Il Guardiano della Soglia
Il Guardiano della Soglia è una figura complessa e affascinante, presente sia nelle tradizioni esoteriche che in quelle psicologiche, spesso come archetipo. Rappresenta l’ostacolo, la prova o la sfida che si frappone fra l’individuo e il raggiungimento di una fase nuova di consapevolezza, conoscenza, crescita interiore o ampliamento di coscienza.
Nelle tradizioni esoteriche il Guardiano della Soglia è spesso descritto come un’entità, un essere minaccioso o un’energia che protegge l’accesso a mondi sovrasensibili, a conoscenze occulte o a stati di coscienza superiore. Il Guardiano della Soglia espleta diverse funzioni:
- Custode dei misteri: la sua funzione principale è quella di custodire. Non si tratta necessariamente un’entità malvagia quanto di un filtro che permette, solo a coloro che sono pronti e degni, di accedere a determinati livelli di conoscenza. Spesso questa figura mette alla prova l’adepto spaventandolo, facendogli affrontare le sue paure più profonde o i suoi attaccamenti al mondo materiale.
- In alcuni insegnamenti, il Guardiano della Soglia è descritto come un’entità spirituale che ogni individuo porta dentro di sé, legato indissolubilmente alle azioni compiute nel mondo reale e che agisce come un giudice imparziale del nostro operato. Può manifestarsi per guidare il discepolo o l’adepto verso una dimensione superiore, ma solo se questi si è dimostrato meritevole attraverso un percorso di purificazione e crescita.
- Iniziazione e trasformazione: il superamento del Guardiano della Soglia è una tappa cruciale nei percorsi iniziatici. Questo cammino implica una morte simbolica del vecchio sè verso una rinascita a un superiore livello di consapevolezza, passaggio questo spesso accompagnato da un confronto con le proprie debolezze, i propri demoni interiori e tutto ciò che impedisce il nostro progresso interiore e spirituale.
- In psicologia, specialmente nella psicologia analitica di Carl Jung, il Guardiano della Soglia è interpretato come un archetipo, ovvero una struttura universale e innata dell’inconscio collettivo. Si tratta dell’archetipo dell’ostacolo, della prova: in questo caso il guardiano della soglia rappresenta la nostra resistenza al cambiamento, le paure interiori, i dubbi, le nevrosi e tutte quelle forze psicologiche che ostacolano il processo di individuazione e di crescita personale. In psicologia non si tratta di un’entità esterna ma di una manifestazione delle nostre dinamiche interne.
- Confronto con l’ombra: spesso il Guardiano della Soglia è strettamente connesso all’archetipo dell’ombra, ovvero la parte di noi che contiene gli aspetti rifiutati, repressi o non riconosciuti della nostra personalità come difetti, istinti, desideri inaccettabili. L’incontro con il Guardiano può significare un confronto necessario con la propria ombra affinché questa sia integrata.
- Rito di passaggio: nella narrativa e nel viaggio dell’eroe (reso popolare da Joseph Campbell, influenzato dalle teorie junghiane), il Guardiano della Soglia è il primo ostacolo significativo che l’eroe deve affrontare prima di entrare nel mondo straordinario, o extra-ordinario. Superarlo non significa necessariamente sconfiggerlo con la forza, ma possono essere necessarie astuzia, comprensione, integrazione o persino la trasformazione del guardiano in un alleato: dobbiamo affrontare una prova di determinazione e autenticità .
- Crescita e consapevolezza: il superamento del guardiano della soglia porta a una maggiore consapevolezza di sé , a una maturazione psicologica e alla capacità di affrontare nuove sfide. Rappresenta la necessità di lasciare e andare ai vecchi schemi , convinzioni limitanti o paure che ci trattengono dal progredire nella vita.
In poche parole, sia nell’esoterismo quanto nella psicologia, questa figura simboleggia un momento cruciale di confronto e trasformazione; è la figura che ci spinge a guardare dentro di noi ad affrontare ciò che ci blocca e a superare i limiti percepiti per accedere a un livello superiore di esistenza o di autoconsapevolezza.
Che aspetto assume il Guardiano della Soglia? Possiamo dire che non ha una sembianza fissa e universale, perché la sua manifestazione è profondamente personale e simbolica, dipendendo sia dal contesto della tradizione che dall’individuo che lo percepisce, ma, in ogni caso, possiamo delineare delle caratteristiche comuni e delle modalità di apparizione. Le sue sembianze sono spesso disegnate per riflettere ciò che la persona teme di più: i suoi vizi, le sue debolezze o le verità scomode che rifiuta di affrontare.
Mi viene inevitabile il paragone con la figura del molliccio della saga di Harry Potter…

