Riflessioni spagiriche sulle piante

In natura possiamo classificare le piante anche secondo dinamiche di empatia, considerando il modo in cui viene gestita l’interazione con l’uomo e non soltanto secondo canoni scientifici. In questo senso esistono quattro tipologie di piante:- quelle che vogliono la solitudine e sottolineano il loro desiderio attraverso la velenosità. Un esempio può essere la Digitale che è altamente tossica e con effetti collaterali pericolosi. Sono sicura che avrete pensato anche a piante di una certa fama, come la Belladonna, il Colchico, lo Stramonio…- quelle che si trovano in mezzo agli altri ma non esprimono voglia di comunicare, come la Gramigna che non ha intenzione di dialogare ma di infestare. Ho inevitabilmente pensato alla Robinia e all’Ailanto…- piante che non hanno l’intuizione del dialogo ma si donano e si lasciano lavorare in modo affabile, come tutta la categoria dei vegetali commestibili;- piante che non vivono a contatto con l’uomo ma che hanno sviluppato un innata capacità di dialogo interazione, modulando il loro intervento senza mostrare alcun tipo di resistenza come per esempio l’Aloe. Qualche anno fa è esploso il boom riguardo all’Aloe, considerato la panacea di tutti i mali: mi ha sorpreso scoprire come fosse inclusa in un elenco di piante medicamentose, inciso su una tavola sumera di argilla datata intorno al 2000 avanti Cristo, trovato in Mesopotamia nella città di Nippur. Nefertiti e Cleopatra utilizzavano l’aloe nella loro routine di bellezza e Alessandro Magno la usò per curare le ferite dei suoi soldati reduci dalle battaglie sulla conquistata isola di Socotra, dove vi erano numerose piantagioni. Come sempre non c’è niente di nuovo sotto il sole .Attribuita a Cristoforo Colombo è la frase seguente: ” Quattro vegetali sono indispensabili per il benessere dell’uomo: il frumento, la vite, l’olivo e l’aloe. Il primo lo nutre, il secondo gli rinfranca lo spirito, il terzo gli reca armonia, il quarto guarisce. È sorprendente come ogni Regno sia popolato da individui di natura con caratteristiche uniche e peculiari…

Intelligenza e segni zodiacali

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L’intelligenza nei segni zodiacali puntata 4

Ecco i quattro segni mutevoli dello Zodiaco. Dopo quelli fissi, in cui la stagione ha condensato e coagulato la sua essenza, stabilendone il suo sapore caratteristico, ci troviamo in una fase in cui tutto muta per diventare un’altra cosa: la fine sta per diventare un nuovo inizio. Tutto è mobile, come lo spirito, e nei segni mutevoli ben si esprimono mutamento e cambiamento. Mi ricorda in qualche modo la quinta stagione della medicina tradizionale cinese, al termine dell’estate e prima dell’autunno, perfettamente coincidente con la Vergine. Il primo dei segni mutevoli è quello di aria dei Gemelli. L’intelligenza che esprime è vivace, curiosa, in perenne sete di conoscenza. Il domicilio di Mercurio la rende capace di attingere qualsiasi informazione dovunque si trovi, per cui ogni campo è accessibile, ed una capacità di collegamento e connessione dello scibile. Buone le capacità analitiche e logiche proprio per questo domicilio, ma difettano quelle di sintesi per l’esilio di Giove del segno. Salvo una buona posizione di questo pianeta del soggetto, sarà difficile avere una “visione” complessiva e nel tempo. Intelligenza rapida, capisce e impara al volo, in grado di vedere da più punti di vista una situazione o un problema, mantenendo una certa neutralità, dotata di capacità comunicativa. È l’aria che cambia. Il secondo segno mutevole è quello di terra della Vergine: abbiamo ancora il domicilio di Mercurio, ma nella terra diventa concreto, capace di ordine, metodo e precisione. È il segno del rigore analitico, del senso della misura, di un’intelligenza sobria ma strutturata e organizzata, oltre che funzionale e proiettata sullo scopo. È affidabile anche se un po’ carente di originalità e di visione d’insieme, sempre per l’esilio di Giove. È una intelligenza che sa contare, che si appoggia bene sulla razionalità e il ragionamento. Chiaro che vadano valutate le posizioni individuali. È la terra che cambia. Il segno zodiacale del Sagittario è il segno mutevole di fuoco. Abbiamo la posizione esattamente inversa dei Gemelli: Giove è in domicilio e Mercurio in esilio. Ci sarà quindi una intelligenza di tipo visionario, che non passerà per logica e ragionamento, che lo stancano facilmente. Il Sagittario ambisce a conoscenze di tipo superiore, laddove nel segno zodiacale Giove sia ben posizionato, in ambito spirituale ed esoterico, o di conoscenze poco battute. Apprezza imparare ciò che è nuovo, anche di molto diverso dalla sua forma mentis, che sarà sempre aperta. Intelligenza ed intuizione semplici ma basate su un certo pragmatismo e una buona dose di praticità ed esperienza. L’intelligenza deve fungere da elevazione dell’uomo. È il fuoco che cambia. Ultimo dei segni mutevoli è quello di acqua dei Pesci. Come per il Sagittario, abbiamo il domicilio di Giove e l’esilio di Mercurio. Il segno dei Pesci è abbastanza complesso, anche nell’espressione della sua intelligenza: può andare dai colpi di genio al caos totale. Sicuramente è dotato di intelligenza sociale e interpersonale, con grande capacità di empatia, che può anche sconfinare in acque pericolose, specialmente quando non riesce a mantenere i confini psichici tra se stesso e gli altri, per cui quando nuota in acque che non sono le sue. Vi è la capacità di attingere ad un serbatoio collettivo di intelligenza, andando a chiedere direttamente al motore di ricerca e tuffandosi nella rete, ma vi è difficoltà di ragionamento raziocinante, di analisi ben fatta, con profondità e precisione. È un tipo di intelligenza sensibile, prevalentemente percettiva, con il rischio di interpretazione. Senz’altro in grado di avere una visione completa e complessiva, non sempre spiegabile a parole. Può perdere il filo del ragionamento, uscendo dal tema, ma può anche arricchire di tanti significati un aspetto preso in esame. Il segno che chiude lo zodiaco: è l’acqua del mondo che cambia per un nuovo inizio, per un nuovo ciclo. Nelle quattro parti scritte ci sono indicazioni di massima molto riassuntive, ma si potrebbe aggiungere veramente molto altro. Sono legate alle caratteristiche dei segni, cioè l’espressione della coscienza di quella stagione, di quel mese, ma non è detto che corrispondano pienamente ad un soggetto di quel segno. Essere di un segno preciso vuol dire che il sole si trovava lì al momento della nascita, ma vanno individuate le posizioni di tutti i geni planetari per avere un quadro completo, per cui la somma delle parti può differire anche parecchio rispetto al segno di partenza, in positivo ma anche in negativo. Prossima puntata sui geni planetari e posizioni che favoriscono oppure ostacolano i tipi di intelligenza visti fino a qua

