Intelligenza e Segni Zodiacali

Parte 1

Ho postato di recente quei soliti quadrettini che girano su fb, che non so da chi siano fatti, sui segni zodiacali e l’intelligenza nei segni zodiacali, ai quali è stato attribuito un punteggio da 1 a 10. Ovvio che era per ridere, perché posso dirvi che quasi la totalità di questo tipo di post sono ironici, si scherza, e non riflettono la realtà dei fatti, ma visto che non scrivo mai di astrologia, che è uno dei miei interessi principali da 25 anni ( per intenderci ho iniziato scrivendo i temi natali a mano, a cominciare dall’uso del compasso, e dei calcoli fatti a mente e a mano, seguendo le istruzioni senza app, per determinare case e posizioni, idem per calcolare dodecatemori e antisci), lo farò questa volta. Intanto premetto che l’astrologia non è quella stupidaggine fantasiosa su cui le menti razionali fanno narrazioni di ciarlataneria, ma si tratta di affondare le radici in una conoscenza originaria e omnicomprensiva legata alla struttura del Cosmo e della manifestazione. È una madre delle conoscenze. Seguendo le leggi delle corrispondenze, o analogie, le manifestazioni in terra sono lo specchio riflesso di quelle in cielo. Le realtà sottili si slatentizzano nelle manifestazioni più materiali. Le energie hanno una modalità di espressione definibile. L’astrologia quindi non studia solo il Cosmo, ma anche l’Antropocosmo, essendo l’uomo un microcosmo che riflette il macrocosmo. Questo ci riporta al concetto di ologramma, di realtà frattalica e di “immagine e somiglianza”. Mentre l’astronomia si occupa di studiare le stelle nel senso della quantità, con conteggi e numeri usati per calcoli letterali, l’astrologia si occupa della qualità delle stelle, e i numeri hanno altro significato, ma è fondamentale rimanere ancorati a delle leggi che sottostanno, per non fuorviare con interpretazioni personali del tutto arbitrarie, frutto delle proprie proiezioni e fantasie. Non posso aggiungere altro perché soltanto approfondire questi temi porterebbe via altro che una serie di post, e voglio ritornare al tema principale. Tornando a parlare di intelligenza legata ai segni zodiacali, dovremmo dare anche una corretta definizione di che cosa sia l’intelligenza. Sappiamo che questa qualità si manifesta in diverse modalità e si esprime in settori e ambiti diversi. Possono esserci intelligenze di tipo fisico matematico, per cui molto astratte ( fantastico chi le possiede, non sono proprio comuni), o di tipo umanistico empatico, con grandi capacità di comprensione delle emozioni, dei sentimenti e in ambito sociale; o di tipo umanistico filosofico, dotate dello stesso pensiero astratto che ritroviamo nei matematici; altre di tipo artistico e creativo in tutti i settori immaginabili; ci sono intelligenze di tipo istintivo e pratico, basate su una capacità di utilizzare al meglio ciò che l’ambiente offre, di estrema adattabilità e risposta efficace alle emergenze (vi ricordate MacGyver?); ci sono intelligenze che si esprimono con grandi capacità di pensiero sintetico, oppure analitico, o analogico, o anagogico o, meglio ancora nei geni, tutte queste virtù sono espresse e connesse insieme. Devo però dire che la maggior parte delle persone con cui ho degli scambi si crede intelligente. Ci crede davvero, pur manifestando notevoli limiti a questa qualità. Chissà perché finisce sempre così…Sono dell’idea che l’intelligenza possa essere riconosciuta soltanto dall’intelligenza, per cui più uno è intelligente, e meno gli sarà riconosciuta, per una semplice e mera questione di numeri. A parte questa riflessione personale, posso dire che esistono 12 tipi di manifestazione di coscienza intelligente generali, per cui è di questo che si può parlare a grandi linee. Ogni soggetto avrà poi le sue peculiarità legate alle posizioni dei geni planetari. Per questo non tutti gli appartenenti ad un segno saranno intelligenti, oppure stupidi, nel senso che avranno sfumature differenti. In quel post in cui venivano attribuiti dei voti da 0 a 10, troviamo diversi errori di sostanza. Intanto se siete arrivati a leggere fino a qua, complimenti! Ogni segno zodiacale esprime uno stato di coscienza solare, per cui uno stato di manifestazione di coscienza intelligente. Capite che sarebbe sciocco ritenere un mese più intelligente dell’altro, sarebbe semmai utile capire quali siano le differenze e le peculiarità di queste espressioni. In linea generale, abbiamo quattro elementi di densità diversa: terra acqua aria e fuoco, che dividono per quadruplicità, a gruppi di tre, i segni zodiacali. Toro Vergine e Capricorno si esprimeranno con la qualità della terra; Cancro Scorpione e Pesci si esprimeranno con la qualità dell’acqua; Gemelli Bilancia e Acquario con le qualità dell’aria e Ariete Leone Sagittario con quelle del fuoco. Perché di solito si associa ai segni di aria in linea generale la qualità dell’ intelligenza? Perché l’aria è l’elemento analogo al pensiero, alla capacità di pensare, per cui a una mente intelligente. È legata all’energia. Certo, questo non vuol dire che gli altri non pensino, e che non siano intelligenti, ma i pensatori in generale appartengono ai segni di aria, pur con qualità diverse tra di loro. Questo ha portato a ritenere alcuni segni d’aria più intelligenti degli altri ma in realtà è soltanto una modalità di espressione caratteristica umana di intelligenza, più valutata rispetto alle altre, che a mio avviso non sono per niente da meno. La terra e i segni da questa rappresentati sono legati ad una intelligenza di tipo pratico e materiale, per cui è legata a quella parte istintiva che sa già dove deve andare e cosa fare, senza le speculazioni mentali e astratte tipiche dell’aria. La materia che sa e che è intelligente. L’acqua è legata alle emozioni, ai sentimenti, per cui a quelle qualità empatiche e percettive della comprensione dell’altro, del magnetismo della massa, mentre il fuoco è legato alla coscienza del campo informativo, per cui potrebbe essere forte l’elemento dell’intuizione, della coscienza che scende direttamente senza stazioni intermedie, specialmente quelle mediate dal pensiero. La terra sa fare, l’acqua sta sentire, l’aria sa pensare e il fuoco sa intuire. Queste sono le linee generali delle caratteristiche degli elementi ma non sono le uniche a determinare l’intelligenza. Segue parte 2.

