punto e linea

Le esperienze diventano ricordi: chi non fa esperienza, non ha ricordi. Come può lo spirito avere memoria, se non fa esperienza? Cosa può sciogliere dentro di sè, assimilandolo per sempre alla matrice vivente?  AL KA EST: Dio anima è. Come può fare esperienza nell’immobilità del centro, di un punto? Senza materia dinamica, non c’è esperienza di sè. Solo ciò che muove, anemos, può fare esperienza: il movimento allunga il punto in linea. Alla base del dualismo, si pongono essere e divenire.

Stasi e movimento.

Essenza e sostanza.

Coscienza e consapevolezza..

L’Uno non ha bisogno. Dov’è dunque nato? Non possiamo andare oltre, nascendo qui. Oltre c’è il non nato, ma noi possiamo essere neo nati, se rinasciamo a spirito.

Il primo movimento che produce un punto, un centro, è la rotazione; nella dualità si traduce con lo spin orario e antiorario. Una freccia a spirale è ciò che un centro rotante produce: una oraria, l’altra antioraria, una volta al futuro, l’altra al passato. La prima rotazione su di sè, sul centro, è un movimento EGOICO. Può andare verso il futuro o verso il passato: si è proiettati verso la memoria o verso l’inconoscibile. La rotazione può essere centrifuga, che scappa dal centro, o centripeta, che torna al centro dal fuori. Quando si esce, in direzione centrifuga, si va verso altri ego rotanti, il primo passo per unirci nella differenza. Se si ruota a sinistra, si aumenta la densità; verso destra, diminuisce: si tende verso la materia o verso lo spirito. Siamo un insieme di movimenti rotanti, impegnati al mantenimento dell’equilibrio attraverso l’esercizio della misura. L’uomo è l’unità della misura, quando si pone al centro delle due direzioni, quando impara l’arte della rotazione. La legge della simmetria insegna la giusta misura, la sapiente geometria dello spazio. Così costruiamo il corpo, conoscendo geometria, movimento e misura, attraverso la strutturazione (il punto manifesto), l’espansione (  il punto che si amplia sulla sua stessa circonferenza, il cerchio e la sfera), la direzione ( il vettore lineare, la profondità), la centratura vitale ( il ritmo pulsante), l’equilibrio (il suono, la frequenza, le armoniche), la connessione ( unificazione del molteplice, il legame) e la realizzazione (il ciclo).

La causa è il punto, l’effetto è la linea. L’effetto è la causa esplicata e si esplicita, la causa è l’effetto implicato, o implicito. L’effetto è il movimento del punto, come la pianta è l’effetto del seme.

LA PATOLOGIA E’ IL MOVIMENTO DELLA COSTITUZIONE.

LA MALATTIA: LINEA = COSTITUZIONE : PUNTO

La fine e l’inizio convergono sullo stesso punto, per cui la malattia si muove su un piano circolare. Quando la causa si slatentizza, inizia a muoversi in senso orario: si muovono gli effetti, in senso antiorario gli effetti si annullano. Per questo alcune diluizioni di rimedi omeopatici viaggiano in senso temporalmente inverso: fanno riemergere i “nodi effetto” dislocati lungo questa circonferenza e li “SOLVONO”, solvono ciò che è stato coagulato. Il coagulo malato è già nel punto. Il rimedio va “indietro nel futuro” o ” avanti nel passato” Come dice Vadim Zeland, le mele cadono in cielo.

Ecco che possiamo definire la GENETICA COME SEME, COSTITUZIONE,

e

L’EPIGENETICA COME SEME SOTTO L’AZIONE DI FORZE FORMATRICI, che attribuiamo erroneamente solo all’esterno, essendoci in realtà un totale che non fa la somma delle parti: astrologicamente, abbiamo sia le 7 forze formatrici dentro il nostro microcosmo e antropocosmo, come geni planetari in posizioni a noi date alla nascita, che fuori, che si esprimono nei transiti, nel macrocosmo universo.

Come in alto, così in basso.

Black Friday

3 anni fa scoprivo cos’era il black friday e altre cose… ps di lì a poco ho smesso anche con i telegiornali.