Intelligenza e Segni Zodiacali

Puntata numero 3

L’ultima volta ho pubblicato un post sulle caratteristiche dei segni cardinali, coloro che iniziano il movimento, gli animatori posti sulle porte delle quattro stagioni. Una volta che si è manifestata l’anima della stagione, occorre che prenda radici e si fissi nei quattro elementi, pertanto che si solidifichi e acquisisca la sua qualità. Il primo dei segni fissi è il Toro, il cui elemento è la terra. Abbiamo un’espressione di intelligenza molto pratica, a volte anche grezza, nel senso che va raffinata, che sa cosa fare, che conosce le leggi di natura, come se fossero scritte dentro di sè. Tra i segni di terra è il più creativo, grazie al domicilio di Venere e l’esaltazione della Luna. Protettivo e conservatore, manifesta un’ intelligenza anche di tipo utilitaristico, nel senso che non scarta nulla di ciò che può essere utile. Tiene abilmente in considerazione la tradizione e la rimodella per ciò che serve. È un’intelligenza dotata di fiuto: sente di pancia, è paziente e lungimirante, portata all’ottenimento del risultato con perseveranza. Conosce i cicli e pertanto farà i passi giusti nel momento giusto. Intelligenza naturale e spontanea, semplice e dotata di buon senso, priva di mentalismi e artifici sovrastrutturali di un pensiero che può deviare. Il Toro è dotato di intuizione e sensazione di tipo estroverso, secondo il concetto junghiano. Nel Toro si esprime il sale della Primavera. Il secondo segno fisso è il Leone, il sale dell’estate. Rappresentazione della massima capacità intuitiva individuale. Il tipo di intelligenza si basa soprattutto sulla qualità intuitiva introversa tipica del Sole, che irradia. Ama essere un punto di riferimento. L’intelligenza si manifesta attraverso l’indipendenza di pensiero e di espressione dei concetti che trova, e la parola chiave è la spontaneità. Non è particolarmente portato ai collegamenti, data la caduta di Mercurio nel segno, ma si esprime attraverso il bacino di coscienza individuale a cui può accedere naturalmente. È portato all’ideazione come del resto in generale i segni di fuoco e di aria, pur se su percorsi diversi, pur se alcuni più spiccatamente rispetto ad altri. In Leone non abbiamo geni planetari in esaltazione, perché nulla può essere superiore al Sole. L’intelligenza del Leone segue il ritmo, il cuore. Il Leone acquisirebbe molta più capacità intellettiva se nel Tema Natale si ritrovasse Mercurio in Vergine: avremmo senz’altro una combinazione notevole, e può capitare in un terzo dei nati in questo segno. Vi sarebbe l’unione dell’intuizione con un intelligenza di tipo analitico e razionale. In fondo stiamo parlando del re della foresta. Terzo segno fisso è lo Scorpione, che rappresenta il sale dell’autunno. Siamo passati nell’ Amduat dalla Bilancia, siamo entrati nel crepuscolo prima della lunga notte buia. È il segno fisso dell’acqua. Assai complesso è lo Scorpione: le sue acque non sono quelle chiare e calde del Cancro, ma sono torbide e profonde. Sono le acque in cui le emozioni toccano il lato oscuro e, grazie all’azione di Marte in domicilio notturno, vanno purificate. L’intelligenza è sfaccettata, complessa e articolata. È vissuta su di sé, seppur in modo autocentrato. Come il Leone, anche lo Scorpione è dotato di una forte individualità. Ha un’intelligenza penetrante e indagatrice, scopre l’altro lato della medaglia, il risvolto nascosto, quello che sfugge all’attenzione generale degli altri. Spesso e volentieri è un intelligenza tormentata, proprio perché hai il compito di bruciare le emozioni che potrebbero offuscarla. Domicilio di Marte, per cui il fuoco nell’acqua, e caduta della Luna, per cui può difettare la capacità immaginativa. Intelligenza che si manifesta in modo emotivo. Il segno è stato rappresentato in passato anche dal simbolo del serpente e dell’aquila .Quando si entra nel buio della notte, nell’oscurità più profonda, entriamo nel quarto segno fisso dell’inverno, espresso nell’aria: l’Acquario. Nonostante il nome, rappresenta l’uomo. Rispetto al segno che lo precede, il Capricorno, abbiamo una più favorevole posizione di Saturno che si esprime al meglio nell’aria (l’altro segno in cui c’è in esaltazione d’aria è la Bilancia, che unita a Venere dello stesso segno, dà la posizione ideale per l’espressione della forza vitale. Infatti in Bilancia abbiamo anche i reni e per la medicina tradizionale cinese sono la sede del Ming Men). L’Acquario è il segno che esprime la capacità di pensiero astratto per eccellenza nello zodiaco, grazie alla presenza di Saturno in domicilio e all’esaltazione di Mercurio. L’intelligenza si esprime attraverso una struttura solida del pensiero, che è capace di esplorare territori al di fuori dell’ empirismo e dell’esperienza diretta. Può essere un visionario, precursore dei suoi tempi, avveniristico e futuristico. Un anticipatore di idee nuove. Intelligenza eclettica, indipendente, che non si fa influenzare. L’intelligenza si esprime attraverso il pensiero introverso e la sensazione introversa. Per potersi esprimere secondo gli aspetti tipici del segno, gli amici dell’Acquario dovrebbero avere Saturno e Mercurio in buone posizioni, il che si può ricavare soltanto dal proprio tema natale individuale. La massima solidità e fissità dell’inverno è la stagione in cui poter raccogliere pietre e minerali nella terra profonda, dove le quattro forze delle stagioni li hanno cullati e fatti nascere. I quattro segni fissi rappresentano dunque la coagulazione, la cristallizzazione e l’addensamento massimo della qualità. Il nuovo, l’anima, è entrato dalle porte di equinozi e solstizi, i segni cardinali, e prende forma fissa e si coagula .Interessante notare come i 4 segni zodiacali fissi abbiano le stesse sembianze delle quattro creature viventi menzionate nell’Apocalisse: testa di bue o Toro, di Leone, di Aquila e d’Uomo. “Voi siete il sale della terra”. Alla prossima, con i 4 segni mutevoli, inafferrabili come lo spirito.

