Scientismo e religione

Lo dice la scienza. Sei uno scienziato? Sei un medico? Sei un virologo? Sei un biologo molecolare? Sei un chimico o un fisico? In cosa sei laureato, tuttologia? Hai frequentato l’università della vita? Hai studiato su Google?

Leit motiv incessanti, che ti vengono ripetuti quando non condividi l’opinione comune, il pensiero unico che determina, forse, anzi, probabile, la maggioranza. Fossimo nell’età dell’oro, chi oserebbe mettere in discussione le riflessioni di una comunità risplendente raggi luminosi di coscienza liquida? Ci sarebbe da bere e respirare dalle parole proferite da ogni labbro, connesso al cuore e all’intelletto, ma non siamo in codesto periodo storico. No, semmai siamo in epoca buia, detta età del ferro, e già dagli anni novanta si è rilevato il declino dell’abbassamento del quoziente intellettivo delle genti, rispetto agli anni precedenti. Facile confondere l’intelletto con la ragione, ma il primo sta alla qualità come la seconda alla quantità, per cui non è dono delle maggioranze, nemmeno quelle vip, e studiare o aver studiato tanto non fa la differenza se non si ha il dono dell’intelletto.

“Se un uomo è uno stupido, non lo emancipi dalla sua stupidità col mandarlo all’università. Semplicemente lo trasformi in uno stupido addestrato, dieci volte più pericoloso.”

Desmond Bagley

“La conoscenza universale può essere rivelata solo ai nostri fratelli che hanno affrontato le nostre stesse prove. La verità va dosata a misura dell’intelletto, dissimulata ai deboli, che renderebbe pazzi, nascosta ai malvagi, che solo potrebbero afferrarne qualche frammento di cui farebbero arma letale. Racchiudila nel tuo cuore, e che essa parli attraverso le tue opere. La scienza sarà la tua forza; la fede la tua spada; e il silenzio la tua corazza impenetrabile.” Ermete Trismegisto

Arrivo allora al dunque, senza allungamenti introduttivi: dicono sia scienza, ma in realtà è religione.

Credevo fosse amore, invece era un calesse.

Proprio così. Non la scienza in sé, badate bene: quella ben fatta, sia benvenuta, e meno male che esiste, pur avendo necessità di corretta collocazione gerarchica che tenga conto della complessità del reale in relazione al vero, ma la sua fanatizzazione, e il riduzionismo a verità infallibile che la trasmutano in scientismo. Per chiarire, la scienza non equivale alla conoscenza, che è un box esponenzialmente più grande che la contiene, ma uno strumento che ci permette di ampliare ciò che si sa e non si sa ancora su un modello lineare di ipotesi/tesi e verifiche, che saranno lette ed interpretate per codificare dei solidi pilastri di appoggio nel proseguimento dei lavori e delle indagini per settori, via via aggiornati con le acquisizioni e le integrazioni di nuovi dati e ulteriori scoperte. A sua volta, la conoscenza è una scatola contenuta nel campo della coscienza, contenitore assai più vasto, ma ci si deve spostare da un asse orizzontale ad uno verticale per potervi accedere, e non c’è RAM umana di memoria che possa contenerla su un cammino fatto solo di processi lineari. Al crocevia, al centro, la sapienza, che attinge dalla coscienza e ama la conoscenza. Facendo esperienza nella materia, nel corpo come tempio del divino, la coscienza diviene consapevolezza, diventa il corpo che sa, la materia che ha un sentiero.

Dunque, in questa scala gerarchica, la scienza sta all’ultimo posto, ed è più uno strumento, un mezzo, che un fine o uno scopo.

Esattamente come la religione, che dovrebbe essere uno strumento di re-ligio, con lo scopo di ri-legare ciò che è stato precedentemente slegato: il cielo con la terra, lo spirito con la materia, il dio con l’uomo. Ce ne sarebbe stato bisogno, visto che gli uomini non camminano certo con gli dei di questi tempi.

La scienza dunque avrebbe il compito di legare l’ignoranza alla conoscenza attraverso processi di induzione, analisi e deduzione, nell’incessante lavoro di spuntare tesi e antitesi a sfavore o sostegno di più ipotesi. Mi pare sia corretto.