Ho scoperto un’altra cosa, nella categoria di quelle poco importanti: oggi è il Black Friday. Botta di cultura dal telegiornale, che seguo più che altro per confrontare le soglie di castronerie e propaganda a cui può arrivare, e noto alcuni servizi. Il primo è l’ncredibile intervista fatta al ministro Padoan, il cui cognome non fa certo sicuramente riferimento ad un allievo di un maestro Jedi, anche se ho cercato di immaginarmi Yoda nell’improbabile tentativo di fargli risollevare lo Stivale usando la forza: tutta propaganda pro referendum. Il Sith ha colpito ancora: è arrivata una sventola da parte dell’Economist da far cadere la spada laser. La prima domanda che gli viene rivolta verte proprio sull’uscita della testata giornalistica inglese( neanche la prima !) che si sbilancia sulla sua preferenza: il NO. “Strano”, penso subito, ma alla finanza e al mercato non sarebbe più comodo il sì? Allora ho chiuso gli occhi e ho immaginato di nuovo: “Buongiorno Signor mercato”… “Google traduttore per favore, con la M maiuscola: sto parlando con un tizio vero e proprio che è sempre chiamato così dal mainstream. Anche io, come lei, credevo si trattasse di un nome astratto per indicare manovre di tipo economico, finanziario e di scambio gestite da persone, privati, società e stati, ma qua continuano a dire ” il mercato si aspetta, il mercato vuole, il mercato preferisce, il mercato punta a… eccetera”, per cui, da casalinga comunque evoluta al 4.0, voglio parlare direttamente a questo tizio, e lei, signor Google, sia appropriato ed utilizzi le maiuscole per i nomi propri di persona!”
” Dunque signor Mercato, perché preferisce il no? Vogliono… scusi, vuole speculare? Sta già pensando a manovre in stile pialla? Tipo dove passa Attila non cresce più l’erba?”. Mi ha risposto così:” Se vince il sì, continuo a fare quello che voglio, lo faranno i vincitori per me, se vince il no, ci pensa un governo tecnico a fare quello che voglio, e… quindi?”.
Quindi niente, mi pare di aver capito che siamo fregati comunque… Intanto Padoan continua a parlare di fantascienza, nello specifico i mirabolanti risultati del governo Renzi. Sempre detto io: l’importante è crederci!
Il secondo servizio: il giorno di manifestazione contro la violenza sulle donne. Fin qua niente da dire. Ad un certo punto arrivano le affermazioni della Boldrini che ha deciso di pubblicare in rete i nomi di quelli che l’attaccano via web: premesso che gli attacchi da tastiera sono da codardi e che anche il mio cane è capace di farli quando ci capita per sbaglio sopra, mi son chiesta: ma quanti nomi ha da pubblicare questa qua? Ha ricevuto più molestie sessiste lei di tutte le donne molestate realmente… mah, per quanto si tratti sempre di azioni deprecabili, secondo me è stata insultata per altri motivi… forse per gli stessi per cui sarebbe insultata anche dalle donne? Che società guerrafondaia, non c’è più religione e siamo alla frutta, così accontento anche il signor luogo comune ( maiuscolo!!!! …azz) ed il signor di tutta l’erba un fascio ( sto attenta con la maiuscola sennò stavolta…. non si sa mai. Casalinga sta sempre accorta che le parole hanno un peso!).
Tornando all’inizio, al nostro Black Friday, la notizia, anzi le immagini, che mi hanno colpito di più: le riprese negli USA della gente a fare la fila per…comprare. Fosse stata solo la fila: la carica, la ressa, la gente che si camminava addosso e si calpestava con le braccia rivolte in alto come se avessero visto un messia anziché il cappotto in saldo o l’ultimo modello di cellulare.
“Signor Black Friday, che già nel nome ha tutto il suo programma, o il suo destino, come direbbero i più poetici, mi risponda per favore: le pare giusto o normale che certe persone muoiano schiacciate nella calca di un paese che si ritiene civile ed evoluto? Per una giornata di sconto? Per degli oggetti?”
” Signora Casalinga 4.0, io sono solo un venerdì. Siete voi che mi avete fatto black, siete voi ad essere deficienti…”

P.S. per chi non avesse capito la prima parte è consigliabile la visione della saga di Guerre Stellari