Riassumiamo le forme più comuni.
FIGURE MINACCIOSE GROTTESCHE
- Mostri o demoni: il Guardiano della Soglia può apparire come un essere terrificante, un mostro, un demone o una creatura con caratteristiche animalesche e repulsive. Queste forme simboleggiano le paure primordiali, gli istinti repressi o gli aspetti oscuri dell’inconscio.

- Orrende deformazioni: a volte assume sembianze umane ma orribilmente deformate, che riflettono la bruttezza interiore o la corruzione morale che l’individuo deve riconoscere e superare in sé stesso.
- Figure incappucciate od ombrose: può manifestarsi come una figura indistinta, un’ombra minacciosa o un essere incappucciato che incarna l’ignoto e la paura di ciò che non si conosce.
RIFLESSO DI PAURE INTERIORI
- Incarnazione dei vizi: per alcuni il Guardiano può prendere la forma del proprio vizio dominante: un’apparizione legata all’avidità, all’ira, alla lussuria o all’invidia.
- Proiezioni dell’ombra: nella psicologia junghiana il Guardiano è spesso una proiezione dell’ombra personale, apparendo come ciò che l’individuo ha rifiutato o represso di sé stesso, e il suo aspetto è spaventoso proprio perché riflette parti di noi che non vogliamo vedere. Potrebbero essere la nostra codardia, la nostra aggressività, la nostra invidia o altre caratteristiche materializzate .

FIGURE INQUIETANTI MA NON NECESSARIAMENTE MALVAGIE
- Un’apparenza comune ma sgradevole: in alcuni casi non è un mostro, ma una persona dall’aspetto sgradevole: un mendicante, un anziano decrepito o una figura che evoca un forte senso di disagio e repulsione. L’obiettivo non è spaventare fisicamente, ma indurre un senso di avversione o giudizio che l’adepto o il discepolo deve superare.
- L’incarnazione della verità scomoda: può assumere l’aspetto di qualcuno che ci porta a una verità che non vogliamo sentire, o che ci mostra la nostra vulnerabilità.

DOVE E COME APPARE IL GUARDIANO DELLA SOGLIA?
Le modalità e i luoghi dell’apparizione del guardiano sono altrettanto vari e simbolici.
Possono presentarsi luoghi simbolici di transizione :
- La soglia vera e propria. Spesso appare letteralmente sulla soglia di un nuovo regno o di una nuova fase: può essere l’ingresso di una caverna simbolo dell’inconscio, il confine di una foresta oscura, la porta di un tempio interiore o l’accesso a un luogo sacro o proibito.

- In sogni o visioni: molto frequentemente l’incontro con il guardiano della soglia avviene in stati alterati di coscienza come sogni profondi, meditazioni intense, visioni indotte da pratiche spirituali o momenti di profonda introspezione. Questi sono i luoghi in cui la psiche può manifestare i suoi contenuti più profondi.
- Momenti di crisi esistenziale: può manifestarsi in un momento di grande crisi personale, quando l’individuo è a un bivio nella vita e deve prendere decisioni difficili, che comportano un cambiamento radicale. La soglia in questo caso è un momento di transizione esistenziale .
MODALITA’ DI APPARIZIONE
In quali modi può apparire il guardiano della soglia?
- Improvvisa e inaspettata: l’apparizione è spesso improvvisa e può cogliere l’individuo di sorpresa mettendolo immediatamente alla prova.