Terreno e microrganismi

Si incrina sempre di più il paradigma che lega la patologia a virus e batteri. Il loro equilibrio costituisce un terreno idoneo al mantenimento della Salute. Intervenire con forza sulla modifica di quello che per centinaia di migliaia di anni è sempre stato il microbiota alla base di certi meccanismi del tipo omeostatico, vuol dire provocare scompensi di cui si vedranno gli effetti, nel breve, nel medio e nel lungo termine. Va rivisto il ruolo del sistema immunitario come modulatore di un equilibrio, e non come un esercito sterminatore. In uno stato di salute manifesto, vuol dire che il terreno biologico di quell’ essere vivente sta mantenendo un equilibrio adattativo efficiente e il più idoneo alla vita in quel momento, e ogni intervento dall’esterno diventa di rottura, dal momento che non serve e non è richiesto. Ogni introduzione di microrganismi, oppure ogni sua esclusione, porta al disallineamento dell’omeostasi del terreno. Ogni intervento coatto sul sistema immunitario al fine di produrre anticorpi non necessari in quel momento, provoca alterazione, e sarebbe bene che la scienza se ne occupasse. Il primo sistema organo che viene alterato nella vita di un essere umano, ma ormai anche degli animali che ha vicino, è il microbiota dell’intestino, quella zona di connessione col sistema nervoso tanto da essere considerato il secondo cervello, e la PRIMA BARRIERA IMMUNITARIA di un organismo. Questi studi rilevano Inoltre quanto la quarta legge biologica scoperta dal Dottor Hamer sia corretta e vada riconosciuta, oltre che indagata sui meccanismi che il microbiota e il suo dialogo con gli altri apparati apporta sull’ epigenoma. Ogni terreno, da quello microscopico a quello macroscopico, risponde direttamente al campo informazionale a cui è sottoposto, che ne dirigerà struttura, formazione e funzione. Chi non riconosce questi fatti non tratta di scienza.

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2019/03/01/probiotici-come-disinfettanti-riducono-infezioni-ospedaliere_92b1b0dc-eff6-4c88-8bdb-e6fff90988c9.html?fbclid=IwAR0PQIpK9iEjh21d1mXhJp9TXVYUF9-dmKh7ENml1WwTu-xxKxhQ1yAPuYk