Vaccini e riflessioni

Un cosiddetto novax non nasce spontaneamente all’improvviso. Non cresce come i funghi sotto gli alberi. Viviamo in un mondo in cui il modello di istruzione principale è che i vaccini facciano bene sempre e vadano fatti. Siamo stati cresciuti tutti con questa convinzione, anche i novax. C’è chi non se ne fa un problema, c’è chi diventa un talebano fondamentalista, impedendo a sé stesso di valutare se la sua posizione sia poi esatta. Perché dico questo? Perché in realtà coloro che vengono etichettati come novax sono stati provax per tutta la vita, finché non è accaduto qualcosa come quello che potete leggere nel post che ho condiviso. Si tratta di persone convinte della bontà della profilassi vaccinale ma che hanno toccato sulla propria pelle, quella dei propri figli o di amici o conoscenti, cosa possano fare i vaccini esattamente come dei farmaci. Sono coloro che si sono trovati un muro di gomma di fronte alla negazione della correlazione tra vaccino ed effetto avverso, come se un livido nero intorno a un occhio In seguito a un pugno non dipendesse dal pugno. Assumendo qualsiasi farmaco che possa portare a reazioni di questo tipo, quasi tutti i medici ne sospenderebbero l’assunzione, ma se la reazione avviene dopo una vaccinazione, allora cala il dogma: non può essere vero perché il vaccino non causa effetti avversi, oppure uno su un milione. Io mi chiedo se parte della classe medica vada a leggersi il database americano che registra gli effetti avversi, i VAERS, oppure se sia a conoscenza che in Puglia è stato seguito di recente un progetto di segnalazione attiva, e non passiva, legato agli effetti che si presentano dopo una vaccinazione, che ha evidenziato ben 4 effetti avversi su 100 gravi. Mi chiedo se sappia che il modernissimo Giappone ha tolto ogni obbligo vaccinale, consigliando un’età più avanzata per chi volesse fare i vaccini ai bambini, abbattendo la percentuale di morti per SIDS, cosa che nel nostro paese viene liquidata all’autopsia come morte in culla a eziologia sconosciuta per arresto cardiocircolatorio ( in alcuni bugiardini delle vaccinazioni è descritto tra gli effetti avversi gravi l’ arresto cardiocircolatorio, come in alcuni è pure presente nell’elenco l’ autismo ma non ve lo dicono o meglio, non volete saperlo). Dunque tutti i giapponesi sono dei trogloditi che ci vogliono riportare al medioevo? Non è che in realtà siano più liberi dalla nostra incessante e violenta propaganda monodirezionale? Magari non subiscono tante interferenze da parte delle multinazionali del farmaco come noi, oppure sono più in grado di farvi fronte? Che abbiano fatto buon uso dell’osservazione, della rilevazione clinica come metodo scientifico passivo, visto che in scienza non esiste solo la sperimentazione indotta ma anche lo studio degli effetti? Come può essere fatta un’accurata statistica se alla base manca una altrettanto accurata rilevazione dei dati, impedita direttamente da chi dovrebbe realizzarla? Perché non deve valere per i vaccini attraverso un’attenta segnalazione e raccoglimento dati delle reazioni post vaccinazioni? Perché se, in seguito ad un vaccino, il bambino sviluppa un’encefalite e in seguito danni di tipo neurologico, non è possibile che sia stata la vaccinazione? Perché si deduce erroneamente che un’assenza di prove equivalga alla prova di un’assenza? Io non ho visto il pugno che ti hanno dato in un occhio per cui non può essere stato un pugno di cui tu mi parli, ma potrebbe essere altro, e anche se ci fosse stato il pugno, potrebbe essere altro comunque. Questo non è metodo scientifico: questo è metodo fazioso. Molte delle sindromi autistiche diagnosticate nei bambini iniziano così, è la stessa storia ripetuta da migliaia di famiglie: il bambino fa la vaccinazione, insorge in un tempo che va dall’immediato a pochi giorni febbre da cavallo, stato catatonico, insonnia, pianto inconsolabile e continuo, che genitori mai avevano notato prima nel bambino. C’è una grossa difficoltà a riprendersi da questo stato, ma quando passa la febbre, il bambino non parla più, non guarda più negli occhi, non ha più la stessa abilità motoria precedente, compaiono disturbi intestinali e poi c’è una variabilità di sintomi aggiuntivi. Il bambino era sano e stava bene, l’unica cosa che si è frapposta è stata la vaccinazione. Non si può nemmeno parlare di conflitto o dhs, per chi conosce le cinque leggi biologiche, sia perchè per molti di questi bambini e genitori la vaccinazione non costituiva alcun motivo di tensione conflittuale, per cui mancano i presupposti dell’ essere colti di sorpresa, in modo inaspettato e spropositato, senza poter condividere il proprio stato emotivo di shock e con un periodo di simpaticotonia intenso e più o meno lungo, sia perché molti di questi bambini hanno avuto delle reazioni entro una norma allo shock: non tutti i bambini iniziano a urlare e piangere disperatamente. I sintomi come quelli che ne derivano non possono dipendere da una inesistente simpaticotonia in termini di tempo, o ad altissima intensità ma di pochi minuti. La natura biologicamente non potrebbe mai apportare una sintomatologia così grave per l’attacco di una siringa così breve nel tempo, e la situazione accadrebbe anche per qualsiasi tipo di terapia intramuscolare, endovenosa, sottocutanea o intradermica, dovunque si usi un ago: la mia generazione sarebbe piena di autistici, che non è scampata a cure di mesi di penicilline con punture che ti facevano piangere ancora prima di iniziare, che piangevi tutte le volte mentre tentavi di scappare e ti tenevano per farla. Non oso immaginare una caduta dalla bicicletta cosa potrebbe comportare. Sarebbe semmai da valutare in modo intelligente quali effetti epigenetici possa scatenare una vaccinazione sull’ epigenoma ricevente, diverso in ogni individuo, sia nei termini di un antigene che richieda una risposta anticorpale ad un organismo piccolo, che ancora non ha sviluppato in modo maturo il sistema immunitario a risposta anticorpale ma usa prevalentemente quella cellulo-mediata, sia nei termini di tutte le sostanze contenute in un vaccino, che si tratti di metalli, di sostanze chimiche o di DNA ricombinante. Sarebbe necessario indagare gli effetti di una vaccinazione sul campo informativo biologico, nelle alterazioni che può provocare a livello di sistemi complessi, coesistenti in ciascun essere vivente. Altro aspetto fondamentale da valutare, è l’effetto del vaccino sul microbiota in formazione nei vari tessuti del piccolo, essendo direttamente implicato nella risposta immunitaria, nella formazione di un buon terreno costituzionale per il mantenimento di un’omeostasi, nelle interconnessioni con il sistema neuronale e nervoso ( sì, scrivo proprio neuronale perché nell’intestino tenue ci sono pacchettini di neuroni in quantità superiore rispetto a quelli del midollo spinale stesso), endocrino, biochimico e metabolico. In una stessa specie a noi cara, se prendo due larve, quella nutrita a miele diventerà un’ape operaia, l’altra nutrita a pappa reale diventerà Ape regina. Sono entrambe api, ma con funzioni e morfologie differenti. Un semplice alimento ha avuto un effetto epigenetico così potente. Visto che tutto quello che accade è l’interazione tra interno ed esterno e tra esterno ed interno, che tutto può avere azione epigenetica, un’impressione che viviamo, pensieri ed emozioni, l’aria che respiriamo in qualità e come respiriamo, Il cibo e tutto ciò che introduciamo nel nostro corpo come se fosse cibo, che sia per via naturalmente biologica come quella orale o innaturale e non contemplata in ambito di evoluzione spontanea, come quella per via parenterale, come si può, ingenuamente o in malafede, pensare che una vaccinazione non abbia un’azione di switch on/off a livello epigenetico? Come si può supporre con certezza che il DNA ricombinante presente in alcuni vaccini non vada ad interferire sull’ epigenoma del ricevente? Visto che si sta scoprendo sempre di più come virus e batteri apportino modifiche negli interventi, nelle azioni e negli effetti in un organismo in senso epigenetico, per cui in un CAMPO INFORMATIVO, cosa può comportare un’informazione fuori un tempo biologicamente sensato o nella fase sbagliata di una patologia o nella sua assenza? Cosa succede quando ci arriva un’informazione che non è il momento di avere, o nel momento sbagliato? Produrrà delle reazioni opportune? Prima di farvi le vaccinazioni, fatevi delle domande, e se arrivano risposte univoche e semplici e prive di dubbi, andate oltre e informatevi anche del lato B. Poi sarete liberi di fare la vostra scelta in-coscienza, qualsiasi essa sia.