La religione ufficiale, e penso al cattolicesimo in quanto siamo in Italia, ma potrebbe valere anche per le altre, ha i suoi rappresentanti: il Papa, i cardinali, gli arcivescovi, i vescovi, i preti, i parroci, il nunzio, il vicario e il primate. Forse ci saranno anche altre figure, tipo i monaci, i frati, le suore e i missionari. Costoro hanno vestigia definite in base al loro ruolo.

Anche in ambito scientifico ci sono dei ruoli importanti: i premi Nobel, gli scienziati considerati più importanti sulla base delle indicizzazioni delle loro pubblicazioni e dei loro lavori, i ricercatori, i cattedratici, i docenti, i giornalisti scientifici e gli opinionisti televisivi.

Esperimenti di psicologia e sociologia, tipo Milgram e Stanford, hanno ben dimostrato quanto sia condizionante l’abito che fa il monaco, l’autorità di un camice che indirizza, in veste di questo potere, i comportamenti dei soggetti che fanno da sperimentatori a loro insaputa. L’obbiettivo era lo studio del comportamento umano di volontari, che non sapevano nulla della natura dell’esperimento, ai quali un’autorità, con tanto di paramenti da scienziato, ordinava loro di eseguire azioni palesemente in conflitto a valori di tipo etico e morale. Il quesito che spinse a queste sperimentazioni derivava dai processi di Norimberga, in cui emerse il conflitto tra mente e azione, cioè se fosse possibile che intere gendarmerie naziste fossero scagionate dalle accuse delle loro azioni terribili perchè semplici esecutori di ordini.

Certo, come chiedere se la coscienza sia un optional, e nel caso, come venga soppressa.

Dunque, abbiamo una gerarchia delle fonti scientifiche così come una gerarchia ecclesiastica e anche le divise o paramenti.

Una religione riconosciuta ha almeno un testo sacro di riferimento, come anche la scienza ha le sue sue pubblicazioni, i suoi testi, gli studi e le riviste. I vari teologi scrivono, i testi diventano materiale di studio e il loro pensiero integrato, e nella scienza abbiamo vari studi comparati e verificati a formare le metanalisi.

L’autorità ecclesiastica non si discute: il Papa è infallibile, e dall’altra parte, “lo dice la scienza”, anche se si sta parlando del nulla. Un peto del Papa è sacro ed è profumato, sempre. Se lo dice la scienza scientista, è comunque vero, anche se la sperimentazione pubblicata non è riproducibile più da nessuno.

Se metti in dubbio la sacra parola degli uomini di Chiesa, pur con prove e ragionamenti, sei un eretico, un apostata e puoi essere scomunicato; se fai lo stesso da scienziato, proponendo conclusioni diverse che hai sperimentato, oppure osservato dal vivo, o che vorresti proporre come studio, se non hai l’approvazione del circolo sacro delle multinazionali di quel settore che finanziano quasi tutti i progetti, vieni deriso, ostracizzato dalla comunità scientifica o radiato da qualche albo.

Prima c’erano i roghi di fuoco per chi fosse accusato di stregoneria, oggi si viene messi al rogo mediaticamente e negli ambienti che contano. Chi non si adegua, viene ignorato.

Se la strega portava delle prove a sostegno della sua innocenza, così come un eretico, doveva fare pubblica abiura; similmente vediamo scienziati, rappresentanti di vari settori scientifici, medicina soprattutto, sostenere una cosa e poi, a poco tempo di distanza, esattamente il contrario, a seguito dell’avversione di sistema che si è palesata alle sue affermazioni.

Il vero religioso si affida al dogma: non si discute ciò che è stato stabilito dall’autorità, anche se fossero evidenti alla percezione e alla verifica l’infondatezza e l’errore.

Non succede forse lo stesso? Quante volte si ripetono, come mantra, dogmi passati per scienza, sotterrando e ignorando osservazioni dal vivo o di clinica medica che confermano altro, di molto diverso? Quante volte si continuano a proporre le stesse idee, nonostante ci sia stato un progresso che dimostra decise differenze rispetto alle posizioni di partenza o considerate solide con insufficienza di prove?

“Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità.”

