile, e non una simultaneità. Facciamo un passo alla volta, giusto? Certo, se vogliamo un cammino, l’alternanza è necessaria, così come ogni occhio vedrà l’emiparte dello spazio di sua spettanza, ogni emisfero si occuperà di ciò per cui è funzionale e così via. In altalena, gli opposti vanno riuniti dentro di noi, e diventa necessario mantenere l’equilibrio nell’oscillazione del verticale. L’equilibrio è nel naso, che unisce due narici, nella bocca, che riunisce il labbro superiore con quello inferiore, ovvero affetto e istinto, negli organi copulativi, che sono complementari, e in quelli singoli. Poi, mi viene da pensare alla lingua associata alla parola e alla verità che dovrebbe pronunciare, e alle lingue biforcute…

Oscillazione dell’altalena, come le fasi della luna

In questa epoca siamo al massimo dello Yin, dell’inconsapevolezza, del buio, ma il punto di Yang all’interno ci dice che, una volta raggiunta la cresta massima dell’onda, ci sarà una caduta verso il polo opposto, il punto indicante il massimo potenziale slatentizzabile del suo opposto, e viceversa. Mentre il buio è in alto, la luce è in basso, ma il punto di luce è “l’alba all’imbrunire”. Stessa cosa per un oggetto che sta per cadere ma non è ancora caduto: ha in sè il massimo potenziale di energia cinetica, che ancora non si è liberata.

Matteo 5:

13Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, 15né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.

Il divenire si attua attraverso l’unità degli opposti, il loro conflitto genera energia e l’attrito dello scontro abbatte l’armonia del fluire, il che dovrebbe farci capire molte situazioni di questi tempi. Occorre un atto di Eros per riunire gli opposti.

Se siamo in una realtà illusoria, governata dalla percezione parziale, ha senso agire disarmonicamente all’interno di una sfera temporale? Se è già tutto scritto, ha senso l’azione frutto di un’oscillazione polarizzata, o la sua reazione, che inevitabilmente produrranno una serie di squilibri non compensabili se non con altri tentativi di aggiustamento? Ha senso farlo, se la struttura di questo Cosmo è fatta così, secondo queste leggi? Cosa potrebbe comportare su di noi ogni alterazione degli equilibri, uscendo fuori dal nostro ruolo?

Diventa fondamentale sapere quale sia il nostro ruolo, e assettarci sul piano verticale, lasciandoci andare al fluire del divenire, come se fosse una danza.

I Dervisci ruotano in senso antiorario sul proprio asse verticale, mantenendo stabile il baricentro

“Trenta raggi convergono sul mozzo, ma è il foro centrale che rende utile la ruota. Plasmiamo la creta per formare un recipiente, ma è il vuoto centrale che rende utile un recipiente. Ritagliamo porte e finestre nella pareti di una stanza: sono queste aperture che rendono utile una stanza. Perciò il pieno ha una sua funzione, ma l’utilità essenziale appartiene al vuoto.”

“Se le acque sono calme, riflettono la luna. Allo stesso modo, se noi ci plachiamo, riflettiamo il divino.”

“Chiunque voglia portare la luce, deve conoscere le tenebre che sta per rischiarare.”

“La vita è una serie di cambiamenti spontanei e naturali. Non opporre loro resistenza: questo crea solo dispiacere. Lascia che la realtà sia realtà. Lascia che le cose fluiscano naturalmente in avanti in qualsiasi modo loro piaccia.”

“Se si vuole restringere, bisogna innazitutto estendere.

Se si vuole indebolire, bisogna innanzitutto rafforzare.

Se si vuole far perire, bisogna innanzi tutto far fiorire.

Se si vuole prender possesso, bisogna innanzi tutto offrire.

questo è ciò che si chiama una visione del sottile: il molle e il debole vincono il duro e il forte.

Non trar fuori il pesce dalle sue profondità; gli strumenti utili dello Stato non devono essere mostrati al popolo”

Lao Tsu e Tao te ching

Difficile?

Ciò che deve accadere accadrà perchè è già accaduto

Ciò che deve accadere, accadrà, perchè è già accaduto

Parte I

Cosa vuol dire tutto questo, in chiave più sottile?