Assimilazione o fuga?

Si scappa dentro, più dentro, e non si scappa fuori, o più fuori. Se si vuole abbattere la dualità, non c’è separazione tra ambiente esterno ed ambiente interno. Il corpo è la materializzazione sincronica di una frequenza di coscienza in un tempo e in un luogo, in un Chronotopo. Quando la coscienza si libera di un corpo, avviene quella che chiamiamo morte, ma può materializzarsi in un qualsiasi altro corpo che si manifesterà in un altro Chronotopo, a seconda del livello della sua frequenza. Quando la funzione cessa, la forma decade. Coscienze che vibrano a bassa frequenza materializzeranno corpi di Regni inferiori; livelli di coscienza che vibrano ad alta frequenza potranno materializzarsi oltre l’uomo fisico. Frequenze nitide, armoniche e stabili si materializzeranno in un corpo di salute, perché il campo coscienziale è in salute. È buffo pensare che anche l’utero è un dentro e che il liquido seminale entri in un dentro richiamando la cellula uovo: la somma della loro nuova frequenza attirerà uno stato di coscienza in risonanza per avere materia prima alla costruzione del suo corpo fisico. Tutto questo poteva avvenire solo in un dentro, un seme gettato in un utero di materia, un frattale analogico di come è fatto il Cosmo. Se la rugiada è il seme, la terra è un’endosfera. Esterno e interno, una volta riuniti, ricompongono la chiave spezzata.

Alice, nel suo paese delle meraviglie, entra dentro se stessa, rimpicciolendosi. Apre la porticina, con la chiave. Continua a leggere

Vaccini come informazioni

Sapete cosa mi viene da pensare? Si sta evidenziando come la vaccinazione non garantisca l’immunità permanente nei soggetti a cui è stata fatta, bambini in grande maggioranza. Secondo la quarta legge biologica sappiamo che virus e batteri entrano in gioco nei processi di attivazione/disattivazione della malattia attraverso caseificazione e ricostituzione tissutale. Si stanno sperimentando cure anticancro in cui è stato dimostrato che trattare le masse tumorali con batteri e virus delle malattie comuni ne fa regredire lo sviluppo, appunto verifica sperimentale della quarta legge. Abbiamo ben presente che l’intervento nelle fasi della malattia secondo la quarta legge biologica utilizza virus e batteri specifici per il tipo di patologia, che si attivano dal momento in cui è vissuta quella peculiare DHS o shock conflittuale. Teniamo anche presente, come un pezzo di un puzzle importantissimo, che tutto è una frequenza informativa, per cui virus e batteri rispondono in concomitanza e risonanza a questa frequenza, spiegazione per cui troviamo un determinato microrganismo anziché un altro. Facciamo un piccolo sforzo: cosa può succedere in un corpo in cui viene iniettato un antigene patogeno attenuato e comunque portatore dell’informazione di quella patologia? Può essere plausibile che si scateni il processo in senso inverso? Come considerare questo processo? Completo, supponendo che l’informazione dell’antigene possa sollecitare in qualche modo una DHS a livello psichico e attivare uno speciale programma biologico fuori tempo, o peggio, fuori luogo, o incompleto, visto che il bambino non ha vissuto lo shock conflittuale relativo alla patologia per cui è vaccinato? Cosa accade in un sistema quando si stimola l’informazione a livello biochimico e biologico mantenendo separata la psiche, luogo principale in cui la malattia ha origine? Può tutto questo dare inizio ad una separazione tra la patologia sul sistema più denso, quello materiale, e la psiche, in un certo senso dicotomizzando la nostra doppia natura? Può trattarsi del concetto espresso in omeopatia di soppressione dal piano fisico a quelli più profondi, costituiti dalla sfera emotiva e quella mentale, che coincidono con quanto definiamo “psiche” nella Nuova Medicina? Io sono sempre convinta che gli insegnamenti ermetici abbiano espresso molto bene un concetto universale: è sempre il sottile che comanda lo spesso, è l’energia che muove e direziona la struttura della materia. Un intervento che si fa su un sistema vivente sul piano materiale è un atto di forza e soppressione sul naturale dinamismo dell’energia, e non possiamo far altro che aspettarci una reazione uguale e contraria. In perfetta concomitanza e risonanza, con totale rispetto delle leggi di causa effetto, vibrazione o frequenza, ritmo, aspetto psichico, mentale ed emotivo, della realtà, corrispondenza o analogia, polarità e genere, possiamo stabilire una certa equazione:

PATOLOGIA : CORPO FISICO = CONFLITTO : PSICHE

Ogni intervento fatto in questa relazione su uno qualsiasi di questi fattori provocherà inevitabilmente uno sbilanciamento che richiederà il ripristino dell’omeostasi o dell’equilibrio.
Buone riflessioni a tutti.

V.F.

azione, ciclo e coscienza

Ogni azione intesa come atto di forza ha già in sé il germe della sua controreazione uguale e contraria, in quanto siamo in una realtà che si esprime in modo duale. Immaginiamo una linea ai cui lati estremi siano presenti due polarità, negativa e positiva. La polarità negativa è assenza totale di… , la polarità positiva presenza totale di… . In questo senso, stando ai due lati estremi, resta solo una direzione verso la quale il movimento riprende: quella opposta. Differente situazione se ci si trovasse in un punto intermedio qualsiasi su questa linea: oltre che avere indicazioni di quanti pieni e vuoti abbiamo, per cui una valutazione di grado, abbiamo anche due direzioni che si potrebbero spostare verso un lato o al suo opposto. Una linea rappresenta una dimensionalità limitata… se la uniamo ai due capi, diventa un cerchio, e ci rendiamo subito conto del “divenire”: un negativo, percorrendolo, diventerebbe strada facendo positivo ed un positivo analogamente negativo. Dunque, già questo fatto dovrebbe abbattere definizioni e giudizi: quello che ora è, dopo non è. Ai poli opposti della linea, da cui il concetto lineare di realtà, ci si fa la guerra, ma andando in cerchio tutto cambia …e torto o ragione…dipende da dove ci si trova. Si tratta del concetto di infinito nel finito: il tempo è infinito in senso circolare, non lineare. Mi vien da pensare che non esista un assoluto estremo in permanenza se non in due punti soli nello scorrere sul cerchio, punti che possiamo sfiorare per un attimo. Esistono gli estremi che continuano a trasformarsi di continuo l’uno nell’altro: il punto dello Yin nel pieno dello Yang e viceversa. Anche le fasi lunari esprimono questa legge del ciclo degli estremi entro un’unica “Cosa”, la “Cosa Una” della Tavola Smeraldina: la luna nuova è indicazione di verginità legata al massimo del negativo (la luce è il soggetto misurato) ed al massimo della potenzialità latente di assorbenza, la luna piena è l’esatto opposto, il pieno di luce (o informativo se ci riferiamo al concetto di campo). Nella fase di luna crescente stiamo eseguendo un upgrade su disco rigido che si completa in luna piena (massimo assorbimento di luce solare), in luna calante finalmente lo abbiamo a disposizione in manifestazione, possiamo iniziare ad usarlo nella pratica, facciamo un download. A livello di campo, l’informazione si carica nell’anima (upgrade) e poi si scarica nel corpo (download). Appaiono due fasi slegate e susseguenti in senso temporale, mentre in realtà fanno parte di un unico ciclo ed ogni ciclo è un pacchetto, un “quanto” informativo. L’infinito è il continuo ripetersi dei cicli, mai uguali ai precedenti. Su questo cerchio in movimento abbiamo quindi 4 punti principali, che tocchiamo per un attimo: quello che rappresenta il massimo vuoto, o mancanza, o negativo (-), come la luna nuova, quello opposto della massima pienezza o abbondanza (+), come la luna piena, rispettivamente inverno ed estate (i due solstizi), nord e sud; quello che si trova a metà partendo dalla qualità negativa, per cui in salita o riempimento (-/+), ove c’è equilibrio perfetto, e quello alla metà opposta, altra miscellanea paritaria ma che va in discesa o svuotamento (+/-). Questi due punti sono rispettivamente i due equinozi di primavera ed autunno, est ed ovest, dove le ore del giorno e della notte sono perfettamente uguali. La luna nuova coincide con il buio invernale, durante il quale prevalgono le ore notturne, la luna piena con la luce estiva, con prevalenza di ore diurne, primo quarto equilibrio in crescita, con le ore diurne che recuperano dall’inverno su quelle notturne fino al pareggio, e ultimo quarto in cui il processo si inverte. Pensando alla splendida arte antica dell’astrologia, la Luna ha domicilio (miglior funzione espressa dalla qualità archetipica del suo genio planetario) in Cancro, nel mese di Giugno con il solstizio d’estate, massima espressione di luce assorbita, ed esilio (peggior funzione espressa, all’opposto della precedente, forza disfunzionale) in Capricorno al solstizio d’inverno, quando ci sono i giorni più corti dell’anno per la prevalenza delle ore notturne. La manifestazione della coscienza nell’essere umano segue lo stesso andamento: dalla totale mancanza alla totale pienezza, passando per le due fasi intermedie in accumulo ed apprendimento ed in elargizione e condivisione. L’assenza di giudizio non c’è nella pienezza, come anche al lato opposto: nel primo caso per comprensione della realtà, nel secondo perchè, mancando la comprensione,  riesce impossibile il confronto, mentre le fasi intermedie possono essere le più critiche dal momento in cui il pensiero pregiudizievole e aprioristico prendesse il sopravvento sulla coscienza, “malattia” tra le più manifeste dell’uomo moderno, confuso con una pseudocoscienza pret a porter. Il pensiero ha bisogno di conoscenza, nel peggiore dei casi confusa con arido nozionismo, la coscienza no, sa già, è uno stato dell’essere fuso con la sapienza di tutto ciò che esiste. Ogni azione sarebbe quella giusta solo se partisse dal piano della coscienza, nel momento della sua migliore espressione. Secondo coscienza si valuta un  in modo neutrale e non si giudica, nel senso che non si definisce un’essenza e ci rendiamo conto di questo aspetto quando siamo davanti alle domande: Chi sono? … Chi sei? … ed in realtà definiamo solo dei ruoli. Tutta la nostra vita è il ciclo più grande, composto da sottocicli analoghi, come frattali, proporzionali e proporzionati secondo numeri precisi. Calzante più che mai il detto che studiare non serve ma per comprenderlo bisogna aver studiato… e che dobbiamo imparare ad agire senza agire, agire secondo coscienza, affinchè l’azione abbia in dote la completezza. Buona risalita sulla scala di Thoth a tutti…