Considerazioni di eziopatologia

Noi siano una macchina assorbente di informazioni genomiche da sempre, dalla nostra origine su questa terra. Nell’aria c’è un quantitativo di virus pari a 10 elevato alla trentesima potenza, e così nell’acqua e nella terra. Assorbiamo e scambiamo virus continuamente anche attraverso la pelle, non solo con la respirazione o con gli altri orifizi. Dobbiamo stare attenti a dire che si tratti di un nuovo virus, è molto più probabile che si tratti di qualcosa che è sempre esistito e che abbiamo scoperto soltanto ora. Qualcuno ha mai mappato questo infinito numero di virus presenti sulla terra? Certo che no! Facciamo parte da sempre dallo stesso sostrato virale, che non è nient’altro che la componente materiale proteica grazie alla quale può avvenire lo scambio epigenomico tra noi e l’ambiente, fattore fondamentale di adattamento alle continue modifiche della vita sul nostro pianeta. I virus sono fondamentali per l’adattamento della vita: senza di loro, questo non potrebbe accadere.” Abbiamo osservato 8000 persone in salute, senza cioè sintomi di malattia infettiva, asintomatici, e abbiamo fatto analisi genomica sui circa 200 virus che sono maggiormente noti. Cosa abbiamo scoperto? Nel flusso sanguigno di queste persone, totalmente in salute, quindi asintomatiche, con uno storico con assenza di malattia,… e quindi con assenza di anticorpi rispetto ai virus esaminati, abbiamo trovato 42 virus, anche in quantità straordinariamente grandi, incluso l’ HIV, l’epatite B, C e diversi virus influenzali, IN POPOLAZIONE ASINTOMATICA” .Fate una riflessione, perché questa è scienza, non è fazioso consenso con scopo di interesse.Tutti questi virus, come anche altri microrganismi, esistono all’interno di noi da sempre, eppure non ne siamo malati, anche se a volte può svilupparsi una deficienza autoimmune, che in realtà è il prodotto di un equilibrio omeostatico saltato, dipendente dal “terreno”, dalla situazione di base della persona, comprendente più livelli di interazione biologica, psicologica, biochimica e fisica. L’interno del corpo umano è pieno di virus e batteri, di funghi e parassiti. Esistono decine di migliaia di differenti tipi di microorganismi, così come li chiamiamo in generale, e non si può dire di aver fatto un buon lavoro di conoscenza su cosa siano il microbiota e il microbioma e di come questi possano mantenerci in salute. Continuiamo considerarli come un nemico e a combatterli, incapaci di pensare che se la natura si è stabilita in questo modo da sempre, un motivo ci sarà, e a noi sta capirne i meccanismi di funzionamento e le chiavi per il mantenimento di questo equilibrio fondamentale alla vita. Secondo alcune ricerche recenti, è stato scoperto che il cittadino medio americano ha nel proprio intestino soltanto il 10% di microrganismi necessari allo stato di buona salute. Quindi, siamo davvero sani? Come si può vivere con un 90% di immunodeficienza all’interno di un organismo, dato da leggere nella media? Come gli interventi fatti con la forza sull’ambiente microbiomico hanno causato squilibri ancora più difficili da mantenere?

Quando c’è uno sbilanciamento in campo agricolo, l’erba cresce velocemente: possiamo notarlo anche in giardino, dopo che abbiamo ripetutamente tagliato l’erba e osserviamo cosa ricresce e come ricresce. Questo è anche un principio della fisica classica: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, e gli organismi viventi, che erroneamente vengono considerati solo in ambito biologico, sottostanno come sistemi complessi anche al campo fisico. Ciò che compare in un terreno come un campo agricolo o un giardino, che prima non cresceva, era già presente in modo latente nel terreno, e si è manifestato soltanto dopo interventi che ne hanno favorito o reso necessaria la sua comparsa. Lo sbilanciamento che si crea ne rende possibile la comparsa. La proliferazione di erbacce è la manifestazione di uno squilibrio della biodiversità, come analogamente la proliferazione delle infezioni su un organismo, che è il terreno. Come potrà definirsi in equilibrio un terreno ripetutamente inquinato da pesticidi? Come potrà definirsi in equilibrio un organismo continuamente inondato da farmaci, da veleni e agenti inquinanti? Ciò che compare, non sarà forse il tentativo di ripristinare l’equilibrio del sistema perturbato? Ci sono semi presenti nel terreno che potrebbero attivarsi e germogliare in qualsiasi momento, presenti da mesi, anni, decenni, secoli e migliaia di anni, lasciati lì da tutti i fiori e frutti di tutte le piante del mondo, che ne producono il numero incommensurabile da sempre. Lo stesso accadde con i micro organismi. Pensate un po’ alla capacità che hanno i batteri di sporalizzare: si strutturano in modo da raggiungere la massima resistenza a tutti gli agenti esogeni che potrebbero ucciderli, per poi riattivarsi in condizioni più favorevoli, e restare in quello stato di sospensione per tempi lunghissimi. C’è davvero qualcosa di nuovo sotto il sole? Nello stesso modo possono ricomparire erbe che non si vedevano da centinaia di anni. Facciamo fatica a comprendere questa visione perché la nostra mente è allineata in modo sequenziale, lineare, e non globale, sintetico e olistico: se tutto fa parte di una realtà una, unica, allora già in essa esiste tutto, per cui nulla si crea e nulla si distrugge ma è sempre una trasformazione di quello che già c’è oppure un suo riapparire agli occhi di chi, come noi, è racchiuso in un suo cronotopo, in uno spazio-tempo parcellizzato, che non gli permette di comprendere tutta la realtà in modo simultaneo, a meno che non si ponga all’atto di osservazione come denominatore parte del numeratore, accettando e sperimentando la sua peculiarità, la sua differenziazione come parte del numeratore. Il numeratore può essere sempre e soltanto il numero 1.Oggi le malattie vengono trattate con lo stesso approccio dell’agricoltura intensiva: tutti i terreni vengono trattati allo stesso modo, trascurando le singole storie ambientali, utilizzando prodotti che continuano a violarne le caratteristiche naturali, frutto i secoli di storia ( anche i terreni possiedono un loro microbioma e microbiota ), continuamente perfusi da veleni e sementi geneticamente modificate in modo artificiale, snaturando quel prezioso equilibrio, che cercherà in ogni modo di tornare in uno stato ideale di omeostasi con tutti i mezzi, che ha accumulato nel corso della storia, a sua disposizione. La proliferazione delle infezioni negli esseri viventi è dovuta ad un collasso della biodiversità utile del microbioma e del microbiota, che partecipano da sempre e incessantemente al mantenimento dell’equilibrio in quel terreno che noi chiamiamo organismo, che non è fatto solo di corpo materico, ma anche di psiche. Quando c’è biodiversità in un ambiente, che sia una foresta, un terreno agricolo o il corpo di un essere vivente, c’è anche equilibrio, e di conseguenza, si possono manifestare i prodotti di uno squilibrio indotto con azioni che lo hanno minato: si evince in modo palese la continua confusione che si fa in medicina tra causa ed effetto, scambiando infezioni batteriche e virali, che sono un effetto di uno squilibrio, come causa agente di malattia. Più attuiamo azioni di soppressione sul microbiota e sul microbioma, su un aspetto singolo di manifestazione che noi consideriamo malattia staccata dall’intero complesso, più in realtà produciamo malattia, perché spingiamo in profondità qualcosa che avrebbe bisogno di manifestarsi per riposizionarsi in uno stato di equilibrio a causa di precedenti azioni. Non riusciamo a vedere nè” il capo, ne” la coda.