Intelligenza e segni Zodiacali

Puntata 2

Altri aspetti da osservare in linea generale sono la divisione su una tripartizione: i segni possono essere cardinali, fissi e mutevoli, e la presenza dei geni planetari in tutti e dodici i segni, in posizioni più o meno favorevoli o sfavorevoli. Avremo quindi tre gruppi di quattro segni con queste caratteristiche, ciascuno per ognuno dei quattro elementi. I segni cardinali sono Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno. Sono i segni corrispondenti agli equinozi e solstizi, danno proprio inizio alle quattro stagioni e il significato di cardinale sta proprio qua: il cardine inteso come iniziatore. Si apre una porta, sorretta in questo movimento dal cardine; è un inizio di qualcosa che comincia di nuovo. L’Ariete è legato alla primavera ed essendo di fuoco, ad un’intelligenza iniziatica intuitiva. Sarà colui che aprirà delle porte nuove, che immetterà qualcosa di mai fatto prima nel campo delle conoscenze. Sarà un vero e proprio apripista, una testa di ariete. L’intuizione non è continua, ma alternante, dovuta alla posizione del sole che però è in esaltazione, e darà punti di intuizione non in senso di continuità fluida, ma a picchi discontinui. Nello stesso tempo il domicilio di Marte darà volontà combattiva nel perseguimento dello scopo, e il saper andare verso la direzione senza disperdere in energie e in distrazioni. La genialata, come si suol dire. L’Ariete funziona per intuizione diretta, esattamente come espresso nel concetto junghiano di intuizione introversa, proveniente dal proprio sole interiore. Segno cardine dell’intuizione. Il secondo segno cardinale è il Cancro, che abbiamo già visto essere campo di intelligenza emotiva, di capacità e di empatia. Il suo campo d’azione sarà legato alla comprensione di sentimenti ed emozioni e delle loro azioni su di sé e in generale. Il Cancro funziona per intuizione indiretta, o meglio per intuizione estroversa, legata alla Luna qui in domicilio, che non irradia direttamente luce propria, ma riflette quella del Sole. Quando le doti di questo segno sono ben sviluppate, vi è capacità di empatia proprio perché si è in grado di percepire il riflesso che viene emesso da chi è intorno. Non si irradia, ma si riflette. Si è in grado di sommare più riflessioni e, grazie all’esaltazione di Giove in Cancro, di avere di tanto in tanto intuizioni “di sintesi” di quanto si è appreso. Al Cancro manca una struttura mentale ordinata: quello che intuisce arriva da qualche parte, apparentemente fuori di sé. È difficile l’azione di una coscientizzazione individuale. Si tratterà di una forma di intelligenza al galoppo e poco guidata. Segno cardine dell’emozione. La Bilancia è l’inizio dell’autunno. Per gli antichi egizi in questa stagione vi era il passaggio nell’Amduat, nel regno dell’oscurità e della notte. Questa porta particolare era rappresentata con il Sole che tramontava in mezzo a due montagne. È il cardine posto tra due mondi, tra la dualità. È un segno di aria, per cui è spiccata la qualità mentale del pensiero. In effetti Saturno è in esaltazione e un Saturno d’aria è sempre legato alla capacità di massima astrazione del pensiero, che è ordinato, disciplinato e coerente. Questa caratteristica si attuerà a picchi e non in modo continuo ed uniforme. Venere in domicilio di aria aggiunge armonia, accoglienza ai pensieri altrui e alla loro considerazione, e bellezza alla manifestazione dell’intelligenza. Il bel pensiero. Molto in questo segno è legato all’espressione della bellezza, dell’armonia e dell’unione dei poli opposti. Il segno difetta di intuizione autonoma e di penetrazione intuitiva classica del suo opposto Ariete, che a sua volta sarà mancante dell’accoglienza, dei modi gentili, dell’armonia e del buon dispiegamento del bel pensiero della Bilancia. Il pensiero sarà di tipo introverso, proviene da dentro di sé. Segno cardine del pensiero. Ultimo dei 4 quattro segni cardinali è il Capricorno. Intelligenza applicata per ottenere il miglior risultato possibile sul piano della materia. Continuità per l’ottenimento dei risultati. Questo tipo di intelligenza ha bisogno sempre di un risvolto pratico, ma portato ai massimi livelli. Non sarà un architetto, ma il migliore degli architetti. Vi a una certa ambizione, una presa di posizione stabile tipo acciaio inox, che però può sconfinare nella rigidità, dato che il domicilio di Saturno in terra è positivo ma fino a un certo punto: può dare anche rigidità, irremovibilità, costanza che può diventare incapacità di rivalutare delle posizioni non proprio idonee. Sono dei grandissimi realizzatori che portano a termine in modo concreto ciò che si sono prefissati, anche con doti di guerriero, quando necessarie. Possiedono ciò che manca al Cancro, e difettano di intelligenza empatica. La loro intelligenza si esprime attraverso la concentrazione e la capacità di srotolare tutto ciò che può esserci di legato ad un aspetto. Valutazioni precise ed accurate. Massimizzazione degli sforzi e nelle realizzazioni. Dritti allo scopo. Insomma, dei caterpillar. Mente strutturata e organizzata, Portata alla stazione ma che può difettare sul piano empirico. Pensiero di tipo introverso. Segno cardine dell’intelligenza realizzatrice. Queste sono caratteristiche generali dei quattro segni cardinali, ma se voi appartenete ad uno di questi segni non vuol dire che siete necessariamente e totalmente così, perché dipende da dove sono messi i vostri geni planetari. Chi nasce in Ariete vuol dire che ha sicuramente il sole in Ariete, perché l’astrologia è solare ed è legata alle posizioni del Sole nei 12 mesi dell’anno, ma non è per niente detto che abbia anche Marte in Ariete. Potrebbe avere la sfortuna di averlo in esilio in Toro, per esempio, e allora le caratteristiche dell’Ariete subiranno delle modifiche: mancherà la capacità di penetrazione, di acutezza, di combattività, di sacrificio per l’ottenimento di uno scopo, e via dicendo. Quindi anche l’espressione dell’intelligenza di ciascuno di noi sarà differente a seconda delle posizioni di tutti i geni planetari. Ho trattato fin qua i segni cardinali uniti ai domicili, esaltazioni, esili e cadute dei sette nei vari segni, per cui si tratta di un discorso generale. Le variazioni sui singoli sono da valutare con il tema natale individuale. Segue con segni fissi prossima puntata