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Mondo Olos

Da anni sto cercando di mettere insieme un corpus di informazioni in merito all’eziologia delle malattie, cercando di pormi a livello di una visione neutrale, che tenga conto di conoscenze ampie, da quelle antiche alle più attuali. Troppo spesso mi trovo di fronte a posizioni dicotomizzanti di sostenitori di questa o quella teoria, come se si trattasse dell’unica spiegazione possibile, la verità delle verità. Non so esattamente quanto tempo e spazio impiegherò per esprimere le molteplici riflessioni che affiorano, in quanto di riflessioni si tratta, oltre che di osservazioni sensate, di domande che chiamano risposte, il tutto senza alcuna pretesa, se non il minimo utilizzo del basso ragionamento, se oltre non si riesce ad arrivare. Mentre scrivo sto tenendo in mano un’immaginaria bussola, che possa fare da direzione a 360° nel tentativo si comporre una visione d’insieme che, beninteso, non sarà un sincretismo forzato di posizioni inconciliabili tra loro, piuttosto un insieme di proposte con almeno un minimo comune multiplo condiviso. C’è la pessima abitudine di buttare il famoso bambino con l’acqua sporca: vorrei partire da qui, buttare l’acqua sporca e tenere il bambino, evitandone l’omicidio inconsapevole. Mi rendo conto dell’estrema difficoltà di un simile procedere, che necessita di un passo dopo l’altro, senza strappi e con le dovute ricerche ma, tornando qualche riga sopra, per coerenza, cercherò di mantenere la leggerezza dell’osservazione, della riflessione e delle domande, sostenute dalla mia guida preferita: l’intuizione.

Chiaramente l’intuizione senza conoscenza non porta molto lontano, in primis per la difficoltà di collegare quella scintilla in arrivo ad un argomento specifico o ad un’esperienza in corso, ma… quale conoscenza? In un mondo dove la pluralità delle informazioni sconfina spesso nel caos più indistricabile diventa difficile muoversi, come anche il solo cercare. Nessun essere umano può conoscere tutto: non ho idea di quante vite avrebbe bisogno, credo almeno di una vita alla volta per esplorare in modo sufficientemente approfondito un singolo settore di studio. Quali conoscenze sono utili e quali no? Cosa tenere e cosa lasciare andare? Si tratta di un vero e proprio processo digestivo: la conoscenza si mastica, si assapora, se ne colgono le qualità organolettiche e già in bocca percepiamo se può essere gradevole o meno. Poi si inghiotte per farla giungere allo stomaco, dove inizia un processo di scomposizione delle sue parti a fini di utilità posteriore, e non c’è da escludere che possiamo già sentirla digeribile oppure no, lasciandoci un peso che necessiti di un aiutino per farla proseguire nell’intestino, dove verrà assorbita prima, passando la barriera del nostro confine personale, e assimilata poi, per diventare parte di noi, per renderci come siamo. Quello che non viene assorbito passa per altri orifizi. Come spiega la nota e plurisecolare Medicina Tradizionale Cinese, si separa il puro dall’impuro attraverso il processo digestivo, analogo alla capacità del discernimento.