Vediamo l’etimo, l’origine della parola: Etimologia: lat. volg. *accadēre, comp. di ăd e *cadēre ‘cadere’. (Garzanti linguistica)

Ho cercato la conferma in quanto era talmente ovvia la derivazione dal latino “cadere” che mi pareva troppo semplice cominciare da qui.

Il prefisso AC- (cadere) deriva dal latino AD, indicando vicino a, indicando moto a luogo con senso di avvicinamento.

Il primo pensiero a baluginare è stato il concetto di ciclo, di una serie di eventi, che si ripetono, intendendo il senso dei cicli e ricicli storici di Vico: la storia si ripete.

In effetti, questa visione di ripetizione porta a considerare il tempo non in funzione lineare, da un passato perso e immodificabile ad un futuro incerto e sconosciuto, quanto in funzione circolare in perpetua ripetizione, con variazioni sul tema, ma con una struttura sostanziale che non si modifica, come fosse una ripetizione continua che, pur cambiando d’abito, indossa sempre lo stesso messaggio. Che sia imposta la vitale necessità di comprendere la lezione di vita in questa classe, per cui repetita iuvant letteralmente?

Ci si chieda come mai sia necessario continuare a rivivere le stesse situazioni, piuttosto che affermare di non aver voluto tutto questo o di considerarci al di fuori o al di sopra senza averne le qualità, visto che altrimenti saremmo stati fuori dai giochi.

Mi viene alla vista il classico videogioco: abbiamo uno scenario, che varia al variare dei livelli, con tanti personaggi, di cui uno siamo noi, il protagonista, e gli altri sono di sistema o amici e conoscenti che stanno giocando insieme a noi o nello stesso contesto. Se superiamo le prove, passiamo di livello. Per uscire dal gioco, è necessario finirlo, è una conditio sine qua non. Si tratta di regole, le stesse che strutturano il gioco, che lo determinano, che abbiamo necessariamente accettato prima di iniziare la partita.

Ogni disco un ciclo, una storia che si ripete a vari livelli. Ogni disco, una storia diversa. Noi oggi siamo sul disco che si chiama Terra, con tutte le sue regole di gioco.

Ogni gioco ha un tema, ed è per questo che la storia si ripete: se si sta in uno scenario con un tema di guerra, non possiamo aspettarci di trovare Paperino, Minnie e Topolino che vengono a salutarci tirati da Super Pippo con scorta di noccioline per mantenere la sua forza da super cane! Ci sono dettagli, le variazioni paesaggistiche, il cambio degli sfondi, delle forme usate e percepite, ma l’idea del gioco, il suo messaggio, non cambia, perchè è già stato creato da un programmatore (pro = prima, che precede; gramma = verbo, parola, suono, lettera, frequenza che crea le combinazioni; tore = re della T, della materializzazione, della coagulazione, legando la T a Saturno). Il gioco è un circolo, una serie di livelli/evento chiusi su un disco o una serie di bit come le informazioni di un seme dentro al suo involucro, che contiene nascita e morte di un albero, con tutta la sua apparente lineare vita, solo che, appena entriamo e iniziamo a giocare, la percezione, il susseguirsi e la variazione degli eventi ci porta a vedere e vivere il tutto in modo lineare. Ciò che deve accadere nel gioco, accadrà perchè è già accaduto nel momento in cui è stato scritto. Il “destino” del giocatore sta all’interno delle possibilità del gioco, che possono portarlo ad una diversità in base ai percorsi scelti, al viaggio che fa, ma sempre all’interno delle possibilità contemplate, del “fato” che non si può cambiare, in quanto contenitore e predecessore del destino. Il cerchio del gioco è, contenendolo in se stesso, un karma. Noi siamo parte dell’ideatore perchè ha creato lui i personaggi, che noi interpretiamo soggettivamente all’interno delle possibilità, ma siamo parte della sua mente creativa, siamo un piccolo e lunare specchio in cui si riflette e si conosce attraverso la curiosa molteplicità della diversità di ogni personaggio, a cui ha dato un io da sviluppare, una scintilla di coscienza che impara sul percorso, e che potrebbe dare un input inaspettato al sistema. Vi ricordate Neo di Matrix? Si può quindi dire che creatore del gioco e giocatori divengano una cosa sola, riempiendo quella sfera di contenuti in divenire tutti da scoprire, stando all’interno come personaggi nel qui e ora, ma con già tutto finito stando all’esterno in veste di osservatori: autocoscienza e coscienza, io e sè. Come mettere un vecchio disco che racchiude sui suoi solchi tutte le canzoni intere, ma che va fatto girare per ascoltare musiche e melodie, o un libro chiuso che deve aprirsi ed essere letto in tutta la sua storia. Nel qui e ora ascoltiamo la canzone, o leggiamo la storia, diventandone consapevoli, provando emozioni e sensazioni, e, attraverso la memoria, facendole diventare nostre; alla fine dell’esperienza sappiamo la canzone e possiamo raccontare la storia perchè le ricordiamo, le abbiamo nel cuore, vera sede della coscienza.