- Con una prova o un interrogatorio : il Guardiano raramente attacca fisicamente, almeno nelle interpretazioni psicologiche; più spesso pone una domanda, un enigma, un dilemma morale o richiede una prova di valore, sincerità o determinazione. “Chi sei?” “Cosa cerchi veramente?” “Sei degno di passare?” – sono domande tipiche.
- Con una sensazione opprimente, anche senza una forma visibile, la sua presenza può essere percepita come un’ondata di paura, ansia o pressione, dubbio o scoraggiamento, che cerca di far desistere l’individuo.
- Attraverso eventi esterni simbolici: a volte il Guardiano non è una figura ma una serie di ostacoli o “sincronicità” negative che sembrano impedire il progresso, spingendo l’individuo a riflettere sul suo intento e sulla sua preparazione.
In sintesi il Guardiano della Soglia è una manifestazione altamente personalizzata, un test che ci confronta con le nostre più grandi paure, con ciò che ci impedisce di progredire. La sua forma è spesso uno specchio delle nostre sfide interiori e il suo apparire è un invito, spesso terrificante, a un profondo auto esame verso un passo avanti nella propria evoluzione.
Chi ha parlato del Guardiano della Soglia in questi termini e descrizioni?
Rudolf Steiner (1861-1925), fondatore dell’antroposofia, è probabilmente colui che ha descritto in modo più dettagliato e sistematico il Guardiano della Soglia nel contesto dei suoi insegnamenti esoterici. Da “L’iniziazione o come si consegue la conoscenza dei mondi superiori” del 1904, che è uno dei suoi testi fondamentali, viene descritto il percorso del discepolo verso la conoscenza sopra sensibile e l’incontro con il “Piccolo guardiano della soglia” e, successivamente, con il “Grande guardiano della soglia”. Steiner li descrive non come entità esterne che appaiono improvvisamente, ma come manifestazioni delle proprie azioni passate (il piccolo guardiano) e come la somma delle proprie esperienze karmiche e la verità del proprio sé superiore (il grande guardiano). L’incontro è un momento di profonda crisi e purificazione in cui il discepolo deve affrontare la verità su se stesso e sulla propria relazione con il cosmo.

Steiner ha anche scritto una serie di drammi teatrali, tra cui “Il guardiano della soglia” (1912) in cui questa figura archetipica e i processi iniziatici vengono rappresentati scenicamente.
Carl Gustav Jung, il famoso psicologo, sebbene non abbia utilizzato la locuzione esatta “guardiano della soglia” con la stessa enfasi e definizione esoterica di Steiner, esprime in modo profondamente radicato il concetto nella sua psicologia analitica, in particolare nel contesto del “Viaggio dell’eroe”, che è stato poi reso popolare da Joseph Campbell, fortemente influenzato da Jung.
- Archetipo dell’ombra: per Jung il guardiano della soglia può essere interpretato come una manifestazione dell’archetipo dell’ombra. L’ombra rappresenta gli aspetti repressivi, negati o non riconosciuti della personalità, come scritto poco sopra. L’incontro con il guardiano è il confronto con questa parte di sé , una sfida necessaria per l’integrazione e il processo di individuazione, ovvero il percorso verso la totalità e la completezza del sé.
- Resistenza al cambiamento: in un senso più ampio, il guardiano della soglia nella psicologia junghiana simboleggia tutte le forze interiori (paure, ansie, nevrosi, attaccamenti) che oppongono resistenza al progresso psicologico e spirituale dell’individuo. Superare il guardiano significa affrontare e integrare queste resistenze.

Ci sono stati altri autori che hanno trattato il tema, come Edward Bulwer Lytton nel suo romanzo occulto del 1842 “Zanoni”. In questo romanzo viene introdotta una figura che può essere considerata un precursore del concetto moderno di guardiano della soglia, noto come il “Dweller of the Threshod”, l’abitante della soglia. Questo romanzo ebbe una grande influenza sugli ambienti esoterici successivi, come Madame Blavatsky, la fondatrice della teosofia, che riprese e sviluppò il concetto di abitante della soglia nei suoi scritti influenzata dall’autore.
Possiamo ricordare anche Tommaso Palamidessi, che nell’ambito dell’archeosofia , una disciplina esoterica italiana, nel “quaderno di archeosofia” numero 10 “I guardiani delle soglie e i cammino evolutivo”, pubblicato nel novembre del 1969, affronta il concetto di guardiano come un elemento fondamentale del percorso iniziatico. Nel contesto dell’archeosofia di Palamidessi, questi guardiani non sono necessariamente entità esterne o demoniache, ma possono essere manifestazioni della nostra stessa psiche, ostacoli interni che si frappongono al progresso della coscienza. I testo suggerisce che il cammino evolutivo è costellato da queste soglie sorvegliate da guardiani, che possono presentarsi in forme diverse, agire in maniera sottile e invisibile per ostacolare il cambiamento interiore . Palamidessi esplora la natura di questi guardiani sottolineando come spesso siano legati alla nostra personalità e ai nostri istinti di autoconservazione, che non desiderano che cambiamo . Si parla anche degli elementali come base per la creazione di questi guardiani, intesi come entità legate alla materia eterica, astrale e mentale. Il quaderno invita una profonda riflessione sulla costituzione occulta dell’uomo e sulla necessità di affrontare questi ostacoli interiori per proseguire nel cammino di crescita spirituale.