Come si può essere capaci di discernere a colpo d’occhio il cibo buono da quello guasto? Non esistono ricette sicure: ognuno ha bisogno di fare esperienza, di agire, di assaggiare con consapevolezza, senza leggerezza, con pronta presenza a parole e fatti, e di tenere a mente che perdersi in una singola parte senza tenere conto della visione d’insieme non porta lontano: “Il dito e la Luna” di Jodorovky o il comune ramo dell’albero che fa perdere di vista la foresta. E’ necessario tenere conto che ogni piccola parte frammentata della realtà è un riflesso che appartiene ad un unico Corpus, tutto è Uno, e il singolo ne è un suo piccolo riflesso. Spesso mi sono ritrovata a pensare alla conoscenza, al desiderio di sapere, di sapere veramente, mettendo spesso vicino due parole: coNOscenza e coscienza… Conoscenza come coscienza NO. Quando si arriva ad essere coscienti, in quanto la coscienza è uno stato dell’essere che sa, si scopre che studiare, pertanto l’atto del conoscere, non serve… però, per arrivare a capirlo, bisogna aver studiato. Si rischia di diventare accumulatori seriali di informazioni selezionate, di nozionismo, mentre un certo tipo di conoscenza può attivare la coscienza. Si scopre che non c’è nulla di nuovo sotto il sole, che dentro di sè si aveva già tutto, ma mancava qualcosa che lo attivasse: un reagente, un enzima in una reazione chimica. Allora, quale conoscenza? Quella delle funzioni, delle leggi che tutto presiedono, dei principi che regolano la natura, la vita, il cosmo. Occorre percorrere sentieri notturni, con lampada in mano e scorta di olio. La conoscenza nozionistica è come il tempo lineare: non finisce mai, non basta mai. Numero dopo numero, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, ora dopo ora… giorni, mesi, anni, lustri, decenni, secoli non sono sufficienti: siamo ignoranti, non basterebbero vite su vite per conoscere. Diamo il benvenuto al mondo dell’analisi, del pensiero analitico-logico-deduttivo, utile da servo ma non da padrone. La coscienza è un cerchio a spirale, è frattalica, olografica: ne basta un pezzettino per vedere l’intero disegno, per trovare spiegazioni, leggi intelligenti che presiedono. Ci sono sintesi, capacità di cogliere l’essenza, frammenti di verità nel groviglio confuso, e a noi il compito di collocarne le parti al giusto posto. Entriamo nel mondo di E/E, non O/O: esiste questo E quello, non questo O quello; il bianco E il nero, non il bianco O il nero; la luce E il buio, non la luce O il buio. Comprendere, nel senso di portare con sé, questa visione della realtà, cambia le prospettive della vita. Non c’è dualità divisoria, uno contro l’altro, ma si percepisce l’Uno, ed una sua piccola parte nel contesto, come parte di questo Uno. Incredibili gli antichi Egizi, che non scrivevano i numeri come noi oggi, secondo l’infinita sequenza lineare, ma a frazioni: al numeratore, c’era sempre il numero 1, sotto, al denominatore, ogni altro numero, come parte specificata nella materia, ma riflessione del numero 1. Come pezzetto di ologramma che, di fronte allo specchio, la linea frazionaria, sempre contiene l’essenza dell’Uno, anche nella specificazione materiale. Si tratta di una conoscenza integrale (olistica)e simultaneamente integrata (specificata). Per attingerla, ci occorre solo uno specchio argenteo ben pulito…

SEGNATURE PLANETARIE parte terza

Quando ci riferiamo alle 7 Forze Planetarie o i 7 Geni Planetari è importante tenere presente che si tratta di aspetti certamente astratti, che possono indurci a supporre che siano prettamente concetti di ambiti metafisici e surreali, mentre in realtà si manifestano in modo assai concreto in tutta la realtà esplicata e dei fenomeni che viviamo nel quotidiano.

Il ritmo della vita è determinato dalla matematica dei numeri, tra i quali il numero 7. Vediamo quindi come queste 7 Forze si mostrano.