Intelligenza e Segni Zodiacali

Parte 1

Ho postato di recente quei soliti quadrettini che girano su fb, che non so da chi siano fatti, sui segni zodiacali e l’intelligenza nei segni zodiacali, ai quali è stato attribuito un punteggio da 1 a 10. Ovvio che era per ridere, perché posso dirvi che quasi la totalità di questo tipo di post sono ironici, si scherza, e non riflettono la realtà dei fatti, ma visto che non scrivo mai di astrologia, che è uno dei miei interessi principali da 25 anni ( per intenderci ho iniziato scrivendo i temi natali a mano, a cominciare dall’uso del compasso, e dei calcoli fatti a mente e a mano, seguendo le istruzioni senza app, per determinare case e posizioni, idem per calcolare dodecatemori e antisci), lo farò questa volta. Intanto premetto che l’astrologia non è quella stupidaggine fantasiosa su cui le menti razionali fanno narrazioni di ciarlataneria, ma si tratta di affondare le radici in una conoscenza originaria e omnicomprensiva legata alla struttura del Cosmo e della manifestazione. È una madre delle conoscenze. Seguendo le leggi delle corrispondenze, o analogie, le manifestazioni in terra sono lo specchio riflesso di quelle in cielo. Le realtà sottili si slatentizzano nelle manifestazioni più materiali. Le energie hanno una modalità di espressione definibile. L’astrologia quindi non studia solo il Cosmo, ma anche l’Antropocosmo, essendo l’uomo un microcosmo che riflette il macrocosmo. Questo ci riporta al concetto di ologramma, di realtà frattalica e di “immagine e somiglianza”. Mentre l’astronomia si occupa di studiare le stelle nel senso della quantità, con conteggi e numeri usati per calcoli letterali, l’astrologia si occupa della qualità delle stelle, e i numeri hanno altro significato, ma è fondamentale rimanere ancorati a delle leggi che sottostanno, per non fuorviare con interpretazioni personali del tutto arbitrarie, frutto delle proprie proiezioni e fantasie. Non posso aggiungere altro perché soltanto approfondire questi temi porterebbe via altro che una serie di post, e voglio ritornare al tema principale. Tornando a parlare di intelligenza legata ai segni zodiacali, dovremmo dare anche una corretta definizione di che cosa sia l’intelligenza. Sappiamo che questa qualità si manifesta in diverse modalità e si esprime in settori e ambiti diversi. Possono esserci intelligenze di tipo fisico matematico, per cui molto astratte ( fantastico chi le possiede, non sono proprio comuni), o di tipo umanistico empatico, con grandi capacità di comprensione delle emozioni, dei sentimenti e in ambito sociale; o di tipo umanistico filosofico, dotate dello stesso pensiero astratto che ritroviamo nei matematici; altre di tipo artistico e creativo in tutti i settori immaginabili; ci sono intelligenze di tipo istintivo e pratico, basate su una capacità di utilizzare al meglio ciò che l’ambiente offre, di estrema adattabilità e risposta efficace alle emergenze (vi ricordate MacGyver?); ci sono intelligenze che si esprimono con grandi capacità di pensiero sintetico, oppure analitico, o analogico, o anagogico o, meglio ancora nei geni, tutte queste virtù sono espresse e connesse insieme. Devo però dire che la maggior parte delle persone con cui ho degli scambi si crede intelligente. Ci crede davvero, pur manifestando notevoli limiti a questa qualità. Chissà perché finisce sempre così…Sono dell’idea che l’intelligenza possa essere riconosciuta soltanto dall’intelligenza, per cui più uno è intelligente, e meno gli sarà riconosciuta, per una semplice e mera questione di numeri. A parte questa riflessione personale, posso dire che esistono 12 tipi di manifestazione di coscienza intelligente generali, per cui è di questo che si può parlare a grandi linee. Ogni soggetto avrà poi le sue peculiarità legate alle posizioni dei geni planetari. Per questo non tutti gli appartenenti ad un segno saranno intelligenti, oppure stupidi, nel senso che avranno sfumature differenti. In quel post in cui venivano attribuiti dei voti da 0 a 10, troviamo diversi errori di sostanza. Intanto se siete arrivati a leggere fino a qua, complimenti! Ogni segno zodiacale esprime uno stato di coscienza solare, per cui uno stato di manifestazione di coscienza intelligente. Capite che sarebbe sciocco ritenere un mese più intelligente dell’altro, sarebbe semmai utile capire quali siano le differenze e le peculiarità di queste espressioni. In linea generale, abbiamo quattro elementi di densità diversa: terra acqua aria e fuoco, che dividono per quadruplicità, a gruppi di tre, i segni zodiacali. Toro Vergine e Capricorno si esprimeranno con la qualità della terra; Cancro Scorpione e Pesci si esprimeranno con la qualità dell’acqua; Gemelli Bilancia e Acquario con le qualità dell’aria e Ariete Leone Sagittario con quelle del fuoco. Perché di solito si associa ai segni di aria in linea generale la qualità dell’ intelligenza? Perché l’aria è l’elemento analogo al pensiero, alla capacità di pensare, per cui a una mente intelligente. È legata all’energia. Certo, questo non vuol dire che gli altri non pensino, e che non siano intelligenti, ma i pensatori in generale appartengono ai segni di aria, pur con qualità diverse tra di loro. Questo ha portato a ritenere alcuni segni d’aria più intelligenti degli altri ma in realtà è soltanto una modalità di espressione caratteristica umana di intelligenza, più valutata rispetto alle altre, che a mio avviso non sono per niente da meno. La terra e i segni da questa rappresentati sono legati ad una intelligenza di tipo pratico e materiale, per cui è legata a quella parte istintiva che sa già dove deve andare e cosa fare, senza le speculazioni mentali e astratte tipiche dell’aria. La materia che sa e che è intelligente. L’acqua è legata alle emozioni, ai sentimenti, per cui a quelle qualità empatiche e percettive della comprensione dell’altro, del magnetismo della massa, mentre il fuoco è legato alla coscienza del campo informativo, per cui potrebbe essere forte l’elemento dell’intuizione, della coscienza che scende direttamente senza stazioni intermedie, specialmente quelle mediate dal pensiero. La terra sa fare, l’acqua sta sentire, l’aria sa pensare e il fuoco sa intuire. Queste sono le linee generali delle caratteristiche degli elementi ma non sono le uniche a determinare l’intelligenza. Segue parte 2.