Alexis Carrel

“Ciò che sappiamo è il principale ostacolo all’acquisizione di ciò che non sappiamo ancora”.

Claude Bernard

Sempre per Claude Bernard, esisteva una scienza attiva, fatta di sperimentazione, ed una passiva, fatta di osservazione. Un emisfero sinistro maschile teorico e uno destro femminile pratico, pensiero e riscontro concreto.

Che dire della disonestà e della corruttibilità degli uomini, che siano religiosi o scienziati? Sono forse santi a prescindere? Sono supereroi inattaccabili nella mente e nel cuore? E dell’omertà interna tra gli ordini e le gerarchie, di fronte alla colpevolezza o alle violazioni etiche e morali?

E dei grossi giri di soldi? Ai premi? Ai favori e favoritismi? Al nepotismo?

Si giurava sulla Bibbia, che nessuno metteva in discussione, e si giura sulla verità scientifica, The Lancet & CO, pena l’accusa di ciarlataneria, senza entrare nei contenuti specifici. Se sei un religioso hai le fonti delle acque della vita, se parli di scienza, ti chiedono: “Le fonti?”

Se affronti il discorso dal punto di vista umanistico, per cui inserendo anche le tue riflessioni, non sei scientifico: le scienze umanistiche non sono scienza, come dire che l’emisfero destro, irrazionale, che è lì e sta di fianco al sinistro occupando spazio analogo e avendo lo stesso peso, non esistesse, come se tutto fosse ridotto ad una mera conta razionale dei dati. Eppure, non tuto può essere misurato…

Diceva Karl Popper : “ Se lo scientismo è qualcosa, esso è la fede cieca e dogmatica nella scienza, ma questa fede cieca nella scienza è estranea allo scienziato autentico.”“La scienza è la ricerca della verità, ma la verità non è verità certa”.

Lo scienziato non è l’uomo che fornisce le vere risposte,è quello che pone le vere domande”

Claude Levi Strauss

Segue con altre parti

Mala tempora currunt, sed peiora parantur

Un contenuto importante, di un maestro buddista molto più “pontefice” di chi non lo è di fatto, pur attribuendosene il titolo. Siamo in un periodo buio, anche se così deve essere, pur essendo necessario aprirsi ai viventi e a tutto ciò che è vita. In Israele è iniziato qualcosa che, verosimilmente, saremo costretti ad affrontare anche noi, se non prendiamo consapevolezza di quanto sta accadendo. Ci sono pesantissime coercizioni a cui sono sottoposti tutti: l’esercito entra nelle case per minacciare le persone affinchè ricevano il vaccino, che sta facendo vittime e sta causando reazioni avverse. In un altro qui, (https://youtu.be/834hO49PCmo) viene testimoniato come siano stati cambiati i dati iniziali dei decessi dal sito ufficiale che tiene le statistiche, peggiori dei morti per malattia, come le persone che rifiutano la vaccinazione vengano licenziate e non possano recarsi ai centri commerciali per fare la spesa. Sul posto di lavoro, chi non ha ancora perso il lavoro per non aver fatto il vaccino, deve indossare un marchio distintivo, abiti di colore diverso che li stigmatizzano, che li marchiano come la famosa stella. Non vi ricorda qualcosa? E’ il momento di uscire dal proprio singolo ed insignificante ego e comprendere che nulla è separato da nulla, che tutti gli esseri viventi cercano la felicità. Arriveranno anche qua. Non è più possibile tacere e fare finta di niente, e TACERE SAPENDO, E’ UN CRIMINE. Questo monaco fa appello a tutte le autorità religiose affinchè parlino. Tutto quello che sta accadendo, è possibile per il sostegno criminale che viene dato alle autorità. Se non ci fosse questo appoggio da parte di certe categorie , l’abominio in corso non potrebbe succedere. Se c’è una mente malvagia, ci sono gli esecutori che non possono più nascondersi dietro all’ubbidienza agli ordini. Chi esegue ordini malvagi, è anch’egli un criminale. E’ impellente arrivare alla consapevolezza, che è coscienza fatta carne, esperita dall’uomo vivente. Dire la verità è un dovere morale.https://youtu.be/ds_9Dgj-weU

punto e linea

Le esperienze diventano ricordi: chi non fa esperienza, non ha ricordi. Come può lo spirito avere memoria, se non fa esperienza? Cosa può sciogliere dentro di sè, assimilandolo per sempre alla matrice vivente?  AL KA EST: Dio anima è. Come può fare esperienza nell’immobilità del centro, di un punto? Senza materia dinamica, non c’è esperienza di sè. Solo ciò che muove, anemos, può fare esperienza: il movimento allunga il punto in linea. Alla base del dualismo, si pongono essere e divenire.