Intanto immaginiamo un fascio di luce bianca passare attraverso un prisma di vetro, scomponendosi nei 7 colori dell’iride, gli stessi dell’arcobaleno: in ordine di frequenza, dalla più bassa alla più alta, abbiamo il rosso, l’arancio, il giallo, il verde, il blu, l’indaco ed il violetto. Ognuno di questi colori è espressione in un range di frequenze delle 7 forze. Ora accostiamoci alla tastiera di un pianoforte, osserviamo i tasti ed ascoltiamo i suoni: avremo una serie di scale in ottave: DO, RE, MI, FA, SOL, LA e SI, per poi ripartire con il DO dell’ottava successiva, anche queste espressione in diverso range di frequenze degli stessi 7. I giorni della settimana sono 7, ed i nomi derivano dai 7 pianeti: Lunedì Luna, Martedì Marte, Mercoledì Mercurio, Giovedì Giove, Venerdì Venere, Sabato Saturno e Domenica Sole (in inglese SUNday, giorno del Sole). Vediamo pertanto che i 7 giorni della settimana sono riferiti ai 7 geni planetari, pur essendo i pianeti già espressioni di queste 7 forze, non essi stessi le forze (i pianeti non ci governano, essi sono già manifestazioni di governo delle forze, e la loro osservazione non significa che ci influenzano direttamente, ma come sono esplicate e manifestate  le 7 forze in quel momento granulare di tempo preciso, per esempio alla nostra nascita, quando avviene il primo resPYRo, rispetto all’aura solare, rappresentata dai segni zodiacali). Anche la tavola periodica degli elementi è stata strutturata da Mendeleev sul modello alchemico delle 7 forze, tant’è che gli elementi sono tutt’ora suddivisi in linea orizzontale in periodi (il divenire nella materia) ed in linea verticale in 7 gruppi, i 7 archetipi primordiali dei 7 geni planetari, programmanti rispetto ai periodi. In senso esoterico possiamo dire che i gruppi sono programmi con i quali la materia è definita mentre i periodi sono legati all’esperienza dei medesimi nella materia, nel loro divenire. Allego un link per visionare.

http://www.chimica-online.it/download/tavola-periodica-mendeleev.htm

Sorprendente era il fatto che in base al settenario matematico,  gli elementi si ritrovavano nello stesso gruppo manifestando proprietà chimiche analoghe, simili, confermando una legge numerica superiore.

http://www.ptable.com/?lang=it

Sopra ho riportato un link con la moderna tavola periodica degli elementi, in cui permane la distinzione dei 7 gruppi principali:

I gruppo: togliendo l’elemento H che in realtà appartiene alla Luna (fatto che potrà essere valutato in seguito), abbiamo Li, Na, K… e in senso archetipale si parla del genio planetario di Venere; il metallo corrispondente è il Cu;

II gruppo: Be, Mg, Ca, Ba… sono attinenti a Giove; metallo Zn;

III gruppo: H, Bo, Al…sono relativi alla Luna; metallo Ag;

IV gruppo: C, Si, Sn, Pb … appartengono a Saturno; metallo Pb;

V gruppo: N, P, As, Sb … sono di Mercurio; metallo Hg;

VI gruppo: O, S, Se… del Sole; metallo Au;

Vii gruppo: F, Cl, I, Br… dell’ultimo archetipo planetario rimasto, Marte; metallo Fe.

Troviamo i metalli nel gruppo di transizione.

Gli elementi dell’ottavo gruppo sono quelli che hanno raggiunto l’ottetto, che vivono bene da soli, senza necessità di legami tra gli elettroni per raggiungere l’equilibrio, ed è quantomeno interessante che il glifo dell’8 sia rappresentato da due sferette simmetriche in senso verticale (come in alto così in basso, la destra come la sinistra), tracciabili in soluzione di continuità, ed orizzontalmente sia il simbolo dell’infinito. Potremmo definire gli atomi dell’ottavo gruppo quello degli elementi androgini, fuori dalla dualità in eccesso o in difetto. Il numero 8 ci riporta al Tao e somiglia anche alla forma dell’orbitale p descritto nei testi di chimica di base.

Di seguito sono raffigurati i simboli delle 7 forze, o geni o archetipi planetari, per prenderne confidenza e per iniziare a riflettere sul senso nascosto del loro glifo, che vuol dirci molto di più rispetto ad un’innocua apparenza visiva iniziale. Il significato dettagliato è rimandato alla trattazione dei singoli elementi nelle parti successive.

Pianeti_Glifi

Come gli elementi, mattoni base che costruiscono la materia, sono ordinati secondo i 7 geni planetari che ne determinano la QUALITA’, così ogni essere vivente appartenente ai 3 Regni di natura (minerale, vegetale ed animale, uomo incluso se non si volesse considerare categoria a parte) seguono le stesse regole, tenendo conto che più una realtà è complessa, più i 7 sono frammisti tra loro, costituendo tipi misti.

Esempio: il Na è Venere, il Cl Marte. Insieme danno NaCl, cloruro di sodio, che è il semplice sale da cucina, ma che è soggetto a 2 forze archetipali principali: sia Marte che Venere, per cui sarà portatore di caratteri più complessi in quanto dominato da 2 forze.

Se poi pensiamo come in psicologia Gestalt che il totale non fa mai la somma delle parti, benvenuti nel mondo della molteplicità!

(continua…)

 

 

 

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