Terreno e microrganismi

Si incrina sempre di più il paradigma che lega la patologia a virus e batteri. Il loro equilibrio costituisce un terreno idoneo al mantenimento della Salute. Intervenire con forza sulla modifica di quello che per centinaia di migliaia di anni è sempre stato il microbiota alla base di certi meccanismi del tipo omeostatico, vuol dire provocare scompensi di cui si vedranno gli effetti, nel breve, nel medio e nel lungo termine. Va rivisto il ruolo del sistema immunitario come modulatore di un equilibrio, e non come un esercito sterminatore. In uno stato di salute manifesto, vuol dire che il terreno biologico di quell’ essere vivente sta mantenendo un equilibrio adattativo efficiente e il più idoneo alla vita in quel momento, e ogni intervento dall’esterno diventa di rottura, dal momento che non serve e non è richiesto. Ogni introduzione di microrganismi, oppure ogni sua esclusione, porta al disallineamento dell’omeostasi del terreno. Ogni intervento coatto sul sistema immunitario al fine di produrre anticorpi non necessari in quel momento, provoca alterazione, e sarebbe bene che la scienza se ne occupasse. Il primo sistema organo che viene alterato nella vita di un essere umano, ma ormai anche degli animali che ha vicino, è il microbiota dell’intestino, quella zona di connessione col sistema nervoso tanto da essere considerato il secondo cervello, e la PRIMA BARRIERA IMMUNITARIA di un organismo. Questi studi rilevano Inoltre quanto la quarta legge biologica scoperta dal Dottor Hamer sia corretta e vada riconosciuta, oltre che indagata sui meccanismi che il microbiota e il suo dialogo con gli altri apparati apporta sull’ epigenoma. Ogni terreno, da quello microscopico a quello macroscopico, risponde direttamente al campo informazionale a cui è sottoposto, che ne dirigerà struttura, formazione e funzione. Chi non riconosce questi fatti non tratta di scienza.

https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2019/03/01/probiotici-come-disinfettanti-riducono-infezioni-ospedaliere_92b1b0dc-eff6-4c88-8bdb-e6fff90988c9.html?fbclid=IwAR0PQIpK9iEjh21d1mXhJp9TXVYUF9-dmKh7ENml1WwTu-xxKxhQ1yAPuYk

Considerazioni di eziopatologia

Noi siano una macchina assorbente di informazioni genomiche da sempre, dalla nostra origine su questa terra. Nell’aria c’è un quantitativo di virus pari a 10 elevato alla trentesima potenza, e così nell’acqua e nella terra. Assorbiamo e scambiamo virus continuamente anche attraverso la pelle, non solo con la respirazione o con gli altri orifizi. Dobbiamo stare attenti a dire che si tratti di un nuovo virus, è molto più probabile che si tratti di qualcosa che è sempre esistito e che abbiamo scoperto soltanto ora. Qualcuno ha mai mappato questo infinito numero di virus presenti sulla terra? Certo che no! Facciamo parte da sempre dallo stesso sostrato virale, che non è nient’altro che la componente materiale proteica grazie alla quale può avvenire lo scambio epigenomico tra noi e l’ambiente, fattore fondamentale di adattamento alle continue modifiche della vita sul nostro pianeta. I virus sono fondamentali per l’adattamento della vita: senza di loro, questo non potrebbe accadere.” Abbiamo osservato 8000 persone in salute, senza cioè sintomi di malattia infettiva, asintomatici, e abbiamo fatto analisi genomica sui circa 200 virus che sono maggiormente noti. Cosa abbiamo scoperto? Nel flusso sanguigno di queste persone, totalmente in salute, quindi asintomatiche, con uno storico con assenza di malattia,… e quindi con assenza di anticorpi rispetto ai virus esaminati, abbiamo trovato 42 virus, anche in quantità straordinariamente grandi, incluso l’ HIV, l’epatite B, C e diversi virus influenzali, IN POPOLAZIONE ASINTOMATICA” .Fate una riflessione, perché questa è scienza, non è fazioso consenso con scopo di interesse.Tutti questi virus, come anche altri microrganismi, esistono all’interno di noi da sempre, eppure non ne siamo malati, anche se a volte può svilupparsi una deficienza autoimmune, che in realtà è il prodotto di un equilibrio omeostatico saltato, dipendente dal “terreno”, dalla situazione di base della persona, comprendente più livelli di interazione biologica, psicologica, biochimica e fisica. L’interno del corpo umano è pieno di virus e batteri, di funghi e parassiti. Esistono decine di migliaia di differenti tipi di microorganismi, così come li chiamiamo in generale, e non si può dire di aver fatto un buon lavoro di conoscenza su cosa siano il microbiota e il microbioma e di come questi possano mantenerci in salute. Continuiamo considerarli come un nemico e a combatterli, incapaci di pensare che se la natura si è stabilita in questo modo da sempre, un motivo ci sarà, e a noi sta capirne i meccanismi di funzionamento e le chiavi per il mantenimento di questo equilibrio fondamentale alla vita. Secondo alcune ricerche recenti, è stato scoperto che il cittadino medio americano ha nel proprio intestino soltanto il 10% di microrganismi necessari allo stato di buona salute. Quindi, siamo davvero sani? Come si può vivere con un 90% di immunodeficienza all’interno di un organismo, dato da leggere nella media? Come gli interventi fatti con la forza sull’ambiente microbiomico hanno causato squilibri ancora più difficili da mantenere?