Assimilazione o fuga?

Si scappa dentro, più dentro, e non si scappa fuori, o più fuori. Se si vuole abbattere la dualità, non c’è separazione tra ambiente esterno ed ambiente interno. Il corpo è la materializzazione sincronica di una frequenza di coscienza in un tempo e in un luogo, in un Chronotopo. Quando la coscienza si libera di un corpo, avviene quella che chiamiamo morte, ma può materializzarsi in un qualsiasi altro corpo che si manifesterà in un altro Chronotopo, a seconda del livello della sua frequenza. Quando la funzione cessa, la forma decade. Coscienze che vibrano a bassa frequenza materializzeranno corpi di Regni inferiori; livelli di coscienza che vibrano ad alta frequenza potranno materializzarsi oltre l’uomo fisico. Frequenze nitide, armoniche e stabili si materializzeranno in un corpo di salute, perché il campo coscienziale è in salute. È buffo pensare che anche l’utero è un dentro e che il liquido seminale entri in un dentro richiamando la cellula uovo: la somma della loro nuova frequenza attirerà uno stato di coscienza in risonanza per avere materia prima alla costruzione del suo corpo fisico. Tutto questo poteva avvenire solo in un dentro, un seme gettato in un utero di materia, un frattale analogico di come è fatto il Cosmo. Se la rugiada è il seme, la terra è un’endosfera. Esterno e interno, una volta riuniti, ricompongono la chiave spezzata.

Alice, nel suo paese delle meraviglie, entra dentro se stessa, rimpicciolendosi. Apre la porticina, con la chiave. Continua a leggere

Vaccini come informazioni

Sapete cosa mi viene da pensare? Si sta evidenziando come la vaccinazione non garantisca l’immunità permanente nei soggetti a cui è stata fatta, bambini in grande maggioranza. Secondo la quarta legge biologica sappiamo che virus e batteri entrano in gioco nei processi di attivazione/disattivazione della malattia attraverso caseificazione e ricostituzione tissutale. Si stanno sperimentando cure anticancro in cui è stato dimostrato che trattare le masse tumorali con batteri e virus delle malattie comuni ne fa regredire lo sviluppo, appunto verifica sperimentale della quarta legge. Abbiamo ben presente che l’intervento nelle fasi della malattia secondo la quarta legge biologica utilizza virus e batteri specifici per il tipo di patologia, che si attivano dal momento in cui è vissuta quella peculiare DHS o shock conflittuale. Teniamo anche presente, come un pezzo di un puzzle importantissimo, che tutto è una frequenza informativa, per cui virus e batteri rispondono in concomitanza e risonanza a questa frequenza, spiegazione per cui troviamo un determinato microrganismo anziché un altro. Facciamo un piccolo sforzo: cosa può succedere in un corpo in cui viene iniettato un antigene patogeno attenuato e comunque portatore dell’informazione di quella patologia? Può essere plausibile che si scateni il processo in senso inverso? Come considerare questo processo? Completo, supponendo che l’informazione dell’antigene possa sollecitare in qualche modo una DHS a livello psichico e attivare uno speciale programma biologico fuori tempo, o peggio, fuori luogo, o incompleto, visto che il bambino non ha vissuto lo shock conflittuale relativo alla patologia per cui è vaccinato? Cosa accade in un sistema quando si stimola l’informazione a livello biochimico e biologico mantenendo separata la psiche, luogo principale in cui la malattia ha origine? Può tutto questo dare inizio ad una separazione tra la patologia sul sistema più denso, quello materiale, e la psiche, in un certo senso dicotomizzando la nostra doppia natura? Può trattarsi del concetto espresso in omeopatia di soppressione dal piano fisico a quelli più profondi, costituiti dalla sfera emotiva e quella mentale, che coincidono con quanto definiamo “psiche” nella Nuova Medicina? Io sono sempre convinta che gli insegnamenti ermetici abbiano espresso molto bene un concetto universale: è sempre il sottile che comanda lo spesso, è l’energia che muove e direziona la struttura della materia. Un intervento che si fa su un sistema vivente sul piano materiale è un atto di forza e soppressione sul naturale dinamismo dell’energia, e non possiamo far altro che aspettarci una reazione uguale e contraria. In perfetta concomitanza e risonanza, con totale rispetto delle leggi di causa effetto, vibrazione o frequenza, ritmo, aspetto psichico, mentale ed emotivo, della realtà, corrispondenza o analogia, polarità e genere, possiamo stabilire una certa equazione:

PATOLOGIA : CORPO FISICO = CONFLITTO : PSICHE

Ogni intervento fatto in questa relazione su uno qualsiasi di questi fattori provocherà inevitabilmente uno sbilanciamento che richiederà il ripristino dell’omeostasi o dell’equilibrio.
Buone riflessioni a tutti.

V.F.

azione, ciclo e coscienza

Ogni azione intesa come atto di forza ha già in sé il germe della sua controreazione uguale e contraria, in quanto siamo in una realtà che si esprime in modo duale. Immaginiamo una linea ai cui lati estremi siano presenti due polarità, negativa e positiva. La polarità negativa è assenza totale di… , la polarità positiva presenza totale di… . In questo senso, stando ai due lati estremi, resta solo una direzione verso la quale il movimento riprende: quella opposta. Differente situazione se ci si trovasse in un punto intermedio qualsiasi su questa linea: oltre che avere indicazioni di quanti pieni e vuoti abbiamo, per cui una valutazione di grado, abbiamo anche due direzioni che si potrebbero spostare verso un lato o al suo opposto. Una linea rappresenta una dimensionalità limitata… se la uniamo ai due capi, diventa un cerchio, e ci rendiamo subito conto del “divenire”: un negativo, percorrendolo, diventerebbe strada facendo positivo ed un positivo analogamente negativo. Dunque, già questo fatto dovrebbe abbattere definizioni e giudizi: quello che ora è, dopo non è. Ai poli opposti della linea, da cui il concetto lineare di realtà, ci si fa la guerra, ma andando in cerchio tutto cambia …e torto o ragione…dipende da dove ci si trova. Si tratta del concetto di infinito nel finito: il tempo è infinito in senso circolare, non lineare. Mi vien da pensare che non esista un assoluto estremo in permanenza se non in due punti soli nello scorrere sul cerchio, punti che possiamo sfiorare per un attimo. Esistono gli estremi che continuano a trasformarsi di continuo l’uno nell’altro: il punto dello Yin nel pieno dello Yang e viceversa. Anche le fasi lunari esprimono questa legge del ciclo degli estremi entro un’unica “Cosa”, la “Cosa Una” della Tavola Smeraldina: la luna nuova è indicazione di verginità legata al massimo del negativo (la luce è il soggetto misurato) ed al massimo della potenzialità latente di assorbenza, la luna piena è l’esatto opposto, il pieno di luce (o informativo se ci riferiamo al concetto di campo). Nella fase di luna crescente stiamo eseguendo un upgrade su disco rigido che si completa in luna piena (massimo assorbimento di luce solare), in luna calante finalmente lo abbiamo a disposizione in manifestazione, possiamo iniziare ad usarlo nella pratica, facciamo un download. A livello di campo, l’informazione si carica nell’anima (upgrade) e poi si scarica nel corpo (download). Appaiono due fasi slegate e susseguenti in senso temporale, mentre in realtà fanno parte di un unico ciclo ed ogni ciclo è un pacchetto, un “quanto” informativo. L’infinito è il continuo ripetersi dei cicli, mai uguali ai precedenti. Su questo cerchio in movimento abbiamo quindi 4 punti principali, che tocchiamo per un attimo: quello che rappresenta il massimo vuoto, o mancanza, o negativo (-), come la luna nuova, quello opposto della massima pienezza o abbondanza (+), come la luna piena, rispettivamente inverno ed estate (i due solstizi), nord e sud; quello che si trova a metà partendo dalla qualità negativa, per cui in salita o riempimento (-/+), ove c’è equilibrio perfetto, e quello alla metà opposta, altra miscellanea paritaria ma che va in discesa o svuotamento (+/-). Questi due punti sono rispettivamente i due equinozi di primavera ed autunno, est ed ovest, dove le ore del giorno e della notte sono perfettamente uguali. La luna nuova coincide con il buio invernale, durante il quale prevalgono le ore notturne, la luna piena con la luce estiva, con prevalenza di ore diurne, primo quarto equilibrio in crescita, con le ore diurne che recuperano dall’inverno su quelle notturne fino al pareggio, e ultimo quarto in cui il processo si inverte. Pensando alla splendida arte antica dell’astrologia, la Luna ha domicilio (miglior funzione espressa dalla qualità archetipica del suo genio planetario) in Cancro, nel mese di Giugno con il solstizio d’estate, massima espressione di luce assorbita, ed esilio (peggior funzione espressa, all’opposto della precedente, forza disfunzionale) in Capricorno al solstizio d’inverno, quando ci sono i giorni più corti dell’anno per la prevalenza delle ore notturne. La manifestazione della coscienza nell’essere umano segue lo stesso andamento: dalla totale mancanza alla totale pienezza, passando per le due fasi intermedie in accumulo ed apprendimento ed in elargizione e condivisione. L’assenza di giudizio non c’è nella pienezza, come anche al lato opposto: nel primo caso per comprensione della realtà, nel secondo perchè, mancando la comprensione,  riesce impossibile il confronto, mentre le fasi intermedie possono essere le più critiche dal momento in cui il pensiero pregiudizievole e aprioristico prendesse il sopravvento sulla coscienza, “malattia” tra le più manifeste dell’uomo moderno, confuso con una pseudocoscienza pret a porter. Il pensiero ha bisogno di conoscenza, nel peggiore dei casi confusa con arido nozionismo, la coscienza no, sa già, è uno stato dell’essere fuso con la sapienza di tutto ciò che esiste. Ogni azione sarebbe quella giusta solo se partisse dal piano della coscienza, nel momento della sua migliore espressione. Secondo coscienza si valuta un  in modo neutrale e non si giudica, nel senso che non si definisce un’essenza e ci rendiamo conto di questo aspetto quando siamo davanti alle domande: Chi sono? … Chi sei? … ed in realtà definiamo solo dei ruoli. Tutta la nostra vita è il ciclo più grande, composto da sottocicli analoghi, come frattali, proporzionali e proporzionati secondo numeri precisi. Calzante più che mai il detto che studiare non serve ma per comprenderlo bisogna aver studiato… e che dobbiamo imparare ad agire senza agire, agire secondo coscienza, affinchè l’azione abbia in dote la completezza. Buona risalita sulla scala di Thoth a tutti…

