Struttura
“Se conosciamo l’anatomia dell’uomo interiore, possiamo vedere la natura delle sue malattie al pari dei rimedi. Ciò che vediamo con gli occhi esterni è materia. La natura causa e cura le malattie, ed è quindi necessario che il medico conosca i processi della Natura, l’uomo invisibile al pari dell’uomo visibile. Il ciarlatano studia le malattie negli organi colpiti, dove non trova altro che effetti già avvenuti, e [resta] sempre un ignorante per quello che riguarda le cause. Il vero medico studia le cause delle malattie studiando l’uomo universale. Ogni medico dovrebbe essere ricco di conoscenze, e non soltanto di quelle che sono contenute nei libri; i suoi pazienti dovrebbero essere i suoi libri. L’alchimia serve a separare il vero dal falso. Coloro che si limitano a studiare e a trattare gli effetti della malattia sono come persone che si immaginano di poter mandar via l’inverno spazzando la neve sulla soglia della loro porta. Non è la neve che causa l’inverno, ma l’inverno che causa la neve.”
Paracelso
La Natura è lo specchio del Cielo, il basso è come l’alto, il sottile comanda lo spesso. Vi sono semi, terreni, condizioni atmosferiche e germogli.
Il seme contiene un’informazione protetta da un guscio, come un’applicazione scaricabile su un PC all’interno della sua programmazione. Il seme nel suo involucro è come un’app zippata, compressa, che sarà installato l’uno nella terra così come l’altra nel sistema operativo: un terreno biologico e un altro sintetico tecnologico. La tecnologia informatica imita la biologia che si esprime nelle leggi di natura, con una sostanziale differenza: si tratta di un’imitazione priva di principio spirituale. Gli esseri viventi hanno vita in se stessi, come i semi, gli animali, gli uomini e le piante, mentre ogni dispositivo necessita di attaccarsi a un cavo elettrico, per prendere energia che gli permetta di restare acceso.
Il sistema operativo di un PC è il codice genetico di un organismo vivente, che non può essere modificato: si può solo sviluppare un sistema operativo più evoluto, rendendo via via obsoleto quello precedente, con l’innegabile intervento di un programmatore al lavoro. Applicazioni scaricabili e aggiornamenti sono il “sistema epigenetico” del dispositivo, esattamente come l’epigenetica dei viventi: si tratta di sovrascrittura alla programmazione, che può rendere le prestazioni molto più funzionali, senza modificazioni dello scheletro, cosa che non si può fare. Gli aggiornamenti sono byte di informazioni che si vanno ad installare nelle applicazioni, esattamente come l’RNA di quelli che chiamiamo virus si inserisce nel DNA attraverso la sovrascrittura epigenetica.
“Un sistema operativo … , in informatica, è un software di base, detto anche piattaforma operativa, composto normalmente da più sottosistemi o componenti software: kernel, scheduler, file system, gestore della memoria, gestore delle periferiche, interfaccia utente e spooler di stampa, che gestisce le risorse hardware e software della macchina, fornendo servizi di base ai software applicativi…”(Definizione base presa dalla rete).
L’hardware è il corpo fisico, il software il terreno, inteso come un sistema complesso interattivo e intereagente in più direzioni, intrasistema ed extrasistema, visto che un organismo dialoga al suo interno a livello fisico, chimico, meccanico, biologico, psichico ed elettromagnetico, pur nel contempo mantenendo bi-direzionalità delle comunicazioni, ma volgendosi anche verso l’esterno, in entrata e in uscita. A livello psichico, si determinano e si influenzano pensieri ed emozioni e le strutture percettive sono gli strumenti di rilevamento operativi su diverse frequenze d’onda: la percezione comunemente intesa è il frutto dell’interazione tra il percepito e il sentito, quest’ultimo dipendente dal nostro terreno psichico, dai quali si oriGINa (gin/gen/geni/genetica) l’elaborato, in poche parole la costruzione della nostra realtà soggettiva, ma è anche il prodotto commisto di genetica ed epigenetica, di capacità reattiva e attiva del nostro sistema a ciò che entra/esce/nasce. L’informazione entra in noi, ci penetra in modo maschile, la percezione riceve in modo femminile, l’elaborazione tra i due è il figlio che si produce, la nostra individuale sensazione irripetibile, che passa indissolubilmente nella nostra costituzione psichica unica. Le applicazioni sono strumenti, aggregati digitali funzionali, per dirla in maniera grezza ma comprensibile, che ci permettono di fare le cose che ci interessano, come un lavoro o un’attività. Alcune ci servono proprio, altre meno, o per niente. La corrente elettrica, accumulata nella batteria come energia, tiene in vita il sistema. L’hardware può rompersi per qualsiasi motivo: facile immaginare, come rompersi un piede o slogarsi una spalla, ma anche il software può dare problemi. A volte, per scaricare delle applicazioni, abbiamo bisogno di liberare spazio in memoria, per far girare bene il sistema; altre volte alcune di queste possono impallare il programma, se non addirittura il funzionamento di tutto il sistema, in quanto programmate male, o entrano in qualche forma di conflitto digitale o trovano un sistema troppo modificato: avete mai fatto un lavoro che non vi piace o non vi entra in testa, o letto decine di volte gli stessi passaggi che non riuscite a memorizzare o imparare?