Da ricordare anche Eliphas Levi che, pur non avendo coniato il termine “guardiano della soglia” nella stessa accezione di Steiner, nei suoi scritti sulla magia cerimoniale sull’incontro con l’entità astrale e i pericoli del lato oscuro dell’occultismo sono contenuti elementi che possono essere interpretati come incontri con i guardiani o forze che proteggono i misteri o che mettono alla prova l’iniziato. Per Levi il guardiano della soglia non è tanto un’entità fisica esterna, quanto una manifestazione delle paure, dei dubbi, dei vizi e delle imperfezioni interiori dell’iniziato. E’ una sorta di ombra che si materializza o si percepisce nel momento in cui l’aspirante mago o studioso di esoterismo si avvicina a livelli di conoscenza o di coscienza superiori. In sostanza, il guardiano rappresenta le proprie debolezze e il proprio inconscio negativo. L’iniziato, nel suo percorso, è chiamato a confrontarsi con tutto ciò che lo limita, lo trattiene e lo inganna. Il guardiano è la personificazione di queste forze interiori, la prova della dignità per superare il guardiano, ma non è sufficiente la conoscenza teorica, quanto è necessaria una purificazione interiore, un’etica salda e una volontà incrollabile. Solo chi ha lavorato su se stesso, superando i propri limiti e le proprie illusioni, può passare oltre punto il limite tra il mondo ordinario e quello sopra sensibile: il guardiano si frappone fra la realtà comune e i piani superiori, proteggendo i segreti della magia e dell’occultismo da chi non è pronto a gestirlo e potrebbe abusarne. E’ una barriera che impedisce ai profani di accedere a conoscenze pericolose o di manipolare forze che non comprendono, un’opportunità di crescita: affrontare il guardiano non è solo un ostacolo, ma un momento cruciale di autoconoscenza e trasformazione. Superarlo significa integrare le proprie ombre e acquisire maggiore consapevolezza e potere sul proprio essere, Nei suoi scritti la figura del guardiano è legato alla necessità di una preparazione morale e spirituale imprescindibile per chiunque voglia addentrarsi nelle pratiche magiche ed esoteriche. Senza questa purificazione, il guardiano si presenterà in forme sempre più terrificanti, bloccando il progresso dell’iniziato o addirittura portandolo alla rovina.

Se il concetto di guardiano della soglia è antico e universale, ritrovabile nei miti e nei riti di passaggio, questi autori citati, in modo particolare Steiner e Jung, sono stati i primi autori dell’ambito esoterico moderno a fornire una profonda interpretazione esoterica e psicologica come archetipo dell’incontro del guardiano della soglia.
Mi sento di menzionare la Tavola VIII, “La chiave del mistero”, tratta dalle Tavole di Smeraldo di Thoth l’atlantideo, in cui vengono menzionati i “guardiani o segugi della barriera”, dai quali si può scappare solo lungo i circoli, attraverso movimenti curvilinei. In questa tavola Thoth descrive la sua esperienza di fuga da queste entità sottolineando che si muovono solo attraverso gli angoli, e che l’unico modo per sfuggire loro sia attraverso i movimenti curvilinei e circoli. Viene anche raccomandato di tornare al proprio corpo attraverso i circoli se si sente il “latrato di un segugio” mentre si è fuori dal corpo. Per quanto sia importante ricordare che le Tavole di Smeraldo siano una versione pubblicata da Maurice Doreal, considerata da molti un testo pseudo storico, i contenuti sono validissimi, e meritano attenzione e meditazione.
Le Tavole di Thoth verranno riprese in considerazione in seguito.
qui il relativo video sul mio canale you tube
Ogni bene.
Vania Nadia Franceschini