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Mondo Olos

Da anni sto cercando di mettere insieme un corpus di informazioni in merito all’eziologia delle malattie, cercando di pormi a livello di una visione neutrale, che tenga conto di conoscenze ampie, da quelle antiche alle più attuali. Troppo spesso mi trovo di fronte a posizioni dicotomizzanti di sostenitori di questa o quella teoria, come se si trattasse dell’unica spiegazione possibile, la verità delle verità. Non so esattamente quanto tempo e spazio impiegherò per esprimere le molteplici riflessioni che affiorano, in quanto di riflessioni si tratta, oltre che di osservazioni sensate, di domande che chiamano risposte, il tutto senza alcuna pretesa, se non il minimo utilizzo del basso ragionamento, se oltre non si riesce ad arrivare. Mentre scrivo sto tenendo in mano un’immaginaria bussola, che possa fare da direzione a 360° nel tentativo si comporre una visione d’insieme che, beninteso, non sarà un sincretismo forzato di posizioni inconciliabili tra loro, piuttosto un insieme di proposte con almeno un minimo comune multiplo condiviso. C’è la pessima abitudine di buttare il famoso bambino con l’acqua sporca: vorrei partire da qui, buttare l’acqua sporca e tenere il bambino, evitandone l’omicidio inconsapevole. Mi rendo conto dell’estrema difficoltà di un simile procedere, che necessita di un passo dopo l’altro, senza strappi e con le dovute ricerche ma, tornando qualche riga sopra, per coerenza, cercherò di mantenere la leggerezza dell’osservazione, della riflessione e delle domande, sostenute dalla mia guida preferita: l’intuizione.

Chiaramente l’intuizione senza conoscenza non porta molto lontano, in primis per la difficoltà di collegare quella scintilla in arrivo ad un argomento specifico o ad un’esperienza in corso, ma… quale conoscenza? In un mondo dove la pluralità delle informazioni sconfina spesso nel caos più indistricabile diventa difficile muoversi, come anche il solo cercare. Nessun essere umano può conoscere tutto: non ho idea di quante vite avrebbe bisogno, credo almeno di una vita alla volta per esplorare in modo sufficientemente approfondito un singolo settore di studio. Quali conoscenze sono utili e quali no? Cosa tenere e cosa lasciare andare? Si tratta di un vero e proprio processo digestivo: la conoscenza si mastica, si assapora, se ne colgono le qualità organolettiche e già in bocca percepiamo se può essere gradevole o meno. Poi si inghiotte per farla giungere allo stomaco, dove inizia un processo di scomposizione delle sue parti a fini di utilità posteriore, e non c’è da escludere che possiamo già sentirla digeribile oppure no, lasciandoci un peso che necessiti di un aiutino per farla proseguire nell’intestino, dove verrà assorbita prima, passando la barriera del nostro confine personale, e assimilata poi, per diventare parte di noi, per renderci come siamo. Quello che non viene assorbito passa per altri orifizi. Come spiega la nota e plurisecolare Medicina Tradizionale Cinese, si separa il puro dall’impuro attraverso il processo digestivo, analogo alla capacità del discernimento.