Stasi e movimento.

Essenza e sostanza.

Coscienza e consapevolezza..

L’Uno non ha bisogno. Dov’è dunque nato? Non possiamo andare oltre, nascendo qui. Oltre c’è il non nato, ma noi possiamo essere neo nati, se rinasciamo a spirito.

Il primo movimento che produce un punto, un centro, è la rotazione; nella dualità si traduce con lo spin orario e antiorario. Una freccia a spirale è ciò che un centro rotante produce: una oraria, l’altra antioraria, una volta al futuro, l’altra al passato. La prima rotazione su di sè, sul centro, è un movimento EGOICO. Può andare verso il futuro o verso il passato: si è proiettati verso la memoria o verso l’inconoscibile. La rotazione può essere centrifuga, che scappa dal centro, o centripeta, che torna al centro dal fuori. Quando si esce, in direzione centrifuga, si va verso altri ego rotanti, il primo passo per unirci nella differenza. Se si ruota a sinistra, si aumenta la densità; verso destra, diminuisce: si tende verso la materia o verso lo spirito. Siamo un insieme di movimenti rotanti, impegnati al mantenimento dell’equilibrio attraverso l’esercizio della misura. L’uomo è l’unità della misura, quando si pone al centro delle due direzioni, quando impara l’arte della rotazione. La legge della simmetria insegna la giusta misura, la sapiente geometria dello spazio. Così costruiamo il corpo, conoscendo geometria, movimento e misura, attraverso la strutturazione (il punto manifesto), l’espansione (  il punto che si amplia sulla sua stessa circonferenza, il cerchio e la sfera), la direzione ( il vettore lineare, la profondità), la centratura vitale ( il ritmo pulsante), l’equilibrio (il suono, la frequenza, le armoniche), la connessione ( unificazione del molteplice, il legame) e la realizzazione (il ciclo).

La causa è il punto, l’effetto è la linea. L’effetto è la causa esplicata e si esplicita, la causa è l’effetto implicato, o implicito. L’effetto è il movimento del punto, come la pianta è l’effetto del seme.

LA PATOLOGIA E’ IL MOVIMENTO DELLA COSTITUZIONE.

LA MALATTIA: LINEA = COSTITUZIONE : PUNTO

La fine e l’inizio convergono sullo stesso punto, per cui la malattia si muove su un piano circolare. Quando la causa si slatentizza, inizia a muoversi in senso orario: si muovono gli effetti, in senso antiorario gli effetti si annullano. Per questo alcune diluizioni di rimedi omeopatici viaggiano in senso temporalmente inverso: fanno riemergere i “nodi effetto” dislocati lungo questa circonferenza e li “SOLVONO”, solvono ciò che è stato coagulato. Il coagulo malato è già nel punto. Il rimedio va “indietro nel futuro” o ” avanti nel passato” Come dice Vadim Zeland, le mele cadono in cielo.

Ecco che possiamo definire la GENETICA COME SEME, COSTITUZIONE,

e

L’EPIGENETICA COME SEME SOTTO L’AZIONE DI FORZE FORMATRICI, che attribuiamo erroneamente solo all’esterno, essendoci in realtà un totale che non fa la somma delle parti: astrologicamente, abbiamo sia le 7 forze formatrici dentro il nostro microcosmo e antropocosmo, come geni planetari in posizioni a noi date alla nascita, che fuori, che si esprimono nei transiti, nel macrocosmo universo.

Come in alto, così in basso.

Black Friday

3 anni fa scoprivo cos’era il black friday e altre cose… ps di lì a poco ho smesso anche con i telegiornali.