Le leggi del gioco sono appoggiate sulla matematica binaria.

Torniamo a noi, uscendo da Super Mario Bros.

Ritorniamo ad AC-cadere: cadere verso un moto a luogo, verso uno spazio.

L’uomo, come anche altri esseri che chiamiamo angeli, sono caduti. Si usa anche DE-caduti, per cui caduti di nuovo, due volte, inteso nel DUALE, nella polarizzazione. Questa caduta ha portato con sé lo spazio/tempo, ovvero gli AC-cadimenti.

Per cadere, occorre avere un peso, senza peso non si cade.

Per pesare qualcosa, serve una BI-lancia, uno strumento che metta in opposizione due valori, uno in vuoto e uno in pieno rispetto a una misura di riferimento: se il peso è una quantità in kg, si viaggia da assenza di peso a massima presenza di peso, evidenziandosi la legge della polarità. Cadere e accadere hanno un peso, sono legate alla forza di gravità che tira in basso.

La caduta di un peso avviene in linea verticale.

La forza di gravità nasce con la caduta nel duale, è necessaria per la determinazione dei pesi, e il peso è direttamente proporzionale alla quantità di materia, al grado di materializzazione. Più si è materializzati, più si è pesanti, e quindi più soggetti alla forza di gravità, intesa come forza letterale ma anche come forza di attrazione che ci lega ad un mondo percepito di sola materia con tutte le attrattive del caso, scendendo sempre più in basso nella caduta verticale.

Interessante considerare anche i sinonimi di “gravitas”: grave, e la voce grave è la più bassa nei suoi toni, pesante, peso, serietà, severità, solennità, importanza e via dicendo. Proprio Saturno, vero? Saturno che, evirando il padre Urano, si impossessa del suo fallo creatore, lo getta in mare (principio accogliente femminile, lunare, che genera) e dall’unione di questo membro con le acque nasce Venere, espressa a inizio ciclo, o gioco, dal segno più materializzato dello zodiaco, il più grave, ovvero il Toro. Nei successivi segni della triplicità, la materia verrà sempre più raffinata e alleggerita, fino alla vetta della montagna in Capricorno, pur restando all’interno del ciclo, ma di questo posso scrivere a parte, come anche dei passaggi comprensibili dall’albero delle Sephirot cabalistiche.

Saturno/Kronos rappresenta quindi un demiurgo, coagulatore/solvitore di un mondo di materia, di una sfera/gioco di karma, alla quale siamo tutti sottoposti finchè siamo del mondo e nel mondo. Come? Subendo la polarizzazione, che aggiunge o toglie peso, che ci sottopone alla sua forza, quella di gravità, che ci spinge di nuovo karmicamente verso il ciclo e riciclo.

Aggiungerò a questo passaggio in altro scritto cosa è cambiato con l’entrata di Saturno in Acquario.

In Medicina Tradizionale Cinese si parla della stessa identica cosa: Yin e Yang, pieno e vuoto, e la giusta misura si attua riempiendo i vuoti e svuotando i pieni, mentre la posizione centrale nel ciclo degli elementi è Terra 5: che sia un modo per intendere i quattro elementi sempre accompagnati dalla quinta essenza? Che la quinta essenza sia espressione della giusta misura?

Potremmo anche definire la ricerca della misura come ricerca del giusto peso, che ci ponga al centro della polarizzazione, in senso androgino, ovviamente spirituale in quanto sull’asse verticale, per attuare la risalita dopo la caduta.

Continua