SEGNATURE PLANETARIE, cosa sono, come si trovano, parte II

Dopo aver compreso che non sia necessario mangiare noci per la salute del nostro cervello o i fagioli per i reni, proseguiamo nella nostra indagine sul procedimento che ci permette di trovare le segnature. Chiaro che la lettura in questi termini è fatta ad un livello appoggiato solo alla percezione sensoriale, che non è sufficiente, ricordiamo il 4%, per trovare le identità che accomunano. Questo spiega i numerosi errori che si incontrano andando a caccia di notizie su testi o in rete da parte di chi non conosca il pensiero analogico vero, quello tridimensionale, e l’ermetismo, inteso come le conoscenze di Ermete Trismegisto, legate alla tradizione egizia. Mi perdoni l’inconsapevole scrittore del primo link che ho inserito da prendere come esempio, che si è chiaramente fermato ad un’attribuzione esclusivamente visiva.

Se vi state ancora chiedendo cosa mostri l’elenco scritto nella prima parte “verde, surrenali, nota musicale sol, rame…” e via dicendo, si tratta di una serie di cose materiali ed astratte che hanno un’identità comune, un archetipo che li riunisce, che chiamiamo Venere. Più avanti capiremo l’attribuzione dei nomi dei pianeti.
Abbiamo visto nella prima parte come il pensiero analogico sia in grado di trovare le identità nascoste tra le cose e le realtà fenomeniche, e come l’identificazione possa attuarsi attraverso il simbolo. Cos’è esattamente un simbolo, specialmente in relazione all’argomento che stiamo trattando? Il simbolo è un glifo, un segno, un piccolo disegno che ci apre la porta a significati su più livelli, alcuni subito comprensibili, per esempio le ali richiamano il volo, altri che non possono essere assolutamente compresi razionalmente, ma solo intuitivamente ed analogicamente. Attraverso la corretta lettura dei simboli, siamo in grado di accedere a quelle realtà che sono state definite con “metafisica”. Non traiamoci in inganno, visto che è una parola abusata in vari contesti. Si tratta di andare oltre ciò che è fisico, oltre il 4%, in quella maggioritaria fetta della realtà non percepita, che i fisici chiamano “dark matter” ed “energy matter”. In quella zona oscura ci sono più livelli di frequenza, da cui derivano diversi livelli di lettura, proprio come prendere l’ascensore su un palazzo a più piani: ad ogni piano, un’applicazione diversa dello stesso simbolo. Oggi siamo per lo più disabituati a cogliere i simboli: ne siamo circondati, ma non vi prestiamo attenzione, e quando è necessario farlo, per motivi, nel nostro caso, di studio inerenti alle piante, ci sforziamo di capire secondo interpretazione razionale, fuorviando.

Venere-il-simbolo-del-segno-zodiacaleQuesto è un simbolo grafico, per la precisione di Venere, relativo all’elenco riportato precedentemente. Il cerchio che sovrasta, che sta sopra la croce è analogo allo spirito che domina la materia. Il braccio orizzontale della croce è l’asse che ci parla dello spazio, delle direzioni, del mondo materiale duale: destra e sinistra, davanti e dietro, rispetto al punto d’incrocio; il braccio verticale, scendendo/risalendo sul suo asse, ci parla di due dimensioni: alto/basso, ciò che è più denso rispetto a ciò che è più sottile. Si potrebbe scrivere ancora su questo simbolo: per esempio, rappresenta una forza unica, archetipale, con delle caratteristiche precise.

Quando scrivo “archetipo” o “forza archetipale”, intendo un modello, un’immagine prima, un esemplare di categoria precedente e unica, antica, da cui ne derivano altre più limitate ma analoghe, in ogni ambito e settore, riconosciuto universalmente, esistente e preesistente le realtà percepite e non. Si tratta di un massimo comune divisore valido solo per una categoria di numeri, di frequenze, suoni, forme, aspetti e qualità, che si può esprimere attraverso il simbolo. Archetipo non è simbolo, un simbolo ne è una sua espressione. Non si vada oltre: il rischio è che, cerebralizzando su altre definizioni e concetti, si complichi la comprensione. Ciò che è complesso è spiegabile, e si fonda su leggi di base, semplici, che vanno individuate, ma ciò che è complicato è un artefatto frutto della mentalizzazione umana, che, nel tentativo di capire, ma non essendo dotato di pensiero tridimensionale, interpreta soggettivamente, aggiungendo pizzi e orpelli inutili, ponendosi in un labirinto senza il filo di Arianna.

Altro aspetto importante da tenere sempre in sottofondo, in memoria, è che tutto, ma proprio tutto ciò che esiste, che sia percepibile o no, è riconducibile ad una frequenza. Ogni cosa è espressione di una frequenza. Il mondo, anche quello materiale, è un concerto di frequenze, a volte in risonanza, altre in assonanza, spesso in dissonanza, ma è la nostra percezione che le veste (i due video inseriti nella prima parte trattano proprio di questo).
Quando cerchiamo la segnatura di una pianta, andiamo alla ricerca di quella sua/sue forze archetipali che ne danno l’essenza prima, che sono identità occulte prime, ma che possono curare le medesime identità quando manifestate in disequilibrio in un essere vivente. Se ho la nota di un pianoforte scordata (fuori “cuore”, fuori centro), mi servirà la frequenza giusta per avere di nuovo un suono centrato ed armonico, che non renda l’esecuzione musicale stonata…
Ci sono 7 note musicali, che si ripetono sempre ad ottave superiori. Le note sono: do, re, mi, fa, sol, la e si. Poi si ricomincia daccapo. Stessa frequenza (risonanza) ma vibrazione diversa, un po’ più veloce, in quanto cambia la forma dell’onda vibratoria, pur restando la medesima per risonanza. Come i giorni della settimana: ogni lunedì è diverso da un altro lunedì, ma è sempre lunedì, e i giorni della settimana sono 7.
Ogni essere, struttura, sostanza, che la chimica definisca organica o inorganica, si regge su queste 7 frequenze e le loro ottave, che a loro volta sono espressione di FUNZIONI archetipali, primeve, generalizzanti il molteplice in manifestazione vivente. Possiamo definirle FORZE PLANETARIE, o GENI PLANETARI. I nomi dei pianeti sono stati attribuiti per convenzione, per capirsi usando un linguaggio comune, ma queste forze NON sono i pianeti in se stessi, motivo per il quale l’astrologia odierna è fuori strada. I pianeti, in quanto tali, sono già espressione di queste forze. L’uso dei pianeti è convenzionale in quanto il loro nome ci riporta alle qualità singole dei 7 archetipi.
La segnatura di una pianta è l’attribuzione specifica delle sue forze, di quali delle 7 è portatrice, nella sua essenza, su quali frequenze vibra tra le 7. Preparando le piante in un particolare modo, si mantengono le sue frequenze attive, che possono essere curative in un sistema vivente in cui mal risuonano. Da notare che sono state fatte prove con la spettrometria di massa tra piante trattate con la fitogemmoterapia classica e piante trattate con particolare attenzione nella preparazione, secondo il metodo spagyrico, con rilevazione di notevoli differenze. (continua)

http://radioginger.blogspot.it/2015/02/cymatics-science-vs-music-nigel-stanford.html

http://http://radioginger.blogspot.it/2015/02/cymatic-experiment-esperimento-di.html

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