Come si può essere capaci di discernere a colpo d’occhio il cibo buono da quello guasto? Non esistono ricette sicure: ognuno ha bisogno di fare esperienza, di agire, di assaggiare con consapevolezza, senza leggerezza, con pronta presenza a parole e fatti, e di tenere a mente che perdersi in una singola parte senza tenere conto della visione d’insieme non porta lontano: “Il dito e la Luna” di Jodorovky o il comune ramo dell’albero che fa perdere di vista la foresta. E’ necessario tenere conto che ogni piccola parte frammentata della realtà è un riflesso che appartiene ad un unico Corpus, tutto è Uno, e il singolo ne è un suo piccolo riflesso. Spesso mi sono ritrovata a pensare alla conoscenza, al desiderio di sapere, di sapere veramente, mettendo spesso vicino due parole: coNOscenza e coscienza… Conoscenza come coscienza NO. Quando si arriva ad essere coscienti, in quanto la coscienza è uno stato dell’essere che sa, si scopre che studiare, pertanto l’atto del conoscere, non serve… però, per arrivare a capirlo, bisogna aver studiato. Si rischia di diventare accumulatori seriali di informazioni selezionate, di nozionismo, mentre un certo tipo di conoscenza può attivare la coscienza. Si scopre che non c’è nulla di nuovo sotto il sole, che dentro di sè si aveva già tutto, ma mancava qualcosa che lo attivasse: un reagente, un enzima in una reazione chimica. Allora, quale conoscenza? Quella delle funzioni, delle leggi che tutto presiedono, dei principi che regolano la natura, la vita, il cosmo. Occorre percorrere sentieri notturni, con lampada in mano e scorta di olio. La conoscenza nozionistica è come il tempo lineare: non finisce mai, non basta mai. Numero dopo numero, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, ora dopo ora… giorni, mesi, anni, lustri, decenni, secoli non sono sufficienti: siamo ignoranti, non basterebbero vite su vite per conoscere. Diamo il benvenuto al mondo dell’analisi, del pensiero analitico-logico-deduttivo, utile da servo ma non da padrone. La coscienza è un cerchio a spirale, è frattalica, olografica: ne basta un pezzettino per vedere l’intero disegno, per trovare spiegazioni, leggi intelligenti che presiedono. Ci sono sintesi, capacità di cogliere l’essenza, frammenti di verità nel groviglio confuso, e a noi il compito di collocarne le parti al giusto posto. Entriamo nel mondo di E/E, non O/O: esiste questo E quello, non questo O quello; il bianco E il nero, non il bianco O il nero; la luce E il buio, non la luce O il buio. Comprendere, nel senso di portare con sé, questa visione della realtà, cambia le prospettive della vita. Non c’è dualità divisoria, uno contro l’altro, ma si percepisce l’Uno, ed una sua piccola parte nel contesto, come parte di questo Uno. Incredibili gli antichi Egizi, che non scrivevano i numeri come noi oggi, secondo l’infinita sequenza lineare, ma a frazioni: al numeratore, c’era sempre il numero 1, sotto, al denominatore, ogni altro numero, come parte specificata nella materia, ma riflessione del numero 1. Come pezzetto di ologramma che, di fronte allo specchio, la linea frazionaria, sempre contiene l’essenza dell’Uno, anche nella specificazione materiale. Si tratta di una conoscenza integrale (olistica)e simultaneamente integrata (specificata). Per attingerla, ci occorre solo uno specchio argenteo ben pulito…

SEGNATURE PLANETARIE parte terza

Quando ci riferiamo alle 7 Forze Planetarie o i 7 Geni Planetari è importante tenere presente che si tratta di aspetti certamente astratti, che possono indurci a supporre che siano prettamente concetti di ambiti metafisici e surreali, mentre in realtà si manifestano in modo assai concreto in tutta la realtà esplicata e dei fenomeni che viviamo nel quotidiano.

Il ritmo della vita è determinato dalla matematica dei numeri, tra i quali il numero 7. Vediamo quindi come queste 7 Forze si mostrano.