Quando c’è uno sbilanciamento in campo agricolo, l’erba cresce velocemente: possiamo notarlo anche in giardino, dopo che abbiamo ripetutamente tagliato l’erba e osserviamo cosa ricresce e come ricresce. Questo è anche un principio della fisica classica: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, e gli organismi viventi, che erroneamente vengono considerati solo in ambito biologico, sottostanno come sistemi complessi anche al campo fisico. Ciò che compare in un terreno come un campo agricolo o un giardino, che prima non cresceva, era già presente in modo latente nel terreno, e si è manifestato soltanto dopo interventi che ne hanno favorito o reso necessaria la sua comparsa. Lo sbilanciamento che si crea ne rende possibile la comparsa. La proliferazione di erbacce è la manifestazione di uno squilibrio della biodiversità, come analogamente la proliferazione delle infezioni su un organismo, che è il terreno. Come potrà definirsi in equilibrio un terreno ripetutamente inquinato da pesticidi? Come potrà definirsi in equilibrio un organismo continuamente inondato da farmaci, da veleni e agenti inquinanti? Ciò che compare, non sarà forse il tentativo di ripristinare l’equilibrio del sistema perturbato? Ci sono semi presenti nel terreno che potrebbero attivarsi e germogliare in qualsiasi momento, presenti da mesi, anni, decenni, secoli e migliaia di anni, lasciati lì da tutti i fiori e frutti di tutte le piante del mondo, che ne producono il numero incommensurabile da sempre. Lo stesso accadde con i micro organismi. Pensate un po’ alla capacità che hanno i batteri di sporalizzare: si strutturano in modo da raggiungere la massima resistenza a tutti gli agenti esogeni che potrebbero ucciderli, per poi riattivarsi in condizioni più favorevoli, e restare in quello stato di sospensione per tempi lunghissimi. C’è davvero qualcosa di nuovo sotto il sole? Nello stesso modo possono ricomparire erbe che non si vedevano da centinaia di anni. Facciamo fatica a comprendere questa visione perché la nostra mente è allineata in modo sequenziale, lineare, e non globale, sintetico e olistico: se tutto fa parte di una realtà una, unica, allora già in essa esiste tutto, per cui nulla si crea e nulla si distrugge ma è sempre una trasformazione di quello che già c’è oppure un suo riapparire agli occhi di chi, come noi, è racchiuso in un suo cronotopo, in uno spazio-tempo parcellizzato, che non gli permette di comprendere tutta la realtà in modo simultaneo, a meno che non si ponga all’atto di osservazione come denominatore parte del numeratore, accettando e sperimentando la sua peculiarità, la sua differenziazione come parte del numeratore. Il numeratore può essere sempre e soltanto il numero 1.Oggi le malattie vengono trattate con lo stesso approccio dell’agricoltura intensiva: tutti i terreni vengono trattati allo stesso modo, trascurando le singole storie ambientali, utilizzando prodotti che continuano a violarne le caratteristiche naturali, frutto i secoli di storia ( anche i terreni possiedono un loro microbioma e microbiota ), continuamente perfusi da veleni e sementi geneticamente modificate in modo artificiale, snaturando quel prezioso equilibrio, che cercherà in ogni modo di tornare in uno stato ideale di omeostasi con tutti i mezzi, che ha accumulato nel corso della storia, a sua disposizione. La proliferazione delle infezioni negli esseri viventi è dovuta ad un collasso della biodiversità utile del microbioma e del microbiota, che partecipano da sempre e incessantemente al mantenimento dell’equilibrio in quel terreno che noi chiamiamo organismo, che non è fatto solo di corpo materico, ma anche di psiche. Quando c’è biodiversità in un ambiente, che sia una foresta, un terreno agricolo o il corpo di un essere vivente, c’è anche equilibrio, e di conseguenza, si possono manifestare i prodotti di uno squilibrio indotto con azioni che lo hanno minato: si evince in modo palese la continua confusione che si fa in medicina tra causa ed effetto, scambiando infezioni batteriche e virali, che sono un effetto di uno squilibrio, come causa agente di malattia. Più attuiamo azioni di soppressione sul microbiota e sul microbioma, su un aspetto singolo di manifestazione che noi consideriamo malattia staccata dall’intero complesso, più in realtà produciamo malattia, perché spingiamo in profondità qualcosa che avrebbe bisogno di manifestarsi per riposizionarsi in uno stato di equilibrio a causa di precedenti azioni. Non riusciamo a vedere nè” il capo, ne” la coda.

punto e linea

Le esperienze diventano ricordi: chi non fa esperienza, non ha ricordi. Come può lo spirito avere memoria, se non fa esperienza? Cosa può sciogliere dentro di sè, assimilandolo per sempre alla matrice vivente?  AL KA EST: Dio anima è. Come può fare esperienza nell’immobilità del centro, di un punto? Senza materia dinamica, non c’è esperienza di sè. Solo ciò che muove, anemos, può fare esperienza: il movimento allunga il punto in linea. Alla base del dualismo, si pongono essere e divenire.

Stasi e movimento.

Essenza e sostanza.

Coscienza e consapevolezza..

L’Uno non ha bisogno. Dov’è dunque nato? Non possiamo andare oltre, nascendo qui. Oltre c’è il non nato, ma noi possiamo essere neo nati, se rinasciamo a spirito.

Il primo movimento che produce un punto, un centro, è la rotazione; nella dualità si traduce con lo spin orario e antiorario. Una freccia a spirale è ciò che un centro rotante produce: una oraria, l’altra antioraria, una volta al futuro, l’altra al passato. La prima rotazione su di sè, sul centro, è un movimento EGOICO. Può andare verso il futuro o verso il passato: si è proiettati verso la memoria o verso l’inconoscibile. La rotazione può essere centrifuga, che scappa dal centro, o centripeta, che torna al centro dal fuori. Quando si esce, in direzione centrifuga, si va verso altri ego rotanti, il primo passo per unirci nella differenza. Se si ruota a sinistra, si aumenta la densità; verso destra, diminuisce: si tende verso la materia o verso lo spirito. Siamo un insieme di movimenti rotanti, impegnati al mantenimento dell’equilibrio attraverso l’esercizio della misura. L’uomo è l’unità della misura, quando si pone al centro delle due direzioni, quando impara l’arte della rotazione. La legge della simmetria insegna la giusta misura, la sapiente geometria dello spazio. Così costruiamo il corpo, conoscendo geometria, movimento e misura, attraverso la strutturazione (il punto manifesto), l’espansione (  il punto che si amplia sulla sua stessa circonferenza, il cerchio e la sfera), la direzione ( il vettore lineare, la profondità), la centratura vitale ( il ritmo pulsante), l’equilibrio (il suono, la frequenza, le armoniche), la connessione ( unificazione del molteplice, il legame) e la realizzazione (il ciclo).

La causa è il punto, l’effetto è la linea. L’effetto è la causa esplicata e si esplicita, la causa è l’effetto implicato, o implicito. L’effetto è il movimento del punto, come la pianta è l’effetto del seme.

LA PATOLOGIA E’ IL MOVIMENTO DELLA COSTITUZIONE.

LA MALATTIA: LINEA = COSTITUZIONE : PUNTO

La fine e l’inizio convergono sullo stesso punto, per cui la malattia si muove su un piano circolare. Quando la causa si slatentizza, inizia a muoversi in senso orario: si muovono gli effetti, in senso antiorario gli effetti si annullano. Per questo alcune diluizioni di rimedi omeopatici viaggiano in senso temporalmente inverso: fanno riemergere i “nodi effetto” dislocati lungo questa circonferenza e li “SOLVONO”, solvono ciò che è stato coagulato. Il coagulo malato è già nel punto. Il rimedio va “indietro nel futuro” o ” avanti nel passato” Come dice Vadim Zeland, le mele cadono in cielo.

Ecco che possiamo definire la GENETICA COME SEME, COSTITUZIONE,

e

L’EPIGENETICA COME SEME SOTTO L’AZIONE DI FORZE FORMATRICI, che attribuiamo erroneamente solo all’esterno, essendoci in realtà un totale che non fa la somma delle parti: astrologicamente, abbiamo sia le 7 forze formatrici dentro il nostro microcosmo e antropocosmo, come geni planetari in posizioni a noi date alla nascita, che fuori, che si esprimono nei transiti, nel macrocosmo universo.