Poi ci sono virus e antivirus. Un virus porta un’informazione che costringe il PC a fare altro, fuori programmazione base: è un inserto di programmazione aggiunto, un pezzetto di RNA che si inserisce su una sequenza informativa, modificandola, fino al malfunzionamento per e con interferenze di gestione. L’antivirus è la cura, un’ applicazione che pulisce meglio delle casalinghe e delle colf, una vera e propria profilassi preventiva contro gli attacchi esterni al sistema. Concettualmente e praticamente, gli aggiornamenti sono pezzetti di RNA che si inseriscono sul sistema, migliorando prestazioni e applicazioni. Che differenza c’è, quindi, tra virus e aggiornamento? L’esito, gli effetti che si producono: quando portano a malfunzionamento o a scopi al di fuori di quanto previsto, sono detti virus con accezione negativa, se apportatori di miglioramenti, sono detti aggiornamenti, pur essendo la stessa cosa nella sostanza: informazioni digitali, “sequenze” di byte. I bit (“in informatica il bit è una unità di misura dell’informazione La parola deriva dall’inglese “binary unit” e può contenere i due simboli del sistema binario: zero (0) e uno (1). Il bit è quindi una cifra binaria ed è considerata la più piccola unità di informazione. Ideale per i computer ma poco pratica per l’uomo”) stanno alle basi azotate (“le basi azotate sono le molecole organiche, contenenti azoto, che prendono parte alla costituzione dei nucleotidi”, unità di informazione per la sintesi proteica) .come i byte (“in informatica, stringa di bit di lunghezza data; in particolare, gruppo di 8 bit consecutivi, indirizzabile individualmente, con cui codificare un carattere alfanumerico e a partire dal quale si forma una parola”) stanno ai codoni (“in biologia molecolare, unità d’informazione del codice genetico, costituita da una sequenza di tre nucleotidi con le relative basi azotate, presenti nel DNA e nel corrispondente RNA messaggero complementare”).



Ciò che non serve, finisce nel cestino del computer proprio come gli elementi di scarto del nucleo cellulare nelle vescicole chiamate esosomi, che sono complessi multiproteici presenti nelle cellule, che al termine del processo di trascrizione, hanno il compito di eliminare tutti i frammenti di DNA inutilizzati, ottenendone nucleotidi da riciclare per formare nuovo RNA e DNA, nuove sequenze. Si tratta quindi di informazioni; tali informazioni come “proteine, RNA messaggeri, frammenti a doppia elica di RNA, chiamati MICRO RNA, molecole HLA di classe 1 e 2 che legano antigeni come fanno le cellule deputate a presentare antigeni”. Piccola perla per chiunque volesse comprendere in modo semplice la Quarta Legge Biologica su sistema ontogenetico di virus e batteri, in modo particolare su ciò che definiamo virus, in un’economia di informazione di sistema genetico ed epigenetico che non butta via niente ma che ricicla tutto e alla luce che nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma ALL’INTERNO di noi sotto l’impulso di frequenze elettromagnetiche di campo, con buona pace delle teorie del contagio.
Stesso principio ma due nomi diversi: aggiornamenti o virus. Pensate: spesso ci tocca pulire digitalmente i sistemi dei nostri device perché funzionano male, esattamente come accade agli organismi intossicati, impregnati, e di conseguenza infiammati, che hanno bisogno di un intervento di drenaggio tissutale, un drenaggio nel “cestino”. Chissà quanti esosomi in senso quantitativo potremmo trovare in condizioni di difficoltà esonerativa!
Nelle foto sottostanti, troviamo immagini reali al microscopio elettronico non elaborate artisticamente di SarsCov2 e di alcuni esosomi, praticamente indistinguibili. I virus nelle prime due foto in alto, diffuse dai cinesi: gli esosomi nelle tre piccole più in basso. Si trovano in rete digitando “virus foto reali” ed “esosomi”
Allora, veniamo al dunque: che terreno abbiamo? Che sistema operativo abbiamo? Uno che necessita di cure continue e antivirus, o qualcos’altro, un altro che non ne ha bisogno, molto più sano e resistente? In caso di problema, disponiamo di cure realmente efficaci? Cosa rende un sistema, un terreno, ricettivo a virus e danneggiamenti, e cosa lo rende resistente e refrattario? Cosa gli permette di mantenersi pulito di drenare le tossine, di riconoscere sequenze utili al sistema rispetto a quelle inutili o dannose? Vuol dire che alcuni progettisti hanno fatto buona e autentica prevenzione primaria? Vuol dire che mantenere un campo informativo sano, in equilibrio, che includa mente oltre che corpo, sia fattore indispensabile? Inserire aggiornamenti su un sistema al suo limite operativo può fare danni, può imballare il sistema: non si può operare al di fuori delle proprie possibilità.
1 Corinzi 10:13 dice: “Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana, or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sostenere.”
Interessante, vero? Un progettista saggio non pretenderà le mele da un albero di pesche.
Ogni pc è diverso da qualsiasi altro, ogni pc diventa soggettivo in mano a chi lo usa e lo modifica “epigeneticamente”.
Continua seconda parte
