Ho scoperto un’altra cosa, nella categoria di quelle poco importanti: oggi è il Black Friday. Botta di cultura dal telegiornale, che seguo più che altro per confrontare le soglie di castronerie e propaganda a cui può arrivare, e noto alcuni servizi. Il primo è l’ncredibile intervista fatta al ministro Padoan, il cui cognome non fa certo sicuramente riferimento ad un allievo di un maestro Jedi, anche se ho cercato di immaginarmi Yoda nell’improbabile tentativo di fargli risollevare lo Stivale usando la forza: tutta propaganda pro referendum. Il Sith ha colpito ancora: è arrivata una sventola da parte dell’Economist da far cadere la spada laser. La prima domanda che gli viene rivolta verte proprio sull’uscita della testata giornalistica inglese( neanche la prima !) che si sbilancia sulla sua preferenza: il NO. “Strano”, penso subito, ma alla finanza e al mercato non sarebbe più comodo il sì? Allora ho chiuso gli occhi e ho immaginato di nuovo: “Buongiorno Signor mercato”… “Google traduttore per favore, con la M maiuscola: sto parlando con un tizio vero e proprio che è sempre chiamato così dal mainstream. Anche io, come lei, credevo si trattasse di un nome astratto per indicare manovre di tipo economico, finanziario e di scambio gestite da persone, privati, società e stati, ma qua continuano a dire ” il mercato si aspetta, il mercato vuole, il mercato preferisce, il mercato punta a… eccetera”, per cui, da casalinga comunque evoluta al 4.0, voglio parlare direttamente a questo tizio, e lei, signor Google, sia appropriato ed utilizzi le maiuscole per i nomi propri di persona!”
” Dunque signor Mercato, perché preferisce il no? Vogliono… scusi, vuole speculare? Sta già pensando a manovre in stile pialla? Tipo dove passa Attila non cresce più l’erba?”. Mi ha risposto così:” Se vince il sì, continuo a fare quello che voglio, lo faranno i vincitori per me, se vince il no, ci pensa un governo tecnico a fare quello che voglio, e… quindi?”.
Quindi niente, mi pare di aver capito che siamo fregati comunque… Intanto Padoan continua a parlare di fantascienza, nello specifico i mirabolanti risultati del governo Renzi. Sempre detto io: l’importante è crederci!
Il secondo servizio: il giorno di manifestazione contro la violenza sulle donne. Fin qua niente da dire. Ad un certo punto arrivano le affermazioni della Boldrini che ha deciso di pubblicare in rete i nomi di quelli che l’attaccano via web: premesso che gli attacchi da tastiera sono da codardi e che anche il mio cane è capace di farli quando ci capita per sbaglio sopra, mi son chiesta: ma quanti nomi ha da pubblicare questa qua? Ha ricevuto più molestie sessiste lei di tutte le donne molestate realmente… mah, per quanto si tratti sempre di azioni deprecabili, secondo me è stata insultata per altri motivi… forse per gli stessi per cui sarebbe insultata anche dalle donne? Che società guerrafondaia, non c’è più religione e siamo alla frutta, così accontento anche il signor luogo comune ( maiuscolo!!!! …azz) ed il signor di tutta l’erba un fascio ( sto attenta con la maiuscola sennò stavolta…. non si sa mai. Casalinga sta sempre accorta che le parole hanno un peso!).
Tornando all’inizio, al nostro Black Friday, la notizia, anzi le immagini, che mi hanno colpito di più: le riprese negli USA della gente a fare la fila per…comprare. Fosse stata solo la fila: la carica, la ressa, la gente che si camminava addosso e si calpestava con le braccia rivolte in alto come se avessero visto un messia anziché il cappotto in saldo o l’ultimo modello di cellulare.
“Signor Black Friday, che già nel nome ha tutto il suo programma, o il suo destino, come direbbero i più poetici, mi risponda per favore: le pare giusto o normale che certe persone muoiano schiacciate nella calca di un paese che si ritiene civile ed evoluto? Per una giornata di sconto? Per degli oggetti?”
” Signora Casalinga 4.0, io sono solo un venerdì. Siete voi che mi avete fatto black, siete voi ad essere deficienti…”

P.S. per chi non avesse capito la prima parte è consigliabile la visione della saga di Guerre Stellari