Come in alto, così in basso.

Black Friday

3 anni fa scoprivo cos’era il black friday e altre cose… ps di lì a poco ho smesso anche con i telegiornali.

Ho scoperto un’altra cosa, nella categoria di quelle poco importanti: oggi è il Black Friday. Botta di cultura dal telegiornale, che seguo più che altro per confrontare le soglie di castronerie e propaganda a cui può arrivare, e noto alcuni servizi. Il primo è l’ncredibile intervista fatta al ministro Padoan, il cui cognome non fa certo sicuramente riferimento ad un allievo di un maestro Jedi, anche se ho cercato di immaginarmi Yoda nell’improbabile tentativo di fargli risollevare lo Stivale usando la forza: tutta propaganda pro referendum. Il Sith ha colpito ancora: è arrivata una sventola da parte dell’Economist da far cadere la spada laser. La prima domanda che gli viene rivolta verte proprio sull’uscita della testata giornalistica inglese( neanche la prima !) che si sbilancia sulla sua preferenza: il NO. “Strano”, penso subito, ma alla finanza e al mercato non sarebbe più comodo il sì? Allora ho chiuso gli occhi e ho immaginato di nuovo: “Buongiorno Signor mercato”… “Google traduttore per favore, con la M maiuscola: sto parlando con un tizio vero e proprio che è sempre chiamato così dal mainstream. Anche io, come lei, credevo si trattasse di un nome astratto per indicare manovre di tipo economico, finanziario e di scambio gestite da persone, privati, società e stati, ma qua continuano a dire ” il mercato si aspetta, il mercato vuole, il mercato preferisce, il mercato punta a… eccetera”, per cui, da casalinga comunque evoluta al 4.0, voglio parlare direttamente a questo tizio, e lei, signor Google, sia appropriato ed utilizzi le maiuscole per i nomi propri di persona!”
” Dunque signor Mercato, perché preferisce il no? Vogliono… scusi, vuole speculare? Sta già pensando a manovre in stile pialla? Tipo dove passa Attila non cresce più l’erba?”. Mi ha risposto così:” Se vince il sì, continuo a fare quello che voglio, lo faranno i vincitori per me, se vince il no, ci pensa un governo tecnico a fare quello che voglio, e… quindi?”.
Quindi niente, mi pare di aver capito che siamo fregati comunque… Intanto Padoan continua a parlare di fantascienza, nello specifico i mirabolanti risultati del governo Renzi. Sempre detto io: l’importante è crederci!
Il secondo servizio: il giorno di manifestazione contro la violenza sulle donne. Fin qua niente da dire. Ad un certo punto arrivano le affermazioni della Boldrini che ha deciso di pubblicare in rete i nomi di quelli che l’attaccano via web: premesso che gli attacchi da tastiera sono da codardi e che anche il mio cane è capace di farli quando ci capita per sbaglio sopra, mi son chiesta: ma quanti nomi ha da pubblicare questa qua? Ha ricevuto più molestie sessiste lei di tutte le donne molestate realmente… mah, per quanto si tratti sempre di azioni deprecabili, secondo me è stata insultata per altri motivi… forse per gli stessi per cui sarebbe insultata anche dalle donne? Che società guerrafondaia, non c’è più religione e siamo alla frutta, così accontento anche il signor luogo comune ( maiuscolo!!!! …azz) ed il signor di tutta l’erba un fascio ( sto attenta con la maiuscola sennò stavolta…. non si sa mai. Casalinga sta sempre accorta che le parole hanno un peso!).
Tornando all’inizio, al nostro Black Friday, la notizia, anzi le immagini, che mi hanno colpito di più: le riprese negli USA della gente a fare la fila per…comprare. Fosse stata solo la fila: la carica, la ressa, la gente che si camminava addosso e si calpestava con le braccia rivolte in alto come se avessero visto un messia anziché il cappotto in saldo o l’ultimo modello di cellulare.
“Signor Black Friday, che già nel nome ha tutto il suo programma, o il suo destino, come direbbero i più poetici, mi risponda per favore: le pare giusto o normale che certe persone muoiano schiacciate nella calca di un paese che si ritiene civile ed evoluto? Per una giornata di sconto? Per degli oggetti?”
” Signora Casalinga 4.0, io sono solo un venerdì. Siete voi che mi avete fatto black, siete voi ad essere deficienti…”

P.S. per chi non avesse capito la prima parte è consigliabile la visione della saga di Guerre Stellari

