Mi sono imbattuta in uno scritto di alcuni anni fa, che avevo condiviso come post su Facebook, i cui contenuti sono interessanti e attuali. Lo riporto qua. Buona lettura.
Come sono valutate le correlazioni di danni in seguito ad immunizzazione, a vaccinazione? Come si stabiliscono i nessi causali? Su quali criteri?
Il post sarà un po’ lungo, ma penso sia importante leggere fino in fondo. Sappiamo che esistono due forme di farmacovigilanza, una passiva e una attiva.
Nel primo caso, si raccolgono segnalazioni fatte pervenire da medici e pazienti, mentre nel secondo vi è un monitoraggio attento che segue i pazienti post somministrazione, con raccolta dati. Inutile sottolineare le grandi differenze in numeri e percentuali, anche se poi l’interpretazione dei dati richiederebbe attenti studi. In Puglia qualche anno fa si sperimentò la forma attiva post vaccinale, che portò al riscontro di un aumento considerevole (4%) di effetti avversi gravi riportati. In rete trovate i riferimenti in merito.
La domanda principale è: quali criteri si usano per dire, a poche ore o giorni di distanza, nessuna correlazione?
Semplice: avete presente il detto ” fatta la legge, trovato l’inganno”? La legge viene scritta per favorire determinati interessi, ma noi lo scopriamo a posteriori, con i fatti, sempre se lo scopriamo.
Fatto il danno, trovato il criterio di correlazione.
Stessa cosa. Lo vediamo nei fatti, ma il criterio stabilito non dà attribuzione in modo corretto, mettendo davanti il ” lo dice la scienza” come un mantra religioso.
Ci siamo mai chiesti come proceda il criterio?
Come dice il mio dottore, “se dopo che ti sei dato una martellata si forma un ematoma, non correre a conclusioni affrettate, potrebbe benissimo trattarsi di un difetto della coagulazione che hai da sempre e che ha deciso di manifestarsi proprio nei minuti/ore successivi al contatto… gli esperti del martello le chiamano coincidenze”, vuoi vedere che il criterio di attribuzione viene deviato ad un bivio? Quale criterio? Il primo, il più logico: quello temporale. Al pari, quello di associazione: assunzione di farmaco o vaccino con l’evento, e attenzione, sia come evento unico che ripetuto ( l’assunzione continua di farmaci non ci esime da effetti avversi, in quanto vanno considerati nel medio e lungo termine). Qui avviene la prima manipolazione sulla sequenza logica: se ci può essere qualsiasi altra cosa, anche poco consistente, correlabile, anche filologicamente, si esclude il vaccino. Strano, vero? Criterio applicato pedissequamente per togliere più nessi possibili con le vaccinazioni ma calpestato con stivali di fango e rulli compressori nell’attribuire tutte le morti alla malattia Cov.
Ora, ringraziando un mio contatto, Valentina Di Chiaro, giro quanto mi ha inoltrato.
Copioincollo:”Stamattina mi chiedevo: ma da chi vengono valutati gli AEFI – Adverse Event Following Immunization – (le inculate post vaxc1n0 per capirci), e soprattutto come?
Bene, Google, se sai filtrare le balle, ti può dare delle soddisfazioni.
Cerco di spiegare brevemente ma nei commenti allegherò un link per approfondimenti, per chi fosse interessato.
Allora, la prima domanda è facile. A valutare gli AEFI è l’OMS. E non sarebbe così strano se non avesse enormi conflitti di interesse, ma non è questo il punto del post.
Il punto è il come.
Usano un algoritmo. Una serie di fasi e domande da verificare secondo un preciso ordine.
Fino a qualche anno fa si usava la valutazione della causalità secondo i Criteri di Brighton.
I termini di causalità erano molto semplici:
Molto probabile o Certezza,
Probabile,
Possibile,
Improbabile,
Non correlato,
Non classificabile.
Esaminiamo solo il secondo, perché il primo era associato solo a eventi di shock anafilattico.
Probabile. Riguardava eventi clinici con un rapporto temporale ragionevole con la somministrazione del vaxc1n0 e con una bassa probabilità di causalità da parte di una eventuale malattia concomitante o ad altri farmaci o droghe assunti.
In soldoni. Io inoculo e in un lasso di tempo accettabile (di solito un arco di pochi giorni) si verifica l’evento avverso. Preesiste una possibile causa che fino ad allora non aveva ancora provocato danni, ma che potrebbe per combinazione averli provocati proprio in quel momento, magari coadiuvata dalla somministrazione. Bene, in questo caso è Probabile che l’AEFI sia stata causata, almeno in parte, dal vaxc1no.
Nel 2010 le cose sono cambiate.
Dopo una serie di incontri, 40 esperti, di cui 19 con evidenti conflitto di interessi in quando rappresentanti del settore farmaceutico, decidono di mandare in pensione il Criterio di Brighton, che dava troppe seccature, e di riscrivere i criteri di valutazione della causalità.
Le categorie diventano:
Associazione causale coerente con l’immunizzazione, Indeterminata,
Associazione causale incoerente con l’immunizzazione,
Non classificabile.
Categorie molto ambigue, no? Riguardo la prima, quella con livello di causalità più ampio (anzi, direi l’unica con un tasso di causalità), secondo il manuale dell’AEFI, prima di rispondere alla domanda “Il vaxc1no ha causato l’evento segnalato?” occorre rispondere alla domanda “Il vaxc1no somministrato può causare quell’evento avverso?”. Solo se ci sono prove sulla popolazione che può causare quell’evento allora l’evento può essere associato alla somministrazione.
Ma se sul bugiardino non c’è scritto…
Questa clausola rende totalmente inutile la fase 4 della sperimentazione, quella che stiamo vivendo adesso, la vigilanza sull’effetto del farmaco sulla popolazione perché di fatto esclude in automatico tutti i nuovi possibili eventi avversi non ancora registrati.
Ma ora viene il bello.
La prassi è quella di cercare, per prima cosa, altre possibili cause di quell’evento e se ne esiste almeno una, l’AEFI viene classificato come “Inconsistente con l’associazione causale all’immunizzazione”. Un po’ come il ragionevole dubbio in tribunale, no? Se esiste la possibilità che il colpevole sia qualcun altro, allora l’imputato non può essere condannato.
Così il vaxc1no ne esce pulito praticamente sempre.
Questo per chi dice: “Va beh, ma tre morti su migliaia di vaxc1nati sono accettabili.”
ps.: il numero al posto delle lettere era un sistema, almeno agli inizi, per evitare blocchi e shadow ban su Facebook data la censura su certi argomenti