Intanto immaginiamo un fascio di luce bianca passare attraverso un prisma di vetro, scomponendosi nei 7 colori dell’iride, gli stessi dell’arcobaleno: in ordine di frequenza, dalla più bassa alla più alta, abbiamo il rosso, l’arancio, il giallo, il verde, il blu, l’indaco ed il violetto. Ognuno di questi colori è espressione in un range di frequenze delle 7 forze. Ora accostiamoci alla tastiera di un pianoforte, osserviamo i tasti ed ascoltiamo i suoni: avremo una serie di scale in ottave: DO, RE, MI, FA, SOL, LA e SI, per poi ripartire con il DO dell’ottava successiva, anche queste espressione in diverso range di frequenze degli stessi 7. I giorni della settimana sono 7, ed i nomi derivano dai 7 pianeti: Lunedì Luna, Martedì Marte, Mercoledì Mercurio, Giovedì Giove, Venerdì Venere, Sabato Saturno e Domenica Sole (in inglese SUNday, giorno del Sole). Vediamo pertanto che i 7 giorni della settimana sono riferiti ai 7 geni planetari, pur essendo i pianeti già espressioni di queste 7 forze, non essi stessi le forze (i pianeti non ci governano, essi sono già manifestazioni di governo delle forze, e la loro osservazione non significa che ci influenzano direttamente, ma come sono esplicate e manifestate  le 7 forze in quel momento granulare di tempo preciso, per esempio alla nostra nascita, quando avviene il primo resPYRo, rispetto all’aura solare, rappresentata dai segni zodiacali). Anche la tavola periodica degli elementi è stata strutturata da Mendeleev sul modello alchemico delle 7 forze, tant’è che gli elementi sono tutt’ora suddivisi in linea orizzontale in periodi (il divenire nella materia) ed in linea verticale in 7 gruppi, i 7 archetipi primordiali dei 7 geni planetari, programmanti rispetto ai periodi. In senso esoterico possiamo dire che i gruppi sono programmi con i quali la materia è definita mentre i periodi sono legati all’esperienza dei medesimi nella materia, nel loro divenire. Allego un link per visionare.

http://www.chimica-online.it/download/tavola-periodica-mendeleev.htm

Sorprendente era il fatto che in base al settenario matematico,  gli elementi si ritrovavano nello stesso gruppo manifestando proprietà chimiche analoghe, simili, confermando una legge numerica superiore.

http://www.ptable.com/?lang=it

Sopra ho riportato un link con la moderna tavola periodica degli elementi, in cui permane la distinzione dei 7 gruppi principali:

I gruppo: togliendo l’elemento H che in realtà appartiene alla Luna (fatto che potrà essere valutato in seguito), abbiamo Li, Na, K… e in senso archetipale si parla del genio planetario di Venere; il metallo corrispondente è il Cu;

II gruppo: Be, Mg, Ca, Ba… sono attinenti a Giove; metallo Zn;

III gruppo: H, Bo, Al…sono relativi alla Luna; metallo Ag;

IV gruppo: C, Si, Sn, Pb … appartengono a Saturno; metallo Pb;

V gruppo: N, P, As, Sb … sono di Mercurio; metallo Hg;

VI gruppo: O, S, Se… del Sole; metallo Au;

Vii gruppo: F, Cl, I, Br… dell’ultimo archetipo planetario rimasto, Marte; metallo Fe.

Troviamo i metalli nel gruppo di transizione.

Gli elementi dell’ottavo gruppo sono quelli che hanno raggiunto l’ottetto, che vivono bene da soli, senza necessità di legami tra gli elettroni per raggiungere l’equilibrio, ed è quantomeno interessante che il glifo dell’8 sia rappresentato da due sferette simmetriche in senso verticale (come in alto così in basso, la destra come la sinistra), tracciabili in soluzione di continuità, ed orizzontalmente sia il simbolo dell’infinito. Potremmo definire gli atomi dell’ottavo gruppo quello degli elementi androgini, fuori dalla dualità in eccesso o in difetto. Il numero 8 ci riporta al Tao e somiglia anche alla forma dell’orbitale p descritto nei testi di chimica di base.

Di seguito sono raffigurati i simboli delle 7 forze, o geni o archetipi planetari, per prenderne confidenza e per iniziare a riflettere sul senso nascosto del loro glifo, che vuol dirci molto di più rispetto ad un’innocua apparenza visiva iniziale. Il significato dettagliato è rimandato alla trattazione dei singoli elementi nelle parti successive.

Pianeti_Glifi

Come gli elementi, mattoni base che costruiscono la materia, sono ordinati secondo i 7 geni planetari che ne determinano la QUALITA’, così ogni essere vivente appartenente ai 3 Regni di natura (minerale, vegetale ed animale, uomo incluso se non si volesse considerare categoria a parte) seguono le stesse regole, tenendo conto che più una realtà è complessa, più i 7 sono frammisti tra loro, costituendo tipi misti.

Esempio: il Na è Venere, il Cl Marte. Insieme danno NaCl, cloruro di sodio, che è il semplice sale da cucina, ma che è soggetto a 2 forze archetipali principali: sia Marte che Venere, per cui sarà portatore di caratteri più complessi in quanto dominato da 2 forze.

Se poi pensiamo come in psicologia Gestalt che il totale non fa mai la somma delle parti, benvenuti nel mondo della molteplicità!

(continua…)

 

 

 

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