Vaccini e riflessioni

Un cosiddetto novax non nasce spontaneamente all’improvviso. Non cresce come i funghi sotto gli alberi. Viviamo in un mondo in cui il modello di istruzione principale è che i vaccini facciano bene sempre e vadano fatti. Siamo stati cresciuti tutti con questa convinzione, anche i novax. C’è chi non se ne fa un problema, c’è chi diventa un talebano fondamentalista, impedendo a sé stesso di valutare se la sua posizione sia poi esatta. Perché dico questo? Perché in realtà coloro che vengono etichettati come novax sono stati provax per tutta la vita, finché non è accaduto qualcosa come quello che potete leggere nel post che ho condiviso. Si tratta di persone convinte della bontà della profilassi vaccinale ma che hanno toccato sulla propria pelle, quella dei propri figli o di amici o conoscenti, cosa possano fare i vaccini esattamente come dei farmaci. Sono coloro che si sono trovati un muro di gomma di fronte alla negazione della correlazione tra vaccino ed effetto avverso, come se un livido nero intorno a un occhio In seguito a un pugno non dipendesse dal pugno. Assumendo qualsiasi farmaco che possa portare a reazioni di questo tipo, quasi tutti i medici ne sospenderebbero l’assunzione, ma se la reazione avviene dopo una vaccinazione, allora cala il dogma: non può essere vero perché il vaccino non causa effetti avversi, oppure uno su un milione. Io mi chiedo se parte della classe medica vada a leggersi il database americano che registra gli effetti avversi, i VAERS, oppure se sia a conoscenza che in Puglia è stato seguito di recente un progetto di segnalazione attiva, e non passiva, legato agli effetti che si presentano dopo una vaccinazione, che ha evidenziato ben 4 effetti avversi su 100 gravi. Mi chiedo se sappia che il modernissimo Giappone ha tolto ogni obbligo vaccinale, consigliando un’età più avanzata per chi volesse fare i vaccini ai bambini, abbattendo la percentuale di morti per SIDS, cosa che nel nostro paese viene liquidata all’autopsia come morte in culla a eziologia sconosciuta per arresto cardiocircolatorio ( in alcuni bugiardini delle vaccinazioni è descritto tra gli effetti avversi gravi l’ arresto cardiocircolatorio, come in alcuni è pure presente nell’elenco l’ autismo ma non ve lo dicono o meglio, non volete saperlo). Dunque tutti i giapponesi sono dei trogloditi che ci vogliono riportare al medioevo? Non è che in realtà siano più liberi dalla nostra incessante e violenta propaganda monodirezionale? Magari non subiscono tante interferenze da parte delle multinazionali del farmaco come noi, oppure sono più in grado di farvi fronte? Che abbiano fatto buon uso dell’osservazione, della rilevazione clinica come metodo scientifico passivo, visto che in scienza non esiste solo la sperimentazione indotta ma anche lo studio degli effetti? Come può essere fatta un’accurata statistica se alla base manca una altrettanto accurata rilevazione dei dati, impedita direttamente da chi dovrebbe realizzarla? Perché non deve valere per i vaccini attraverso un’attenta segnalazione e raccoglimento dati delle reazioni post vaccinazioni? Perché se, in seguito ad un vaccino, il bambino sviluppa un’encefalite e in seguito danni di tipo neurologico, non è possibile che sia stata la vaccinazione? Perché si deduce erroneamente che un’assenza di prove equivalga alla prova di un’assenza? Io non ho visto il pugno che ti hanno dato in un occhio per cui non può essere stato un pugno di cui tu mi parli, ma potrebbe essere altro, e anche se ci fosse stato il pugno, potrebbe essere altro comunque. Questo non è metodo scientifico: questo è metodo fazioso. Molte delle sindromi autistiche diagnosticate nei bambini iniziano così, è la stessa storia ripetuta da migliaia di famiglie: il bambino fa la vaccinazione, insorge in un tempo che va dall’immediato a pochi giorni febbre da cavallo, stato catatonico, insonnia, pianto inconsolabile e continuo, che genitori mai avevano notato prima nel bambino. C’è una grossa difficoltà a riprendersi da questo stato, ma quando passa la febbre, il bambino non parla più, non guarda più negli occhi, non ha più la stessa abilità motoria precedente, compaiono disturbi intestinali e poi c’è una variabilità di sintomi aggiuntivi. Il bambino era sano e stava bene, l’unica cosa che si è frapposta è stata la vaccinazione. Non si può nemmeno parlare di conflitto o dhs, per chi conosce le cinque leggi biologiche, sia perchè per molti di questi bambini e genitori la vaccinazione non costituiva alcun motivo di tensione conflittuale, per cui mancano i presupposti dell’ essere colti di sorpresa, in modo inaspettato e spropositato, senza poter condividere il proprio stato emotivo di shock e con un periodo di simpaticotonia intenso e più o meno lungo, sia perché molti di questi bambini hanno avuto delle reazioni entro una norma allo shock: non tutti i bambini iniziano a urlare e piangere disperatamente. I sintomi come quelli che ne derivano non possono dipendere da una inesistente simpaticotonia in termini di tempo, o ad altissima intensità ma di pochi minuti. La natura biologicamente non potrebbe mai apportare una sintomatologia così grave per l’attacco di una siringa così breve nel tempo, e la situazione accadrebbe anche per qualsiasi tipo di terapia intramuscolare, endovenosa, sottocutanea o intradermica, dovunque si usi un ago: la mia generazione sarebbe piena di autistici, che non è scampata a cure di mesi di penicilline con punture che ti facevano piangere ancora prima di iniziare, che piangevi tutte le volte mentre tentavi di scappare e ti tenevano per farla. Non oso immaginare una caduta dalla bicicletta cosa potrebbe comportare. Sarebbe semmai da valutare in modo intelligente quali effetti epigenetici possa scatenare una vaccinazione sull’ epigenoma ricevente, diverso in ogni individuo, sia nei termini di un antigene che richieda una risposta anticorpale ad un organismo piccolo, che ancora non ha sviluppato in modo maturo il sistema immunitario a risposta anticorpale ma usa prevalentemente quella cellulo-mediata, sia nei termini di tutte le sostanze contenute in un vaccino, che si tratti di metalli, di sostanze chimiche o di DNA ricombinante. Sarebbe necessario indagare gli effetti di una vaccinazione sul campo informativo biologico, nelle alterazioni che può provocare a livello di sistemi complessi, coesistenti in ciascun essere vivente. Altro aspetto fondamentale da valutare, è l’effetto del vaccino sul microbiota in formazione nei vari tessuti del piccolo, essendo direttamente implicato nella risposta immunitaria, nella formazione di un buon terreno costituzionale per il mantenimento di un’omeostasi, nelle interconnessioni con il sistema neuronale e nervoso ( sì, scrivo proprio neuronale perché nell’intestino tenue ci sono pacchettini di neuroni in quantità superiore rispetto a quelli del midollo spinale stesso), endocrino, biochimico e metabolico. In una stessa specie a noi cara, se prendo due larve, quella nutrita a miele diventerà un’ape operaia, l’altra nutrita a pappa reale diventerà Ape regina. Sono entrambe api, ma con funzioni e morfologie differenti. Un semplice alimento ha avuto un effetto epigenetico così potente. Visto che tutto quello che accade è l’interazione tra interno ed esterno e tra esterno ed interno, che tutto può avere azione epigenetica, un’impressione che viviamo, pensieri ed emozioni, l’aria che respiriamo in qualità e come respiriamo, Il cibo e tutto ciò che introduciamo nel nostro corpo come se fosse cibo, che sia per via naturalmente biologica come quella orale o innaturale e non contemplata in ambito di evoluzione spontanea, come quella per via parenterale, come si può, ingenuamente o in malafede, pensare che una vaccinazione non abbia un’azione di switch on/off a livello epigenetico? Come si può supporre con certezza che il DNA ricombinante presente in alcuni vaccini non vada ad interferire sull’ epigenoma del ricevente? Visto che si sta scoprendo sempre di più come virus e batteri apportino modifiche negli interventi, nelle azioni e negli effetti in un organismo in senso epigenetico, per cui in un CAMPO INFORMATIVO, cosa può comportare un’informazione fuori un tempo biologicamente sensato o nella fase sbagliata di una patologia o nella sua assenza? Cosa succede quando ci arriva un’informazione che non è il momento di avere, o nel momento sbagliato? Produrrà delle reazioni opportune? Prima di farvi le vaccinazioni, fatevi delle domande, e se arrivano risposte univoche e semplici e prive di dubbi, andate oltre e informatevi anche del lato B. Poi sarete liberi di fare la vostra scelta in-coscienza, qualsiasi essa sia.